Questa fotografia è entrata nella storia del rock, unica, per esempio, ad essere finita in copertina di Rolling Stone per ben due volte.
E' stata scattata nel 1967 al Festival Pop di Monterey, da un giovane fotografo alle prime esperienze: Ed Caraeff.
Venne inviato al festival per documentare il festival e rischiò di non essere ammesso in quanto il pass che gli spettava era già stato rivendicato da qualcun altro.
Caraeff riuscì comunque ad essere accreditato e si posizionò di fronte al palco per tutto il concerto.
Al termine dell'esibizione Jimi Hendrix compì uno dei suoi gesti più celebri incendiando la sua chitarra.
Ed, a pochi passi dal chitarrista scattò una delle ultime fotografie del suo rullino e, senza saperlo, realizzò una delle fotografie più famose della storia del rock.
Spazio aperto per tutti! Un luogo dove condividere notizie, consigli, recensioni, pensieri, progetti e musica! Il Concerto per un Amico attivo tutto l'anno! Vuoi diventare autore del blog? contattaci!
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giovedì 7 maggio 2015
venerdì 23 gennaio 2015
L'unico
Su Focus.it si trova un'interessante galleria fotografica che raccoglie alcuni scatti rari ed importanti della storia.
Tra queste mi ha colpito questa che ritrae il varo di una nave tedesca nel 1936 al cospetto di Hitler.
Lo scatto immortala la folla impegnata in un collettivo saluto romano, saluto non condiviso da una sola persona, dalle braccia incrociate e dallo sguardo perplesso.
Si tratta di August Landmesser, iscritto al partito nazista ma sposato con una ragazza ebrea, in chiaro disaccordo con la dottrina del Fuhrer. Questo suo matrimonio gli costò lo stesso anno l'espulsione del partito e negli anni successivi la deportazione in un campo di lavoro. Non si tratta di una storia a lieto fine, in quanto la moglie rimase vittima in un campo di sterminio e lui morì pochi anni dopo arruolato a forza in un battaglione di disciplina.
Questo scatto però immortala il suo essere unico, magra ma immortale consolazione.
Tra queste mi ha colpito questa che ritrae il varo di una nave tedesca nel 1936 al cospetto di Hitler.Lo scatto immortala la folla impegnata in un collettivo saluto romano, saluto non condiviso da una sola persona, dalle braccia incrociate e dallo sguardo perplesso.
Si tratta di August Landmesser, iscritto al partito nazista ma sposato con una ragazza ebrea, in chiaro disaccordo con la dottrina del Fuhrer. Questo suo matrimonio gli costò lo stesso anno l'espulsione del partito e negli anni successivi la deportazione in un campo di lavoro. Non si tratta di una storia a lieto fine, in quanto la moglie rimase vittima in un campo di sterminio e lui morì pochi anni dopo arruolato a forza in un battaglione di disciplina.
Questo scatto però immortala il suo essere unico, magra ma immortale consolazione.
sabato 29 novembre 2014
Bellezza Manipolata
Boggie è una cantante ungherese che ha vissuto un successo internazionale grazie a questo video, diventato virale nel gennaio scorso.
Nel video, mentre lei canta, si vedono una serie di ritocchi digitali atti a trasformare la sua prima immagine acqua e sapone, in una figura decisamente più appariscente!
Nel video, mentre lei canta, si vedono una serie di ritocchi digitali atti a trasformare la sua prima immagine acqua e sapone, in una figura decisamente più appariscente!
lunedì 23 giugno 2014
Mini Kiev
Della capitale Ucraina ultimamente si è parecchio parlato a causa delle manifestazioni generate dalla delicata questione con la Russia.
Questo non rende giustizia al fascino di una città antica e ricca di colori, costantemente in balia di fermenti sociali che ne hanno fatto negli anni la ricchezza e la disgrazia.
Le culture che la abitano e le tempeste politiche che l'attraversano sono figlie di una posizione strategica di cui ha goduto fin dalla sua nascita.
Ho molto apprezzato questo video su Kiev, realizzato da Efim Graboy e Daria Turetski, per celebrare i colori della primavera nella città, evento talmente sentito da vedersi intitolate un festival nell'ultimo week end di maggio.
