martedì 5 febbraio 2013

Drunken Lazy Bastard

Di questi tempi ho iniziato un percorso musicale che mi ha portato nella verde (e alticcia) vallata del Celtic-Punk!
A discapito delle mie convinzioni, che si aspettavno musicisti Irlandesi con barbe incolte e pesanti maglioni di lana, scopro che moltissime band provengono da oltreoceano, spaziando dal Canada fino ad arrivare alla calda California!
Certo il legame con l'Irlanda è sempre piuttosto forte, spesso per la provenienza di alcuni musicisti ma anche per semplice infatuazione o per l'assidua frequentazione di Irish-Pub.
I testi delle canzoni passano da argomenti legati all'alcool, alle donne, alle donne alcolizzate, alle botte, alle botte alcolizzate e alle leggende di gente alcolizzata con una continua ricerca alle rivisitazione di classici e filastrocche tradizionali.
Il connubio tra punk e folk non è certo una novità, ma non nego che trovo esaltante trovare violini e cornamuse a farsi spazio tra le taglienti chitarre distorte e le ritmiche serrate di basso e batteria!
Come naturale sono decine le canzoni degne di nota che ho scovato, pur scontrandomi spesso con una qualità piuttosto scadente a livello sonoro, spesso a causa di registrazioni live o autoprodotte.
Tra le tante chicche mi ha molto divertito il brano Drunken Lazy Bastard dei The Mahones, canadesi purosangue che devono il proprio nome al detto Irlandese 'pogue mahone', un francesismo per dire: baciami il culo!
Piuttosto divertente è anche il video che qualche appassionato ha postato su YouTube, con una serie di vittime dell'alcool particolarmente ispirati dalla canzone! 


venerdì 1 febbraio 2013

Dream On

Era il 1973, ben 40 anni fa, quando un giovane Steven Tyler, all'epoca venticinquenne (e da tre cantante degli Aerosmith) scrisse questo capolavoro del rock.
Pubblicata nel disco omonimo della band scalò le classifiche solo nella riedizione di qualche anno dopo, consacrandosi a grande classico del rock e, sopratutto per il testo, diventandone praticamente un inno.
Le cover di questa canzone si sprecano, pur rimanendo comunque fedelissime all'originale.
Tra le più famose ci sono quella di Ronnie James Dio e Yngwie Malmsteen (con l'aggiunta di qualche trilione di note su chitarra), quella dei Breaking Benjamin (spesso realizzata in chiave acustica), quella di Tori Amos e quella di Anastacia (celebre per gli acuti davvero al limite della voce).
Nessuna ha però intaccato la bellezza dell'originale, che mantine dunque tutto il suo fascino.
L'operazione forse più riuscita avvenne nel 2002, quando fu Eminem ad omaggiare questo brano, usandone la base ed inserendone il ritornello nel singolo Sing for the Moment.

 

martedì 29 gennaio 2013

Per la pelle?

Il web è una vetrina infinita per chiunque voglia mettersi in mostra.
Questa è contemporaneamente la forza e il limite di questo mondo virtuale che ha stravolto le nostre abitudini. Capita infatti di trovare ogni tipo di informazione e contemporanemente ogni tipo di smentita!
E' sempre più sottile il filo che separe verità e fantasia, tanto da rendere spesso incomprensibili le intenzioni di chi si presenta come esperto, amatore o semplicemente appassionato di qualsivoglia disciplina.
Ci sono tutorial per ogni genere di attività e insegnanti al limite del credibile, come in questo caso diventato celebre in poco tempo, di cui è già nata la parodia.. della parodia (forse!).

venerdì 25 gennaio 2013

I Senza Vergogna

Me lo chiesi qualche mese fa "vorrei vedere con che faccia si presenteranno in video a candidarsi" e ora, nauseato e saturo, posso finalmente arrendermi all'evidenza, non esiste più la vergogna.
Penso che Italia abbia alcuni problemi radicati nel proprio carattere: non ha memoria storica, tende a vendersi facilmente ed è un'inguaribile avventata.
Questo ha portato spesso loschi personaggi a prendersi gioco del nostro Bel Paese, ma ben peggio, ha portato una bella fetta di Impuniti, a considerasi ingiudicabili.
Per questo motivo con tanta sfrontatezza, oggi, ci troviamo davanti le stesse persone che parlano di rinnovamento, pulizia e cambiamento.
Quando vedete quei volti in TV, vi invito ad abbassare il volume e ripensare a quanto, negli ultimi 12 mesi, nessuno si sia adoperato per avviare un solo provvedimento a favore del nostro Paese, votando ogni genere di tassa e ostacolando ogni genere di riforma, dall'amministrazione pubblica a quella elettorale.
Rileggete i giornali di 3 -5 -10 anni fa (li trovate su tutti i siti dei quotidiani) e vi renderete conto che hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto e che ad ogni campagna elettorale la colpa è stata SEMPRE di qualcun altro (.. e naturalmente le stesse persone!).
Ho imparato a mie spese che chi non sa chiedere scusa, non sa riconoscere o non sa ammettere un errore non può permettersi di farne.
Così vedo i senza vergogna e cerco di sopportarli, ma non mi si chieda di credere al rinnovamento quando le dirigenze sono le stesse, non mi esalterò per le liste pulite quand'è il partito ad essere marcio.
La rinascita non è nemmeno contemplata quando i 3 maggiori pretendenti al governo hanno al loro interno personaggi responsabili del fallimento del nostro Paese.
Basta a chi in 10 anni non ha combinato niente.
Basta a chi si riempie la bocca di paroloni come giustizia (e poi sia appella all'immunità per salvare i propri deputati e non far scoperchiare pentole pericolose), primarie (e poi blocca un centinaio di poltrone per i soliti noti), sinistra (e poi fa affari con le banche che nemmeno i capitalisti più convinti...), responsabilità (quando i clientelismi con sindacati, cooperative, aziende e (ancora) banche hanno per anni indicato le politiche da seguire a discapito delle ideologie e delle necessità)
Basta a chi per un anno ha giocato la carta dell'autorevolezza per chiedere sacrifici al popolo e poi si allea con la brigata più affarista e opportunista che ci sia in circolazione.
Infine Basta con le alleanze politiche che in tanti anni hanno dimostrato unicamente che vincere le elezioni è una perdita di tempo se poi non si può o non si vuole governare.
Insomma, queste tribune elettorali non mi hanno fatto cambiare idea e quindi credo che a votare ci andrò (felice come mangiassi vetro!) ma darò il mio voto a chi in parlamento non si è mai seduto, fosse di destra, sinistra, populista o rivoluzionario. Fosse anche un visionario, una formazione che aspira all'1% o magari la vera soluzione ai nostri problemi.
Voterò chi ancora non deve vergognarsi, così che facendolo non debba farlo io!


lunedì 21 gennaio 2013

Guarda che non sono io

Scrivere un testo è un'impresa complicata, chiunque si sia cimentato in tale avventura ne sa qualcosa. Bisogna far combaciare melodia, metrica e significato senza possibilmente sacrificare al dio "va bene così" uno qualsiasi di questi aspetti.
Ci sono però autori capaci di scrivere e musicare vere e proprie poesie, concretizzare concetti astratti e raccontare storie comuni rendendole uniche.
Francesco De Gregori è uno di questi, scrive da una vita e possiede uno stile inconfondibile.
Quando ho sentito questa canzone, Guarda che non sono io, ho immediatamente pensato che nessun'altro potesse scrivere un testo così dolcemente crudo.
Le canzoni possono fare miracoli, ma è troppo facile confondere il creato con il creatore e per molti, questo, è diventata una parte integrante del personaggio che rappresentano.
Ci sono autori (soprattutto nel Rap, nel neo melodico e nel rock) che parlano in prima persona delle proprie esperienze, magari ricamandoci su, magari mettendosi a nudo, pur sapendo che nel momento in cui la canzone viene regalata all'etere, chiunque la riceva la trasforma attraverso la propria sensibilità, ricavandone spesso significati diversi da quelli che lo stesso autore voleva esprimere.
Ci vuole coraggio (e forse un pizzico di superbia) per scrivere un testo così, terribilmente vero, tanto da apparire scortese, tanto da rischiare di umanizzare il mito sublime del cantautore.
Proprio qui, però, si annida quel pizzico di presunzione, di chi sa bene di essere più forte delle proprie parole, conscio che alla fine queste contribuiranno unicamente a mantenere quel fascino indissolubile del personaggio Francesco De Gregori.
A conferma di questo resta l'epilogo di questo live, quelle ultime parole dette dopo aver suonato questa canzone: come si fa a non volermi bene..




Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone

Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io"

Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone


Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio

E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io

lunedì 14 gennaio 2013

Parole di Fine Anno

Ecco una carrellata di parole di fine anno.
Quattro discorsi che si intrecciano a volte si somigliano (mai nello stile!), a volte si scimmiottano.
Vi invito a vederli tutti, a perderci un po' di tempo, perché sono 4 aspetti del nostro Paese che bisogna sempre tener presente.
Non farò commenti, per quelli potete leggere le parole del popolo di YouTube che accompagna le pubblicazioni e già da quello si può capire quanto e come vengono valutati gli oratori in questione.
Mi limito a metterli in successione, a partire da quello del Presidente Napolitano, quello istituzionale per eccellenza, spietatamente accolto dalla rete.
Poi quello di Grillo, quello più visto, quello più diretto e a tratti quello più controverso.
Come terzo video pubblico quello del 1978 di Sandro Pertini, in chiusura ad un anno terribile per l'Italia, diverso ma riconducibile al nostro 2012.
Il quarto è quello di Natalino Balasso, per me uno delle poche persone capaci di sfondare con ironia le porte dell'ipocrisia.
Traete voi le conclusioni, riflettete sulla diversità dei concetti e delle parole espresse, scegliete voi l'augurio che più vi colpisce, trovate voi un buon motivo per continuare a sperare in un anno migliore!



giovedì 10 gennaio 2013

Botta e Risposta

La rivalità tra band non è certo una novità, spesso emerge da piccoli screzi fino ad arrivare a vere e proprie risse o ad imbarazzanti variazioni di scalette durante i festival, coperte alla bell'e meglio da improbabili comunicati stampa giustificatori.
Sull'argomento ci sono infinite pagine di letteratura, quintali di gossippate e una tendenza sempreverde a romanzare il tutto, magari servendosene poi per pubblicizzare un evento o riportare i riflettori su personaggi la cui fama comincia ad oscurarsi.
Capita però anche il contrario, ovvero che le voci si rincorrano senza motivi fondati, basandosi su illazioni o su banali fraintendimenti.
E' un po' il caso degli In Flames e di Soilwork, due storiche band Svedesi che hanno contributo all'evoluzione melodica del Deathmetal. Viste forse le affinità di genere e la forte ascesa dei Soilwork in un periodo chiave per gli In Flames, iniziò a girare la voce di un disamore tra le due formazione, troppo spesso paragonate l'una all'altra.
Forse proprio da queste voci è nata l'idea, appoggiata dalla loro stessa etichetta (che condividevano) di realizzare due videoclip a parti invertite, variando solo i personaggi e i colori di fondo.
Vennero quindi realizzati i clip di Trigger per gli In Flames e di Rejection Role per i Soilwork, con praticamente lo stesso format e lo stesso copione.
Un botta e risposta in cui mentre una band si esibisce, l'altra segue con una certa fredezza che sconfina nella sufficienza se non nello snobbismo! Insomma una parodia della parodia di due band amiche nella realtà!




lunedì 7 gennaio 2013

Il ritorno dei Boysetsfire

Quello che sembrava un tipico ritorno per il più classico dei tour nostalgici tutto sold out, si è invece dimostrato uno stimolo irresistibile per i Boysetsfire.
Per chi come me ha vissuto da musicista l'epoca del post hardcore prima ancora che il termine Emo diventasse una moda, questa band statunitense ha rappresentato un forte riferimento sia tecnico che artistico.
Hanno passato quindici anni a spartirsi grandi palchi e piccoli club "fondamentalisti", passando da etichette indipendenti a grandi major, mantenendo con forza un'identità che a volte li ha penalizzati e a volte esaltati.
Ora annunciano un inaspettato ritorno in studio, con una formazione rinnovata ma non stravolta.
Ecco le loro parole prese direttamente da Groovebox.it:

"I Boysetsfire sono stati una band per quasi due decenni. In tutto questo tempo abbiamo tenuto centinaia di spettacoli per tutti coloro che ci guardvano, dalle cantine al pubblico del festival. Abbiamo vissuto il terrore del rap-rock, la tirannia del nu-metal e i giorni bui del pop-punk. 
Eravamo in giro prima di Internet. E' la Verità. Abbiamo fatto demo, abbiamo registrato 4 LP, EP, CD, e anche un Cassingle. 
Abbiamo suonato Rookie più di 1000 volte. 
Siamo caduti da più palchi di quanto la maggior parte delle persone abbia mai calcato. 
Abbiamo firmato e rescisso, firmato e rescisso. 
Francamente, la maggior parte delle persone avrebbero rinunciato anni fa. 
Ci abbiamo provato Come il tossicodipendente con le migliori intenzioni abbiamo giurato di esserne fuori, abbiamo fatto ammenda e cercato di ricostruire le nostre vite senza Boysetsfire. Ma il richiamo era troppo. 
Ben presto ci siamo ritrovati in situazioni che fanno prendere quelle decisioni che portano a tanto dolore. Prima di saperlo eravamo già in un tour di reunion. E 'stato incredibile. Poi abbiamo tenuto il fiato, abbiamo incrociato le dita e cominciato a scrivere canzoni. Ciò che ne è venuto fuori è una musica ancora più intensa, più fragile e più brutale di ogni altra cosa che avevamo fatto prima. 
La scrittura era così gratificante che abbiamo deciso di continuare a scrivere ... e scrivere ... e abbiamo scritto. 
Ora abbiamo un nuovo membro (Dan Pelic), un vecchio membro che è tornato (Robert Ehrenbrand), un amico di lunga data ufficialmente nella band (Chris Rakus) e i tre capelli grigi originali (Chad Istvan, Nathan Gray e Joshua Latshaw) a suonare insieme. 
Stiamo scrivendo un nuovo album. 
Abbiamo un tour programmato. 
Non vediamo l'ora di un altro ventennio ... Dio mio .... "

giovedì 3 gennaio 2013

The Afterman

Per aprire questo 2013 mi affido ad una canzone, l'ultima che mi ha stregato nel 2012. Si chiama The Afterman ed è solo una sfaccettatura di un disco davvero bello: The Afterman: Ascension dei Coheed and Cambria. Ecco il clip ufficiale, firmato dall'instancabile e ormai trasversale Robert Schober.
Nel secondo video ho pubblicato la versione acustica, suonata lo scorso ottobre a Long Beach in California.
Inutile sottolineare il talento smisurato dei quattro.

lunedì 31 dicembre 2012

Buon 2013!

In bocca al lupo per questo 2013 e che sia un anno sereno, a renderlo felice tocca a noi, dopotutto questo, come sempre, sarà il nostro anno.

sabato 29 dicembre 2012

Un anno di... (1)

Ecco una raccolta di video che riassumono il 2012 sotto tanti punti di vista:


Dal Corriere.it Un anno di musica


Sempre dal Corriere.it Un anno dei video più cliccati sul web

lunedì 24 dicembre 2012

Buon Natale

In genere evito, soprattutto a Natale, facili sentimentalismi. Mi sono però imbattutto in questa canzone, scritta e suonata da Zach Sobiech, un giovane di 17 anni del Minnesota, che a quanto pare stà perdendo la sua battaglia contro un maledetto osteosarcoma.
Decide così di impegnare i suoi ultimi mesi di esistenza nella pubblicazione di "Clouds", la canzone con la quale vuole salutare la sua vita e lasciare una traccia di se.
Il pezzo è scaricabile da I-Tunes e tutto il ricavato andrà alla Children's Cancer Research Fund.
Per chi volesse saperne di più bastano pochi click su Google.
Personalmento credo che Zach, con questo suo gesto e attraverso le sue parole, abbia fatto al mondo un regalo immenso.
Buon Natale.

Well I fell down, down, down
Into this dark and lonely hole
There was no one there to care about me anymore
And I needed a way to climb and grab a hold of the edge
You were sitting there holding a rope

And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now

When I get back on land
Well I'll never get my chance
Be ready to live and it'll be ripped right out of my hands
Maybe someday we'll take a little ride
We'll go up, up, up and everything will be just fine

And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear

It won't be long now, it won't be long now
If only I had a little bit more time
If only I had a little bit more time with you

We could go up, up, up
And take that little ride
And sit there holding hands
And everything would be just right
And maybe someday I'll see you again
We'll float up in the clouds and we'll never see the end

And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now

venerdì 21 dicembre 2012

Fine del Mondo

Ho letto, e condivido, che questa storia della fine del mondo ha, nella sua inutilità, raggiunto un'obiettivo altrettanto azzardato nelle previsioni. Tutto il mondo ne stà parlando, tutti ci hanno fatto almeno una battuata e ancora oggi si sprecheranno migliaia di parole sull'evento.
Alla fine una piccola riflessione me la sono fatta anch'io, non tanto nella domanda "e se finisse davvero?", che proprio non riesco a prendere in cosiderazione, quanto piuttosto, nel significato di Fine del mondo.
E' stato piuttosto interessante, infatti, imbattersi nei tanti concetti di Fine del mondo, osservando quanti riferimenti (spessi sarcastici) venissero condotti alla fantomatica profezia Maya.
A seconda del punto di vista questo presagio trovava allusioni in ogni tipo di tragedia naturale, civile, umanitaria, sportiva, politica ecc...
A livello personale invece, il tutto si riduce necessariamente al rapporto con la propra vita, con una corrispondenza diretta tra fine del pianeta e fine della propria esistenza.
Tra i quintali di ca**ate realizzate sul niente, è capitato quindi di leggere alcune meravigliose considerazioni  sugli argomenti più disparati, permettendo riflessioni anche piuttosto ardite sulle pagine più nere degli ultimi mesi, concedendo una critica distaccata che esulasse una volta tanto dal solito e retorico perbenismo.
In fondo in tutto si può cercare un lato positivo, anche nella Fine di un mondo che non finisce, lasciandosi alle spalle una manciata di pensieri più o meno validi, tra cui ci butto anche il mio:

E comunque dovesse andare, speriamo che ci sia sempre della bella musica!

giovedì 20 dicembre 2012

La fiera dei Puciu su UCEPE TV

Durante la Fiera dei Puciu dello scorso 2 dicembre, baciata dal bel tempo e da una grandissima presenza di persone e bancarelle, l'obiettivo di UCEPE TV ha realizzato un bel servizio tra la gente.
Eccolo:


sito di riferimento: WWW.UCEPETV.TV

lunedì 17 dicembre 2012

Babbo Baby

Per gli ascoltatori di Radio Dj è praticamente una tradizione, a volte ti sorprende, a volte delude, ma prima o poi ti ci affezioni. Ecco la nuova canzone natalizia (con video) di Radio DJ!

