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giovedì 9 ottobre 2014

Domande

Ci va fiuto per scommettere su un personaggio e Crozza ha sempre dimostrato di averne da vendere.
La vera domanda è: perchè gli italiani hanno questa ostinazione ad autoflagellarsi?
Alcune scelte sembrano talmente sensate da sembrare scontante, nonostante ciò siamo ancora qui a lamentarci di partite rubate, rimproveri europei e interrogazioni parlamentari... con tutto quello che dovremmo fare..

venerdì 26 settembre 2014

Domande

"Premessa in libertà"
Questo famoso Jobs Act dovrebbe essere il provvedimento cardine per la difficile condizione economica Italiana.
Ciononostante il Governo si è prima preoccupato della riforma costituzionale (arenata?), di quella elettorale (sparita?) e di quella scolastica (ma..?), tanto per preparare il terreno ai famosi cambiamenti di cui l'Italia necessita e che attraverso il Jobs Act dovrebbero concretizzarsi.
Ora vado di "pensieri in libertà":
Stando a questi dati nel nostro paese ci sono circa 23 milioni di lavoratori, 9 dei quali sono interessati dal celebre Articolo 18, che dovrebbe difendere il lavoratore da un licenziamento ingiustificato.
In Italia ci sono più di 3 milioni di disoccupati ufficiali ma si stima che la cifra dei cercanti lavoro si aggiri sugli 8 milioni.
In questo ragionamento sconnesso aggiungo che non conosco un solo datore di lavoro che licenzierebbe un dipendente serio su cui si può contare, mentre ne conosco un sacco che per convenienza sfruttano i tanti contratti particolari che lo stato permette (lavoro cooperativo in primis).
Passando di palo in frasca notiamo che i lavoratori iscritti ai sindacati sono circa 16 milioni (ma la stima è in continua polemica..) di cui 6 milioni sono pensionati.
Negli ultimi sei mesi si registrano quasi 8000 aziende chiuse, record storico che continua drammaticamente a superarsi e che in 5 anni vede un'ecatombe di oltre 60000 aziende.
A volte le aziende che chiudono ne portano con se altre collegate e spesso al declino di esse corrisponde quello di chi ci lavora o ci collabora.
La pressione fiscale sulle imprese è oltre il 65% e il Cuneo Fiscale ha raggiunto nel nostro paese un livello insostenibile che compromette il rapporto tra pagato e pagante in maniera evidente.
Ora vado di "domande in libertà":
Qualcuno sa spiegarmi perché anche questa volta il dibattito sul lavoro si deve arenare su questo Articolo 18? Con i numeri citati??
Qualcuno mi spiega perchè è più importante tutelare il lavoratore dal licenziamento che favorirne l'assunzione? Sempre con in numeri citati??
Qualcuno mi spiega perchè i sindacati continuano a dire di voler difendere i lavoratori quando evidentemente difendono esclusivamente i loro iscritti? Spesso a discapito degli stessi?


lunedì 28 luglio 2014

Domande

Mi reputo troppo poco informato per prendere parte agli schieramenti pro o anti fazioni che impazzano sul web.
Il diritto alla difesa, il diritto alla libertà, il diritto di culto o quello di scegliere a che nazione confluire sono solo alcune delle motivazioni che dovrebbero giustificare i tanti conflitti che esplodono come un'epidemia nel mondo.
Alcuni fanno notizia (Israele e Palestina, Ucraina e Russia, Libia, Iraq..) altri evidentemente non meritano attenzione (Congo, Kenya, Sudan, Yemen..), altri ancora diventano cruciali a seconda del vento che ne porta notizia (Siria, Egitto, Afghanistan), facendoci dimenticare che non sono le fotografie o i video a fare la guerra, quella va tranquillamente avanti anche nel silenzio internazionale, anche senza il nostro disgusto, anche senza notizie.
Come dicevo non mi sento all'altezza di esprimere alcun giudizio su queste battaglie, deluso da un'informazione che credevo più trasparente grazie al web, ma che continua a confondere verità e arbitrio a seconda del punto di vista con cui si fanno le ricerche, cancellando il confine tra i fatti e le interpretazioni, creando spazi infiniti per gli alibi e sfruttando il bombardamento mediatico per abbassare il livello della saturazione che ci rende ogni giorno più insensibili e distaccati.
Tutto questo accade nel limbo dei mesi estivi, con l'attenzione già provata dalla voglia di vacanza, delle bizze del tempo, dai soliti problemi legati alla crisi (ormai patologica e quindi nemmeno degna di quel nome), dai dibattiti inutili sulla riforma del Senato e dai sermoni dei soliti benpensanti. 
Nella confusione le domande aumentano e vorrei tanto delle risposte a cui aggrapparmi...
A cosa serve l'ONU che non riesce mai a fare nulla se non la conta delle vittime?
A cosa serve schierarsi, comodamente seduti nelle proprie abitazioni, lontani dalle bombe e delle minacce?
Cosa possiamo saperne delle verità quando tutto quello che sappiamo ci viene raccontato per giustificare un'azione già in atto?
Cosa diavolo può giustificare la morte di un bambino o farne accettarne la sua possibilità?
La guerra è uno schifo. punto.

venerdì 27 luglio 2012

E se così fosse...

