martedì 25 giugno 2013

La rivincita del Cinghiale Bianco

La denuncia che Franco Battiato fece al Parlamento Europeo (in toni piuttosto coloriti) suscitò sdegno e conseguenze politiche.
La frase «Ci sono tr**e in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino» costò al cantautore l'incarico politico da assessore Siciliano, oltre ad una sfilza di condanne e rimproveri da tutto il mondo politico (o quasi), in primis dalla neo presidente della camera Boldrini.
Di certo i toni erano fuori luogo probabilmente Battiato, eccellente nel campo musicale, ha dimostrato di non avere la stessa eleganza nella politica.
Seguirono giustificazioni, prese di posizione, citazioni e paragoni, che hanno portato lo stesso artista a districarsi tra sostenitori e detrattori, pronti a strumentalizzare la situazione per dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Oggi quello che succede a Palermo e a Firenze ha il gusto di una rivincita per Battiato, anche se in fondo si tratta solo dell'ennesimo fallimento morale dei nostri amministratori.
In attesa dell'Era del Cinghiale Bianco, ci affidiamo alla speranza di una politica con una morale forte e di una società che si scandalizzi più per i fatti che per le parole.

giovedì 20 giugno 2013

Il tormentone

Arriava l'estate e arriva il tormentone musicale, accompagnato dai servizi "allarme caldo" dei TG, dal decadimento dei palinsesti TV e dalle tonnellate di gossip che riempono i giornali.
Certo le cose serie restano, ma a quanto pare la situazione Siriana, il perenne ritardo dei nostri governanti (che aspettano le ultime ore per scannarsi su IMU e IVA!) e altre decine di temi scottanti possono passare in secondo piano.
Fondamentali sono la crisi dei Grillini, la disputa Maroni-Bossi, la perenne rincorsa al vertice del PD o la smentita costante dell'utlima dichiarazione pseudoufficiale di Berlusconi.
La cronaca dilaga sulle pagine dei giornali spinta da una serie infinita di casi assurdi, di situazioni disperate o di gesti folli, enfatizzati, condannati ma soprattutto romanzati.
E' l'estate all'italiana, fa parte del nostro modo di essere e, volenti o nolenti, ci siamo tutti po' affezionati.
Il sole sembra dover portare via tutti i brutti pensieri, come fossero nuvole, illudendoci, almeno per un poco, che la pioggia possa non cadere per un po'.
Questo spirito l'ho trovato in quello che (credo!) diventerà il tormentone dell'estate 2013, cantato da LEVANTE, giovane cantautrice dal passato rock e dal presente roseo!
Gli ingredienti ci sono tutti, ukulele, ritmo, melodia agrodolce, un carattere solare e un magnifico ritornello che ripete: che vita di merda!
Buon'estate ITALIA!

lunedì 17 giugno 2013

D'yer Mak'er

D'yer Mak'er è una canzone speciale per molti motivi.
Innanzitutto si tratta di un pezzo dei LED ZEPPELIN, pubblicato nel 1973 all'interno del loro quinto album: Houses of the Holy. E' una canzone reggae, piuttosto solare (anche se si tratta di una supplica d'amore) e porta la firma di tutti e quattro i membri della storica band, cosa non proprio scontata!
Houses of the Holy rimane un disco discusso, per alcuni il tentativo di svolta di una formazione che aveva cambiato il mondo del rock, per altri un cedimento alle lusinghe del mondo musicale di quegli anni, per altri ancora un esempio dello straordinario carattere musicale e sperimentale dei Led Zeppelin.
Per loro quelli erano gli anni di maggior splendore, gli ultimi primi delle tragedie che si susseguirono dal 1976, di certo la loro carica musicale era alle stelle e non mancava l'entusiasmo.
Ho riscoperto questa canzone dopo quasi una decina d'anni (ahimè!) dall'ultima volta che questo disco è finito nel mio lettore e l'ho riscoperto grazie ai PUDDLE OF MUD.
L'ultimo disco da loro pubblicato si chiama Re:(disc)overed (2011) e si tratta di una raccolta di cover piuttosto fedeli ai brani originali, molto care alla band di Kansas City.
Il disco è stato piuttosto snobbato dalla critica, ma questo non mi ha scoraggiato all'ascolto, anzi mi ha incuriosito, soprattutto per i titoli che comparivano nella tracklist.
Tra gli altri è emersa questa versione di D'yer Mak'er, rinverdita nei suoni e sempre meravigliosa!


 

lunedì 10 giugno 2013

Finesettimana da divorare!


Sarà un fine settimana all'insegna del cibo e della beneficenza: due serate da non perdere e a prezzi ottimi!
Si comincia Venerdì 14, presso gli Impianti sportivi di Farigliano, con una PAELLA di carne e pesce (o solo carne) a soli 10 euro (e poi si balla!).
La cena realizzata da S.U.V. Farigliano è supportata dai commercianti del paese, alcuni dei quali si adopereranno al servizio dei partecipanti!
Il ricavato verrà destinato in parte ai progetti messi in campo dai negozianti Fariglianesi, che lo scorso Natale hanno offerto il servizio fotografico per bambini con Babbo Natale e hanno acquistato alcuni addobbi per abbellire il paese.
Il Sabato sera invece (15 giugno), saranno gli ALPINI del gruppo Fariglianese a richiamarci sotto il CIUCHE', per una deliziosa cena servita dai ragazzi e dagli animatori del CAMPEGGIO.
Anche in questo caso ci sarà da ballare e soprattutto da fare del bene visto che tutto il ricavato utile sarà destinato in beneficenza.
Naturalmente per entrambe le occasioni c'è bisogno di un'iscrizione quindi non perdete tempo, le indicazioni le trovate sulle locandine o potete contattarci per i dettagli.
In un periodo cupo che ha visto molte belle realtà solidali spegnersi o ridimensionarsi, supportare queste manifestazioni è più importante che mai, mi auguro di trovarvi tutti ad entrambe le serate!


venerdì 7 giugno 2013

Libertà di non farsi del male

Le Iene sono nuovamente in prima fila per una battaglia sociale che fa discutere.
Hanno realizzato, con il contributo di alcuni dei più popolari sindaci di alcune grandi città Italiane, questo spot contro le Slot Machine, mettendolo a disposizione di chiunque voglia schierarsi a favore di questa campagna.
Immancabilmente sono arrivate le polemiche, nei confronti dello stato e del suo atteggiamento ambiguo che contemporaneamente condanna e promuove il gioco d'azzardo.
Polemica verso i sindaci che sono tutti rappresentanti di partiti molto distratti sull'argomento.
Polemiche anche verso la stessa campagna, che va a minare un'importante entrata per le casse statali, tributo versato da chi, dopotutto, sceglie liberamente di parteciparvi.
Proprio su questo ultimo punto nasce una profonda riflessione che meriterebbe di essere discussa.
Personalmente trovo sbagliato che lo stato debba interferire con le scelte delle persone e del mercato, ma riconosco il DOVERE di intervenire dove ci sia uno sfruttamento o un rischio per la società, costituito non solo da chi si rovina, ma anche da chi alla fine ne paga le conseguenze (furti, rapine, debiti e violenza...).
Il gioco d'azzardo, come altri sfere commerciali delicate, necessita di regolamentazioni precise per due motivi fondamentali: il controllo di chi li tratta e la tutela di chi ne usufruisce.
Basterebbe guardare a temi come la prostituzione e le droghe o tutti quei settori che in un modo o nell'altro finiscono per  ingrassare le casse della criminalità a causa spesso di una cattiva gestione, o peggio ancora di un'indifferenza perbenista ed ipocrita, che tampona l'effetto non curandosi della causa.
Il gioco d'azzardo può essere una patologia, è appurato, ma resta comunque un diritto di tutti e va garantito se vogliamo vivere in un Paese libero e democratico.
Trovo anche giusto che lo stato guadagni sul gioco, dopotutto con l'iva lo fa su ogni nostra spesa e su ogni genere, anche di prima necessità.
La campagna delle Iene non chiede l'abolizione del gioco d'azzardo, bensì una buona gestione di essa, affidata a chi tra le autorità ha la miglior percezione del territorio: i sindaci.
Le città hanno una struttura precisa, definita negli anni, che rispettano regole comuni e necessarie per una serena convivenza.
L'abolizione delle licenze, oltre aver sterminato il commercio al dettaglio favorendo centri commerciali e le grandi catene commerciali, poteva essere un ottimo incentivo per far crescere il mercato, ma fatto nel modo in cui è stato fatto, senza alcun criterio e senza alcuna tutela per chi ne è stato travolto, ha causato più danni di quanti ne abbia risolti. In ultimo questo, che ha portato le famigerate Slot in ogni tipologia di attività senza alcuna regola e soprattutto senza alcun dosaggio.
Di certo non si può pretendere che un commerciante, magari provato dal calo dei propri affari, che si ritrova in un mercato in cui la concorrenza e tutto fuorché equilibrata, rinunci ad un introito che spesso permette di pagare un dipendente o far fronte alle troppe spese di ogni giorno.
E nemmeno si può evitare, a chi lo desideri, di giocarsi il resto di un caffè investendolo in una (improbabile) sfida alla fortuna, sia essa una Slot, un gratta e vinci, una schedina del lotto ecc...
Si potrebbe però evitare di far si che il fenomeno dilaghi in OGNI tipo di ambiente, spesso finendo proprio nei luoghi frequentati dai più deboli e dai più disperati.
Si potrebbe dare un limite ai giochi o, come per i Casinò, far si che si rispettino disciplinari ferrei che tutelino sia chi offre il gioco, sia chi vi partecipa.
La tecnologia e gli strumenti ci sono tutti e le proposte di legge sonnecchiano nei cassetti ben difesi da lobby ed interessi... e quindi?
Quindi non ci resta che cambiare mentalità e diventare un po' meno ipocriti, iniziando a chiedere con forza che questi argomenti vengano trattati con serietà ed il dovuto tatto. Abbiamo tutti dei doveri da rispettare ma abbiamo anche dei diritti e tra questi, il diritto a non farsi del male.