Il video è realizzato attraverso una lunga serie di scatti, usando una tecnica chiamata Tilt Shift.
Si tratta di modificare le fotografie (possibilmente rappresentanti ampi spazi ripresi dall'alto) e sfumarne la base e la parte superiore, lasciando così a fuoco la parte centrale, accentuandone il contrasto per ottenere una nitidezza dei colori molto decisa.
In questo video il frenetico movimento delle persone e dei veicoli acquista una diversa prospettiva, quasi minimale nei confronti della città, che sembra cosi' immune da chi la abita e da ciò che la percorre.
La canzone che accompagna le immagini è May Flowers di Adam e Jez Burns.
MiniLook Kiev from Okapi on Vimeo.
Questo non rende giustizia al fascino di una città antica e ricca di colori, costantemente in balia di fermenti sociali che ne hanno fatto negli anni la ricchezza e la disgrazia.
Le culture che la abitano e le tempeste politiche che l'attraversano sono figlie di una posizione strategica di cui ha goduto fin dalla sua nascita.
Ho molto apprezzato questo video su Kiev, realizzato da Efim Graboy e Daria Turetski, per celebrare i colori della primavera nella città, evento talmente sentito da vedersi intitolate un festival nell'ultimo week end di maggio.
Il video è realizzato attraverso una lunga serie di scatti, usando una tecnica chiamata Tilt Shift.
Si tratta di modificare le fotografie (possibilmente rappresentanti ampi spazi ripresi dall'alto) e sfumarne la base e la parte superiore, lasciando così a fuoco la parte centrale, accentuandone il contrasto per ottenere una nitidezza dei colori molto decisa.
In questo video il frenetico movimento delle persone e dei veicoli acquista una diversa prospettiva, quasi minimale nei confronti della città, che sembra cosi' immune da chi la abita e da ciò che la percorre.
La canzone che accompagna le immagini è May Flowers di Adam e Jez Burns.
MiniLook Kiev from Okapi on Vimeo.
mercoledì 11 giugno 2014
Corpi d'arte
Il Body Painting è una delle forme d'arte più antiche e trasversali che l'umanità abbia sviluppato. Si tratta in sostanza della colorazione di alcune parti o di tutto il corpo, attraverso l'utilizzo di sostanze e tecniche differenti.
Emma Hack è un'artista Australiana, famosa per le sue opere che spesso fondono questa tecnica con la pittura di sfondi. Le sue fotografie sono diventate molto famose e nel 2012 ha realizzato il videoclip per la canzone Somebody That I Used To Know di Gotye.
Poco tempo fa un'altra opera della Hack ha riscosso un grande successo: Body Crash.
Si tratta di un assemblato di 17 tra uomini e donne, che sapientemente mescolati e dipinti si sono trasformati in un'auto incidentata. Questo progetto è stato utilizzato in una campagna per la sensibilizzazione alla guida prudente.
Sito ufficiale: http://www.emmahackartist.com.au/
Emma Hack è un'artista Australiana, famosa per le sue opere che spesso fondono questa tecnica con la pittura di sfondi. Le sue fotografie sono diventate molto famose e nel 2012 ha realizzato il videoclip per la canzone Somebody That I Used To Know di Gotye.
Poco tempo fa un'altra opera della Hack ha riscosso un grande successo: Body Crash.
Si tratta di un assemblato di 17 tra uomini e donne, che sapientemente mescolati e dipinti si sono trasformati in un'auto incidentata. Questo progetto è stato utilizzato in una campagna per la sensibilizzazione alla guida prudente.
Sito ufficiale: http://www.emmahackartist.com.au/
martedì 4 marzo 2014
Bullet Time in musica
Bullet Time è un marchio registrato dalla Warner Bros, operazione fatta dopo il grande successo di Matrix, in cui alcune scene divennero più celebri del film stesso.
Si tratta di una tecnica di ripresa che consente di fotografare un determinato movimento da tutte le angolazioni possibili e successivamente di montarle assieme utilizzando i fotogrammi a velocità ridotte.