Su segnalazione pubblico un video che, se avrete tempo e voglia di seguire, anche solo in audio (come ha fatto il sottoscritto) non mancherà di farvi riflettere.
Va detto che da quando le notizie corrono sui sentieri virtuali della rete, sfuggono spesso ad ogni tipo di controllo, evitando così censure, repliche e chiarimenti, con conseguente carenza dei dovuti accertamenti che ne certifichino l'autenticità.
In tutta questa confusione, che vede da una parte chi denuncia il bavaglio di una stampa pilotata e dall'altra l'accusa di una disperata ricerca di sensazionalismo utile solo a farsi pubblicità, sbandierando complotti e manovre degne di un romanzo, vagano senza meta tutti gli utenti che, come me, cercano nel buon senso o con una giusta diffidenza, uno scudo agli schiaffi più forti.
Questa dovuta premessa non deve però pregiudicare il vostro giudizio su quanto segue, dopotutto più importante di qualunque controllo resta la libertà di parola, la stessa che garantisce una libertà di pensiero.
Non conoscevo Paolo Barnard (beata ignoranza!), ma spulciando in giro ho visto che gode di ottime credenziali ed è fautore di alcune grandi ed importanti inchieste giornalistiche.
Purtroppo non ho le conoscenze e nemmeno la capacità di giudicare se le parole (preoccupanti..) di questo intervento siano vere, esagerate, fasulle o di fantasia.
Certo alcuni dei fatti indicati sono reali, molte ipotesi plausibili e gran parte dei numeri (se non tutti) corrispondono a verità!
Se qualcuno che ne sa di più volesse dire la sua e chiarire (almeno a me..) se tutto questo fosse vero...


venerdì 8 giugno 2012

Domande

Credo di essere vicino alla rassegnazione.
Ci sono stati momenti nella storia, dove per forza di cose, i parametri che normalmente si usano per le valutazioni vengono drasticamente spostati, così da far rientrare la propria situazione in un range accettabile.
Questo accade anche ad un Paese, che se costretto da tempo in una situazione tende a farci il callo, ad abituarsi anche alle situazioni difficili, cercando (soprattutto in Italia) una sopravvivenza.
Non credo esistano parole per commentare l'imbarazzante valzer di notizie avvilenti che arrivano da chi dovrebbe gestire con onere e con onore il Potere che deriva dalla proprio incarico.
La cosa disarmante è che la mancanza assoluta di valori, alla base di ogni comportamento scorretto o deviato, sia praticamente accettato da tutti o quantomeno tollerato all'inverosimile.
Escludiamo il discorso politico, ormai una farsa, anche nello sport dilaga un deserto di virtù, per non parlare del pontentissimo e terrenissimo Vaticano che non smentisce mai (da secoli) la grande attenzione per gli affari, politici ed economici.
Certo ci restano le gesta delle persone comuni, dei Volontari che si fanno in quattro per aiutare le vittime del terremoto, quelli che si reinventano lavori ormai abbandonati, quelli che portano aventi idee geniali anche senza l'appoggio dello stato, quelli che ogni giorno si alzano per andare al lavoro e destinare il 50% del loro sudore ad una fornace di sprechi, e che nonostante tutto non mollano!
Ma è sufficiente?
Aprire il giornale di oggi e vedere tutti insieme questi articoli:
Authority, eletti i nuovi membri Polemica sulle nomine dei partiti 
Il Senato boccia la richiesta di arresto per De Gregorio 
Formigoni, non passa la sfiducia Pdl e Lega confermano il patto 
Governo battuto sui tagli alla spesa e Bondi accende un faro sulla sanità 
Guerra santa in Vaticano
Non è avvilente?
Sembra di essere in un impero, fatto di gente diversa assoggettata ad un Potere, un potere fatto di interessi economici che hanno divorato i valori spirituali, che sente la mancanza di un Imperatore o comunque una guida che tiri le file di un fermento che esiste e ha bisogno di riscatto, ma che è schiacciato dall'incopetenza e dalla sordità di quegli uomini che oggi dovrebbe gestirlo.
C'è bisogno di uomini veri e persone virtuose, non di questo falso impero.


martedì 15 maggio 2012

Domande

Spettabile presidente Napolitano, non sarebbe l'ora di risentirsi con questi cosiddetti "onorevoli" nello stesso modo con cui si risente contro chi è nauseato da questa politica di svergognati?

sabato 28 aprile 2012

Domande

Il problema è lo schifo di politica che abbiamo in Italia, o il dilagare dell'antipolitica?

 

martedì 10 aprile 2012

Domande

Non è ironico quello che sta emergendo dall'inchiesta sulla Lega?
Non è ironico che nessuno riesca a prendere a pedate tutti quelli che "io non ne sapevo niente" e che la stragrande maggioranza di essi continui a restare impunito al proprio posto?
Non è ironico che si abbia la faccia tosta di "discutere" su come cambiare la legge sui rimborsi elettorali dopo che un referendum li aveva aboliti come finanziamenti?
Non è ironico che i tre partiti più grandi e ipoteticamente diversi tra loro siano integerrimi nei salotti tv e complici quando si deve trovare una quadra sull'ennesima truffa della riforma elettorale, della diminuzione degli stipendi e dei privilegi parlamentari?
Non è ironico che non esista un organismo politico abbastanza trasparente da imporsi sugli altri, chiedendo controlli severi ed immediati su ogni deputato?
Non è ironico che in ogni settore, dall'economico allo sportivo, dilaghi la corruzione e nessuno si degna di mettere la riforma della giustizia al primo posto nel calendario delle riforme?
Non è ironico che non ci sia nessuno che riesca ad emergere da questo panorama desolante?
Non è ironico che in Italia paghi solo chi si fa il culo?
No, non lo è