martedì 4 giugno 2013

Motorhead

E' possibile parlare di Motorhead senza citare i Motorhead? Quasi!
In questi giorni infatti sono usciti due singoli piuttosto particolari o quantomeno per nulla scontati.
Partirei da We Are Motorhead che un legame con la band britannica ce l'ha davvero, essendo una loro canzone, tratta dal disco omonimo e scritta per celebrare i 25 anni di carriera.
Gli IF I DIE TODAY ne hanno realizzato e pubblicato una cover, ben riuscita e fedele al testo (cit 'We are Motörhead... and we're gonna kick your ass!' ).
Lo stile HardCore tutto potenza e compressione degli IIDT si sposa bene con l'Hard Rock essenziale di Lemmy e soci, regalando una sonorità più moderna e per certi versi ancora più aggressiva ad un brano che ha esattamente questo obiettivo.
Quasi contemporaneamente esce Motorhead, il nuovo singolo degli UNWELCOME e queste non è solo una semplice sorpresa.
Dopo circa 10 anni ritorna una band storica, formatasi nel 1995 e capace di tracciare un profondo percorso che negli anni successivi ha ispirato e trascinato un'importante scena musicale.
Ci avevano lasciati con il loro progetto più ambizioso: INDEPENDENT WORM SONGS e oggi ritornano con un singolo che non tradisce la loro storia.
Motorhead è la conferma di un carattere mai perso, anche se oggi sembra quasi un alieno in un mondo in cui le registrazioni digitali hanno standardizzato i suoni e la libera-globalizzazione-musicale made Internet ha omologato generi e produzioni.
Gli Unwelcome ricompaiono su Facebook ma per il resto si tengono stretto quel carattere sanguigno e un po' grezzo che continua ad affascinarmi e convincermi.
Non ci sono compromessi in questo nuovo singolo, diretto, potente, naturale nei suoni e acido nello spirito, insomma: beunwelcomeordie!
Sono molto felice di questo ritorno e mi fa piacere ritrovarmi immerso in un'atmosfera che riconosco e che dopo dieci anni ritrovo piacevolmente intatta nella sua originalità.
L'appuntamento è con loro anche sul palco, data già fissata il 21 agosto al Nuvolari di Cuneo.




sabato 1 giugno 2013

SAMPEYREROCKFEST


Sabato 8 Giugno l'appuntamento è a Sampeyre per la prima edizione del RockFest! Tra gli organizzatori spunta Gian Luca, già presidente del Concerto per un Amico, quale occasione migliore per ritrovarci tutti sotto il palco!

giovedì 30 maggio 2013

50 Morello

Fa un certo effetto ma oggi compie 50 anni Thomas Baptist Morello, meglio conosciuto come Tom Morello, uno dei più eclettici chitarristi di tutti i tempi.
Capace di rivoluzionare lo stile del "chitarrista rock" sia nei suoni che nella tecnica, assieme ai Rage Against the Machine ha saputo mescolare tanti generi, riducendo il tutto a pura energia, senza virtuosismi ne fronzoli.
Contemporaneamente, ha saputo differenziarsi da tutti gli altri chitarristi per fantasia e creatività, mettendo a disposizione della musica tutta la sua voglia di sperimentare e la sua passione per gli effetti, rigorosamente analogici!
Di origini Torinesi ha militato in diverse band (RATM, Audioslave, Street Sweeper Social Club) fino a realizzare un suo progetto personale: The Nightwatchman, in cui emerge la sua passione per la musica folk impegnata.


 

lunedì 27 maggio 2013

A volte ritornano

Come in molti si aspettavano è stato ufficializzato il reintegro a tempo indeterminato di Brian "Head" Welch, chitarrista storico dei Korn. Il tutto è avvenuto con la pubblicazione di un clip video, girato durante le registrazioni del nuovo disco, che rivedrà la band Americana, quasi, nella sua formazione originale!

mercoledì 22 maggio 2013

Addio Zach

Si è spento Zach Sobiech, il ragazzo che ha commosso il mondo con la sua canzone Clouds.
La triste notizia arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un video tributo al giovane musicista, da parte di alcuni volti noti della tv americana.
E' stata la Fondazione Children’s Cancer Research, alla quale sono stati donati tutti gli incassi della nobile e toccante iniziativa a pubblicare queste parole: Zach era a casa e in pace con coloro che più amava. La sua vita è terminata così come è stata vissuta, circondata dall’amore della sua famiglia, degli amici, della grazie e della musica.

lunedì 20 maggio 2013

Due facce d'Irlanda

Seán Patrick Michael Sherrard e Shane Patrick Lysaght MacGowan sono due cantanti Irlandesi, baluardi musicali di una terra che ha offerto nutrimento alle loro doti, raccogliendo poi negli anni, importanti riconoscimenti internazionali.
Il primo, con lo pseudonimo di Johnny Logan, classe 1954, ha esportato il suo folk-pop fino ad aggiudicarsi per ben 3 volte l'Eurovision Song Contest, quello che per noi è semplicemente l'Eurofestival.
Logan vinse nel 1980 e nel 1987 come autore ed interprete, mentre nel 1992 solo in veste d'autore, affidando il brano Why Me? a Linda Martin.
Shane MacGowan, classe 1957, ha invece intrapreso tutt'altro percorso, diventando, dopo la folgorazione ricevuta dai Sex Pistols sulla via di Londra, uno dei personaggi più controversi della scena Punk Europea.
Leader dei Pogues, cavalcò la corrente Punk degli anni '80, diventando celebre per i suoi eccessi ed in particolare per i suoi comportamenti autodistruttivi causati dall'abuso di... praticamente tutto!
Qualche anno fa, Shane MacGowan, con la sua nuova band, The Popes, ha reinterpretato una canzone di Johonny Logan, la ballata What's Another Year, proprio quella che gli fece vincere il primo Eurofestival nel 1980.
Malinconica e raffinata rispecchiava la figura del giovane ed elegante Logan, il profilo perfetto del bravo ragazzo talentuoso.
A distanza di quasi vent'anni le stesse parole cantante da Shane MacGowan rivoluzionano la ballata, trasformandola in un meraviglioso pezzo sull'apatia, che veste alla perfezione il personaggio o la persona che Shane si ostina ad essere.


giovedì 16 maggio 2013

Piove... ancora.

