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lunedì 14 dicembre 2015

The Typewriter - Leroy Anderson 1950

Si tratta di un brano geniale nella cui struttura compare uno strumento insolito: la macchina da scrivere! Composto da Leroy Anderson nel 1950, ha fatto il giro del mondo grazie a Jerry Lewis, che ha utilizzato questa sinfonia durante una scena del suo film Who’s Minding the Store? del 1963.

lunedì 15 giugno 2015

Il costruttore di strumenti

Se se vedono tanti di strumenti bizzarri più o meno ispirati a strumenti classici, realizzati con qualunque tipo di materiale spesso più spettacolari che pratici.
Alex Ferri, classe 1954, è tra i costruttori più prolifici e conosciuti. La sua opera Anarchestra è un'istallazione diventata celebre: vedere per credere: https://anarchestra.wordpress.com/

mercoledì 29 ottobre 2014

L'orchestra Vegetale

Dal 1998 fanno musica sperimentale, non tanto per il genere ma per la tipologia...
Si chiamano The Vegetable Orchestra, vengono dall'Austria e come suggerisce il loro nome utilizzano per i loro concerti esclusivamente verdure.
Questa formazione è composta da artisti di vario genere, musicisti, designer, tecnici del suono, scrittori e scultori. Per ogni esibizione vengono realizzati gli strumenti, cercando di compensare la sezione ritmica,  più semplice da realizzare, con una sezione armonica, decisamente più complicata.
La curiosità unita alla grande professionalità di questi musicisti armati di passione e talento, li ha portati in giro per il mondo e alla realizzazione di 3 dischi.
Per chi volesse saperne di più: http://www.vegetableorchestra.org/

venerdì 11 ottobre 2013

Come suonano gli oggetti

DENNIS P PAUL è riuscito a far suonare gli oggetti di tutti i giorni.
Il professore\artista tedesco, impegnato nel mondo dell'interazione tra uomo e tecnologia e nel rapporto tra il concettuale, l'virtuale, l'immateriale e il fisico, ha realizzato questo "strumento" capace di leggere attraverso un laser, le superfici degli oggetti.
I dati ottenuti vengono poi trasformati in un segnale acustico, differente quindi per ogni oggetto, che ruotando su un perno diventa una sorta di disco.
La particolarità di questo esperimento è l'iterazione possibile con qualsiasi strumento musicale classico e l'imprevedibilità del risultato ottenuto: ogni oggetto suona musica diversa!

 
An Instrument for the Sonification of Everday Things from Dennis P Paul on Vimeo.

martedì 3 settembre 2013

Genio ispira Genio

Genio ispira Genio e ne nasce sempre qualcosa di buono!
James Houston è un artista e videomaker di Glasgow (ma che fermento artistico-musicale c'è da quelle parti?!?) che ha deciso di far suonare un pezzo dei Radiohead a delle macchine.
L'esperimento è già stato fatto migliaia di volte, ma quanto creato da Houston ha qualcosa di magico, forse per la tipologia di macchine, forse per la magia del brano (Nude dall'album In Rainbows del 2008), fatto stà che quanto ne viene fuori ha dell'incredibile!
Ecco l'elenco dei musicisti:
Sinclair ZX Spectrum - Guitars (rhythm & lead)
Epson LX-81 Dot Matrix Printer - Drums
HP Scanjet 3c - Bass Guitar
Hard Drive array - Act as a collection of bad speakers - Vocals & FX

 
Big Ideas (don't get any) from James Houston on Vimeo.