venerdì 14 dicembre 2012

L'inverno dei Dinosauri

Chiamatela ingerenza, preoccupazione o attentato alla sovranità Italiana, oggi ne sentiremo di tutti i colori, ma quello che è successo a Bruxelles ieri ha davvero dell'incredibile. Innanzitutto il Partito Popolare Europeo ha pubblicamenente snobbato Berlusconi in favore di Monti, preferendo di fatto un estraneo al partito (ancora da corteggiare) ad un membro dello stesso (con buona pace del PDL ).
Altrettanto pesante è stata la reazione, trasversale ed unanime in tutta Europa, alla scelta di Berlusconi di tornare in campo. Questo è comprensibile, il Cavaliere ha scelto una strada euroscettica (per usare un eufemismo), e in un Unione zavorrata da Grecia e Spagna, sempre più intolleranti alle austerità, l'aggiunta dell'Italia al coro, sarebbe una condanna alla sobria linea tedesca.
La cosa davvero incredibile è stata però la sponsorizzazione gratuita che Monti ha ricevuto dai suoi colleghi, al limite della lusinga, con dichiarazioni tutt'altro che velate, sulla speranza ad una sua eventuale candidatura.
Come dicevo tutto questo può preoccupare se la si considera un'ingerenza o può rassicurare, se la si considera un atto di fiducia all'Italia rattoppata (e tassata) dal governo tecnico.
La mia visione, per quel che serve, è che tutto stia procedendo esattamente come stabilito.
Da un'anno a questa parte mi pare chiaro che il parlamento se la stia godendo a spese dell'esecutivo, evitando di prendere qualsiasi decisione.
In un momento di crisi, si sa,  il posto più facile da ricoprire è quello dell'opposizione, si può criticare ogni decisione e votare senza prendersene la paternità. Lo sanno bene i nostri beniamini, che in un anno si sono ben guardati da minacciare un probabile futuro governo Monti.
Hanno, in primis, evitato una qualsiasi legge elettorale che potesse garantire una governabilità o un cambiamento politico radicale.
Poi hanno cercato di reinventare la loro proposta politica facendo di tutto per dimostrarsi incapaci di un rinnovamento credibile.
A sinistra si è spianata la strada alla candidatura del giovane Bersani, temando pubblicamente, la vittoria del vecchio Renzi che sicuramente avrebbe portato al PD una bella fette di elettori di destra (delusi e smarriti), oltre a quelli di una sinistra non certo soddisfatta delle vecchie guardie.
Dall'altra invece si è puntato tutto sull'innovativo Alfano, per anni ombra di Berlusconi, a tal punto da aver perso ogni tipo di identità, trascinando (non per colpa sua) il PDL a quota 15%.
Ho i miei dubbi che non ci fossero alternative, specie guardando al grande fermento popolare, ma ciò nonostante ci si ritrova dopo un anno a sperare che Monti venga eletto, mettendo al sicuro partiti che altrimenti le avrebbe prese di santa ragione.
L'unico a non gradire troppo è Berlusconi, che questa volta rischia grosso. I processi stanno arrivando al dunque e senza appoggi governativi, simpatie di palazzo o legittimi impedimenti vede il cappio che si stringe.. inoltre non è un bel periodo per le aziende, in particolare le sue, da sempre sotto attacchi speculativi e non certo prive di nemici. Dunque ecco spigata la discesa sfasciagoverno dell'ultima settimana. (sempre secondo il mio inutile parere).
Alla fine, dunque e nuovamente, siamo qui ad accettare il meno peggio, ad attendere che un uomo serio (questo glielo si riconosce), prenda democraticamente il comando del Paese, magari ricordandosi che la politica dovrebbe cercare la soluzione più giusta e non solo la più idonea (fa una bella differenza!).
Nel frattempo, i nostri Dinosaudi politicanti, al riparo dall'estinzione, si preparano per un bel letargo stipendiato che li porti fuori da una crisi che hanno contribuito a creare.


lunedì 10 dicembre 2012

Stupire

Si chima Dynamo ed è uno dei più famosi prestigiatori del mondo, tanto che Discovery Channel gli ha dedicato uno spazio settimanale nella propria programmazione, in un momento dove la magia, il mentalismo e la manipolazione stanno tornando prepotentemente di moda! Eccolo in azione per la strada, il palco ideale per le sue prodezze.

venerdì 7 dicembre 2012

Italia Loves Emilia


E' uscito il 27 novembre il CD/DVD del grande concerto avvenuto il 22 settembre a Campovolo in favore dell'Emilia colpita dal terremoto.
La promozione del disco è stata affidata ad un singolo: A muso duro, di Pierangelo Bertoli (pubblicato nel 1979), reinterpretata per l'occasione da tredici tra i più grandi cantanti Italiani.
La canzone, molto bella, è contemporaneamente un tributo al grande Bertoli, cantante e autore Emiliano, padre di alcuni dei più bei testi della musica nostrana, tra cui questo indelebile manifesto alla propria identità, brano che lo ha spesso identificato. 
Ecco il comunicato che accompagna il clip ufficiale:

Il 22 settembre al Campovolo c'era l'Italia tutta, centinaia, migliaia di battiti che attraverso la musica sono diventati un solo grande battito, un battito di solidarietà, pieno di speranza, emozioni e voglia di ricominciare e ricostruire.

Per celebrare questo incredibile spirito di solidarietà è stato scelto il brano "A Muso Duro", scritto da Pierangelo Bertoli, e qui reinterpretato in STUDIO da 13 GRANDI ARTISTI DELLA MUSICA ITALIANA: Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero, i 13 PROTAGONISTI DI ITALIA LOVES EMILIA.
http://www.italialovesemilia.it

Il VIDEO si apre con una selezione di immagini delle conseguenze del sisma del 20 e 29 maggio che ha colpito 87 comuni distribuiti in 6 Province dell'Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
A seguire LE PRIME IMMAGINI UFFICIALI DEL CONCERTO: dalla fase di allestimento a quella delle prove, dall'arrivo dei 150.000 all'esibizione dei 13 big sullo straordinario palco di ITALIA LOVES EMILIA.

"A Muso Duro" su iTUNES http://i.digita.li/A-Muso-Duro-iTunes

A partire dal 27 NOVEMBRE sarà IN VENDITA nei negozi e negli store digitali "Italia Loves Emilia - Il Concerto" LA REGISTRAZIONE INTEGRALE dell'evento in 4 CD + 2 DVD.

L'intera raccolta fondi sarà destinata alla ricostruzione delle scuole di 10 comuni colpiti dal sisma. http://www.italialovesemilia.it/obiettivo-trasparenza

giovedì 6 dicembre 2012

I Lilu che cambiano voce

Hanno appena festeggiato vent'anni di carriera, collezionando successi e riconoscimenti, con un pubblico affezionato a tal punto di sentirsi parte di una grande famiglia.
Non stupiscono così, le tantissime manifestazioni di stima ed affetto nei confronti di PIPPO (Filippo Bessone), la storica voce dei Trelilu, che annuncia, per motivi legati al suo lavoro, l'abbandono del quartetto.
Pochi giorni fa sul sito è comparso questo comunicato:
Carissimi tutti, ormai appartiene già alla Storia.
Il 29 Novembre 2012 è stata ufficializzata la notizia:
Pippo abbandona il campo.
Ma questa avventura chiamata Trelilu continua.
A presto, grazie del vostro sostegno!


 

Nel frattempo è stato annunciato l'ingresso nei Lilu di Roberto Beccaria "Nel ruolo di voce principale, e blagor ingleis picabale pistin" a cui toccherà il duro compito di raccogliere l'eredità artistica di Pippo e realizzare nuove e divertenti pagine di questa realtà!
In bocca al lupo!




martedì 4 dicembre 2012

venerdì 30 novembre 2012

"Cosa" cambia?

Mettiamo per un attimo di esserci addormentati per qualche mese e di svegliarci ora, aprire un giornale e leggere cosa stà capitando sotto il piano politico.
Berlusconi torna in campo e blocca (o almeno compromette) le fantastiche primarie del centrodestra, dove a candidarsi mancava solo più il Gabibbo!
A sinistra le primarie hanno risvegliato la credibilità della nostra politica, in un fortissimo slancio al rinnovamento che vede primeggiare ad oggi l'asse Bersani-Vendola, che novità inaspettata!
Gli altri partiti risultano non pervenuti o piuttosto silenziosi, alle prese con qualche piccolo problema tecnico..
L'integerrimo IDV è stato polverizzato da un servizio di REPORT che per anni ha denunciato ogni genere di porcheria trasversale a partiti e lobby senza però mai nemmeno fare notizia. Fini è in cerca d'identità tra le macerie di un partito che gli ha lasciato solo la poltrona alla camera, spezzettato in tanti frammenti in cerca di una casa che li accolga e che gli fornisca un credo qualuque. Casini è come sempre in attesa di scegliere il carro giusto su cui festeggiare, destra, sinistra o centro che sia. La Lega è tornata a pensare alla sua Lombardia e a preferire il silenzio fino a che non passi la febbre degli scandali alla Romana, come direbbe qualcuno!
Uno spiraglio di novità c'è e si chiama Movimento 5 Stelle, ad oggi il secondo partito, anche se comunica solo via web a senso unico e procede con il divieto assoluto di confronto. Almeno loro, però, un programma ce l'hanno ed è ben definito anche se, a quanto sembra,  non è altrettanto sostenibile.
Poi c'è Monti che opera sull'Italia con la delicatezza con cui un macellaio praticherebbe un'amputazione, in continuo bilico tra i conti da far bilanciare e una certa finanza che sembra voler difendere.
Opera (ed è già qualcosa dopo anni di stallo) supportato e spesso minacciato da un parlamento come sempre inutile, che in 2 anni non ha ancora steso uno straccio di riforma elettorale e che non è stato in grado di tagliarsi nemmeno le spese correnti.. che tristezza!
Però finalmente la gente scende in piazza, si sciopera contro i tagli, contro le riforme, ultimamente anche contro i sindacati (qualcuno si è accorto che sono spesso interessati più alle tessere che ai tesserati..), spesso cavalcando il malumore dei giovani, rovinandone le voci con atti di violenza e vandalismo da parte dei soliti noti. Ancora grosse novità quindi, altro che protestare contro gli sprechi, la cattiva amministrazione, le ruberie e la corruzione, tutte cose che hanno dei responsabili precisi, luoghi pubblici come Comuni, regioni, scuole e ospedali, gestiti da uomini con nomi e cognomi,  tutti generati da una cattiva politica, la stessa che spesso è in piazza e che si indigna nei salotti tv.
E pensare che se per questi mesi non avessimo dormito saremmo pieni di promesse, di critiche e di buoni propositi, convinti quasi che le cose stiano per cambiando davvaro!
Saremmo a discutere dal nuovissimo strumento delle primarie, adottate sia a destra come a sinistra (se c'è ancora differenza..) e rovinate come sempre dall'italianità di un vecchio modo di agire.
Ho deciso da un po' di tempo di credere solo alle cose concrete e in questo periodo ne vedo poche.
Non sono  certo un guru della politica, ma ogni coperchio che salta scopre un calderone in cui sguazzano politici riconducibili ai soliti nomi, gli stessi che oggi ripromettono novità!
BASTA!
Che si chiami Renzi, Meloni, Grillo o Gabibbo io avrei tanta voglia che almeno le facce cambiassero almeno per il gusto, per una volta, che la "Cosa" provi ad ingannarmi!

