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lunedì 14 dicembre 2015

The Typewriter - Leroy Anderson 1950

Si tratta di un brano geniale nella cui struttura compare uno strumento insolito: la macchina da scrivere! Composto da Leroy Anderson nel 1950, ha fatto il giro del mondo grazie a Jerry Lewis, che ha utilizzato questa sinfonia durante una scena del suo film Who’s Minding the Store? del 1963.

martedì 10 marzo 2015

Boardwalk Empire.. addio.

Si chiude con la quinta stagione la serie capolavoro prodotta da Martin Scorsese e interpretata da un magistrale Steve Buscemi.
Pur avendo ottenuto risultati eccellenti, frutto di un cast strepitoso, una produzione rigorosa e da una sceneggiatura che mescola sapientemente storia e finzione, Boardwalk Empire mi ha sempre dato l'impressione di non aver mai goduto del successo che meritava.
Dopo quattro stagioni strepitose, in cui i personaggi sono stati spogliati di ogni maschera, in un percorso  tanto intenso quanto mai scontato, si è giunto ad un epilogo dal sapore agrodolce, capace in otto puntate di sciogliere ogni nodo, attraverso ad una narrazione inedita rispetto al passato, senza scendere a facili compromessi, nel rispetto (fin dove possibile) della storia reale.
56 puntate per raccontare un periodo storico crudo e violento, quello dell'America degli anni 20, in cui si intrecciano le storie dei contrabbandieri, della mafia, dei militari sfuggiti alla Grande Guerra, dei conflitti razziali, di una finanza e di una politica in procinto di essere inghiottiti dalla modernità.
Per saperne di più sull'ultima stagione vi segnalo questa magnifica recensione, occhio agli spoiler, ma aggiungo ai grandi pregi evidenti di questa serie, anche una massiccia ed accurata selezione musicale, fatta di grandi classici e reinterpretazioni di brani ripescati da un passato lontano.
Tra le tante cose che si ricorderanno di questa serie, di certo la sigla iniziale sarà una di queste, con la colonna sonora dei The Brian Jonestown Massacre, ad incorniciare una sequenza di immagini che racchiudono tutta la storia: un elegante "Nucky" Thompson lascia il lungomare per la spiaggia, scrutando l'oceano che nel tempo di una sigaretta si sfoga in una tempesta che trascina a riva migliaia di bottiglie, sempre sotto lo sguardo severo di Nucky che, tornato il sereno, lascia la spiaggia, con le scarpe immacolate.

martedì 12 agosto 2014

Ciao

L'affetto è una cosa starna, spesso ci lega a persone distanti che hanno però avuto la capacità di emozionarci, regalarci un sorriso o farci commuvere, spesso regalandoci qualcosa di più che un semplice intrattenimento.
La forza di Robin Williams non era tanto nella tecnica o nella sua fisicità, il suo dono superava le semplici espressioni e gli ha permesso di interpretare centinaia di ruoli senza mai perdere la credibilità che risiedeva nei suoi occhi e in quelli di tutti i suoi personaggi.
Da Monk e Mindy fino a The Crazy Ones ho sempre seguito i suoi lavori, la cui presenza era per me sinonimo di qualità, anche nelle parti minori, anche se lontano da quel Robin Williams divertente che poteva affrontare grandi temi con il sorriso.
Grazie e buon viaggio.

sabato 7 giugno 2014

GHOSTBUSTERS!

Ricorre in queste settimane l'anniversario (30 anni!!) di Ghostbusters, il film che credo aver visto più volte in assoluto.
Ora, seppur discutibili, i miei gusti cinematografici pre e adolescenziali, si erano allineati in pieno con quelli di molti altri, visto che questo film resta uno dei successi maggiori che il botteghino americano ricordi.
Precursore in molti settori, dagli effetti speciali alla commedia horror, gode tuttora di numerosi fan tanto da ritagliarsi una dignitosissima 28a posizione nella classifica AFI's 100 Years... 100 Laughs, dedicato alle migliori commedie americane di tutti i tempi!
Assieme al film spopolò la colonna sonora, firmata da Ray Parker Jr., divenuta un tormentone internazionale.
Certo a vederlo (e sentirlo!) oggi porta tutto il peso degli anni 80, che ancorano questo film, ad un epoca apprezzata quasi esclusivamente da chi l'ha vissuta e che oggi risulta polverosa più di molte decadi che la precedono.
Moda, suoni e ironia si sono molto evoluti, ma il fascino di Ghostbusters per me rimane invariato e quando compare all'improvviso nelle programmazioni TV, nelle sue vesti vecchie di 30 anni, in contrasto con la modernità che lo circonda, riesce sempre e comunque a stregarmi!