Questo crea uno straordinario effetto slow-motion che esalta la profondità e il movimento dell'azione.
Il Bullet Time non è però un'invenzione recente, infatti sfrutta una tecnologia nata con il cinema, ovvero l'iterazione tra tanti fotogrammi d'immagine, riprodotti in successione.
Mentre nelle riprese tradizionali questo avviene da un unico punto di vista (quello della telecamera), nel Bullet Time si mescolano le immagini provenienti da tantissime macchine da presa, andando ad esaltare l'esatto istante del movimento interessato.
Se lo sviluppo di tale tecnica è culminato nel film dei fratelli Wachowski, sono stati tanti gli utilizzi che ne è stata fatta, dal cinema allo sport, dalla pubblicità ai documentari, senza, naturalmente, tralasciare la musica.
Fin dalla seconda metà degli anni 80, infatti, sono numerosi i video clip basati sul Bullet Time, a partire da Midnight Mover degli ACCEPT, seguito dal ben più celebre Like a Rolling Stone, cover di B.Dylan reinterpretata dai The Rolling Stones.
Si tratta di una tecnica di ripresa che consente di fotografare un determinato movimento da tutte le angolazioni possibili e successivamente di montarle assieme utilizzando i fotogrammi a velocità ridotte.
Questo crea uno straordinario effetto slow-motion che esalta la profondità e il movimento dell'azione.
Il Bullet Time non è però un'invenzione recente, infatti sfrutta una tecnologia nata con il cinema, ovvero l'iterazione tra tanti fotogrammi d'immagine, riprodotti in successione.
Mentre nelle riprese tradizionali questo avviene da un unico punto di vista (quello della telecamera), nel Bullet Time si mescolano le immagini provenienti da tantissime macchine da presa, andando ad esaltare l'esatto istante del movimento interessato.
Se lo sviluppo di tale tecnica è culminato nel film dei fratelli Wachowski, sono stati tanti gli utilizzi che ne è stata fatta, dal cinema allo sport, dalla pubblicità ai documentari, senza, naturalmente, tralasciare la musica.
Fin dalla seconda metà degli anni 80, infatti, sono numerosi i video clip basati sul Bullet Time, a partire da Midnight Mover degli ACCEPT, seguito dal ben più celebre Like a Rolling Stone, cover di B.Dylan reinterpretata dai The Rolling Stones.
lunedì 16 settembre 2013
Playing For Change, Stand By Me
Mentre venti di guerra soffiano sul mondo, riscopro quello che è stato uno dei progetti più belli (almeno per me) mai realizzati per la pace.
Si tratta di Playing For Change e della super band che ne è nata.
Se volete conoscere meglio il progetto potete andare QUI, se invece vi accontentate di un riassunto striminzito e approssimativo, posso dirvi che un produttore discografico e un'ingegnere del suono\musicista\videomaker\fotografo (Mark Johnson e Enzo Buono), hanno girato il mondo proponendo ad artisti di strada l'interpretazione di grandi classici della musica.
L'esecuzione doveva avvenire nel loro stile, con i loro strumenti e nei luoghi d'incontro, il tutto ripreso e registrato.
A questo è seguito un abile mixaggio che ha dato vita ad una band internazionale piena di suoni, colori e capace di riunire sotto la stessa canzone il mondo intero.
Esiste una fondazione che persegue importanti e ambiziosi progetti, chissà che qualcuno voglia saperne di più e magari appoggiarli o semplicemente acquistare i loro lavori!
Ecco la magia che è nata da tutto questo:
Stand By Me | Playing For Change | Song Around The World from Concord Music Group on Vimeo.
giovedì 21 marzo 2013
Primavera in TimeLapse
Quale modo migliore per celebrare il primo giorno intero di primavera, se non la meraviglia dello sbocciare dei fiori.
Questo video è stato realizzato da una giovane fotografa proveniente della Repubblica Ceca, Katka Pruskova, che attraverso alla tecnica del TimeLapse ha scattato per quasi 730 ore la bellezza di 7100 fotografie.