mercoledì 28 novembre 2012

7 edizione Mostra Mercato presepi dal mondo


dal sito dell'associazione:
E’ ormai tutto pronto nella sede dell’Associazione l’ "Aquilone" di Farigliano, in via Torino 4, per l’inaugurazione di un appuntamento annuale divenuto, grazie al grande consenso di visitatori delle scorse edizioni, un vero e proprio evento: la “Mostra Mercato di Presepi dal Mondo” giunta ormai alla sua 7^ edizione. Da domenica 18 novembre sarà possibile osservare ed acquisire, dietro contributo minimo, natività provenienti da ogni parte del mondo, presepi della tradizione locale, opere d’autore e sacre rappresentazioni artigianali di ogni dimensione e realizzati con i materiali più disparati. La Mostra-Mercato si potrà visitare tutti i sabati, domeniche e festivi fino all’Epifania dalle ore 9 alle 12 e dalle 15 alle 19. A partire dall’8 dicembre aperto anche tutti i giorni feriali con orario 15-19. Quest’anno, inoltre, la mostra si arricchisce con una sezione dedicata ai carillon, che certamente affascineranno e conquisteranno i visitatori. Accanto alla mostra-mercato l’Aquilone metterà a disposizione uno spazio dedicato ai Presepi artigianali realizzati da associazioni e scuole, e da tutti coloro che vorranno partecipare all’iniziativa con la loro personale “opera”.
Dal 18/11/2012 al 06/01/2013
Orari: SABATO E FESTIVI 9-12,15-19
(dall'8/12/12 aperti tutti i giorni: feriali 15-19, festivi 9-12,15-19)
* Si confezionano CESTINI REGALO con prodotti equo-solidali e di artigianato
* Troverai l'esclusiva MENINA la bambola fatta di asciugamani e...interamente reciclabile!
Perchè il tuo dono di Natale sia dono anche per chi ha bisogno!
Bomboniere solidali previo appuntamento telefonico
Vienici a trovare

domenica 25 novembre 2012

Sarà Sempre Una Donna

Oggi è la Giornata internazionale per l'eliminazione della violenza contro le donne, ribattezata da molti Giornata contro il Femminicidio.
Purtroppo il termine è tutt'altro che provocatorio, baste vedere le statistiche che ad ogni triste occasione i giornali pubblicano e condannano.
LA STAMPA ha deciso questa volta di andare oltre, pubblicando sul proprio sito un lunghissimo elenco di foto e storie, ben 116, come le vittime della violenza dal gennaio scorso (una ogni 60 ore).
Scorrere i volti e conoscere il destino di queste donne rende bene il senso di questa giornata, forse più di ogni riflessione o condanna.



venerdì 23 novembre 2012

La carte che racconta

Katie Wynkoop è l'autrice di questo bel video pubblicato su Vimeo qualche mese fa, dal titolo Lands Away. La sua riflessione sull'impatto che la letteratura, in particolare le fiabe, hanno avuto sulla nostra società, l'ha ispirata in questo articolato stop-motion realizzato con i libri e con le loro pagine, spogliate dell'importanza delle parole.

Lands Away from Katie Wynkoop on Vimeo.

martedì 20 novembre 2012

Ciao Roberto, per tante volte ti sei messo a disposizione dei tuoi paesani, indossando divise diverse che malapena vestivano la tua generosità. Sei anche stato tra i volontari che gistirono la viabilità del Concerto per Un Amico, ennesimo gesto di solidarietà verso la tua comunità, verso i tuoi amici.
Oggi quella stessa comunità, stordita ed incredula, prova a renderti omaggio nell'unica maniera di cui è capace, dimostrandoti nel dolore la propria vicinanza e il proprio affetto, come tu ha sempre fatto con noi.

sabato 17 novembre 2012

Il manuale del perfetto stronzo/a!

Durante una cena in bilico tra raffinatezza (pollo al curry e uova al tartufo) e "cinghialinità" (4 uomini con molte più bottiglie vuote sul tavolo) è venuta fuori questa citazione.
Si tratta di un monologo tratto dal libro "30 anni e più di adolescenza selvaggia" dell'artista multiforme 4TU, una riflessione tagliente e a tratti ironica sul mondo dei rapporti sentimentali e delle loro evoluzioni.

martedì 13 novembre 2012

MUSE The 2nd Law (2012) e il Basso Futurista

I Muse sono tornati e come sempre hanno fatto il botto.
The 2nd Law è un lavoro che si presta ad ogni interpretazione, basta leggere le recensioni sparse sul web o riascoltarlo a fondo ogni volta per catturarne caratteri differenti.
Certo è, che l'armata di Bellamy & C. non ha più alcun problema a far ciò che gli passa per la testa, sperimentando, ispirandosi, esagerando e stupendo.
Il disco è un concentrato di generi, atmosfere e suoni, impastati con arrangiamenti arditi al limite dello sfacciato, che si permettono di far convivere nel giro di pochi secondi o spesso sovrapposti brani orchestrali, ritmiche dubstep, melodie disco '70, cadenze serrate, elettronica eterea, schitarrate rock, riff prog e spruzzate di jazz.
I Muse non sono nuovi a questi canoni, ma questa volta si sono superati, portando a casa un trionfo di colori capaci di abbattere la barriera dell'originalità, oscurando i tanti passaggi che sanno di già sentito, le melodie che ricordano quella canzone o quel solo un po' troppo ispirato.
Da musicista sarebbe l'album su cui avrei voluto suonare, perchè c'è spazio per tutto, ennesima dimostrazione di quanto il trio Britannico (con annessa orchestra di 30 elementi e una schiera di ingegneri del suono, produttori e coristi) sappia farci con la musica.
Il loro talento, già consacrato con l'affido al loro estro della colonna sonora delle Olimpiadi 2012 (e anche con il desiderio di Matteo Renzi ad affidare a loro l'eventuale nuovo inno del PD... vabbè.. ), viene supportato anche da una campagna mediatica ben studiata, con un'immagine forte e sempre modernissima, che fa parlare di loro senza bisogno di sprofondare nel gossip o nella polemica.
L'ultima trovata, che ha fatto il giro del mondo con centinaia di post e interrogativi sui social, è lo strano basso utilizzato da Christopher Wolstenholme nel video di Madness e successivamente nei live di presantazione del singolo.
L'argomento, che mi ha fatto notare un'amico (grazie Fikez!), si è trasformato in leggenda, fino a parlare di uno strumento "alieno" un basso i-pad creato appositamente per il bassista dei Muse, o in alternativa una messa in scena per mascerare un tristissimo playback.
In realtà si tratta di un versione per basso della più celebre Misa Kitara, prodotta e distribuita dalla Misa Digital Instruments.
Christopher Wolstenholme ne ha realizzato (o chi per lui) una versione ibrida su un basso elettrico, con il risultato di stupire il mondo con uno strumento praticamente mai visto.
Va detto, ad onor del vero, che la Misa Kitara è in commercio da un paio d'anni e sviluppa la tecnologia Touch con la possibilità di creare nuove sonorità (live) impossibili da ottenere altrimenti con campionatori tradizionali. Quindi, sempre ad onor del vero, non si tratta dell'anello di congiuzione tra la Fender e il controller di Guitar Hero!


venerdì 9 novembre 2012

Tempo d'addii

In un periodo dove fioccano le reunion, dove le vecchie glorie tornano a risplendere (almeno per il tempo sufficiente a batter cassa!) e le nuove stelle si accontentano del vorace firmamento di iTunes, alcune band decidono di cambiare pelle, lasciando sul campo le vittime di contrastati pareri musicali e commerciali.
Gli ultimi di una lunga lista di addi sono quelli di Emiliano Audisio (Emi) dei Linea77 e Josh Freese degli A Perfect Circle.
La cosa che colpisce è che in entrambi i casi si tratta di due figure imponenti per le rispettive formazioni.

Emi è uno dei fondatori dei Linea 77, nonchè uno dei volti più popolari della band. A quanto pare, dai toni, l'abbandono è stato piuttosto travagliato, o perlomeno non così sereno, ma giudicate voi dalle dichiarazioni ufficiali! Si chiude così un sodalizio che dura dal 1993, che ha portato questa bella pagina di musica italiana dai sobborghi di Torino ai palchi più prestigiosi (passando anche dal nostro Concerto per un Amico!) e che ora continuerà senza di Emi.