E mentre il tempo continua ad essere ostile alla primavera, ci si consola con questa perla estratta dal disco The Extremist (1992) di Joe Satriani: Tears in The Rain.

lunedì 13 maggio 2013

La musica si tinge di giallo


I testi più intensi e sorprendenti continuano a nascondersi tra le canzoni che godono di meno visibilità (o ascoltabilità?).
Questo perchè, probabilmente, come tutte le belle cose devono essere cercate con pazienza e con la stessa pazienza approcciate e comprese.
Negli ultimi anni il rock alternativo Italiano ha partorito grandi dischi, spesso dalle tinte oscure, tanto da tracciare un filone comune a più band, pur estremamente lontane tra di loro.
Questa corrente è scura come il significato che affiora dalle parole di alcune canzoni, delitti musicati e raccontati solo per far emergere il vero senso delle cose, ben più oscuro dell'impronta "giallo" che le veste.
I cacciatori è la canzone che I Tre Allegri Ragazzi Morti hanno inserito nel loro ultimo bellissimo disco Nel giardino dei fantasmi, nella quale danno voce ad un ragazzino morto ammazzato e scomparso agli occhi di tutti, assieme ai suoi sogni e ai grandi miti degli anni '90.
I fantasmi ritornano anche nel disco dei Baustelle (già dal titolo "Fantasma" appunto) un'opera ardita e non proprio semplice.
Si tratta di un disco concettuale, realizzato con la FilmHarmony Orchestra di Wroclaw/Breslavia che occupa un'ampio spazio nei 70 minuti di musica intensa, espressiva ed eloquente, tanto da ricordare una colonna sonora. Trai i capitoli di questa opera sorprende la cantilenante Contà l'inverni, versi recitati in romano in un crescendo di sensazioni sempre più tese, che accompagnano il racconto di un amore viscerale fino al fatidico verso "..quella notte la sgozzai" che finalmente svela il significato del titolo.
Energia e rabbia musicano invece La vita è breve de Il Teatro Degli Orrori.
Undicesima traccia del bellissimo disco A Sangue Freddo, si tratta di uno sfogo folle e delirante sulla brevità della vita, disarmante se fatto da qualcuno che stà per togliertela.
Le canzoni possono permettersi di raccontare storie difficili, sfruttando la sinergia tra musica e testi, muovendosi agilmente su terreni ambigui e oscuri, delegando alla mente di chi le ascolta il senso logico che nasconde, anche quando questo potrebbe tranquillamente non esserci, esattamente come un lieto fine.

giovedì 9 maggio 2013

Alla faccia della fiducia!

La prima volta che l'ho sentita quasi non gli ho dato peso, poi però la martellante ricorrenza che questo spot mantiene su Radio 24 mi ha fatto riflettere... Probabilmente è solo una mia paranoia, ma il fatto che la Deutsche Bank (uno tra i più potenti gruppi bancari europei di matrice Tedesca) decida di vendere un proprio prodotto in Italia, utilizzando nello spot con una certa leggerezza la frase "Domani il tuo tenore di vita potrebbe ridursi della metà", mi turba un po'...

martedì 7 maggio 2013

La caduta del gigante

Alla fine solo la morte è riuscita a fermarlo ed in fondo nemmeno quella.
I misteri che quest'uomo conserva tra i suoi ricordi o cela tra i suoi segreti, resteranno (probabilmente) un lascito senza eredi, esattamente come la sua figura resterà inimitabile.
Dall'aspetto fisico così contrastante ad una mente tanto brillante fino alla sua religiosità, altrettanto in contrasto con il personaggio oscuro che in molti dipingono, si spegne l'ultimo gigante della politica italiana.
Dopotutto Andreotti è un politico da sempre, anzi un "Politico" da sempre, di quelli le cui idee valgono più di qualsiasi cosa, di quelli che la cui parola è seconda solo al proprio potere.
Oggi le reazioni sono disparate e non sarò certo io ad esaltare o condannare la memoria di un padre costituente o del più sfuggevole vertice della cupola mafiosa di tutti i tempi.
Ha ispirato film, canzoni, romanzi e se si ha il tempo di dare una lettura a quello che è stato nella sua interminabile carriera, si corre il rischio di non credere che un solo uomo possa sostenere su di se, tutto il peso di quel potere senza esserne schiacciato.
Se ne va un pezzo d'Italia, un personaggio che se fosse vissuto in un altra epoca probabilmente ci sarebbe stato raccontato come eroico, simbolo di una repubblica nascente che si fa spazio in un mondo in conflitto, capace di districarsi nella guerra fredda diventandone protagonista o di dialogare con le più oscure forme di potere, traendone vantaggi e mostrandosi impassibile alle sconfitte.
Il paragone con qualsiasi politico attuale è impietoso, complice anche la rinnovata situazione che ha seguito le vicende degli anni '90, ma è innegabile l'integrità di un uomo invulnerabile ai grandi scandali e alle accuse terribili da cui ha sempre voluto difendersi di persona.
Inoltre il suo essere integerrimo a regole di comportamento e il suo ferreo rigore autoritario, lo hanno reso inattaccabile sotto il profilo umano, mantenendo una coerenza e una credibilità comune a pochissimi uomini.
Dopo una vita come la sua è chiaro a tutti che un profilo pubblico come il suo ne nasconda uno altrettanto imponente ed oscuro, un profilo che per quasi un secolo è stato protagonista e spettatore dei più tragici eventi della nostra storia recente e che probabilmente ha negato a troppe vittime la giusta riconoscenza, impedendo a troppi colpevoli di pagare per il loro crimine, nel nome di chissà quale ideale o compromesso.
I giganti cadono, spesso piegati dal loro stesso peso ma Andreotti no, se ne va a 94 anni dopo una lunga vecchiaia dignitosa, in barba ai tantissimi avversari politici già deposti, in barba ai giudici che ora non avranno più nessuno da accusare, in barba ad una nazione che ha amato e da cui ha ricevuto potere e odio in misura simile, celebrazioni e accuse di ogni genere.
Andreotti se ne va senza troppo rumore, con un paese che ha conosciuto solo gli ultimi anni della sua vita e che oggi ne parla, in gran parte dei casi, solo per sentito dire e a cui non resta che accettare le parole di un suo famoso aforisma: A parte le guerre puniche, mi viene attribuito di tutto.

 

venerdì 3 maggio 2013

Addio Jeff Hanneman

Gli Slayer perdono uno dei membri fodatori della band: Jeff Hanneman si è spento ieri per insufficienza epatica, dopo quasi due anni di lotta alla malattia che lo costringeva lontano dal palco.
Hanneman è stato vittima di un'infiammazione batterica, degenerata in una devastante fascite necrotizzante, scatenata dal morso di un ragno durante il tour Australiano nel 2011.
Il "biondo" chitarrista degli Slayer, co-autore di gran parte dei testi e compositore di altrettanti storici riff, ha da sempre diviso il palco con l'altro chitarrista (più appariscente) Kerry King, che assieme agli altri membri della band ha rilasciato il seguente comunicato:

"Slayer is devastated to inform that their bandmate and brother, Jeff Hanneman, passed away at about 11AM this morning near his Southern California home. Hanneman was in an area hospital when he suffered liver failure. He is survived by his wife Kathy, his sister Kathy and his brothers Michael and Larry, and will be sorely missed. Our Brother Jeff Hanneman, May He Rest In Peace (1964 - 2013)"

Hanneman, nato in California nel 1964, cresce in una famiglia ricca di reduci di guerra, cosa che lo porta ad appassionarsi ai grandi conflitti del '900, diventando un vero esperto della seconda guerra mondiale.
Noto per essere un collezionista di reperti bellici storici e profondo conoscitore delle ideologie Naziste, della simbologia e delle pratiche, ha spesso farcito con citazioni dettagliate i testi delle canzoni di cui era autore. Questo lo ha spesso esposto a pesanti polemiche, accuse di antisemitismo e poco velate insinuazioni sulla sospetta simpatia degli stessi Slayer al Nazismo, cosa sempre smentita dalla band e soprattutto da Hanneman che ricordava spesso suo padre, protagonista delle battaglie in Normandia, proprio contro
 l'esercito Tedesco.