sabato 31 maggio 2014

A113

A113 Sembra un semplice codice, ma da qualche tempo in alcuni ambienti se ne parla molto.
Tra mito e realtà, l'inserimento di simboli, numeri, suoni o immagini all'interno di film, dipinti o canzoni hanno fatto la fortuna di complottisti, ricercatori e curiosi.
Dietro questi "inserimenti" si nascondono spesso banali coincidenza ma qualche volta le cose vengono ben pianificate per i motivi più disparati.
Il fascino del messaggio occulto è quello più avvincente, ed è noto quanto questo sistema venga adottato come esca per catturare l'attenzione dei più curiosi e far quindi parlare dell'opera che lo cela.
Così, dietro a grandi tesi complottistiche si nascondono semplici porta fortuna, citazioni più o meno colte, riferimenti a date o personaggi che hanno ispirato gli autori o più tristemente farlocche operazioni commerciali.
A113 è un codice che compare con una certa ricorrenza in molte opere della Disney, in particolare nel suo comparto più tecnologico: la Pixar.
La "scoperta" ha scatenato il web, inondato da molteplici spiegazioni comprensive di contorti riferimenti biblici, di oscure voci sugli Illuminati e di ogni genere di traduzione di questo fantomatico messaggio cifrato, tanto da attirare l'attenzione dagli stessi interessati che, puntualmente, hanno svelato il mistero.
A113 è un banale riferimento alla classe dell'California Institute of Arts, dove molti dei grafici impegnati nelle animazioni hanno studiato. Quando uno di questi grafici necessitava di numeri e cifre per realizzare un codice, una targa o una semplice scritta, ecco utilizzare A113 come firma celebrativa della propria provenienza didattica.
Sicuramente questo non basterà ai tanti indagatori dell'occulto, anzi, parrà una pezza al mistero svelato, eterno circolo vizioso e fonte di nutrimento di ogni complotto che si rispetti.
Ciò non toglie che a me restino dubbi inquietanti, domande pressanti che resteranno ad infestare le mie certezze: Chi ha passato tanto tempo alla ricerca di questi segnali? Perchè? ...ma soprattutto... niente di meglio da fare?

mercoledì 28 maggio 2014

Gemelli di palco

La somiglianza che accomuna Will Ferrell e Chad Smith è impressionante. Nonostante i sei anni di differenza e la loro provenienza, i due sembrano fratelli, anzi gemelli.
Su questo si è spesso ironizzato in USA, dopotutto godono entrambi di un grande successo cosa che li ha spesso portati a citarsi.
Il primo è un attore famoso, produttore cinematografico e comico rinomato, il secondo musicista di spessore, più precisamente batterista dei Red Hot Chili Peppers.
A metterli a confronto ci ha pensato il Tonight Show Starring Jimmy Fallon, intervistando contemporaneamente due Chad Smith o se preferite due Will Ferrell nei panni di Chad Smith...
Insomma ... fate voi!