martedì 20 marzo 2012

Domande

Facendo sfoggio della mia solita ignoranza, affogo nelle domande ad ogni notizia letta.
In questi giorni concitati che dovrebbero portare alla riforma del lavoro, sembra che tutto giri intorno a questo benedetto ARTICOLO 18.
Io mi sono anche preso la briga di andarlo a leggere e mi è venuto da chiedermi: ma possibile che tutto il sistema produttivo Italiano dipenda da queste poche righe?
Insomma, è possibile che il parlamento si areni regolarmente su questo punto restando cementato dalla miscela Confindustria - Sindacati?
Il dubbio mi viene, perché stando alle parole degli addetti ai lavori, questo famigerato articolo sembrerebbe costituire la base dei diritti dei lavoratori, o quantomento la sacra scrittura del settore licenziamenti!
In realtà scopro che proprio i Licenziamenti sono si una questione regolamentata dallo Statuto dei Lavoratori (in cui si trova questo celebre articolo), ma contemporaneamente e in maggioranza, vengono disciplinati dall'articolo 2118 del Codice Civile, che, tra le altre cose affronta tutti gli aspetti spinosi della questione, primo tra tutti i licenziamenti per ingiusta causa.
Non mi addentro nei dettagli, con due Clik avete tutto a disposizione, ma trovo comunque curioso che tutta la riforma del lavoro dipenda da un unico punto, riguardante oltretutto, una sola tipologia di lavoratori e non la maggioranza di essi...
Premesso che ho una piccola azienda con due dipendenti e che so bene quanto siano vitali per la mia attività, quanto siano preziosi per la loro serietà e onerosi per le mie tasche, va ricordato che senza i lavoratori un'azienda fallirebbe, ma che senza datori di lavoro questa nemmeno esisterebbe, motivo per cui le due categorie dovrebbero sorreggersi e collaborare anziché aggredirsi o cercare di fregarsi!
Guardandomi intorno, mi pare inoltre, che il problema dei licenziamenti per ingiusta causa sia quantomai il più piccolo dei guai attuali.
Se si parla di lavoro non è forse più importante evitare che un'azienda chiuda perchè non ha accesso al credito, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti?
Non è il lavoro a risentire in primis della mancanza di investimenti, spesso solo perché le imposte prosciugano gli stanziamenti?
Non è ingiusto che alcuni manager, magari prestati alla finanza, guadagnino migliaia di volte di più dell'operaio specializzato che tira avanti la produzione?
Il mercato del lavoro non è forse tra le prime vittime della corruzione, deformazione capace di far triplicare i costi, truccare appalti e sacrificare le ditte oneste?
Non è più importante facilitare le assunzioni, magari attraverso a sgravi fiscali per chi crea lavoro anziché impuntarsi unicamente sul licenziamento?
Un'azienda che funzione, che bisogno ha di licenziare chi contribuisce al suo benessere?
Certo il tema del licenziamento è importante, fondamentale per i diritti di chi deve costruirsi una vita in un mondo dove se non hai soldi nessuno te li presta. Ma è davvero l'Art 18 il fulcro di tutto?
Un'Azieda che lascia a casa tutti per cercare condizioni migliori all'estero non è un tema più urgente da affrontare?
Saper aiutare chi non riesce a competere con i prodotti esteri, spesso irrispettosi delle norme base di sicurezza, punendo magari chi specula sulla vita delle persone, svendendosi un'anzienda con azzardi finanziari degni di un truffatore, non sarebbe più logico in questo momento?
Impedire alle multinazionali di fare il bello e il cattivo tempo delle aziende che divorano, rilevandole a bassi costi nei periodi di crisi per poi sputarne i resti spolpati delle tecnologie e delle competenze, infischiandone di chi ci ha lavorato una vita non è più attuale?
Valorizzare la competenza di chi effettivamente svolge il proprio lavoro a sfavore di chi punta sulla bassa qualità non sarebbe migliorativo per tutto il sistema?
Fermare quelli che giocano con i rinnovi di contratto di mese in mese e iniziare a togliere un velo dalle ipocrisie di quelle cooperative del lavoro che campano su questi metodi anzichè combatterli, non avrebbe più senso?
Fermo restando che discriminazioni (sessuali, religiose, politiche ecc..), truffe e raggiri sono reati già sanzionabili, non sarebbe più utile affrontare alcuni punti citati sopra evitando il muro contro muro su sto benedetto articolo 18?
Veramente crediamo ancora che corruzione, mafia, poco credico, viabilità difficoltosa, tassazione asfissiante ecc..  siano meno importanti di una norma sul rapporto contrattuale, che seppur spinoso nulla cambierebbe nulla per la maggior parte dei dipendenti e dei lavoratori?
Se fossi malizioso mi verrebbe da chiedermi se Confindustri e Sindacata stiano facendo veramente gli interessi dei loro rappresentati o se cerchino solo un modo di giustificare il prezzo delle loro tessere?
Dopotutto lasciando le cose come stanno si può continuare a litigare e scioperare su temi che alla fne non cambieranno mai la sostanza delle cose e poco importa se ci ritroviamo un sistema che fino ad oggi ha garantito gli imprenditori disonesti e tutela i lavoratori che abusando dei propri diritti comportandosi da parassiti.
Fortunatamente io sbaglio di certo e dovrei continaure a senterli litigare, mediare, manifestare e accusarsi di tutto, infondo loro conoscono bene l'argomento e di certo hanno trovato un lavoro sicuro e ben retribuito!