lunedì 29 aprile 2013

Eigenharp

Ci sono voluti otto anni a John Lambert per ad ultimare e ad immettere sul mercato questo nuovo strumento "alieno".
Si tratta dell'Eigenharp, rilasciato nel 2009, uno strumento che offre infinite possibilità musicali grazie ad un'ulteriore passo avanti del mondo digitale verso il mondo analogico.
Si assiste infatti, dopo anni passati a progettare ogni tipo di strumento digitale, ad una sterzata piuttosto diffusa nel tornare ad avvicinarsi al mondo classico dei sistemi tradizionali, in cui i suoni erano generati da un'azione umana e non riprodotti da una macchina.
Questo offre, oltre al naturale carattere personale del musicista, anche la possibilità di creare infinite sfumature per lo stesso suono, caratterizzate dal materiale, dalla tipologia e dalla qualità dello strumento. Le tecniche digitali hanno però il grande vantaggio di permettere l'iterazione tra molte più variabili, tra strumenti differenti garantendo un controllo maggiore e semplificato del suono.
Così ci si imbatte sempre più spesso in nuovi strumenti che mettono al centro un'azione umana e che contemporaneamente godano delle infinite opportunità che il digitale offre.
L'Eigenharp è esattamente questo, costruito in tre modelli si presenta a secondo delle dimensioni come un piccolo flauto o un tecnologico sitar, capace di far interagire i suoni fisici generati dal musicista (fiato e dita) con una complessa e variopinta sezione digitale. Si tratta in pratica di un controller che permette di agire in tempo reale sulle modulazioni, sugli effetti ma anche sulle stesse note, cambiando quindi tonalità o facendo intervenire sezioni ritmiche o sintetizzatori.
Il futuro volge spesso uno sguardo al passato, soprattutto quando la corsa alla standardizzazione fa sentire la nostalgia della buona e vecchia personalità. non sempre sinonimo di perfezione ma sicuramente essenziale per emozionare.
Per saperne di più:


 

sabato 27 aprile 2013

Tocca Qui!

Era il 1993 quando Gli Articolo 31 pubblicarono Strade di Città, raccogliendo i pezzi più significativi del loro repertorio "da strada".
A vent'anni di distanza mi capita di risentire per caso quel piccolo capolavoro di parole in rima che tanto mi colpì allora.
Alcuni pezzi di questo disco portano il peso degli anni passati, mentre altri reggono bene e sembrando scritti ieri.
In particolare riascolto col sorriso la sempreverde Tocca Qui, il singolo che di quel disco riscosse più successo: alla faccia della censura!
Il rap in Italia aveva tutto un'altro seguito allora, non godeva certo dell'attenzione di oggi e le 90.000 copie vendute furono un vero record per J-Ax e Dj Jad!



martedì 23 aprile 2013

La Loggia - Che Si Dice

E' appena stato pubblicato il primo Video Clip ufficiale de La Loggia "Che si dice".
Il loro debutto "visivo" arriva dopo ben 18 anni dal loro debutto musicale, cosa che la dice lunga sia sulle loro priorità comunicative, sia sulla loro devozione alla musica. Un ottimo lavoro che si spera si il primo di una lunga serie!

sabato 20 aprile 2013

La pazzia di Harlem Shake

Non ha limiti quello che può succedere grazie ad Internet.
Il fatto è che non sempre, anzi quasi mai, si assiste a scoperte sensazionali che risolvano questioni cruciali!
Può però capitare che un DJ di 23 anni si inventi una canzone (nemmeno troppo sofisticata..), realizzi un video e mescoli perfettamente gli ingredienti che servono per realizzare un successo virale.
Dj Baaue ha fatto questo, dando vita ad un virus capace di infettare intere comunità e di infilarsi, a qualunque livello, nel tessuto sociale ed artistico mondiale creando il delirio!
Guardare per credere:


mercoledì 17 aprile 2013

Hurt

Johnny Cash in questa canzone canta: oggi mi sono ferito da solo, per vedere se sono ancora in grado di sentire.
Passano i secoli e l'umanità continua ad infliggersi ogni genere di ferita: da Boston a Damasco, dalla Corea all'Uganda l'infinita lista di violenze sembra non avere fine.
A volte mi chiedo se davvero esista una giustificazione per tanto dolore o se come suggerisce il vecchio Johnny, continuiamo a ferirci per sentirci vivi in un mondo svuotato di ogni buon senso.


martedì 16 aprile 2013

Addio e buon viaggio Chi Cheng

Ieri si è spento Chi Cheng, storico bassista dei Deftones, da anni impegnato in una battaglia per la sopravvivenza, dopo un brutto incidente che dal 2008 lo aveva ridotto in coma.
Se ne va un'altro di quei musicisti che hanno seriamente influenzato la mia vita, non soltanto musicale.
Sul sito ufficiale il saluto arriva dal chitarrista, Stephen Carpenter.
Buon viaggio Chi, e grazie per le tante emozioni che la tua musica mi ha regalato.

There are so many things I can say, and yet at this moment, none of it matters or compares to the loss everyone feels. There will be a hole in our lives where Chi once was. But that will be filled everyday with all of our love and memories we all have in our heart. He will always be here because of love. It's time we all give our love and best, and do our best to love. Especially ourselves, Chi would want that for everyone. All our healing will begin with love. I love you, Chi. 
Stephen, for Deftones (cit. http://www.deftones.com/)


giovedì 11 aprile 2013

Primo post di prova per me...spero che tutto funzioni a dovere. Non vedo l'ora di offrire molti spunti di discussione dannosi e inutili. Tanto per dire: perché, quando bisogna creare un profilo web nuovo (vedi quello di Blogger\google+ che ho appena fatto per entrare nel blog), tutte le parole da mettere prima della chiocciolin@ sono già state scelte da almeno 618 cristiani prima di me? Ma quanti bobcastello esistono nel mondo? Per non parlare di ghiciu: possibile che ci siano centinaia di ghicius nel mondo? Chi è curioso può vedere nella foto in allegato la mia reazione alla scoperta dei milioni di ghiciu sparsi sulla terra. Evviva quei furbacchioni che brevettano i propri stranòm!



lunedì 8 aprile 2013

Stallo Matto

Lo stallo nel gioco degli scacchi è una situazione che determina la fine della partita.
Si crea quando, pur non essendo sotto scacco, non ci sono mosse legali disponibili per continuare il gioco (cit).
Durante una partita a scacchi, il gioco di strategia per eccellenza, anche lo stallo deve essere valutato, sia da chi si trova in svantaggio e cerca così di arrivare ad un risultato di "patta", sia da chi si trova in vantaggio e lo deve evitare ad ogni costo.
Quello che succede in questo momento alla nostra politica (rigorosamente in minuscolo), è tutt'altro che uno stallo, anche se a tutti fa comodo chiamarlo così.
Innanzitutto non è stato cercato da chi era in minoranza e soprattutto non è stato evitato da chi le elezioni le ha "non vinte".
Posto che sembra assurdo cercare un'alleanza con chi si trova oggi in Parlamento per distruggere i vecchi partiti, con chi ha fatto di questo il suo baluardo e (a torto o a ragione stabilitelo voi), resta il soggetto politico più coerente coi propri elettori, le responsabilità di questa situazione vanno condivise.
Con Monti fuori dai giochi per l'ininfluente peso politico e con l'ira di Napolitano che ora lo avrebbe riconfermato facilmente al governo, se solo non fosse salito (o sceso?) in politica, il gioco torna tutto nelle mani di Berlusconi e Bersani.
Il primo è nella facile situazione di poter tendere una mano all'unico alleato che può garantirgli un futuro (Grillo gli mozzerebbe anche le braccia!), magari pretendendo pure qualche favore per giustificare il suo senso di responsabilità.
Bersani è disperso nel polverone di un partito che parla di novità con gli stessi dirigenti che hanno sempre stretto alleanze, anche con Berlusconi, ma che ora vogliono dimostrarsi integerrimi, a costo di farsi umiliare dai 5 stelle, accusare dal PDL e deridere da mezza Italia (anzi dal 71%).
Con la Laga ai minimi storici e SEL aggrappata ai PD per sopravvivere ecco la situazione al completo con l'aggiuta di qualche elemento tra l'assurdo e il paradosso.
Il paradosso è che nonostante tutto ci si trova con un Parlamento finalmente rinnovato almeno nei volti, pieno di donne e giovani, che perlomeno non sono i vecchi uomini che vediamo da 30 anni, o almeno non tutti!
L'assurdo è che la patata bollente è finita nelle mani di Napolitano, a 15 giorni dalla fine del  suo mandato, quello forse più difficile per un presidente della Repubblica nella storia Italiana.
Infine ecco le reazioni: tutti indignati per colpa di Grillo, per le scelte di Napolitano, per l'ostinazione di Bersani e per l'impresentabilità di Berlusconi, insomma: STALLO MATTO!
Purtroppo come ho detto, almeno per me, non è affatto uno stallo, ma è una porcata, voluta innanzitutto da chi, per un anno, non ha cambiato la legge elettorale e che ora RESPONSABILMENTE dovrebbe PAGARE questa situazione, risolvendola anche a rischio di bruciarsi l'elettorato se non addirittura in termini economici.
Siamo alla frutta di una la cena pessima, con la scacchiera posizionata su tavolo spoglio di ogni cibaria e i commensali impegnati a sbadigliare senza muovere una sola pedina, non chiamatelo stallo ma l'ennesima dimostrazione di una radicata incapacità.