mercoledì 14 maggio 2014

King, Ramones e Pet Sematary

La passione di Stephen King per la musica non è un segreto, traspare da quasi ogni suo romanzo, attraverso citazioni frequenti fin dalle note dell'autore.
Tra le tante band di cui è fan compaiono i Ramones, più volte ricordati in alcuni suoi racconti e reclutati nel 1989 per la colonna sonora del film Pet Sematary.
Questo film, diretto dalla regista Mary Lambert, una delle pochissime donne di successo nel mondo dell'horror, è tratto dall'omonimo romanzo di King, pubblicato nel 1983.
I Ramones vengono inclusi nella colonna sonora viste le citazioni sul romanzo e, secondo alcuni, su stesso consiglio dell'autore che, come in tanti altri film tratti dalle sue opere, si ritaglia un piccolo cameo in cui comparire (qui fa il prete!).
I brani utilizzati per il film sono due ed entrambi diventeranno icone per la band, pur non godendo di una buona nascita.
Innanzitutto vennero inclusi nel disco Brain Drain, l'ultimo realizzato con Dee Dee Ramone al basso (poi sostituito da C.J. Ramone), pubblicato tra grandi contrasti interni alla band e accompagnato dalle tante voci di un probabile scioglimento.
Pet Sematary venne inoltre accolta polemicamente, tanto da essere candidata ai Razzie Award come peggior brano originale del 1989!
Anche il film non venne esaltato dalla critica, ma divenne un successo internazionale, esattamente come la la canzone omonima in linea con il romanzo ispiratore: il successo arriva dopo l'affossamento iniziale... coincidenza?
Il video, sempre in stile Ramones, è stato realizzato in un cimitero, con la band che suona in una fossa, come a scimmiotare se stessa e le voci che li volevano finiti.
Fortunatamente questo cimitero era vivente, e tutti i protagonisti che vi hanno "soggiornato", sopravviveranno in eterno attraverso le loro opere!

venerdì 27 settembre 2013

Through the Never

Io non dico nulla per evidente stato di esaltazione adolescenziale, ma di certo non mancherò all'appuntamento!!! YEAAAHHH!
Per saperne di più: WIKITALLICA


lunedì 10 settembre 2012

Addio Gigante buono!

Si è spento Michael Clarke Duncan, attore difficile da dimenticare, specie per il suo meraviglioso John Coffey nel MIGLIO VERDE, capolavoro di poesia e drammaticità.
Mi ci ero affezionato nel film che lo ha lanciato nel 1998 Armageddon, e vedendo questa scena si capisce perchè! Addio gigante buono!



venerdì 24 agosto 2012

Into the Wild



Per la serie, "bravo, hai scoperto l'acqua calda", ho visto per la prima volta il film INTO THE WILD, che in tante chiaccherate (semisobrie) tra amici, compariva puntualmente nell'elenco dei grandi capolavori del cinema.
Così, complice una torrida serata di agosto tra birretta e Autan, mi sono cimentato nella visione e manco a dirlo, ne sono stato rapito.
Certo non posso mettermi a fare una recensione (ne trovate a migliaia sul web ben più competenti!) ma posso, a mente calda, elencare alcuni di quegli elementi che per me hanno fatto la differenza:
La colonna sonora è meravigliosa, quanto la voce di Eddie Vedder che ha cantato gran parte delle canzoni che accompagnano le quasi tre ore del film.
Le immagini sono bellissime, rubate allo sterminato paesaggio americano e protagoniste quanto Emile Hirsch della pellicola.
La storia è ricca di dettagli, tutti veritieri ed emersi dalle lunghe e accurate ricerche dello stesso regista (Sean Penn), a cui va il merito di aver fortemente creduto nella toccante storia di Christopher McCandless, a cui il film è ispirato.
I personaggi che Alexander Supertramp (pseudonimo che McCandless scelse per la sua nuova vita) incontra nel suo viaggio sono raccontati e ripresi con stili diversi, quasi a sottolinerne i caratteri e le personalità, mantenendo un fortissimo legame con le terre che questi abitano.
La figura di Christopher McCandless è stata onorata senza sconfinare nelle banalità o nella celebrazione forzata. Debolezze e virtù vengono raccontate senza troppe moralizzazioni e il finale, di quelli che ti inchiodano al divano per tutti i titoli di coda, lascia aperti infiniti spazi di riflessione.
Infine le tante e meravigliose citazioni che riempono il film, siano grafiche, letterarie o musicali.
Citazioni importanti, più o meno fedeli alla realtà dei fatti ma sempre adatte e da scoprire.
Tra le tante ho riconosciuto (e qua me la tiro!) quella di Primo Levi:  Il mare non fa mai doni, se non duri colpi, e, qualche volta, un'occasione di sentirsi forti. Ora io non so molto del mare, ma so che qui è così. E quanto importi nella vita, non già di esser forti, ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa. 