domenica 15 gennaio 2012

Domande

Tengo fede alla mia promessa di non prendere posizioni sull’operato del governo Monti fino alla fine della cosiddetta seconda fase.
Certo, a guardare la prima, molte critiche sono sacrosante.
Il rischio recessione è tutt’altro che infondato con queste scelte, e i fortunati chiamati a pagare sono sempre i soliti. Ma è pur vero che se ti servono soldi e ti servono subito, devi prenderli “PURTROPPO” da chi non può mettersi di traverso.
Ora la seconda fase dovrebbe livellare la prima, spingere sulla crescita ed incidere su caste e privilegiati, approfittando del fatto che la fase più critica l’abbiamo superata (almeno nei confronti della UE) e che c’è abbastanza tempo per forzare le barricate. E’ ancora vero che le indiscrezioni sono abbastanza deludenti, se le liberalizzazioni riguardano solo orari dei negozi, taxi e farmacie, non penso si risolvano molti problemi.
Anzi, ad essere malpensanti, mi viene da appoggiare le idee di chi vede in queste manovre, grandi favori alle banche metre il resto pare come una serie di sforzi piuttosto inutili in un Paese come il nostro, dove l'aver liberalizzato le licenze dei negozi, ha favorito molto di più la grande distribuzione anzichè che il consumatore. E mi chiedo: se la gente non spende di giorno siamo sicuri che allungando gli orari sia invogliata a spendere di notte?
Come dicevo, però, aspettiamo la manovra e lasciamo perdere le indiscrezioni, che a seconda del giornale che le pubblica servono a santificare o condannare l'opearto Monti.
Ma quindi qual'è la situazione?
Guardiamo i fatti e constatiamo che una cosa è cambiata mentre un'altra è sempre più certa.
E' cambiata la nostra posizione in Europa.
In due mesi siamo passati dalle risata del duo Sarko-Markel, al cazziatone di Monti sul fatto che l'Italia sembra essere l'unico Paese Eurpeo ad aver messo i sacrifici nero su bianco, mentre Francia e soprattutto Germania continuano a targiversare sulle scelte da farsi per salvere l'Euro (o affondarlo definitivamente...). Poco importa se lo spread o le agenzie di rating non ci premiano, ma mi sembra palese che siano strumenti troppo condizionati dai movimenti speculativi, per poter esser presi come reali indicatori della nostra situazione economica.
Veniamo dunque alla cosa sempre più certa e che purtroppo è ancora ben lontana dal risolversi: il covo parlamentare.
Mi chiedo come si posse essere tanto accecati dalla fede politica, per non rendersi conto dell' INUTILITA' e dell'INTRALCIO che oggi, questi piccoli personaggi difesi dai loro privilegi, rappresentano per l'Italia.
L'estate appena passata aveva toni infuocati, ci si scannava su Berlusconi e sui poteri dello stato ormai allo sbando, mentre oggi, all'ombra del Governo, tutti insieme bloccano i tagli agli stipendi parlamentari, salvano Cosentino dall'arresto (nonostante queste carte in tavola, dicendo pure che si tratta di persecuzione), festeggiano per il respingimento del referendum elettorale che minacciava i partiti, e si preparano ad una nuova campagna elettorale con la solita faccia di chi porterà i cambiamenti, lasciano Monti a prendere le decisioni difficili.
C'è bisogno di aria nuova e di cacciare chi ha ridotto l'Italia in questo stato.
Mi piacerebbe che la gente smettesse di guardare la politica dal punto di vista del proprio partito, ma iniziasse a farsi un idea generale della situazione, alla faccia del populismo e dell'antipolitica (per la quale ci vorrebbe almeno una politica..). Per fare questo, in Italia, dobbiamo fare degli sforzi in più: leggere il giornale di opposizione alla propria parte politica e fare una media, evitare le notizie sui tg di parte e magari cercare sul web le posizioni più neutrali, sforzandosi di vedere tutti i lati di una notizia.
Insomma, farsi un'idea del mondo più personale, seguendo le proprie impressioni e creandosi nuove idee, infischiandosene se sembrano di destra o di sinistra, in fondo le inc**ate arrivano sempre da dietro!