venerdì 5 aprile 2013

Autori Cercasi!


Nonostante il Concerto per Un Amico si sia fermato, almeno fisicamente, continuo ostinatamente a tenere in piedi questo progetto, un po' per passione, un po' per testardaggine e un po' perché lo sento vivo.
Il blog del concerto è nato poco prima dell'esplosione dei social network, in particolare quella di Facebook che ha offerto uno straordinario sistema di comunicazione, associato ad un'altrettanto allettante vetrina per i propri pensieri e le proprie condivisioni.
Questo ha in parte sostituito una sezione di quello che il nostro blog voleva essere, ma credo che nel totale questo progetto possa ancora dire la sua.
Avere uno spazio dove potersi esprimere senza adattarsi alla sintesi o evitando la banale condivisione di pensieri altrui, provando magari ad aprire una rubrica dove parlare delle proprie passioni, far conoscere un qualcosa che ti ha emozionato o semplicemente concedersi uno spazio per confrontarsi con se stessi può essere molto soddisfacente.
La forza di questo progetto era la condivisione di un pensiero, di un parere o di un'informazione, tanto meglio se legata alla musica, ma non solo.
Negli anni in tanti si sono cimentati con me, alcuni ancora lo fanno, ma per continuare c'è bisogno di nuovi autori, di nuovo entusiasmo, di nuova linfa.
La curiosità non mi manca e la voglia di condividere un pensiero, una canzone, un film, un disco non si è assopita, ma questo non è il MIO blog e vorrei che altri potessero partecipare per renderlo più aperto e variopinto.
Se qualcuno volesse raccogliere il mio invito basterà contattarmi (fabiot@concertoperunamico.com) e sarò lieto di rendervi autori di un blog che si ostina ad esistere.

martedì 2 aprile 2013

The Offspring - Gotta Get Away

C'è un momento nell'adolescenza in cui tutto sembra dover essere messo in discussione. Si tratta una fase che ti porta al livello successivo (per dirla alla "nintendo"!) e che nonostante sia profondamente intima e personale, ha spesso caratteri comuni a più persone.
Ci si sente paranoici e molto sovente la cosa più difficile è proprio fare i conti con se stessi, motivo per cui si tende a volersi ribellare alla "società omologata", omologandosi di conseguenza ai ribelli omologati, incatenando una serie di contraddizioni che con l'età e la maturità (assieme ad una buona dose di calci nel c**o dalla vita) si scioglie nella personalità.
Il mio momento ha avuto una colonna sonora ben precisa e ancora oggi, alcuni pezzi li ritrovo come mattoni alle basi del mio carattere, a ricordarmi quanto è difficile sapersi costruire!



Ogni volta divento nervoso
C'è qualcuno intorno a me ad un passo di distanza

È terribile, nella stanza in cui sto
I muri vibrano e cominciano a stringersi intorno a me
Troppo velocemente o un po' troppo piano
Sono paranoico, ho paura delle persone e si vede
C'è un tizio che non posso scuotere
Sulle mie spalle c'è un bel peso

Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso

Ti dico una cosa che sicuramente è sbagliata
Ho la testa fra le nuvole, ma le scarpe ben allacciate
Sto evitando tutti i miei amici perché sono come insetti
La vita è come un indovinello, ed io sono veramente perplesso
Se ragioni, non te ne accorgi?
La tua preoccupazione è dove arriverai...
Credo di essere seguito, mi guardo intorno
Ma è soltanto la mia ombra che striscia al suolo...

Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
Hooo hooooooo, hooo hooooooo !!!

TESTO PRESO DAL SITO www.testitradotti.it

venerdì 29 marzo 2013

Pace Fatta!

Gli anni '90 ci hanno regalato molte soddisfazioni.
Alcuni sostengono siano stati gli anni in cui la parabola economica ha iniziato a scendere, l'apice di un evoluzione sociale che poi si è limitata a riproporsi e gli ultimi anni capaci di regalare al mondo dei miti, prima che il web stravolgesse il modo di comunicare e di vedere le cose.
Tra le certezze che quegli anni hanno cementato, una è appena stata sgretolata: Blur e Oasis non si odiano più!
Per chi ha vissuto l'esplosione del Britpop, che tanto ha regalato al mondo della musica, questa notizia ha dell'incredibile e segna inevitabilmente la fine di un'epoca. 
L'occasione è stato il Teenage Cancer Trust, che aveva in programma una serie di esibizioni musicali tra cui Damon Albarn, Graham Coxon, Paul Weller, Noel Gallagher e altri.
Durante l'esibizione di primi tre, lo stesso Damon chiama a gran voce Noel che tra lo stupore del pubblico sale sul palco e partecipa all'esecuzione di Tender, uno degli ultimi successi dei Blur.
Poco dopo lo stesso Damon rilascia questa dichiarazione, con buona pace di tutti gli irriducibili:
“Era ora, dovevamo fare pace. Non siamo più giovani e ribelli, non siamo più quelli di una volta. Che senso ha essere ancora in “guerra”? Non suonare insieme, questa sera, sarebbe stato come ammettere che non siamo cresciuti.”

martedì 26 marzo 2013

Domande scomode!

L'innocenza dei bambini non è mai da sottovalutare, nella domanda e nella risposta!

giovedì 21 marzo 2013

Primavera in TimeLapse


Quale modo migliore per celebrare il primo giorno intero di primavera, se non la meraviglia dello sbocciare dei fiori.
Questo video è stato realizzato da una giovane fotografa proveniente della Repubblica Ceca, Katka Pruskova, che attraverso alla tecnica del TimeLapse ha scattato per quasi 730 ore la bellezza di 7100 fotografie.
Il risultato è stato esaltato dal brano Arrival of the Birds degli inglesi The Cinematic Orchestra, pezzo estratto dalla colonna sonora del documentario Disney Il mistero dei fenicotteri rosa del 2008.


Flowers Timelapse from Katka Pruskova on Vimeo.

martedì 19 marzo 2013

Segni Papali

Con il senno di poi i segni del destino diventano evidenti e lo sanno bene tutti gli scettici. Contemporaneamente è il punto di forza di complottisti e credenti, sostenitori del nulla è casuale che rimprovano agli scettici l'ostinazione di non voler accettare l'evidenza.
Insomma: non se ne uscirà mai!
Infondo tutti hanno bisogno di credere in qualcosa, fosse anche il non credere in nulla, con l'obiettivo di trovare un punto ben saldo dove piazzare i pidei della propria filosofia, resistendo ai venti che ogni giorno mettono in discussione le nostre certezze facendoci sentire più insicuri.
La fede va ancora oltre a queste considerazioni, ma preferisco non addentrarmi in un terreno di cui ho tanto rispetto quanto poca conoscenza, o almento un punto di vista prettamente personale.
Capita così che quando eventi di grande impatto religioso e sociale, toccano migliaia di fedeli in tutto il mondo, i segni divini si moltiplicano e alcuni sembrano essere davvero sorprendenti quasi a prova di scettico.
Negli utlimi 10 anni il cattolicesimo è stato scosso da tre eventi fondamentali, la morte di un Papa, l'abdicazione di un'altro e l'elezione di un'altro ancora.
Per un cattolico si tratta di tre passaggi fondamentali che hanno portato cambiamente epocali nella vita della Chiesa.
Per ognuno di questi eventi ci sono altrettante immagini che resteranno negli annali, come fossero emblemi di un momento nodale, come se fossero li per mano divina.
Certo ogniuna di queste tre fotografie, potrebbe essere largamente spiegata da elementi ben più plausibili dell'intervento ultraterreno, ma come si suol dire: ecco i fatti , a voi i giudizi! 
Da scettico (con un passato da complottista..) mi viene da dire che per ogni momento nel mondo potrebbe esserci un'immagine pertinente o suggestiva, ma questa volta mi concedo il gusto del romanticismo e di non essere troppo critico con quelli che definirei, con un pizzico di ironia, i segni Papali!