Per chi come me non avesse ancora scoperto l'acqua calda, ma ha voglia di rimanerne piacevolemente colpito..


mercoledì 1 agosto 2012

Da Mario Bava a Ozzy Osbourne

Esiste un filo sottile che lega la storia di un genio Italiano a quello del "principe delle tenebre".
Mario Bava è stato un grandissimo regista Italiano, capace di cambiare il mondo del cinema e di gettare le basi per una serie impressionante di generi e stili.
Celebre per le sue intuizioni, Bava si è cimentato in ogni genere cinematografico, sperimentando nuove formule nella scenografie, negli effetti speciale, nelle sceneggiature e addirittura nelle tecniche di ripresa,  a prescindere da budget limiati e senza cercare ostinatamente il successo commerciale.
E' diventato infatti celebre come regista Horror, anche se sarebbe limitato, legarlo unicamente a questo filone.
Ispiratore di registi quali Tarantino, Scorsese,Burton e Polanski, la figura di questo artista in Italia (a differenza della Francia e degli USA dove è da sempre considerato un maestro), viene rivalutata solo dopo la sua morte, mentre durante la sua lunga carriera, fu spesso confinato nella sfera dei B-Movie.
Nel 1963 dirige il film I tre volti della paura, che poco alla volta divenne un classico del genere horror, distribuito anche all'estero, dove ottenne anche un discreto successo.
Tra coloro che si recarono al cinema in quegli anni, ci fu un certo Geezer Butler, colpito profondamente da questo film e dal suo titolo.
Ecco il filo che lega Ozzy a Mario Bava: Geezer Butler suonava il basso con il giovane Osbourne e il film di Bava, in Inghilterra, uscì con il nome di Black Sabbath

giovedì 22 marzo 2012

Ciao Tonino Guerra.

Tonino Guerra appartiene ad una generazione che credeva più al contenuto che al contenitore. Purtroppo per noi, artisti di questo calibro, ne nascono sempre di meno, ma fortunatamente, lasciano il segno.
Ciao Tonino.

giovedì 15 marzo 2012

Quando Horatio Caine difese Rambo

Ho detto che ne avrei fatto un post ed eccolo.
Dopo una profonda discussione sulla presenza di David Caruso, ovvero l'Horatio Caine di C.S.I. Miami, nel primo mitico RAMBO, ecco le prove: era già presente nel Trailer!!

PS: in effetti Caine era già un poliziotto buono!