Stessa sorte, ma altro social per Josh Freese che con un Twit annuncia il suo ritiro senza ripensamenti dalla formazione capeggiata da Maynard James Keenan, piantando in asso i suoi compagni proprio a ridosso di alcuni appuntamenti live che ora rischiano di saltare (anche se si mormora di un rimpiazzo immediato da parte di Jeff Friedl batterista degli Ashes Divide).
In bocca al lupo a chi va e chi resta, con la speranza che da ogni cambiamento arrivino maggiori possibilità di ascoltare buona musica!


mercoledì 7 novembre 2012

Bullet with Butterfly Wings

Era il 1995 quando gli Smashing Pumpkins pubblicarono il loro disco più ambizioso: Mellon Collie and the Infinite Sadness.
Quel doppio disco ha segnato il cambiamento della band Americana, sia nello stile musicale che in quello concettuale, portandoli su un sentiero più personale e originale.
In quel disco era contenuta la bellissima canzone Bullet with Butterfly Wings, che venne scelta come singolo di presentazione dell'intera opera.
La regia del video venne affidata a Samuel Bayer, nome piuttosto conosciuto dal movimento grunge-punk di quegli anni. Si decise quindi di girare un video "performance" (con immagini della band che suona) per non distaccarsi troppo dal carattere dei Pumpkins di Siamese Dream, ma venne concesso ampio spazio al contorno, cercando di inserire un gran numero di riferimenti alla canzone e alla stessa formazione.
Il video fu realizzato ispirandosi al lavoro del fotografo Sebastião Salgado, che aveva realizzato un reportage piuttosto duro sulle miniere di diamanti.
Per le comparse si ricorse a semplici annunci sui giornali, metodo che diede risultati inaspettati con quasi 2000 volontari che si presentarono per le riprese.
Ultima curiosità: è l'ultimo video in cui Billy Corgan si mostra con una "folta criniera"!


giovedì 1 novembre 2012

Il ritorno dei Pantera?

Dalla tragedia di Columbus dell'8 dicembre 2004, in cui persa la vita Dimebag Darrell, storico chitarrista dei Pantera, sono passati quasi 10 anni. In tutto questo tempo solo due cose non sono cambiate: il rispetto di cui gode questa formazione e l'astio mai nascosto tra Vinnie Paul e Phil Anselmo.
I rapporti si erano già fortemente deteriorati dopo i gravi problemi di tossicodipendenza del cantante, motivo principale della rottura degli equilibri che sostenevano i Pantera.
L'omicidio di Darrell e alcune infelici dichiarazioni fatte e smentite da entrambe le parti hanno poi fatto il resto, creando una spaccatura fino ad oggi impossibile da saldare. Gli ex membri hanno continuato per strade diverse con una serie di progetti che li ha visti spesso collaborare spalla a spalla vedi i DOWN e i REBEL MEETS REBEL, progetti che però hanno sempre evitato i contatti tra Anselmo e Paul.
Attualmente ognuno ha un suo progetto principale, i Down per Phil Anselmo, gli Hellyeah per Vinnie Paul e i Kill Devil Hill per Rex.
Qualche mese fa Rita Haney, compagna storica di Dimebag, aveva rilasciato un'intervista in cui sosteneva di aver ricucito i rapporti con Phil Anselmo, perdonandogli anche il passato burrascoso, seguendo quella che secondo lei sarebbe stata la volontà del marito, che vedeva la band alla stregua di una famiglia.
Sempre secondo Rita, Vinnie (che per la cronaca è il fratello di Dimebag) non prese benissimo la cosa, segno del clima sempre teso tra i due musicisti.
Nella vicenda entra di diritto anche Zakk Wylde, chitarrista pluridecorato dei Black Label Society e componente fisso dell'armata di Ozzy.
Zakk, grande amico di Darrell si è sempre detto disponibile ad ogni forma di tributo, impegnandosi di persona ad organizzare eventi e commemorazioni, forte anche di numerosi parallelismi che lo legano artisticamente e tecnicamente all'amico. Così quando Phil Anselmo ha annunciato pubblicamente la sua disponibilità a riformare la band (anche solo per un tour) con Wylde alla chitarra, la patata bollente è finita nelle mani di Vinnie Paul che ha subito azzerato ogni possibilità.
A quanto pare, però, sia Wylde che Rex sembrano molto interessati all'evento, senza contare le migliaia di fans (io tra i primi!) che non vedono l'ora di tornare sotto al palco per rivivere quelle emozioni che un'idiota assassino ha strappato a tutti, naturalmente in onore di Dimebag!
Se Vinnie Paul continuerà la sua crociata solitaria nessuno può dirlo, ma nel caso cambiasse idea..

 

lunedì 29 ottobre 2012

Band of Horses - Cease To Begin (2007)


Se amate le serie tv, soprattutto quelle a forte impatto emotivo, avete di certo già sentito questa band.
I Band of Horses, evoluzione degli Horses, sono una formazione americana, fondata nel 2004 da Ben Bridwell, cantante originario del Sud Carolina.
I BoH nascono però a Seattle, dopo un tortuoso percorso che porta Bridwell in giro per gli Usa, da Washington all'Arizona fino, appunto, ai freddi inverni del nord.
Qui si dedica alla musica e, in pochi anni, da vita a questo progetto davvero interessante.
A vederli sembrano una coutry band delle più classiche, lunghe barbe che si accompagnano a camice di flanella sovrastate da cappelli ad ampie fonde.
A sentire la voce di Bridwell sembra di sentire un cantante pop, delicato e suadente, dalle spiccata propensione alle melodie adescanti.
A sentirli suonare sembrano una band Indie ma con grandi influenze blues e rock.
Cease To Begin è il loro secondo album e, oltre ad essere davvero bello, contiene tutti gli ingredienti sopra citati.


giovedì 25 ottobre 2012

lunedì 22 ottobre 2012

Volta pagina!

Le canzoni non hanno mai un unico significato, questo per il semplice motivo che come qualsiasi forma d'arte riescono ad arrivare in maniera soggettiva a chi vi si avvicina.
Nella musica questa è una qualità enorme che permette, a chi la fa, di potersi esprimere liberamente (talvolta al limite del significato) e a chi l'ascolta di poterne interpretare il testo (o spesso anche solo la musica) a piacere, ritrovandosi immersi nel brano con la propria storia e i propri pensieri, come fossero stati scritti esclusivamente per te.
Turn the Page è un pezzo scritto da Bob Seger nel 1972 e ripreso da una serie di artisti che l'hanno risuonata, riscritta e reinterpretata, come Sage Francis, kid Rock, Marshall Chapman e naturalmente i Metallica, che la rilanciarono come singolo per il loro disco Garage Inc nel 1998.
Si tratta di un meraviglioso esempio di quanto dicevo, una canzone che riesca a superare la barriera del suo testo grazie all'interpretazione, trasformandosi così in qualcosa di diverso a seconda di chi la interpreta e di chi l'ascolta.
Nella versione originale di Seger, si tratta di una malinconica considerazione sulla vita "on the road" di una rock star, e sui contrasti tra la vita sul palco e quella tra la gente.
Nella versione dei Metallica la maliconia si trasforma in rabbia e frustazione, perdendo completamente quel senso di resa agli eventi, ma affermando il desiderio di imporsi sulla propria vita.
Il testo non cambia, ma il significato si, tanto da ispirare il video che vede una spogliarellista costretta a prostituirsi per mantenere la figlia, e la canzone trasformarsi nuovamente in una colonna sonora perfetta.
"Volta pagina" quindi, due parole che vogliono dire troppo e sulle quali tutti prima o poi fanno le loro riflessioni.
Per Seger hanno il significato ruvido di chi gira pagina per continuare a scrivere la stessa storia.
Nella versione dei Metallica sembra emergere il bisogno disperato di girar pagina per lasciarsi alle spalle una storia che fa male, ma sono convinto che per ogni orecchio che si presti all'ascolto, ci sia un significato differente.
Girar pagina è il mezzo unico che abbiamo per poter andare avanti nonostante gli intoppi più o meno gravi che ci attendono per strada. E' l'arma più efficace di cui disponiamo ma troppo spesso ce ne dimentichiamo, rimandando le nostre scelte, prigionieri di un pensiero o di un'illusione.
La cosa più difficile infatti non è girare pagina, ma decidere di sovrapporre un foglio biaco oscurandone uno scritto, un po' per paura di perdere un passato (anche se doloroso), un po' per timore di guardare in faccia un futuro incerto.
Entrambi i motivi sono però infondati, il primo perché le cose importanti restano, se belle come ricordi, se brutte come moniti. Il secondo perché non c'è nulla di più tangibile di una pagina bianca su cui poter scrivere, cosa impossibile da realizzare su una pagina già scritta.


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venerdì 19 ottobre 2012

Il feto Cantante

Teardrop è senza dubbio uno dei più grandi successi dei Massive Attack, pubblicato nel 1998 e accompagnato da un video clip divenuto storico.
La regia è firmata da Walter Stern, personaggio noto per le produzioni alternative, che ha collaborato con i Bloc Party (vedi post su The Prayer), i Prodigy, i The Chemical Brothers, i Faith no More, David Bowie ecc..
Il feto cantante è stato creato in plastica e, complici le riprese e i tanti dettagli, aggiunge una certa suggestività ad una canzone già molto intensa.
La voce prestata ai due dj di Bristol è di Elizabeth Fraser che si aggidicò l'ingaggio nientemeno che alla faccia di Madonna, altra candidata per cantare questo brano.
Durante la registrazone la Fraser ricevette la notizia della morte per annegamento di Jeff Buckley, suo caro amico, al quale (guarda caso) si era fatto riferimento durante la stesura del testo.



martedì 16 ottobre 2012

Felix e i record bruciati!