lunedì 29 aprile 2013

Eigenharp

Ci sono voluti otto anni a John Lambert per ad ultimare e ad immettere sul mercato questo nuovo strumento "alieno".
Si tratta dell'Eigenharp, rilasciato nel 2009, uno strumento che offre infinite possibilità musicali grazie ad un'ulteriore passo avanti del mondo digitale verso il mondo analogico.
Si assiste infatti, dopo anni passati a progettare ogni tipo di strumento digitale, ad una sterzata piuttosto diffusa nel tornare ad avvicinarsi al mondo classico dei sistemi tradizionali, in cui i suoni erano generati da un'azione umana e non riprodotti da una macchina.
Questo offre, oltre al naturale carattere personale del musicista, anche la possibilità di creare infinite sfumature per lo stesso suono, caratterizzate dal materiale, dalla tipologia e dalla qualità dello strumento. Le tecniche digitali hanno però il grande vantaggio di permettere l'iterazione tra molte più variabili, tra strumenti differenti garantendo un controllo maggiore e semplificato del suono.
Così ci si imbatte sempre più spesso in nuovi strumenti che mettono al centro un'azione umana e che contemporaneamente godano delle infinite opportunità che il digitale offre.
L'Eigenharp è esattamente questo, costruito in tre modelli si presenta a secondo delle dimensioni come un piccolo flauto o un tecnologico sitar, capace di far interagire i suoni fisici generati dal musicista (fiato e dita) con una complessa e variopinta sezione digitale. Si tratta in pratica di un controller che permette di agire in tempo reale sulle modulazioni, sugli effetti ma anche sulle stesse note, cambiando quindi tonalità o facendo intervenire sezioni ritmiche o sintetizzatori.
Il futuro volge spesso uno sguardo al passato, soprattutto quando la corsa alla standardizzazione fa sentire la nostalgia della buona e vecchia personalità. non sempre sinonimo di perfezione ma sicuramente essenziale per emozionare.
Per saperne di più:


 

martedì 13 novembre 2012

MUSE The 2nd Law (2012) e il Basso Futurista

I Muse sono tornati e come sempre hanno fatto il botto.
The 2nd Law è un lavoro che si presta ad ogni interpretazione, basta leggere le recensioni sparse sul web o riascoltarlo a fondo ogni volta per catturarne caratteri differenti.
Certo è, che l'armata di Bellamy & C. non ha più alcun problema a far ciò che gli passa per la testa, sperimentando, ispirandosi, esagerando e stupendo.
Il disco è un concentrato di generi, atmosfere e suoni, impastati con arrangiamenti arditi al limite dello sfacciato, che si permettono di far convivere nel giro di pochi secondi o spesso sovrapposti brani orchestrali, ritmiche dubstep, melodie disco '70, cadenze serrate, elettronica eterea, schitarrate rock, riff prog e spruzzate di jazz.
I Muse non sono nuovi a questi canoni, ma questa volta si sono superati, portando a casa un trionfo di colori capaci di abbattere la barriera dell'originalità, oscurando i tanti passaggi che sanno di già sentito, le melodie che ricordano quella canzone o quel solo un po' troppo ispirato.
Da musicista sarebbe l'album su cui avrei voluto suonare, perchè c'è spazio per tutto, ennesima dimostrazione di quanto il trio Britannico (con annessa orchestra di 30 elementi e una schiera di ingegneri del suono, produttori e coristi) sappia farci con la musica.
Il loro talento, già consacrato con l'affido al loro estro della colonna sonora delle Olimpiadi 2012 (e anche con il desiderio di Matteo Renzi ad affidare a loro l'eventuale nuovo inno del PD... vabbè.. ), viene supportato anche da una campagna mediatica ben studiata, con un'immagine forte e sempre modernissima, che fa parlare di loro senza bisogno di sprofondare nel gossip o nella polemica.
L'ultima trovata, che ha fatto il giro del mondo con centinaia di post e interrogativi sui social, è lo strano basso utilizzato da Christopher Wolstenholme nel video di Madness e successivamente nei live di presantazione del singolo.
L'argomento, che mi ha fatto notare un'amico (grazie Fikez!), si è trasformato in leggenda, fino a parlare di uno strumento "alieno" un basso i-pad creato appositamente per il bassista dei Muse, o in alternativa una messa in scena per mascerare un tristissimo playback.
In realtà si tratta di un versione per basso della più celebre Misa Kitara, prodotta e distribuita dalla Misa Digital Instruments.
Christopher Wolstenholme ne ha realizzato (o chi per lui) una versione ibrida su un basso elettrico, con il risultato di stupire il mondo con uno strumento praticamente mai visto.
Va detto, ad onor del vero, che la Misa Kitara è in commercio da un paio d'anni e sviluppa la tecnologia Touch con la possibilità di creare nuove sonorità (live) impossibili da ottenere altrimenti con campionatori tradizionali. Quindi, sempre ad onor del vero, non si tratta dell'anello di congiuzione tra la Fender e il controller di Guitar Hero!