lunedì 1 agosto 2011

Motel Woodstock

Ho letto, sentito, ascoltato e visto molto su Woodstock, naturalmente il festival.
Credo che tutti gli appassionati di musica ne abbiano sentito parlare, e di certo, tutti gli amanti dei rock "vintage" avrebbero voluto esserci!
Woodstock è diventato il concerto per antonomasia, un'evento che si è trasformato nel simbolo di una generazione, o meglio di una parte di quella generazione.
Il 1969 è stato un anno cruciale per gli Stati Uniti d'America, ma tutto il mondo era in sobbuglio. Basti pensare che il 1969 è l'anno della strage di Piazza Fontana, della salita al potere di Gheddafi e delle immense conquiste spaziali. USA e Unione Sovietica, si sfidavano oltre i confini della terra, in piena Guerra Fredda, lanciando le prime sonde verso marte e mandando i primi uomini sulla luna (Armstrong e Aldrin). Ma soprattutto negli Usa le contraddizioni non erano mai state così forti. Da un lato le missioni spaziali (nello stesso anno partono l'Apollo 11 e l'Apollo 12), le nuove scoperte tecnologiche e un generale benessere sociale, faceva sognare una popolazione che sfondava il tetto demografico di 200 milioni!
Dall'altra le rivolte interne, l'esplosione dei movimenti per diritti civili, le mobilitazioni giovanili e le ribellioni della cultura hippie, in netta contrapposizione con gli impegni militari dei governi e la deriva capitalista.
Proprio nel 1969 gli Usa raggiunsero quota 550.000 soldati nella guerra del Vietnam, guerra fortemente criticata e osteggiata dentro e fuori il paese.
In tutto questo tumulto alcuni giovani, con grandi disponibilità economiche, sfruttarono le correnti per ricavarne guadagni e gloria, in una serie sterminata di iniziative e progetti, che ora si mescolano tra leggenda e realtà.
Fatto sta' che venne creato Woodstock, per alcuni il più grande festilval di musica e libertà, per altri un sapiente progetto per distrarre l'opinione pubblica in un delicatissimo momento politico, per altri ancora un progetto economico "sfuggito di mano", per altri il più grande raduno di "fattoni" e spacciatori .. insomma più ci si informa e più ci si confonde, ma forse sono tutte tante piccole verità.
Il film che ho visto l'altra sera parla proprio di questo periodo, e parla proprio del festival di Woodstock, ma non dalla parte degli organizzatori (già fatto..), nemmeno dalla parte musicale (già strafatto..) o ancora dal punto di vista del movimento hippie (già strarifatto..).
Questa volta il festival è solo un contorno, un'occasione che travolge la vita di chi si trova ad averci a che fare.
Tratto da una storia vera, romanzata quel tanto che basta da renderla piacevolmente brillante, si tratta una commedia dai sapori nostalgici, che racconta i sogni e la vita della gente di provincia, a volte in contrapposizione e a volta in piena armonia allo stile liberatorio e dissacrante del popolo di Woodstock.
Il film non cita mai direttamente quanto accade sul palco del festival, non si parla degli artisti se non in modo indiretto, non si parla della situazione politica se non sui manifesti e i cartelli che svettano tra i ragazzi.
Dopotutto oggi che importanza hanno le defezioni dei Led Zeppelin, il mancato accordo con i Beatles che avrebbero potuto suonare proprio li uno dei loro ultimi concerti, i disaccordi commerciali con gli Who, le polemiche sulla vendita dei biglietti per poi aprire a tutti il concerto... Queste cose restano interessanti curiosità da documentario, da appassionati del rock e della storia della musica.
Ma il ritratto che Woodstock lascia al mondo è qualcosa che va oltre a tutti questi particolari, e questo film regala uno stralcio di questa eredità, attraverso gli occhi di chi ha vissuto questo evento senza esserne per forza coinvolto politicamente, musicalmente o socialmente.
Si vede la paura della gente venire meno quando si incontrano questi giovani scapestrati che non sono i terribili mostri descritti dai giornali, e si vedono vacillare alcuni ideali di cui gli hippie si facevano portabandiera. Insomma, una bella storia nelle tante contraddizioni di un momento che ha segnato il modo di vivere e di pensare di un'intera generazione.
Un bel film da godersi con la consapevolezza che un tempo, tutto questo è stato possibile!

lunedì 13 giugno 2011

Vincent

Nel 1982 il giovane Timothy William Burton fa il suo esordio con questo cortometraggio girato in stop motion, che conquista la critica dell'Ottawa International Animation Festival. Oggi Timothy si fa chiamare Tim Burton ed è uno dei più grandi personaggi dark del cinema e dell'animazione mondiale.
E' bello vedere come negli anni, alcuni aspetti del suo modo artistico non siano cambiati.

mercoledì 2 febbraio 2011

Una Notte da Leoni

Per la serie cinema impegnato, la scorsa settimana, ci siamo ammazzati dalle risate guardando questo spassoso film del 2009!
Todd Phillips, già regista di Road Trip,Starsky & Hutch e Scuola per Canaglie, firma questa divertentissima commedia con il mitico Zacharius Knight Galifianakis (Adam nel film), attore di origine greche che è espoloso dopo questo film, e che arriva queste settimana sugli schermi con "Parto col Folle", ancora una volta diretto da Phillips!
Se amate le situazioni al limite, personaggi incredibili e tanta leggerezza non perdetevelo, anche perchè, è ufficiale, tra qualche mese, uscirà il sequel!!