Si chiama Felix Baumgartner e non è nuovo ad imprese al limite dell'impossibile, ma questa volta, assieme al team Red Bull Stratos, ha davvero superato se stesso e bruciato un numero altissimo di record.
Trovate gli articoli sulla sua impresa un po' ovunque e di certo ne avete già sentito parlare, io mi limito a postare un bel video riassuntivo dell'impresa, associandomi a Gianluca con cui condivito la sensazione nell'inquadratura nel momento del lancio!



martedì 9 ottobre 2012

Mal di musica

A pensarci serbra un paradosso, ma se si pensa all'evoluzione della musica emergente negli ultimi 15/20 anni, alla domanda "è migliorata la situazione?" non saprei rispondere.
Faccio parte di quell'ondata di musicisti che hanno cavalcato l'ultima onda "analogica", quella che non ha conosciuto la diffusione sul web, i free-software che semplificano la gestione musicale ed il libero accesso a tonnellate di musica e informazioni su strumenti, tecniche e possibilità.
Se si analizzano questi elementi, senza cadere nella retorica posizione "abbiamo fatto tutto noi" ci imbattiamo in una fitta boscaglia di pro e contro, che complicano non poco un giudizio ponderato.
Internet ha stravolto il mondo della musica, dalla grande distribuzione (messa in ginocchio) alla piccola promozione della band emergente che con un click gode di una vetrina mondiale. Questo ha però causato una saturazione disastrosa, in cui la stragrande maggioranza degli utenti si è trasformata in divoratori di singoli, disillusi da una ricerca ora fin troppo facile e soffocati da un'offerta continua e troppo spesso di scarsa qualità.
La causa di questo è proprio il secondo punto, il facile accesso a tecnologie capaci di semplificare troppo la gestione musicale, rendendola accessibile a tutti a bassissimo costo. Una bella cosa per chi la utilizza come supporto ad una passione, un vero disastro per chi decide di sfruttarla per supplire ad una propria mancanza. Così oggi diventa estremamente facile avere accesso a strumentazioni imponenti, suoni prefabbricati e correttori più o meno validi per le proprie lacune, rendendo possibile (almeno in sala e a volte anche dal vivo) un risultato discreto senza la dovuta preparazione.
Può sembrare superfluo ma senza la pratica e la ricerca si compromette la professionalità, ovvero la conoscenza e lo sviluppo della propria arte.
Si spalancano così le porte a band fotocopia, a formazioni incapaci di replicare dal vivo quanto fatto il saletta, sterili dal lato creativo quanto deboli nella convinzione musicale, considerata solo un mezzo per esserci e non il fulcro della propria arte. Il paradosso è che oggi ci sono tutti gli strumenti a disposizione per potersi specializzare, imparare nuove tecniche e ascoltare tonnellate di buona musica, indinspensabili per crescere interiormente e nutrire l'incessante fame di ricerca tipica di un' appassionato.
Si è giunti al punto in cui è più facile stare in vetrina (pur ingombra e troppo vasta per garantire una visibilità concreta) che in sala prove, proprio per il fatto che non è più così necessario accettare un sacrificio per provarci.
Infine si arriva all'aspetto live, l'opporunità più tangibile per le band emergenti di arrivare ad un pubblico, di dimostrare il loro valore sia tecnico che artistico, passando per la capacità di tenere il palco e coinvolgere il pubblico.
Un tempo le occasioni erano più numerose, i festival spuntavano come funghi, i locali avevano meno problematiche a dare spazio a gruppi che tra scambi ed amici garantivano un pubblico piuttosto nutrito.
Oggi le cose sono cambiate, leggi più serrate impediscono a molti locali di ricavare spazi per le esibizioni, i costi sono altissimi e troppo spesso il pubblico snobba le serate "alternative" a favore delle cover band, che comunque sono spesso più costose.
Non parliamo dei festival, sterminati da spese folli, regolamenti asfissianti ed uno squilibrio di opportunità che vede i contributi cadere solo sulle oasi più floride, mandando il secca tutte le realtà più piccole che potevano garantire uno spazio per quelle band bisognose di farsi sentire! (vedi la nostra storia!)
Poco importa, quindi, se oggi non è più necessario fare centinaia di km per portare un demo al locale: se mancano gli spazi, addio ai concerti e se cala l'interesse diminuiscono le occasioni. Qualcuno comincia a farsi sentire, prima nelle canzoni, naturale strumento di protesta per una band, poi attraverso richieste e proteste, spesso nemmeno considerate.
I Diverba sono una conoscenza del concerto per un amico, è hanno avuto la brillante idea di denunciare questo problema attraverso un video che da subito ha spopolato sul web, fino a giungere sulle pagine elettroniche delLa STAMPA.
Ed ecco l'ennesimo paradosso: per curare un mal di musica si ricorre ad un Video.. fine dei tempi in cui "Video killed the radio star" !

mercoledì 3 ottobre 2012

Solo Col Mic

Dopo la coproduzione del pezzo "Se il mondo fosse", che ha visto alcuni dei più quotati artisti rap italiani impegnarsi per questo progetto in favore dei terremotati Emiliani, torna il Dj Big Fish, in una collaborazione con l'immortale Caparezza.
Il pezzo si chiama Solo col Mic e cavalca l'onda electro-dubstep che oggi dilaga come un'infezione un po' in tutti i generi. Naturalmente il risultato è notevole (..ha mai sbagliato un colpo il Capa?) e ringrazio Lorenzo Datodf per la dritta!!

lunedì 1 ottobre 2012

Il ritorno dei Down

Torna l'immortale Phil Anselmo, con il primo clip estratto dall'ultimo EP dei Down uscito qualche settimana fa.
La band ha pubblicato il video di cui aveva già rilasciato un breve trailer, il pezzo si intitola Witchtripper ed è in pieno stile Southern - Stoner, proprio come avevano promesso!
La sorpresa arriva però dal videoclip, in stile horror-movie, volutamente forzato nei travestimenti e nello stile di riprese, fino a sconfinare nella parodia.
Da qualche tempo anche i più duri e puri dell'universo heavy hanno cominciato a prendersi un po' in giro, cosa, a mio parere, molto positiva, specie in un genere che a forza di "coerenza ad ogni costo" rischia spesso di vedere band incapaci di evolversi.
Ecco l'ultima fatica di "MAGUS PHILIPS" & C.


venerdì 28 settembre 2012

Costruire Emozioni

Continuo a postare i video di Balasso, convinto che ad oggi sia uno dei migliori comici su piazza. Il fatto di saper, attraverso l'ironia, mostrare un'aspetto nuovo delle cose (pur ricamandoci sopra) è una dote di pochi, una comicità sottile che lascia amarezza dopo il sorriso, e un pensiero dopo la leggerezza.

mercoledì 26 settembre 2012

Giorni poco verdi

I Green Day, baluardo del pop-punk made USA e principali responsabili del ritorno del punk rock negli anni '90 grazie al loro meraviglioso quanto insolente disco Dookie, chiedono scusa per la scenata di Billie Joe Armstrong all'iHeartRadio Festival e annunciano il momentaneo ritiro dalle scene per permettere al cantante una disintossicazione ormai necessaria.
In Italia, l'onorevole Batman-Fiorito, va ad aggiungersi al duo Belsito - Lusi, baluardi della politica nostrana, pronti a dimostrare già dal loro aspetto, la capacità dei nostri partiti di individuare persone capaci in cui riporre cariche importanti e delicate.
Tutto sommato in pochi mesi questi tre personaggi hanno palesato quello che ormai era piuttosto evidente: Lusi ci ha mostrato come i finanziamenti ai partito siano indispensabili per la democrazia , Belsito ci ha ricordato come la spazzatura sia trasversale a partiti e territorio e Fiorito è riuscito a farci considerare le inutili province (accusate di essere un buco per l'amministrazione pubblica) un struttura efficiente rispetto quelle voragini senza fondo delle regioni.
Eppure i Green Day si scusano per il loro comportamento, la gente reagisce con sdegno e la faccia provata di Billie Joe finisce su tutti i giornali, mentre gli unici a sembrare indignati di quanto viene (di continuo!) fuori dalla classe politica Italiana sono le istituzioni che tuonano nel nulla i loro moniti inascoltati ed ipocriti.
La gente è assuefatta, non si sorprende ne reagisce, troppo concentrata sul sopravvivere e disillusa da chi ogni giorno con una grandissima faccia da c**o, osa mettersi davanti ad una telecamere a parlare di un futuro che loro stessi hanno compromesso.
E' la fine dei giorni verdi o quantomeno l'inizio di una lunga pausa, in attesa di tornare ad abituarci agli eccessi di una Rockstar ed indignarci per la cattiva politica.
Per ora però, accontentiamoci delle belle notizie: crollano i consumi dei beni di prima necessità, mentre aumentano quelli dei cellulari... benvenuti in paradiso!