Il risultato è stato esaltato dal brano Arrival of the Birds degli inglesi The Cinematic Orchestra, pezzo estratto dalla colonna sonora del documentario Disney Il mistero dei fenicotteri rosa del 2008.
Flowers Timelapse from Katka Pruskova on Vimeo.
venerdì 8 febbraio 2013
Nebbia
A meno che non debba guidare, devo ammettere che la nebbia mi affiscina.
Rende spettrale il paesaggio e, come la neve, veste il mondo in cui vivi di abiti nuovi.
Caleb & Shawn sono due amici registi (Videomakers per esattezza!) che condividono la passione per la fotografia e la vita all'aria aperta.
Hanno pubblicato sul loro profilo Vimeo questo bel video che vi segnalo, corredato della meravigliosa ballata in stile Nick Drake (rimodernizzato) di Ben Howard.
Howard è un giovane cantautore britannico, classe 1987, noto nell'ambiente della musaica neo-acustica e giunto, dopo una lunga serie di EP, alla pubblicazione del suo primo album Every Kingdom, che contiene appunto questo bel brano dal titolo Gracious.
Fog from Caleb & Shawn on Vimeo.
Rende spettrale il paesaggio e, come la neve, veste il mondo in cui vivi di abiti nuovi.
Caleb & Shawn sono due amici registi (Videomakers per esattezza!) che condividono la passione per la fotografia e la vita all'aria aperta.
Hanno pubblicato sul loro profilo Vimeo questo bel video che vi segnalo, corredato della meravigliosa ballata in stile Nick Drake (rimodernizzato) di Ben Howard.
Howard è un giovane cantautore britannico, classe 1987, noto nell'ambiente della musaica neo-acustica e giunto, dopo una lunga serie di EP, alla pubblicazione del suo primo album Every Kingdom, che contiene appunto questo bel brano dal titolo Gracious.
Fog from Caleb & Shawn on Vimeo.
sabato 14 luglio 2012
Quando i Dredg incontrano Merkley???
Se amate i colori forti, le composizioni al limite del surreale, le modelle seminude e la fotografia glamour, non resterete delusi dagli scatti di "Merkley???".
Merkley??? è un'artista che da qualche anno sta spopolando, sia sul web, dove le sue foto sono tra le più cliccate, sia nel jet set, dove schiere di ragazzi fanno la fila per essere immortalati dal suo obiettivo.
Irriverente e a volte un po' provocatorio non vuole essere definito un fotografo ma il suo spazio su Flickr dice il contrario.
Come al solito non mi azzardo in giudizi o pareri su una disciplina che non conosco, ma ho molto apprezzato l'incotro di questo personaggio con i Dredg, band alternative e prog che da anni seguo con ammirazione.
Capita però che i Dredg finiscano in alcuni scatti di Markley??? e che il clip del loro singolo "UPON RETURNING" (estratto da Chuckles & Mr. Squeezy 2011) venga diretto proprio da lui, con buona pace per le atmosfere sbiadite e cupe a cui ci avevano abituati.
Mancano le modelle seminude in pose provocanti (sarebbe stato troppo), ma il risultato è piacevole e divertente, come gran parte degli incontri che non ti aspetti.
venerdì 11 maggio 2012
Il pescatore di Immagini
Robert Doisneau è stato un fotografo, ma prima di questo è stato un'osservatore.
Celebrato da Google qualche tempo fa, in occasione del centenario della sua nascita, è diventato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista, catturando nella città di Parigi gran parte dei suoi scatti migliori, raccontandone, in bianco e nero, la vita nelle strade ed immortalando tutte quelle persone che la componevano.
Non mi permetto di giudicarne tecnica e doti artistiche, sono pericolosamente ignorante in materia, ma leggendo alcune sue interviste sono rimasto affascinato dalle sue parole, dalla sua filosofia e dalla spiegazione che amava dare del proprio lavoro.
Così tra fotografie e parole è possibile avvicinarsi al mondo di Robert Doisneau e persino, con tutti i limiti della cosa, costruirne una memoria (come suona Andy McKee).

Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.