lunedì 12 dicembre 2011

Domande

Tornando alla metafora della nave, eccoci sul nostro veliero esattamente dove ci eravamo lasciati.
Certo le cose sono cambiate molto, ma siamo ancora lontani da lasciare queste acque stagnanti, per ripartire verso mari più vivaci e meno intossicati da finanza e speculazione.
Intanto ci siamo resi conto di essere incatenati ad altre navi, alcune più forti, altre già mezze affondate, ma tutte battenti bandiera UE.
Si tratta di una flotta ardita, che quando venne formata poteva competere con qualsiasi altra armata navale, ma che non è mai riuscita a darsi un comando chiaro, e si sa, se una flotta non naviga compatta il rischio è quello di perdersi o di indebolirsi. Infatti ogni nave della flotta ha guardato i propri interessi, senza mai perseguire obiettivi comuni.
Ora, in questa durissima fase di bonaccia, tutte le navi della flotta si sono incatenate, così da sorreggere quelle più in difficoltà, cariche magari di cibarie comuni o tesori già spartiti con i comandanti della flotta.
Ne consegue che se una di queste affonda le altre rischiano di seguirla negli abissi, mentre  i pirati proseguono con continui attacchi ai quali l'Imponente armate UE non riesce a reagire.
Nel groviglio di queste imbarcazioni, sul perimetro più esposto agli attacchi e in una situazione particolarmente complicata, la nave Italia cerca di riorganizzarsi, tra pianti e festeggiamenti.
Gli ufficiali hanno capitolato, cedendo il passo ad una squadra di tecnici, cartografi, chef, mastri armatori e tesorieri, tutti competenti nelle loro funzioni ma a cui certo non su può chiedere un nobile profilo politico. Questa squadra, osannata da mozzi e marinai, è però strettamente controllata dai vecchi ufficiali, che possono sbarazzarsene in qualsiasi momento, o intervenire, nel bene o nel male, sulle decisioni prese, fino a comprometterne il risultato.
A capo di questi tecnici è stato nominato Capitano il Prof. Monti, che in pochissimi giorni ha dovuto dar prova alle altri navi di poter sistemare il nostro veliero, dopo che tonnellate di promesse avevano prima illuso e poi frustrato l'intera flotta. Così il Capitano, con la sua squadra ha deciso in fretta e furia di stilare un elenco delle emergenze, mettendo al primo posto il rischio "cannonate" dalla nostra stessa flotta, e a seguire tutti gli altri problemi interni, dalle falle sul fondo, alla corruzione degli ufficiali, che ricordiamolo, tengono i tecnici per le "Falle"!
Per impedire le cannonate, evitando che l’operazione fallisca a causa degli ufficiali che certamente si metterebbero di traverso per mantenere i loro privilegi (vedi tagli degli stipendi!), il Capitano Monti ha deciso di prendere le ricchezze nella maniera più semplice ed immediata.
Si è deciso quindi di fare una colletta tra tutto l'equipaggio, naturalmente senza insistere troppo con i "potenti" e con i ladri, particolarmente abili a complotti e sotterfugi ma coinvolgendo, come sempre, quelli più esposti che non possono rifiutarsi.
Sul veliero però, gli stessi che prima festeggiavano la caduta (supposta) dei graduati, iniziano subito a sentirsi presi in giro, trovandosi di fatto a pagare la ristrutturazione di un'imbarcazione compromessa da anni di cattiva gestione da parte di coloro che ora la passano nuovamente liscia.
A calmare le acque ci pensa proprio la squadra del Capitano, che parla di pazienza e di un percorso lungo e faticoso, che segue una logica precisa e che ha come obiettivo quello di far ripartire il nostro veliero e non solo quello di tenerlo a galla. Così alcuni tornano a posare il remo che poco prima sventolavano minacciosi, soprassedendo sul fatto che se poche settimane fa il vecchio Ammiraglio Berlusconi avesse proposto una simile manovra si sarebbe trovato impiccato all'albero maestro!
E gli stessi ufficiali se la ridono sotto i baffi (vecchi ammiragli compresi..), magari lamentandosi di scelte tanto impopolari che dopotutto vengono fatte da altri, proponendo aggiustamenti che farebbero meglio a tacere per quanto ipocriti. E perché non approfittare della situazione per tessere nuove alleanze o addirittura per riguadagnarsi il favore dei marinai più influenzabili, tornando ai vecchi slogan o immolandosi a difensori di un popolo che prima non hanno mai considerato.
Da parte mia, in fondo alla nave, seduto sul bordo con il mio remo appoggiato sulle gambe, nutro una fievole speranza che ora, con le cannonate scongiurate, la squadra di Monti provi seriamente a ripulire la nave, partendo proprio da quella parte dell'equipaggio che ha quasi affondato la nostra barca. Mozzi e marinai sono pronti ad appoggiare una rivoluzione pacifica che faccia emergere la corruzione ed elimini privilegi ed ingiustizie su cui poggiano le tante caste della nostra società, operazione impossibile se dovessero farla gli interessati ma meno utopica se fatta da un "tecnico" o da una persona che abbia ancora dignità ed ambizione. Ma bisogna essere altrettanto veloci e spietati come si è dimostrato in questa prima fase, a cui a pagare siamo sempre i soliti. Vediamo se anche questa volta il nostro veliero risulta indistruttibile?