Nel 2005, venerdì 8 aprile, durante i funerali di Papa Givanni Paolo II, il vangelo che accompagnò la bara del defunto pontefice fu aperto dal vento e sfogliato pagina per pagina come una mano invisibile.










L'11 febbraio 2013, Alessandro Di Meo, fotoreporter dell'Ansa, realizza lo scatto perfetto, lo stesso giorno in cui Papa Benedetto XVI annuncia al mondo la sua decisione di abdicare: un fulmine che si scaglia sulla cupola di San Pietro.



Lo scorso 13 marzo a poche ore dall'elezione di Papa Francesco decine di persone fotografano in cielo una nuvola dalla indubbia forma di un angolo, definita fin da subito l'angelo di Palm Beach.

venerdì 15 marzo 2013

MARIO


Era solo questione di tempo, dopo il successo sul web, raccolto prima da Radio 105 e poi da MTV, Maccio Capatonda e la sua folle compagnia realizzano quello che in molti attendevano da tempo: una serie tv!
Si chiama MARIO ed ha tutti gli elementi della comicità demenziale e surreale che ha reso Maccio Capatonda un idolo di YouTube.
Un'armata di personaggi folli, molti volti noti (ai i seguaci dei Trailers), e una storia assurda in senso letterario, sono gli ingredienti perfetti di un progetto che sicuramente farà strada. 
Dopo Boris, I Soliti Idioti e le serie divenute di culto come Romanzo Criminale, Il Mostro di Firenze, Faccia d'Angelo ecc.. si conferma la voglia di sdoganare nuovi format per la televisione italiana, puntando su ingredienti diversi, con nuovi linguaggi spesso più espliciti ed azzardati che convincono l'ascoltatore italiano, assuefatto da quiz, fiction smielate e racconti storici all'insegna del buonismo politicamente corretto. 
Purtroppo sono ancora in pochi ad investire in questi prodotti e quasi sempre sono media stranieri come MTV o SKY, a credere alle potenzialità degli Italiani e a fare centro, magari con spese molto basse.
Si può fare un ottimo lavoro anche senza spese milionarie, puntando sulle idee e sulla qualità dei tanti professionisti sacrificati da scelte poco coraggiose, servilistiche per non dire "paracule"!

martedì 12 marzo 2013

Molto Calmo, Sotto Casa.

In un periodo di grandi dubbi arrivano dalla musica Italiana alcune certezze piuttosto rassicuranti.
Va detto che il mercato musicale italiano è stato molto colpito dalla crisi, non tanto da quella economica ma piuttosto da quella discografica. Non potendo contare su smisurati bacini di utenti, per motivi geografici e culturali, l'Italia ha pagato cara la digitalizzazione e le soluzioni attuate dai colossi musicali mondiali hanno trovato pochi soggetti da poter esportare ed impiegare al di fuori dal Belpaese.
L'Italia paga inoltre quel carattere un po' snobbista e un po' esterofilo che tende a creare delle fazioni musicali chiuse, maldisposte ad aprire i propri gusti e i propri ascolti.
La scarsa consapevolezza di una tradizione importante e la cattiva gestione di un patrimonio smisurato ha avuto negli ultimi anni il risultato di creare alcuni (pochissimi) grandi miti e una valanga di "precari della nota" in balia del singolo perfetto.
Ora però, anche da noi, si è cominciato a prendere coscienza della necessità di abbattere alcune barriere per poter coltivare un pubblico più tollerante e quindi in grado di comprendere ed apprezzare modi diversi di fare musica.
Sperimentazioni, collaborazioni e una forte iniezioni di giovani interpreti e soprattutto giovani autori (anche se sempre troppo pochi!) sta provando a svecchiare una situazione che era quasi al paradosso, in cui la musica di cui si parlava non era più la musica che si ascoltava e viceversa.
Si vedono finalmente "facce nuove" che strappano consensi alle vecchie glorie, generi di serie B che invadono i campi istituzionali della serie A, dall'Hip Hop al jazz, che trovano finalmente ampi spazi in radio e tv ecc..
L'ultima conferma a tutto questo è arrivato dall'ultimo Festival di San Remo che è riuscito per la prima volta ad avere un cast credibilmente attuale.
Certo le vecchie glorie non stanno a guardare, molti si trasformano in autori e distribuiscono pezzi come fossero caramelle, altri si reinventano o ci provano mentre alcuni, definitivamente, spariscono.
Non è il caso di due grandi nomi della nostra musica, Max Gazzè e Neffa, due personaggi che apprezzo particolarmente.
Il primo per il suo essere musicista, con ritmiche sempre incalzanti associate a testi mai scontati, capace di rinnovarsi pur restando fedele al proprio stile e che esce da San Remo a testa alta con la bellissima Sotto Casa. Neffa invece è un camaleonte formidabile, capace di adattarsi a qualsiasi sfondo, trasformandolo però a sua immagine, trascinando la musica nella sua dimensione.
A dispetto di quanti molti affermano io trovo fortissime similitudini tra il primo Neffa del dopo Sangue misto e quello più pop di oggi.
L'abbandono del Rap è stata una conseguenza di una crescita che indubbiamente ha dato risalto al Neffa compositore, che continua a pubblicare dischi molto diversi tra di loro, che spaziano dal funk al pop, dall'elettronica al punk-rock.
Il 2013 si apre con questi due pezzi che mi piacciono molto, una sorta di buon inizio la dove gli inizi sembrano andare tutti storti!

 

venerdì 8 marzo 2013

martedì 5 marzo 2013

Bach tra alberi e smartphone

La pubblicità può anche essere un'opera d'arte, dopotutto si tratta sempre si una forma di comunicazione.
All'inizio del 2011 viene realizzato uno spot per lo smartphone Touch Wood SH-08C, costruito utilizzando materiale di recupero (in particolare scarti da legname), ispirandosi nella filosofia e nella forma ad elementi naturali.
L'idea viene a Morihiro Harano, noto pubblicitario Giapponese che fa realizzare a Kenjiro Matsuo un gigantesco strumento musicale che funzioni praticamente come uno xilofono.
L'ambientazione per questo particolare concerto (La Cantata 147 di Bach) è il maestoso Parco Nazionale di Aso-Kuju e il risultato, con l'audio originale realizzato nel bosco, è da togliere il fiato.