mercoledì 6 giugno 2012

Mike Mangini Clinic Tour da MERULA

Continuano gli showcase nei grandi spazi che i magizzini musicali Merula hanno messo a disposizione per clinics e concerti. Di conseguenza continua la mia personale frustrazione per mancarli praticamente tutti, causa orari per me proibitivi.
Oggi tocca al grande Mike Mangini, oggi sostituto di un altro celebre Mike (Portnoy), come batterista dei Dream Theater.
I due Mike hanno in comune molte cose, la tecnica prima di tutto, anche se Mangini è famoso per l'incredibile velocità nelle varie tecniche con le bacchette (vedi il video al minuto 2:08 con i rulli a mano singola!!), ma condividono anche la passione per i set di batteria "sobri e minimali!".
Trovate biografie e dettagli sul sito di Merula, mentre io, ahi mè, mi consolo con questo assolo!

 

mercoledì 18 aprile 2012

Mbira, la voce degli antenati

E' lo strumento nazionale dello Zimbabwe e la sua creazione si perde nei secoli.
Mi ha molto affascinato il nome di questo strumento di cui esistono tantissime varianti più o meno artigianali.
Lo si trova spesso in versione "incassata", collocato all'interno di un Deze che ne amplifica il suono, ma come dicevo ne esistono di ogni tipo, diffusi in gran parte dell'Africa, spesso con accordature e posizioni dei tasti molto diverse.
Per la cultura Shona (popolazione che vive tra lo Zimbabwe e il Mozambico), questo strumento ha un significato religioso e accompagna innumerevoli riti che spesso ricercano il contatto con gli spiriti dei loro antenati, di qui il nome.
Bill Wesley è invece uno strumentista Californiano che ispirandosi al Mbira ha inventato qualche anno fa l'Array mbira, aumentandone l'estensione e la dimensione, fino a permettere a due persone di suonarlo contemporaneamente.
Ecco due video che dimostrano l'utilizzo di questo affascinante strumento e della sua evoluzione.
Nel primo si vede un mbira più tradizionale che accompagna l'artista Tinashè in una versione rivisitate del suo brano Zambezi.
Nel secondo si può vedere l'Array mbira.



martedì 6 marzo 2012

La musica in un bicchiere.

Una volta ho letto da qualche parte che ogni cosa fa musica.
Certo gli strumenti ci riescono meglio, soprattutto perché in grado di produrre delle vibrazioni stabili e dunque note ben definite, emesse a comando dal musicista.
La creazione di strumenti musicali si perde nella notte dei tempi, proseguendo tuttora, specie nel campo dell'elettronica, attraverso lo sviluppo di teorie musicali e l'innovazione dei materiali utilizzati.
Capita però che alcuni strumenti nascano per puro caso, attraverso il contatto con un oggetto che produce un suono gradevole e che viene quindi sviluppato.
E' la storia di gran parte degli strumenti a percussione e se qualcuno ha avuto un'evoluzione creando oggetti che riproducano o migliorino quell'effetto, altri sono rimasti tali e quali a ciò che erano, semplici oggetti con usi e finalità diverse.
Tra questi spicca per fama e diffusione la Cristallarmonia ovvero l'arte di suonare il cristallo. Principalmente si tratta di suonare per strofinamento calici di cristallo riempiti fino a produrre la nota desiderata, ma credo che tutti abbiano già provato a cimentarsi in tale disciplina! (funziona anche col vetro, ma con molta meno qualità!)
In Italia Gianfranco Grisi è uno dei più grandi esperti del settore, ma per il mondo si vede e si sente di tutto.
L'evoluzione di questa tecnica si è concretizzata nella GLASS HARMONICA, datato e interessante strumento che ha tolto la musica dal bicchiere. L'invenzione di tale congegno è da attribuire niente meno che a Benjamin Franklin nel 1761 e tra i suoi musicanti spiccano piccoli musicisti del calibro di Mozart e Beethoven!