 

sabato 22 settembre 2012

Fabrizio Veglia all'Open Baladin


Si esibira' il chitarrista Fabrizio Veglia con la sua band Martedi' 25 All Open Baladin di Cinzano.
Fabrizio Veglia e un chitarrista compositore e arrangiatore che in questi anni ha collaborato con Demo Morselli, Nuovi Angeli, Matteo Brancaleoni, Giampaolo Petrini Big Band, Gigi di Gregorio e molti altri...
Ha partecipato per la realizazione di collane didattiche edite dal Centro professione Musica di Milano .
Docente Di chitarra dell istituto civico Baravalle di Fossano
IMartedi' proporra brani di sua compo
sizione e altri presi dalla cultura jazz/rock americana.
Sara' accompagnato da musicisti d 'eccezione :
Maurizio Vespa(vibrafono e percussioni)
Giampaolo Petrini(batteria)
Massimo Celsi(tastiere e basso)

venerdì 21 settembre 2012

Longboard Girls Crew


Oggi va così, butti l'amo nel web, magari attratto da un'immagine, un video o una canzone e tiri su un mondo che nemmeno ti immaginavi.
Un po' di tempo fa stavo cercando qualcosa su DUB FX, un'artista Australiano (classe 83) che  da qualche anno si è trasferito in Europa promuovendo questo ambizioso e interessante progetto musicale.
Si tratta di una miscela elettronica di musica dub con frequenti infiltrazioni hip hop e raggae, che Benjamin Stanford (vero nome di Dub Fx) porta in giro con spettacolari esibizioni live, fatte di celebri ospitate e soprattutto di un infinita serie di loop e campioni che vengono mescolati e riprodotti in tempo reale.
Pur considerandosi un artista di strada (e vivendo da tale), oggi il suo nome è piuttosto conosciuto tanto da essere considerato un pioniere del genere.
Fatto sta che Youtubbando per video mi sono imbattuto in questo bel clip firmato dal regista spagnolo Juan Rayos. Ho poi scoperto che il video non è stato realizzato per il pezzo, ma messo insieme da un'appassionato. Così a colpi di click arrivo sul blog di Rayos e scopro che queste bravissime ragazze fanno parte del gruppo "Longboard Girls Crew" e hanno realizzato assieme al regista una serie spettacolare di video e documentari.
Per chi volesse saperne di più sui personaggi citati ecco un po' di link!
Longboard Girls Crew
DUB FX
Juan Rayos
Endless Roads 3 - Land of Castles from Juan Rayos on Vimeo.

lunedì 17 settembre 2012

Autunno Caldo

Ritorna l'autunno e dopo un'estate a discutere del nulla o quasi, i nostri politici sono pronti a tornare in video per fare promesse e nuove alleanze.
Incapaci di realizzare una riforma elettorale, di stilare un piano di tagli ai costi dello stato e di realizzare una qualsiasi riforma utile al Paese, sono sempre pronti a contestare il governo Monti, che intanto ha aumentato ogni tipo di tassa senza mai incontrare un'azione di cotrasto credibile da chi lo appoggia e potrebbe almeno provare a cambiare le cose.
Benvenuti nell'autunno caldo di un Paese in difficoltà e di una classe dirigente di questo calibro:


giovedì 13 settembre 2012

Il primo giorno di Asilo

Ebbene si, Tommy da oggi è uno studente!
Assieme ad un piccolo plotone di bambini con la divisa colorata, accompagnati da mamme commosse (Francesca tra le prime!!) e qualche padre che cercava di tenere su il morale, eccolo attraversare il cancello e cominciare una nuova vita.
A pensarci mi viene freddo.. dopotutto lui cresce e io.. invecchio!!
Inutile elencare le emozioni, sarebbero riduttive per chi le ha vissute e incomprensibili per chi ancora non ha avuto il piacere.
Quello che però posso dire è che la vita è una continua sorpresa.
Non avevo mai pensato seriamente a questo giorno e non avevo mai incluso questa emozione tra quelle che nella vita ti aspetti.
Eppure è stato molto intenso, per non dire commovente.
Quel plotone di grambiulini fa oggi ingresso nella società, inizia a confrontarsi con gli amici di domani e a conoscere le prime regole di una vita che non sarà mai semplice ma sempre emozionante!
Auguri a tutti!


lunedì 10 settembre 2012

Addio Gigante buono!

Si è spento Michael Clarke Duncan, attore difficile da dimenticare, specie per il suo meraviglioso John Coffey nel MIGLIO VERDE, capolavoro di poesia e drammaticità.
Mi ci ero affezionato nel film che lo ha lanciato nel 1998 Armageddon, e vedendo questa scena si capisce perchè! Addio gigante buono!



giovedì 6 settembre 2012

Compleanno


Il compleanno non è mai un giorno come gli altri, se non altro perché, salvo dimenticanze, nasce già come giorno diverso.
Nonostante non sia mai stato un accanito cultore delle ricorrenze, siano feste programmate o anniversari personali, mi trovo spesso a scontrarmi col fantasma più o meno ingombrante della celebrazione, che arriva, volente o nolente, col suo polveroso bagaglio di riflessioni.
Il mio compleanno cade oggi, il 6 di settembre, data che per molti anni ha conciso con la settimana del concerto, periodo piuttosto travagliato per potersi permettere il classico "trasporto spirituale".
Eppure, come tutti gli anniversari, si presenta con quel faldone di sentimenti ed emozioni e resta li ad aspettarti per tutta la giornata, in attesa che tu gli conceda quei cinque minuti di considerazione, tanto per adempiere al tuo dovere da festeggiato.
Così capita di ritrovarsi a tirare le somme di un bilancio provvisorio, di farsi qualche domanda sul presente, di rinfrescare qualche proposito per il futuro o di definire qualche monito raccolto nel passato e non ancora considerato.
Ricordo che una volta qualcuno mi disse che gli anni tra i venti e cinquanta passano con una tale velocità da non accorgersene. 
Dubitai fortemente di questa affermazione, in piena adolescenza, dove le giornate portavano con se ore pesanti ed estati infinite, dove le stagioni erano stabilite dai calendari scolastici, dove le ore erano di 50 minuti e la campanella le scandiva con pastosa lentezza.
Oggi purtroppo mi rendo conto di quanto fosse vera quella saggia e banale considerazione. 
Gli anni passano veloci quando sono intensi ed ancorati da appuntamenti e scadenze. 
Così capita di svegliarsi e fare 32 anni, chiedendosi se davvero sono passati tutti quei giorni da quando hai fatto il militare, o da quando hai guidato per la prima volta o da quando, vedendo i tuoi genitori festeggiare i quarant'anni, ti  sembravano dei vecchietti imparagonabili alla tua giovinezza.
Ma quel pensiero va scacciato, non c'è bisogno del "momento tristezza" nel giorno del tuo compleanno, quindi spazio al futuro, ai progetti o piuttosto all'indifferenza verso un'appuntamento che ha la stessa valenza che tu stesso gli concedergli. Tanto più che 32 è un numero piuttosto anonimo, nessuno ha mai fatto progetti per il proprio 32esimo anno di vita, almeno si attende il 33, ultimo compleanno di Gesù, che tutti in cuor proprio sperano di superare e magari triplicare! 
Alla fine ci si rende conto che è un giorno come un'altro, solo con qualche augurio in più, alcuni inaspettati, alcuni attesi, altri semplicemente regalati, ma tutti graditi e benaccetti, dopotutto anche solo per un secondo quelle persone ti hanno dedicato un pensiero, cosa non da poco in un mondo affamato di considerazione.
Così sia, dunque, buon compleanno a me e a chi come me nella giornata odierna, anni fa, ha respirato per la prima volta l'aria di questo mondo, senza sapere il perché della propria esistenza e ignari di cosa il futuro gli riservi.
Auguri per il futuro e congratulazioni per il passato, dopotutto, se il compleanno è un traguardo, già il fatto di averlo raggiunto è un successo!


martedì 4 settembre 2012

Portico Quartet (2012)

Qualche tempo fa mi imbattei in questa band durante una mini navigazione sulle tracce dell'Hang. Non essendo un grande appassionato di Jazz il mio ascolto fu piuttosto distratto e archiviai i Portico Quartet come "non fanno per me".
Poi una serie di coincidenze e qualche spinta esterna mi hanno portato a mettere questo disco sul lettore e a riascoltarlo più volte. Ora, il "non fanno per me" si è trasformati in "spesso e volentieri fanno proprio per me!".
I Portico Quartet sono un gruppo londinese, anche se il loro nome lo hanno preso dai portici di Padova dove si rifugiarono durante un'esibizione minacciata da un temporale.
Fanno jazz da molto tempo, sperimentando e affermandosi tra le migliori realtà del panorama underground inglese.
Questo disco, pur restando fedele al passato, è molto orecchiabile e armonioso, tanto da sconfinare spesso nella musica ambient e regalare alcuni scorci quasi pop.
Forti influenze elettroniche e un'ammiccamento al mondo del dubstep (per loro stessa ammissione) rendono ritmiche e dinamiche particolarmente frizzanti in alcuni frangenti, costituendo con il mimimalismo del sax e il continuo e ripetitivo loop dell'Hang un giusto ed elegante quilibrio.
Se volete sentire qualcosa che in molti definiscono l'evoluzione di un genere, spesso troppo chiuso su se stesso, con azzardate e azzeccate sperimentazioni, questo disco fa per voi! .. e per me!


mercoledì 29 agosto 2012

Una dura settimana.