 

venerdì 1 marzo 2013

Beer Day

Oggi in Islanda è IL GIORNO DELLA BIRRA, festa nazionale per festeggiare la caduta del proibizionismo, avvenuto solamente nel 1989.
Mi unisco ai festeggiamenti e buon Bjórdagurinn a tutti!!!


giovedì 28 febbraio 2013

Tutto e il contrario di Tutto

I Maya non ne possono nulla, ma se ci avessero detto che il 2013 si apriva in questo modo, probabilmente, qualche mese fa, qualcuno li avrebbe tirati in ballo.
Certo tutto sarebbe dipeso da come ce le avrebbero raccontato, perché come capita spesso, le cose hanno più di una sfaccettatura e a seconda della prospettiva il panorama cambia parecchio. 
Trovarsi a marzo senza un governo stabile, senza il Papa, tempestati da meteoriti, minacciati dalla più grande crisi economico-finanziaria che l'occidente ricordi e con la carne di cavallo nei tortellini di manzo è davvero spaventoso.
Oppure no.
Sarà un sentore primaverile, ma a pensarci bene qualche lato positivo potrebbe anche esserci in tutto questo sfacelo.
Partiamo dai tortellini.
Sono nel settore e conosco i segreti di certi ambienti. Se si trova carne più costosa al prezzo di una più conveniente qualcosa che non torna c'è e se con ZERO vittime qualcuno capisse che valorizzare il commercio interno, la filosofia del Km 0 e la produzione locale, anziché agevolare lo scambio di risorse che potremmo tranquillamente produrre sulle nostre terre, senza importarle dall'altra parte del mondo sarebbe più sensato, meno costoso e più "eco-compatibile"!
Con la crisi ormai ci conviviamo e se per un attimo cerchiamo di mettere da parte i drammi causati dalla perdita del lavoro e delle speculazioni finanziarie, ci accorgiamo che molte brutte abitudini stanno cambiando anche grazia questo brutto periodo. Si spreca senza dubbio meno, si spende meno (purtroppo) ma con più criterio (menomale!). Si riscoprono vecchie parole come solidarietà, tenacia, riparazione e sacrificio offuscandone altre come indifferenza, apatia, sperpero e frivolezza.
Non parlo dei meteoriti, ne dei significati divini o alieni che vengono loro attribuiti, ma ricordarsi che certe cose possono accadere, magari ci aiuterà a prevenire o contenere gli effetti di eventuali altri fenomeni di questo genere.
Il Papa ci ha ricordato di essere umano, a capo di organizzazione che a quanto pare non ha nulla da invidiare a una qualsiasi altra organizzazione economico-politica, sia questa una nazione, un fondazione o una setta massonica. Certo non voglio fare paragoni, ma a giudicare da quanto si è letto sui giornali in queste settimane, in Vaticano si discute di tutto tranne che di fede (la storia si ripete in continuo...).
Forse c'è bisogno di questo scossone, casuale o pianificato che sia, per far spurgare un poco quella ferita infetta che la Chiesa non è mai riuscita a risanare del tutto, quel suo legame troppo stretto al "potere" che è l'esatto contrario dei valori che essa predica e dovrebbe perseguire. 
In tanti anni quanti hanno pagato in fede il prezzo del "Palazzo", da dover alimentare attraverso banche ed investimenti ma anche da dover difendere attraverso insabbiamenti e contraddizioni; e quanta poca attenzione è stata data ai grandi quesiti della vita che troppo spesso vengono liquidati con un saccente ricorso a tesi ormai troppo distanti dalla modernità e dalla realtà dei fatti.
Infine eccoci al dopo elezione: ingovernabilità.
Il mio primo pensiero è stato "e che differenza c'è dall'essere governati come negli ultimi anni, incapaci di una qualsiasi riforma, divorati da ogni tipo di scandalo e ruberia, bloccati da continui battibecchi che esulano dei bisogni reali del nostro Paese?".
Poi riflettendo un po' sulle cose si nota che non è vere che nulla è cambiato.
Si, il giaguaro non è stato smacchiato e lo smacchiatore ha non vinto, ma dopotutto cosa ci aspettavamo? Dopo tanti anni di promesse rieccoci a scegliere tra Berlusconi-Maroni e Bersani-Vendola, stessi programmi, stesse promesse stesso stile che però li vede sfiorare il 30% in coalizione, numeri da bocciatura insomma.
La novità è che tra il M5S e l'astensione quasi metà Paese ha dimostrato di essersi stufato (o comunque di voler reagire in qualche modo), ci si trova un parlamento che vede per il 60% facce nuove e qualche vecchia gloria della politica è stata dismessa! Sarà un piccolo passo o sarà l'ennesimo fallimento lo capiremo presto, ma in fondo credo o voglio credere che sia qualcosa!
Sono sicuro che in tutti i campi della vita, per rialzarsi tocca cadere, perché finché si barcolla e ci si trascina avanti, non si sente la necessità di una svolta.
Quindi bando alla tristezza, tanto vale sperarci su e sentirsi pronti a ripartire.


lunedì 25 febbraio 2013

Vista sul futuro

Mentre in queste ore si decide attraverso il voto la direzione del nostro futuro, almeno sotto l'aspetto politico, Google svela al mondo l'ormai leggendario Google Glass.
Questi occhialini, che proiettano direttamente sulla retina le risposte ai quesiti o alle necessità che l'utente pone loro vocalmente, potrebbero rappresentare il futuro della tecnologia al servizio dell'uomo.
Il mondo diventa un gigantesco monitor su cui scorrono informazioni ed elementi da fotografare, filmare, interrogare o conoscere.
Si assottiglia ulteriormente il confine tra reale e digitale, tanto da rendere le due cose sovrapponibili, tanto da modificare in maniera tangibile la percezione del mondo.
Forse la domanda può risultare esagerata, ma mi chiedo fino a quando saremo in grado di vedere le cose per quello che sono davvero, sempre che oggi, noi, ne siamo ancora in grado...



venerdì 22 febbraio 2013

Ciao

Niente può impedirci di non credere agli addii, ma solo agli abbracci di chi si ritrova dall'altra parte. Ciao nonna.

mercoledì 20 febbraio 2013

One Day... Mangoni version


La storia di questo brano è piuttosto travagliata, tanto che partendo da Gerusalemme si arriva fino all'artista internazionale Luca Mangoni.
Scritta nel 2008 da Asaf Avidan, viene pubblicata nel disco The Reckoning, primo lavoro della band Israeliana Asaf Avidan & the Mojos. Questa formazione ha riscosso negli anni un discreto successo, soprattutto in patria, uscendo con altri due dischi fino al 2010, quando Asaf Avidan intraprende un percorso da solista.
Poco tempo dopo un Dj tedesco, tale Jacob Dilßner in arte Wankelmut, contatta Asaf su Facebook, complimentandosi per il disco e per la canzone, che nel frattempo aveva remixato e messo su YouTube.
Asaf non apprezza l'operazione e chiede immediatamente il ritiro del brano, pretesa che viene completamente ignorata.
Nel giro di pochi mesi la canzone diventa un tormentone a livello mondiale, sfociando in una lunga serie di equivoci sia sull'autore, sia sul cantante, spesso scambiato per donna a causa di quella sua timbrica unica ed atipica.
Oggi Asaf riconosce e palesa la sua gratitudine nei confronti di Wankelmut, capace di trasformare una bella ed intensa canzone in un successo planetario, forse di minor valore artistico, ma di certo più idoneo a scalare le classifiche.
L'apice, però, viene raggiunto dalla reinterpretazione del brano da parte di Luca Mangoni, durante la diretta di Cordialmente su Radio DJ.
One Day è senza dubbio un bellissimo pezzo, indipendentemente da chi l'ha scritta, mixata o rivisitata!





Non ci sono più lacrime, il mio cuore è arido
Non rido e non piango
Non penso a te tutto il tempo
Ma quando lo faccio – Mi chiedo perché
Devi andare fuori dalla mia porta
E lasciare proprio come hai fatto prima
So che ho detto che ero sicuro
Ma gli uomini ricchi non possono immaginare la povertà.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
Piccolo me e piccolo te
Abbiamo continuato a fare tutte le cose che fanno
Non hanno mai creduto fosse possibile
Come io non potrò mai credere che tu sia vero
Torno ancora qui – la colpa
Il senso di colpa, il dolore, la vergogna
I padri fondatori del nostro piano
Questo è bloccato in nuvole piene di pioggia.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare

lunedì 18 febbraio 2013

La magia di Bollani

Tra gli ospiti che Sanremo 2013 ha portato sul palco, senza dubbio, il più sorprendente e talentuoso è stato l'eccentrico Stefano Bollani, uno dei più grandi compositori e pianisti jazz italiani. Magnifico.

giovedì 14 febbraio 2013

I signori della musica Italiana

Sorprendere e divertire con un pezzo difficilissimo che solo loro potevano scrivere.
Portarlo sul palco più omologato e istituzionale, con una leggerezza da fuoriclasse.
Come sempre EelST!