lunedì 17 gennaio 2011

Al Capone

Oggi 112 anni fa, nasceva un certo Alphonse Gabriel Capone nel quartiere di Brooklyn (New York) da genitori emigranti provenienti da Castellammare di Stabia.
Alphonse, detto Al, divenne poco alla volta uno dei più grandi personaggi della storia malavitosa americana, entrando nel mito, anche se quello più sanguinario, consacrato da cinema e letteratura. Se si legge la sua biografia ci si trova davanti ad un personaggio che sembra provenire dritto dritto da un romanzo, di quelli polizieschi, di quelli che proprio lui ha influenzato ed ispirato.
Una carriera partita dalla strada, che gli regala notorietà e cicatrici, tanto da valergli il celebre nome di Scarface. In vent'anni questo boss, con la sua schiera di fedelissimi e spietati collaboratori, ha gettato le basi della criminalità organizzata negli Usa, cavalcando la corruzzione negli anni del proibizionismo ed intuendo le potenzialità del riciclaggio in attività legali. La corruzzione e la violenza senza pari gli permisero di mettere a libro paga importanti autorità politiche che proteggiavano i suoi traffici, tanto da consacrarlo a boss indiscusso della criminalità di Chicago in continua espansione.
L'ascesa però non fu eterna e già nella seconda metà degli anni '30, Capone si trovò davanti una strada accidentata, che lo portò spesso in tribunale e alcune volte in carcere, fino ad arrivare ad Alcatraz (per evasione fiscale, dopo una legge "contra personam"), dove i suoi soldi non poterono più assicurargli protezione e lussi.
La sifilide lo riportò fuori qualche anno dopo, ma gli causò anche alcuni problemi mentali, che impedirono il suo rientro nel mondo del crimine. Si spese a 48 anni in seguito ad un ictus, lasciando al mondo un'eredità di sangue, mito ed ispirazione.
Proprio quesa ispirazione ha portato a film quali "Gli intoccabili", i due "Scarface", "Il massacro del giorno di S.Valentino", "l'Ultimo Gangser" e centinaia di richiami e citazioni. Per non parlarare della letteratura, dei romanzi e in alcuni casi anche nella musica.
Celebri sono "Al Capone" di Prince Buster (uno dei padri giamaicani dello ska e del rockstady) e "Young Al Capone" dei Rancid.
Proprio la scorsa settimana, su sky cinema, è partita quella che è stata già definita la serie dell'anno: "Boardwalk Empire". che vanta tra i produttori nientemento che Martin Scorsese e che raccota proprio della vita criminale americana degli anni 20.






lunedì 27 dicembre 2010

I Ragazzi di Dicembre

Conosco Peter Cincotti dal suo 'On the Moon' (grazie Franco!), disco del 2004, opera marcatamente jazz che ne consarcrò la carriera aprendogli le porte del grande pubblico, che riuscirà a conquistare, però, solo con il più celebre, 'East of Angel town' del 2007. I due dischi sono molto diversi tra loro e completano un percorso di 4 pubblicazioni ricco di contaminazioni ed in continua crescita. Cincotti infatti nasce come pianista e cresce come compositore e cantautore. Affermato nel mondo del Jazz, vincitore di importanti premi e collezzionista di riconoscimenti, solo nel 2007 si affaccia al mondo del pop, con la bellissima Goodbye Philadelphia, canzone che sarà il suo singolo più venduto ed apprezzato.
In questo disco c'è però un'altra traccia che mi ha conquistato, la splendida Decembre Boys, canzone che compare anche nell'ononimo film I Ragazzi di Dicembre.
Incuriosito dalla cosa mi sono ripromesso di vederlo e qualche anno dopo l'uscita nelle sale, ho mantenuto la promessa scoprendo così un ottimo film sull'amicizia.
December Boys è una produzione australiana, diretta da Rod Hardy, all'epoca diventata famosa anche per la partecipazione nel cast di Daniel Radcliffe (Herry Potter). Si tratta di un ritratto romantico e malinconico di un'estate speciale per alcuni ragazzi ospiti di un orfanotrofio, esperienza che segnerà la loro esistenza per sempre. Il tutto viene ricordato attraverso gli occhi ingenui e sognanti di Nebbia, il più piccolo dei quattro amici.
Un film dedicato agli amanti della lacrima facile, sottolineato dalla bellissima opera di Cincotti.



martedì 30 novembre 2010

Spenti i riflettori.

La loro scomparsa ha tutto meno che le tinte della commedia, eppure per tutti sono stati due artisti che tanto hanno regalato alla commedia, sia quella tradizionale italia, con quelle tinte di realismo ed eleganza che tanto mancano alla commedia di oggi, sia a quella più demenziale, irresistibile e dissacrante.
Se ne vanno due uomini che hanno dato tanto al cinema, ma che sopprattutto hanno regalato a noi tanti tanti sorrisi. Addio Mario Monicelli, addio Leslie Nielsen