martedì 20 settembre 2011

Domande

Quando una nave affonda ci si deve mettere al riparo, ma un buon marinaio fa di tutto per salvare il salvabile, fino al gesto estremo del comandante che affonda con il relitto.
L'Italia è stata per anni una nave meravigliosa, ha visto al proprio timone ogni genere di comandante, spesso pirati, a volte imperatori, uomini d'onore o briganti di bassa lega.
Questa nave ha solcato i mari di tutto il mondo, un tempo dominandolo, a volte arrancando per gli errori di chi la guidava ma sempre e comunque ammirata ed ambita, per i tesori che trasporta, per la cultura che custodisce e per la storia che ne colora ogni dettaglio.
Questa nava è inaffondabile, anche le guerre più insidiose non l'hanno fermata, magari ne hanno decimao l'equipaggio, usurpato il nome, sfregiato le bandiere, ma alla fine è sempre tornata a navigare.
Oggi questa nave galleggia in un mare agitato, immobile in mezzo ad una bufera che la porta alla deriva, incapace di fare qualsiasi cosa.
Il suo equipaggio è in balia di se stesso, spremuto da continui sacrifici ai quali reagisce arrangiandosi come può, completamente sfiduciato nei confronti degli ufficiali, che da troppo tempo sono sempre gli stessi. Personaggi senza ambizione (se non personale..), immobili nelle loro postazioni a gustarsi un potere effimero, comandanti a cui poco interessa la navigazione, che vede questa nave come un corpo è visto da un parassita, un rifugio da spolpare anche a rischio della propria esistenza.
E nessuno fa mai un passo indietro, anzi, si fanno procalimi ormai risibili, si parla di novità quando da anni le sole cose che hanno cambiato sono i nomi e le divise, non si spiegano le vele perchè a nessuno interessa il viaggio e si tengono a debita distanza quelli che vorrebbero cambiare le cose.
Ora però le cose stanno cambiando, perchè quando una costruzioni ha le fondamente marce, basta poco per far crollare tutto. E lo sanno bene questi "ufficiali" che per molti anni hanno fatto finta di litigare, sbraitando l'uno contro l'altro, per poi ritrovarsi nei loro alloggi a brindare ai loro privilegi, mentra l'equipaggio si spaccava per appoggiare l'uno o l'altro, attizzati da paure ed ideologie vecchie quanto chi le proclama.
Ora la nave è ferma da troppo tempo, per alcuni gli strumenti per ripartire sono troppo compromessi, così come le capacità di chi dovrebbe mettersi al timone.
Le immagini che intravedono dagli squarci sulle pareti delle lussuose cabine dei vari comandanti, sono desolanti. I segni della corruzione e degli abusi sono ovunque, cumuli di sporcizia e un abbandono cronico al vizio hanno insozzato quegli ambienti che dovevano essere rigorosi e rispettati.
Il 47% oggi non andrebbe a votare o è fortemente indeciso, gli altri hanno interessi da difendere o sono accecati da un ideale che il loro partito ha già tradito.
Ora la miccia è scoperta, basta una scintilla per un ammutinamento, anche i più convinti incominciano a sentirsi presi per il culo e quando i sacrifici si fanno sentire basta poco per sentirsi esasperati. I "partitoni" sono troppo distanti dalla realtà, mentre quelli più territoriali iniziano a pagare le loro scelte e tastano il polso inquieo di continue contestazioni e malcontenti.
Forse l'equipaggio comincia a capire che non è tanto colpa del vento, del mare in tempesta, dei problemi strutturali, ma che la responsabilità è di chi è al timone da oltre 20 anni e per tutto questo tempo non mai nemmeno spigato le vele. Bisogna davvero andare a fondo per ripulire questa vecchia e preziosa imbarcazione? Che il Buon Dio ci aiuti...

sabato 16 luglio 2011

Domande


Aumenterà tutto, sacrifici, tasse, debiti e .. stipendi! Ma solo per la casta.
Tanto non ci si inca**a nemmeno più... ma si può?

da LIBERO.IT - CLICCA PER LEGGERE

mercoledì 6 luglio 2011

Domande

Sempre d'estate.. dopo mesi di inattività a parlare di piccoli grandi scandandali perfettamente inutili, si arriva a luglio, quando l'Italia è distratta dalle ferie e giù con gli argomenti pesanti: manovra finanziaria, abolizioni delle province e movimentazioni nei partiti.
Sulla manovra si è detto tutto e niente, prima i proclami dei tanto sbandierati tagli alla politica, tagli che poi sembrano essere piuttosto blandi e aggirabili. Poi la solita trafila dello sparo a salve, ogni volta che ci si appresta a qualche decisione importante qualcuno la spara grande, questa volta la si scrive addirittura, per poi rimangiarsi tutto e coprire con le polemiche una vera analisi dei provvedimenti da discutere.
Con una mossa imbarazzante per tutti (e da tutti negata), viene inserita la norma cosidetta "Salva Fininvest", una ca**ata che non avrebbe retto nemmeno un secondo, ma che ha scatenato un putiferio con la conseguenza che per qualche giorno nessuno parlerà più dei punti delicati della manovra.
Poi nel quasi silenzio stampa si vota per l'abolizione delle Provincie, settore che potrebbe davvero fare la differenza sui costi dello stato, punto fermo dei programmi elettorali di destra e sinistra che però, al momento del voto non passa, bloccata da PDL LEGA E PD.
Intanto la gente incomincia a stufarsi, Bossi si appende al rifiuto della spazzatura, alla difesa delle pensioni per le donne e all'invocazione del ritiro delle forze armate, tutti proclami che il governo non prende in considerazione ma che te tengono a bada un elettoreato esasperato dalle troppe concessioni fatte in questi anni. Il PDL sta insieme per difendersi, con lo scandaloso gruppo dei responsabili che vota qualsiasi cosa per mantenere un posto che hanno scambiato per interesse. Nel frattempo gli stessi iscritti al partito scendono in piazza per chiedere pulizia, mortificati di vedersi rappresentati da inquisiti e condannati.
A sinistra si continua a litigare su tutto, mentre con un'ipocrisia terribile si cavalcano i cavalli vincenti allenati da altri, com'è successo per le primarie e per i referendum. Anche l'elettorato e la stampa di partito manifesta la propria irritazione a comportamenti ambigui e alla mancanza di decisione nell'affrontare il governo. Proprio la stampa negli ultimi giorni sembra rivoltarsi e criticare quella politica che hanno sempre supportato.
Il problema è che con una legge elettorale come questa le cose non potranno cambiare, in quanto i partiti scelgono i loro esponenti e non gli elettori, elettori che nelle ultime due tornate hanno prima bocciato i granti partiti e poi fatto passare un referendum, cosa che non succedeva da anni.
La gente si stà stufando, la crisi non è passata e si sente ancora, la politica è troppo occupata a prendersi cura di se stessa e le solite facce non rassicurano più nessuno.
Se ci fosse un referendum su questo sistema amministrativo siamo sicuri che si salverebbero? Quanto si può ancora sopportare una cosa così patetica? Sono l'unico che si è rotto le scatole o sono uno dei tanti?