Un centesimo di secondo qui, un centesimo di secondo là... anche mettendoli in fila, rimangono solo un secondo, due, forse tre secondi... strappati all'eternità.
Celebrato da Google qualche tempo fa, in occasione del centenario della sua nascita, è diventato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista, catturando nella città di Parigi gran parte dei suoi scatti migliori, raccontandone, in bianco e nero, la vita nelle strade ed immortalando tutte quelle persone che la componevano.
Non mi permetto di giudicarne tecnica e doti artistiche, sono pericolosamente ignorante in materia, ma leggendo alcune sue interviste sono rimasto affascinato dalle sue parole, dalla sua filosofia e dalla spiegazione che amava dare del proprio lavoro.
Così tra fotografie e parole è possibile avvicinarsi al mondo di Robert Doisneau e persino, con tutti i limiti della cosa, costruirne una memoria (come suona Andy McKee).

Un fotografo che ha immortalato un momento splendido, una posa accidentale di qualcuno o di uno splendido scenario, ha scoperto un tesoro.
Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.
Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente.
Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. E' una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.
Un centesimo di secondo qui, un centesimo di secondo là... anche mettendoli in fila, rimangono solo un secondo, due, forse tre secondi... strappati all'eternità.
giovedì 10 marzo 2011
Rosa Rossa

Ho visto questa stampa nell'ufficio di Francesca e mi ha immediatamente colpito.
Non mi intendo di fotografia, appena qualche cenno forse, ma resto ben saldo in una beata ignoranza che però non mi impedisce (anzi.. forse mi facilita) un giudizio spontaneo e sincero.
Così vengo a conoscenza del lavoro di un giovane fotografo per passione: Stefano Smeriglio.
I suoi lavori sono visibili presso il suo sito internet che vi consiglio caldamente di visitare, in cui troverete altri scatti altrettanto affascinanti, segno di uno stile tutt'altro che improvvisato!
La sua passione per la fotografia è piuttosto datata, ma solo ultimamente ha avuto l'occasione di essere assecondata, e come si può vedere con ottimi risultati.
Sul sito Stefano si presenta così:
Fotografare è la mia passione. Mi considero soddisfatto solo quando riesco a far “parlare” la fotografia.
Dedico gran parte del mio tempo a realizzare scatti, sempre con l’intento di cogliere l’attimo negli eventi, negli animali, nelle cose e nelle manifestazioni più varie della natura.
Amo la spontaneità e mi affido all’intuizione. I risultati migliori infatti li ottengo quando fotografo all’insaputa del soggetto, e la foto è pura espressività.
Infine, penso alla fotografia come ad un’arte che matura e si evolve attraverso la passione, l’impegno e a una continua ricerca.
martedì 13 aprile 2010
Rage Against The Machine - Rage Against The Machine (1992)

Era il 1992 quando uscì questo disco che definirei storico per tanti motivi. Innanzitutto il genere, il Rap-Metal (come definito allora, poi adottato dal crossover, poi political-core per i testi ecc..) dei RATM non aveva le contaminazioni che i Red Hot Chili Peppers, i primi Faith no More, i Run DMC avevano sdoganato (Hip Hop, Rock, Funky), ma grazie alla voce e la rabbia di Zack de la Rocha e alla creatività di Tom Morello, erano in grado di evitare sintetizzatori, basi e magheggi elettronici, realizzando un suono diretto e senza compromessi, divenuto il segno che più li contraddistingue. Poi il loro marcato impegno politico-sociale, sempre al centro di ogni testo, a giustificarne l’enorme carica energica e rivoluzionaria, le loro battaglie per le minoranze sociali e contro le censure, senza scendere mai a compromessi, anche davanti alle critiche che polemizzavano riguardo al loro contratto con la Epic Records (sussidiaria della Sony, multinazionale “del sistema”), alle quali loro risposero affermando che è inutile lanciare un messaggio se nessuno può ascoltarlo, e fino a quando non ci fossero state ingerenze sulla loro produzione avrebbero approfittato di un canale distributivo così potente.