Questa non è una settimana normale.
Almeno non lo è per me e a giudicare dai messaggi e dalle mail deduco non lo sia per molti altri ragazzi.
Questa, da tredici anni è la settimana del concerto, anzi del Concerto per Un Amico e se tutto fosse rimasto invariato sarebbe giù cominciata sabato scorso e avrebbe visto nella giornata di domani i riflettori accendersi sul palco.
Quest'anno no, nessuna luce, nessun palco. Zero impegni, nessuna chiamata, nessun intoppo e nessuna ansia. Non ci sono litigi, nessun inconveniente per cui perdere il sonno, nessuna visita compulsiva ai siti del meteo, niente di niente.
Per chi come me ha vissuto queste cose con una ricorrenza diventata consuetudine, questi giorni stanno passando con una serenità tangibile. O almeno dovrebbe.
Dovrebbe perché quando un'emozione la vivi sai fin da subito che potrebbe mancarti, esattamente come sai che il tempo cambia le cose e che se non ci si evolve con la stessa velocità si resta indietro, spesso troppo, spesso incorreggibilmente.
Sospeso in un limbo che conosco da quasi un anno, fatico ad abituarmi all'idea che quest'anno non rivedrò tutti i ragazzi che ogni anno vestivano la maglietta blu e in quattro giorni mi aggiornavano sulla loro vita, sui loro progetti e su tutte quelle novità che la vita regala a piccole rate.
Gli amici non mancano, certo, con alcuni si sdrammatizza la cosa e ci si tiene occupati cercando di non far finire tutto in un polveroso archivio da consultare ad ogni ricorrenza. Ma lo spirito del concerto allargava le amicizie e faceva in modo che tutti si sedesse per qualche giorno alla stessa tavola, come un pranzo di famiglia, una famiglia molto allargata.
Il trucco è non pensarci (io sono al mare!), non cedere a quella parte masochista che ti suggerisce di andare in area per respirare l'odore di inizio settembre senza sentire quello del concerto. Quella che ti vorrebbe a sfogliare le fotografie delle edizioni passate, magari con qualche pezzo struggente tipo "fine di un'amore".
Ma qui non è affatto la fine di un'amore.
Non c'è stato alcun addio e quello spirito è ben custodito in chiunque lo desideri.
Non voglio dare alcuna soddisfazione alla parte masochista, pur sapendo che le cose difficilmente torneranno come un tempo. Se il Concerto era una miscela di elementi che sfociava nell'area attorno al palco, ora manca solo l'occasione di ritrovarci, perché tutti gli altri componenti sono sempre vivi.
Quest'anno non potremo farci sentire attraverso le casse, ma non sarà certo il silenzio a prendere il nostro posto. Vi invito ad ascoltare un po' di musica, quella che volete, magari dedicandola ad un amico o ad una persona speciale.
Ci ho pensato tanto e non ho trovato niente di meglio per celebrare questa settimana.
Pubblicate canzoni sui vostri profili, sui blog, sui siti, alzate il volume in macchina o cantate voi stessi, siate voi una piccola cassa del concerto.
Come dicevamo sempre, anche quest'anno vogliamo farci sentire, vogliamo che sia chiaro che siamo ancora qui! Ognuno per  i suoi motivi, e molti di noi sempre per te! Ciao Paolo!



venerdì 24 agosto 2012

Into the Wild



Per la serie, "bravo, hai scoperto l'acqua calda", ho visto per la prima volta il film INTO THE WILD, che in tante chiaccherate (semisobrie) tra amici, compariva puntualmente nell'elenco dei grandi capolavori del cinema.
Così, complice una torrida serata di agosto tra birretta e Autan, mi sono cimentato nella visione e manco a dirlo, ne sono stato rapito.
Certo non posso mettermi a fare una recensione (ne trovate a migliaia sul web ben più competenti!) ma posso, a mente calda, elencare alcuni di quegli elementi che per me hanno fatto la differenza:
La colonna sonora è meravigliosa, quanto la voce di Eddie Vedder che ha cantato gran parte delle canzoni che accompagnano le quasi tre ore del film.
Le immagini sono bellissime, rubate allo sterminato paesaggio americano e protagoniste quanto Emile Hirsch della pellicola.
La storia è ricca di dettagli, tutti veritieri ed emersi dalle lunghe e accurate ricerche dello stesso regista (Sean Penn), a cui va il merito di aver fortemente creduto nella toccante storia di Christopher McCandless, a cui il film è ispirato.
I personaggi che Alexander Supertramp (pseudonimo che McCandless scelse per la sua nuova vita) incontra nel suo viaggio sono raccontati e ripresi con stili diversi, quasi a sottolinerne i caratteri e le personalità, mantenendo un fortissimo legame con le terre che questi abitano.
La figura di Christopher McCandless è stata onorata senza sconfinare nelle banalità o nella celebrazione forzata. Debolezze e virtù vengono raccontate senza troppe moralizzazioni e il finale, di quelli che ti inchiodano al divano per tutti i titoli di coda, lascia aperti infiniti spazi di riflessione.
Infine le tante e meravigliose citazioni che riempono il film, siano grafiche, letterarie o musicali.
Citazioni importanti, più o meno fedeli alla realtà dei fatti ma sempre adatte e da scoprire.
Tra le tante ho riconosciuto (e qua me la tiro!) quella di Primo Levi:  Il mare non fa mai doni, se non duri colpi, e, qualche volta, un'occasione di sentirsi forti. Ora io non so molto del mare, ma so che qui è così. E quanto importi nella vita, non già di esser forti, ma di sentirsi forti, di essersi misurati almeno una volta, di essersi trovati almeno una volta nella condizione umana più antica, soli davanti alla pietra cieca e sorda, senza altri aiuti che le proprie mani e la propria testa. 

Per chi come me non avesse ancora scoperto l'acqua calda, ma ha voglia di rimanerne piacevolemente colpito..


martedì 21 agosto 2012

Lo strimpellatore nomade

Oggi Joe Strummer compierebbe 60 anni se dieci anni fa un infarto non se lo fosse portato via.
John Graham Mellor, il suo nome di battesimo, sostituito da "Strummer" prima di sfondare, come a sottolineare il suo stile grezzo nel suonare la chitarra.
Un musicista che ha fatto tanta gavetta, partendo dalla strada e passando per ogni pub londinese, per poi approdare nell'olimpo del punk-rock come frontman dei CLASH.
Di strade ne ha percorse tante John, ovunque, partendo da Anakra dove nacque e seguendo prima la sua famiglia in giro per il mondo (suo padre era un funzionario del ministero degli esteri Britannico), poi i suoi sogni e alla fine il suo lavoro.
Per chi volesse esiste una bellissima biografia intitolata Redemption Song, come la canzone di Bob Marley che Strummer reinterpretò in una toccante versione con Johnny Cash.
Cantante, chitarrista e anche attore, in questo clip Joe regala un cameo suonando in un pub, in una poco nota scena del film I Hired a Contract Killer del 1990 (uscito in Italia con il titolo Ho affittato un Killer) di Aki Kaurismäki.


giovedì 16 agosto 2012

La mia estate

Dopo un caldissimo ferragosto a casa, tra birra, carne, Moussaka (e altri piatti dal nome esotico), nel consueto e meritato svacco pomeridiano, trascinato tra partite a poker e pasticcini, non ho sentito affatto la mancanza della spiaggia.
In realtà non la sento mai, specie se la spiaggia è affollata e torrida o se per arrivarci bisogna fare code o girare due ore per trovare un parcheggio. Queste però sono solo pareri, potremmo dire impressioni, dopotutto anche i miei gusti musicali sono piuttosto discutibili, la mia hit estiva preferita rimane da anni solo una...
Insomma, ad ognuno la propria estate e buone vacanze!


giovedì 9 agosto 2012

Fatica, sacrifici e buona volontà


Mentre molti atleti si stanno giocando tutto per raggiungere il sogno di una medaglia, costata fatica, sacrifici e tanta buona volontà, il mondo sportivo Italiano è fermo a guardare Schwazer, un ragazzo che ha fatto una grande cazzata dopo aver fatto fatica, sacrifici e averci messo tanta buona volontà.
La mia opinione (come capita spesso ormai...) trova molti punti in comune con quella di Gramellini che vi invito a leggere.

 Schwazer, tra la testa e il cuore


 

martedì 7 agosto 2012

Sabotage secondo i Cancer Bats

Nonostante sia uscito nella primavera del 2010, mi è capitato solo di recente di imbattermi in questo clip.
Loro sono i Cancer Bats, band di Toronto che è riuscita a mescolare l'Hardcore, il Punk e il Metal senza cadere nella fossa del già sentito e mantenendo un deciso carattere Stoner.
Si dice che la loro forza sia l'impatto scenico durante i live ma purtroppo non ho mai avuto il piacere di verificare!
Fatto stà che la versione (molto fedele al grande classico dei Beasty Boys) è davvero bella e il clip una vera chicca!!


venerdì 3 agosto 2012

Amico Abbecedario!

Ci scherzano sopra con il solito sarcasmo tra la battuata e l'affermazione, ma gli Elio e le storie tese sono davvero la più grande band Italiana!
Ieri sera per concludere il MonfortinJazz Festival hanno dato vita ad uno spettacolo magnifico, con una scaletta che ha ripescato brani che (almeno io) dal vivo non avevo mai sentito!
Arrangiamenti spettacolari, versioni alternative e siparietti esilaranti come sempre.
Tra le tante chicche anche una delle mie preferite, dedicata ai "Venditori", la grandissima Abbecedario!
GRANDISSIMI!


mercoledì 1 agosto 2012

Da Mario Bava a Ozzy Osbourne

Esiste un filo sottile che lega la storia di un genio Italiano a quello del "principe delle tenebre".
Mario Bava è stato un grandissimo regista Italiano, capace di cambiare il mondo del cinema e di gettare le basi per una serie impressionante di generi e stili.
Celebre per le sue intuizioni, Bava si è cimentato in ogni genere cinematografico, sperimentando nuove formule nella scenografie, negli effetti speciale, nelle sceneggiature e addirittura nelle tecniche di ripresa,  a prescindere da budget limiati e senza cercare ostinatamente il successo commerciale.
E' diventato infatti celebre come regista Horror, anche se sarebbe limitato, legarlo unicamente a questo filone.
Ispiratore di registi quali Tarantino, Scorsese,Burton e Polanski, la figura di questo artista in Italia (a differenza della Francia e degli USA dove è da sempre considerato un maestro), viene rivalutata solo dopo la sua morte, mentre durante la sua lunga carriera, fu spesso confinato nella sfera dei B-Movie.
Nel 1963 dirige il film I tre volti della paura, che poco alla volta divenne un classico del genere horror, distribuito anche all'estero, dove ottenne anche un discreto successo.
Tra coloro che si recarono al cinema in quegli anni, ci fu un certo Geezer Butler, colpito profondamente da questo film e dal suo titolo.
Ecco il filo che lega Ozzy a Mario Bava: Geezer Butler suonava il basso con il giovane Osbourne e il film di Bava, in Inghilterra, uscì con il nome di Black Sabbath