sabato 18 giugno 2011

Domande


Ma quanta credibilità può avere una proposta di rinnovamento e cambiamento fatto dalle stesse persone che da più di 20 anni sono li a proporre rinnovamenti e cambiamenti?
E se i volti nuovi sono messi li sempre dagli stessi non è la stessa cosa?


Questa rubrica vuole essre ignorante, populista, provocatoria, banale, ipocrita, stupida, giustizialista, fascista, comunista, centrista, leghista, responsabilista, democratica ... diciamo con tutte le etichette o meglio senza esse.
Ha il piccolo obiettivo di porre domande in un mondo dove chiunque si sente il dovere di dare risposte e giudizi prima ancore che le questioni vengano poste. Forse perchè così si evitano le domande le cui risposte sono piuttosto scomode o forse per mantenere i discorsi su livelli facilmente gestibili, ma questa è solo un opinione.
Chi vuole può rispondere, fare domande, dire il proprio pensiero o restare del tutto indefferente, magari contemplando l'inutilità o la stupidità delle domande.

Lo scopo è quello di provare a darsi una risposta da soli, per una volta senza riceverla gratuitamente e già confezionata, magari senza l'ingombro della domanda.

giovedì 9 giugno 2011

Domande

Legittimo Impedimento.
E' il quesito referendario più politico, anche se in fondo è molto più importante della lotta a favore o contro Berlusconi.
Si tratta di un quesito che interroga nuovamente gli Italiani, sul bisogno o meno di tutelare le cariche dello stato, dall'ingerenza eventuale della magistratura (sebbene mascherato da elemento per evitare il blocco dei lavori politici).
Questo non è un discorso di Berlusconi, tantomeno di destra, bensì una norma che viene sancita nella nostra Costituzione, quella sempre chiamata in causa, anche a sproposito.
E' dunque una tutela, ma non per il politico bensì per lo stato, che attraverso questi regolamenti, cerca di stabilire un giusto rapporto tra i poteri che lo costituiscono.
Nel 1993 questa norma venne indebolita rispetto ai tanti piccoli cambiamenti che l'avevano portata ad un garantismo eccessivo, fino a farla diventare la cosidetta "immunità parlamentare".
Indipendentemente da Berlusconi, è più tutelante per lo stato sveltire i procediementi o allungarli?
Anche nel caso di un accanimento, o di un indagine politicizzata, è meglio arrivare il prima possibile alla verità o mantenere una posizione dubbia pur portando avanti i propri impegni politici?
Non dimentichiamo che gli utlimi governi sono caduti in seguito ad inchieste che hanno minato le fragili fondamenta su cui poggiavano, in un groviglio di partiti, partitini e dubbie formazioni.
Ma è atrettanto vero che gli stessi governi hanno avuto mesi di stallo in attesa di prese di posizione, ricatti, minacce e liti interne.
L'interesse di un Paese non è quello di avere un governo funzionante?
Non è forse peggio restare fermi con un governo in stallo piuttosto di cambiare e magari favorire il ricambio alla guida del Paese?
Ma esiste un ricambio a questa politica?

Questa rubrica vuole essre ignorante, populista, provocatoria, banale, ipocrita, stupida, giustizialista, fascista, comunista, centrista, leghista, responsabilista, democratica ... diciamo con tutte le etichette o meglio senza esse.
Ha il piccolo obiettivo di porre domande in un mondo dove chiunque si sente il dovere di dare risposte e giudizi prima ancore che le questioni vengano poste. Forse perchè così si evitano le domande le cui risposte sono piuttosto scomode o forse per mantenere i discorsi su livelli facilmente gestibili, ma questa è solo un opinione.
Chi vuole può rispondere, fare domande, dire il proprio pensiero o restare del tutto indefferente, magari contemplando l'inutilità o la stupidità di questa rubrica.

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martedì 7 giugno 2011

Domande

Acqua Pubblica.
In linea di massima sono favorevole alle privatizzazioni. Se non viziato, il libero mercato è una garanzia per il consumatore, minimizza gli sprechi per non corrodere i profitti e massimizza qualità ed investimenti per contrastare la concorrenza.
L'acqua è però un bene per tutti, come gli ospedali, l'istruzione e come i diritti che ogni stato deve assicurare ai propri cittadini. Mi chiedo se sia giusto privatizzare un bene del genere per l'incapacità di gestirlo come si deve.
Siamo sicuri che il mercato dell'acqua sarebbe un mercato libero e non viziato?
Siamo sicuri che non si trasformi tutto in un oligopolio dove i prezzi schizzano più per batter cassa che per migliorare il servizio (cosa di certo non contestabile ad un privato)?