Questo disco, vero e proprio capolavoro, non si risparmia in niente, a partire dalla copertina, con la fotografia scattata da Malcom Browne che ritrae l’immolazione del monaco buddista Thích Quảng Đức, che nel 1963 si diede fuoco, restando completamente immobile ed in silenzio, in segno di protesta contro l’oppressione del governo Sud-Vietnamita e dei suoi alleati cattolici, nei confronti del loro movimento (storia drammatica ed affascinante che vi consiglio di approfondire nei tanti suoi drammi e aspetti quasi leggendari).
Ogni canzone tratta di argomenti impegnati, tra le più note Bombtrack (manifesto sulla sottomissione delle minoranze, “Padroni e puttane del potere hanno fatto a turno col mio popolo disputandosi gli smoking cui do fuoco e poi li guardo bruciare”), Killing In The Name Of, Bullet In The Head, Know Your Enemy (con la partecipazione di Maynard James Keenan, cantante dei Tool), Freedom e Wake up per citarne alcune. Ma sono tanti anche i riferimenti storici e sociali, come il “Manifest Destiny”, il Ku Klux Klan, i Weathermen, e decine di altre pagine più o meno scure del mondo, soprattutto Usa, attuale.
Un disco che non invecchia, ne nella sostanza ne nella forma, una band che resterà indelebile.
martedì 30 giugno 2009
L’arte di saper fermare il tempo.

Il detto “La bellezza sta negli occhi di chi guarda” la dice lunga su quanto sia soggettiva la visione delle cose che ci circondano. Questo detto può anche valere per gli altri sensi, l’udito, il gusto e qualsiasi cosa riesca a stimolare i nostri ricettori. Premesso che alcune cose non piacciono a nessuno mentre altre tendono ad essere riconosciute belle da tutti, è proprio questa soggettività a rendere le forme d’arte così “spirituali” e affascinanti.
Certo non tutte sono immediate, molte richiedono un approfondimento che solo una passione ti permette di affrontare, un impegno che verrà ripagato dall’emozione di poter comprendere aspetti che molti nemmeno considerano.
Questo mi è capitato per la fotografia, raccontatami e spiegatami in una piacevolissima infarinatura, qualche anno fa, da un neo appassionato che mi ha trasmesso un po’ di quel credo!
Oggi un’altra amica “contagiata” da questa passione, ci si è buttata a capofitto collezionando bellissimi scatti, tutti raccolti sul suo nuovo blog: http://laurasony.blogspot.com/ .
Laura pubblica le sue fotografie in diversi post, raccogliendole in album a tema, passando dai paesaggi ai dettagli, dalla natura alla città, fino a ritrarre i quatto elementi l’acqua, la terra, il fuoco e l’aria in scatti essenziali ed affascinanti.
Non essendo un esperto non posso dire nulla sulla parte tecnico-creativa, ma trovo attraente il suo punto di vista, la scelta di “fermare il tempo” proprio in quel momento su quel particolare, così da mostrarci attraverso i suoi occhi, la bellezza di quel che vede.
Certo non tutte sono immediate, molte richiedono un approfondimento che solo una passione ti permette di affrontare, un impegno che verrà ripagato dall’emozione di poter comprendere aspetti che molti nemmeno considerano.
Questo mi è capitato per la fotografia, raccontatami e spiegatami in una piacevolissima infarinatura, qualche anno fa, da un neo appassionato che mi ha trasmesso un po’ di quel credo!
Oggi un’altra amica “contagiata” da questa passione, ci si è buttata a capofitto collezionando bellissimi scatti, tutti raccolti sul suo nuovo blog: http://laurasony.blogspot.com/ .
Laura pubblica le sue fotografie in diversi post, raccogliendole in album a tema, passando dai paesaggi ai dettagli, dalla natura alla città, fino a ritrarre i quatto elementi l’acqua, la terra, il fuoco e l’aria in scatti essenziali ed affascinanti.
Non essendo un esperto non posso dire nulla sulla parte tecnico-creativa, ma trovo attraente il suo punto di vista, la scelta di “fermare il tempo” proprio in quel momento su quel particolare, così da mostrarci attraverso i suoi occhi, la bellezza di quel che vede.
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