lunedì 20 febbraio 2012

La voce è uno strumento

E' stato ospite del festival di San Remo proprio quest'anno, assieme ad altri grandi esponenti della musica mondiale ed ha saputo tener testa al mito che rappresenta.
Al Jarreau è un cantante statunitense, celebre per la sua versatilità, tanto da essere l'unico al mondo ad aver vinto 3 Grammy in tre categorie diverse: Jazz, Pop e R&B.
Ne trovate  la bio-discografia su Wikipedia, ma vorrei pubblicare questo video che mette a fuoco il suo grandissimo carisma e quell'abilità oggi piuttosto in disuso dello SCAT.
Lo Scat è una tecnica che consiste nel riprodurre attraverso la voce, suoni e fraseggi più vicini a quelli degli strumenti piuttosto che ad una melodia vocale classica.
Generalmente viene improvvisata ed è caratterizzata da ritmiche complesse e repentini cambi di altezze, cosa decisamente compromettente per un testo.
Nello Scat infatti non esistono parole, si emettono suoni fatti di sillabe o versi che possano imitare strumenti a fiato, percussivi, a corde o semplici rumori.
Alcuni sostengono che l'inventore di questa tecnica fosse Luis Armstrong, ma in realtà di esempi simili se ne trovano già agli inizi del secolo.Questa pratica si è sviluppata nel Jazz, genere libero all'improvvisazione per eccellenza, per poi essere adottata da tantissimi artisti e trasversalmente in tutti i generi.
Tra i più noti spicca appunto Al Jarreau, aiutato anche da una grande estensione, da una timbrica meravigliosa e da una voce molto potente. Anche personaggi quali Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin e Dizzy Gillespie erano soliti giocare e "suonare" grazie allo Scat.
Più recentemente il grande Freddy Mercury, soprattutto dal vivo, si divertiva ad incantare il pubblico con questa abilità, spesso interagendo con la chitarra di Bryan May mentre, l'ultimo cantante ad aver portato al successo lo Scat-Style, è stato John Paul Larkin, meglio conosciuto come Scatman John.. appunto!
In Italia sono celebri i passaggi e gli stacchetti utilizzati da Lucio Dalla, uno dei cantanti nostrani che più attinge da questo repertorio, mentre nel rock è celebre la canzone Twist dei Korn, anche se per alcuni, tra i versi in stile Scat, si nasconde un testo tutt'altro che insensato!



venerdì 10 febbraio 2012

Le 42 corde di Picasso.


Pat Metheny è un celebre chitarrista statunitense che ha iniziato la propria carriera nientemeno che con Jaco Pastorius.
Linda Manzer è una "mastro liutaia" canadese, famosa per le sue creazioni di strumenti decisamente artistici, non solo sotto l'aspetto musicale.
Picasso è .. bè lo sapete!
Nel 1984, Pat chiede alla liutaia Linda di creare per lui una chitarra con il maggior numero di corde possibile, naturalmente suonabile e ben calibrata!
Linda si mette al lavoro e crea questa 42 corde dalla forma particolarmente spigolosa, quasi cubistica.
Di qua la decisione di chimarla PIKASSO, chiudendo un cerchio di arte, musica, genialità!

martedì 31 gennaio 2012

Hang, l'UFO Armonico.


La prima volta che ho visto suonare questo strumento ero in pieno addio al celibato in quel di Barcellona. Ne va da se che il ricordo è parecchio confuso, ma ricordo di aver pensato e pontificato: che meraviglia!! di certo si tratta di uno strumento che arriva dalla notte dei tempi, ha qualcosa di mistico ed orientale!
Infatti lo HANG arriva dalla Svizzera ed è stato inventato nel 2000 dalla PANArt!
Felix Rohner e Sabina Schärer sono due artigiani di Berna, che da anni studiano il mondo delle percussioni e le loro sonorità.
Nel 2001 presentano questo strumento alla fiera di Francoforte suscitando un grande interesse poi dilagato in svariate produzioni originali ed imitative.
In Italia si trova come DISCO ARMONICO, che nonostante alcune piccole differenze, rispetta a pieno il progetto originale e la tipica forma ad UFO!
Ecco la magia di questo recente e occidentale strumento musicale!