Questa rubrica vuole essre ignorante, populista, provocatoria, banale, ipocrita, stupida, giustizialista, fascista, comunista, centrista, leghista, responsabilista, democratica ... diciamo con tutte le etichette o meglio senza esse.
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lunedì 6 giugno 2011

Domande

Arriva il referendum.
Si parla di Nucleare come risoluzione del problema energetico del nostro paese, problema attualissimo che ci porta ad avere bollette salatissime, ma che comporta rischi alti e una non ben definita convenienza (costo dell'impianto, smaltimento delle scorie, disponibilità dell'uranio piuttosto scarsa..).

Come in tutte le cose le soluzioni ai problemi possono avere molte facce, più o meno realizzabili che potrebbero portare all'abbassamento della dipendenza energetica e dei prezzi..
Quello che mi chiedo da ignorante è:
1) non si possono abbassare i consumi, sfruttare le nuove tecnologie di risparmio energetico, di ediliza compatibile, di modernizzazione degli impianti obsoleti e di controllo degli sprechi, specie nel pubblico ed incentivare questa politca nel privato?
2) non è possibile abbassare le accise che sono pazzesche su tutte le fonti di energia e che servono per risanare un bilacio pubblico che è pieno di sprechi e ladrate?
3) non è possibile investire in ricerca e sfruttare al meglio le fonti rinnovabili, evitando magari incentivi dati a c***o?
4) non è possibile organizzare trasporti e vita pubblica in modo da ottimizzare i consumi?
5) siamo sicuri che non ci siano alternative a petrolio e carbone abbastanza valide da garantire una soluzione plausibile e che si faccia tutto il possibile per trovarle?
6) La scelta della Germania di abbandonare il nucleare è una pazzia o è forse la strada che in futuro si adotterà a livello globale? Non è il colmo cominciare quando gli altri finiscono?
7) Nel Paese dove non si riesce a costruire una strada, dove gli appalti sono viziati dalla corruzione e dove il sistema pubblico ha dimostrato di non saper ne gestire ne controllare i propri investimenti, è plausibile un investimento di questo tipo?





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venerdì 3 giugno 2011

Domande

Siamo sicuri che le cose stiano così come dicono i giornali? Siamo sicuri che le amministrative sanciscono la fine di Berlusconi e l'avanzati del PD?
Guardando i dati mi pare che l'astensionismo sia stato altissimo, che vincano nelle città principali candidati esterni a PD e PDL, (Pisapia a Milano con Vendola e Demagistris con DiPietro). Il famoso Terzo polo non è pervenuto, mentre crescono formazioni come il Movimento Cinque Stelle. Non è che la gente si stà rompendo un po' le scatole delle solite facce che fanno le solite promesse? Questa storia non mi è nuova...


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Chi vuole può rispondere, fare domande, dire il proprio pensiero o restare del tutto indefferente, magari contemplando l'inutilità o la stupidità delle domande.

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sabato 14 maggio 2011

Domande

Non so se sia solo una mia impressione, ma da qualche tempo sento bisogno di domande.
Mi riferisco al fatto che tutti, soprattutto in Italia, tendono a dare risposte, tutti hanno la soluzione, tutti indicano la strada, politici, giornalisti, esperti, gente comune e soprattutto quella inutile ed incomprensibile categoria degli opinionisti.
Se fossi un malizioso direi che questa è il miglior metodo per evitare le domande imbarazzanti, esattamente come quello di alzare i toni del dibattito, magari puntando su scandali, sparate, barzellette e ribaltoni per spingere la gente a prendere una posizine,
attirare l'attenzione sulla baruffa e distogliere lo sguardo dal quadro generale.
Ma se volessi essere malizioso dovrei anche accettare il fatto che a questo gioco partecipano tutti, perchè se si volesse buttare giù questo castello di carte (anzi cartaccia) basterebbe prendere un problema alla volta, fare proposte e dibattiti seri mirati all'argomento, votare pubblicamente rispondendo ai propri elettori delle proprie scelte e ritornare ad un sistema che funziona.
Fortunatamente non sono malizioso e ho piena fiducia in questa classe politica, sobria e competente, attenta al paese e concentrata sul proprio lavoro.
Proprio per questo mi viene da farmi delle domande, magari populiste, ignoranti, provocatorie o banali. Insomma vorrei aprire una sorta di rubrica che chiameremo DOMANDE, in cui chi vuole può postare le proprie, può rispondere nei commenti o restare del tutto indifferente.
Lo scopo è quello di provare a darsi una risposta e per una volta a non riceverla gratuitamente e già confezionata senza l'ingombro della domanda.
La prima che mi viene da farmi, in questa chiusura di campagna elettorale per le amministrative è questa:
Dove sono finite le ideologie politiche per cui tutti litigano?
Come fa la Lega a sopportare la proposta di condono edilizio a Napoli solo per prendere dei voti? Dov'è la sinistra che scendeva in piazza per i bombardamenti ora che si bombarta in tutta libertà la Libia? come fa la destra ad accettare un sistema di clientelato che tanto assomiglia a quello delle cooperative più capitaliste? Come mai il partito che fa del giustizialismo e del rigore la sua bandiera principale si trova a sinistra? Come mai il partito più cattolico e conservatore è zeppo di divorziati e frequenta ambienti che di religioso non hanno nemmeno la parvenza?
Bè, doveva essere una, ma visto che è il primo post di questa rubrica, mi sono lasciato un po' andare, naturalmente nelle mia infinita ignoranza e buonafede!