mercoledì 13 febbraio 2013

Questione di Carattere

Le critiche esistono e sono comuni in tutto il mondo.
Le reazioni no, quelle sono personali e spesso la differenza lo fa il carattere.
Abituati a repliche forti, a battebecchi da bar e a sdegni che si trasformano in querele mi ha colpito l'eleganza e la determinazione di Beyoncè.
Accusata di ogni debolezza, per aver cantato in Playback alla parata d'investimento per il nuovo mandato presidenziale di Obama, alla conferenza per la presentazione del Superbowl, la cantante si è presentata così, dimostrando a colpi di talento, coraggio e Carattere!


lunedì 11 febbraio 2013

Parole che s'intrecciano

Subissati da parole e promesse, Sky tg 24 ha realizzato un video che prova a mettere insieme tutto quello che negli ultimi giorni è venuto fuori dai nostri candidati. Da vedere per riflettere!

venerdì 8 febbraio 2013

Nebbia

A meno che non debba guidare, devo ammettere che la nebbia mi affiscina.
Rende spettrale il paesaggio e, come la neve, veste il mondo in cui vivi di abiti nuovi.
Caleb & Shawn sono due amici registi (Videomakers per esattezza!) che condividono la passione per la fotografia e la vita all'aria aperta.
Hanno pubblicato sul loro profilo Vimeo questo bel video che vi segnalo, corredato della meravigliosa ballata in stile Nick Drake (rimodernizzato) di Ben Howard.
Howard è un giovane cantautore britannico, classe 1987, noto nell'ambiente della musaica neo-acustica e giunto, dopo una lunga serie di EP, alla pubblicazione del suo primo album Every Kingdom, che contiene appunto questo bel brano dal titolo Gracious.



Fog from Caleb & Shawn on Vimeo.

martedì 5 febbraio 2013

Drunken Lazy Bastard

Di questi tempi ho iniziato un percorso musicale che mi ha portato nella verde (e alticcia) vallata del Celtic-Punk!
A discapito delle mie convinzioni, che si aspettavno musicisti Irlandesi con barbe incolte e pesanti maglioni di lana, scopro che moltissime band provengono da oltreoceano, spaziando dal Canada fino ad arrivare alla calda California!
Certo il legame con l'Irlanda è sempre piuttosto forte, spesso per la provenienza di alcuni musicisti ma anche per semplice infatuazione o per l'assidua frequentazione di Irish-Pub.
I testi delle canzoni passano da argomenti legati all'alcool, alle donne, alle donne alcolizzate, alle botte, alle botte alcolizzate e alle leggende di gente alcolizzata con una continua ricerca alle rivisitazione di classici e filastrocche tradizionali.
Il connubio tra punk e folk non è certo una novità, ma non nego che trovo esaltante trovare violini e cornamuse a farsi spazio tra le taglienti chitarre distorte e le ritmiche serrate di basso e batteria!
Come naturale sono decine le canzoni degne di nota che ho scovato, pur scontrandomi spesso con una qualità piuttosto scadente a livello sonoro, spesso a causa di registrazioni live o autoprodotte.
Tra le tante chicche mi ha molto divertito il brano Drunken Lazy Bastard dei The Mahones, canadesi purosangue che devono il proprio nome al detto Irlandese 'pogue mahone', un francesismo per dire: baciami il culo!
Piuttosto divertente è anche il video che qualche appassionato ha postato su YouTube, con una serie di vittime dell'alcool particolarmente ispirati dalla canzone! 


venerdì 1 febbraio 2013

Dream On

Era il 1973, ben 40 anni fa, quando un giovane Steven Tyler, all'epoca venticinquenne (e da tre cantante degli Aerosmith) scrisse questo capolavoro del rock.
Pubblicata nel disco omonimo della band scalò le classifiche solo nella riedizione di qualche anno dopo, consacrandosi a grande classico del rock e, sopratutto per il testo, diventandone praticamente un inno.
Le cover di questa canzone si sprecano, pur rimanendo comunque fedelissime all'originale.
Tra le più famose ci sono quella di Ronnie James Dio e Yngwie Malmsteen (con l'aggiunta di qualche trilione di note su chitarra), quella dei Breaking Benjamin (spesso realizzata in chiave acustica), quella di Tori Amos e quella di Anastacia (celebre per gli acuti davvero al limite della voce).
Nessuna ha però intaccato la bellezza dell'originale, che mantine dunque tutto il suo fascino.
L'operazione forse più riuscita avvenne nel 2002, quando fu Eminem ad omaggiare questo brano, usandone la base ed inserendone il ritornello nel singolo Sing for the Moment.

 

martedì 29 gennaio 2013

Per la pelle?

Il web è una vetrina infinita per chiunque voglia mettersi in mostra.
Questa è contemporaneamente la forza e il limite di questo mondo virtuale che ha stravolto le nostre abitudini. Capita infatti di trovare ogni tipo di informazione e contemporanemente ogni tipo di smentita!
E' sempre più sottile il filo che separe verità e fantasia, tanto da rendere spesso incomprensibili le intenzioni di chi si presenta come esperto, amatore o semplicemente appassionato di qualsivoglia disciplina.
Ci sono tutorial per ogni genere di attività e insegnanti al limite del credibile, come in questo caso diventato celebre in poco tempo, di cui è già nata la parodia.. della parodia (forse!).

venerdì 25 gennaio 2013

I Senza Vergogna

Me lo chiesi qualche mese fa "vorrei vedere con che faccia si presenteranno in video a candidarsi" e ora, nauseato e saturo, posso finalmente arrendermi all'evidenza, non esiste più la vergogna.
Penso che Italia abbia alcuni problemi radicati nel proprio carattere: non ha memoria storica, tende a vendersi facilmente ed è un'inguaribile avventata.
Questo ha portato spesso loschi personaggi a prendersi gioco del nostro Bel Paese, ma ben peggio, ha portato una bella fetta di Impuniti, a considerasi ingiudicabili.
Per questo motivo con tanta sfrontatezza, oggi, ci troviamo davanti le stesse persone che parlano di rinnovamento, pulizia e cambiamento.
Quando vedete quei volti in TV, vi invito ad abbassare il volume e ripensare a quanto, negli ultimi 12 mesi, nessuno si sia adoperato per avviare un solo provvedimento a favore del nostro Paese, votando ogni genere di tassa e ostacolando ogni genere di riforma, dall'amministrazione pubblica a quella elettorale.
Rileggete i giornali di 3 -5 -10 anni fa (li trovate su tutti i siti dei quotidiani) e vi renderete conto che hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto e che ad ogni campagna elettorale la colpa è stata SEMPRE di qualcun altro (.. e naturalmente le stesse persone!).
Ho imparato a mie spese che chi non sa chiedere scusa, non sa riconoscere o non sa ammettere un errore non può permettersi di farne.
Così vedo i senza vergogna e cerco di sopportarli, ma non mi si chieda di credere al rinnovamento quando le dirigenze sono le stesse, non mi esalterò per le liste pulite quand'è il partito ad essere marcio.
La rinascita non è nemmeno contemplata quando i 3 maggiori pretendenti al governo hanno al loro interno personaggi responsabili del fallimento del nostro Paese.
Basta a chi in 10 anni non ha combinato niente.
Basta a chi si riempie la bocca di paroloni come giustizia (e poi sia appella all'immunità per salvare i propri deputati e non far scoperchiare pentole pericolose), primarie (e poi blocca un centinaio di poltrone per i soliti noti), sinistra (e poi fa affari con le banche che nemmeno i capitalisti più convinti...), responsabilità (quando i clientelismi con sindacati, cooperative, aziende e (ancora) banche hanno per anni indicato le politiche da seguire a discapito delle ideologie e delle necessità)
Basta a chi per un anno ha giocato la carta dell'autorevolezza per chiedere sacrifici al popolo e poi si allea con la brigata più affarista e opportunista che ci sia in circolazione.
Infine Basta con le alleanze politiche che in tanti anni hanno dimostrato unicamente che vincere le elezioni è una perdita di tempo se poi non si può o non si vuole governare.
Insomma, queste tribune elettorali non mi hanno fatto cambiare idea e quindi credo che a votare ci andrò (felice come mangiassi vetro!) ma darò il mio voto a chi in parlamento non si è mai seduto, fosse di destra, sinistra, populista o rivoluzionario. Fosse anche un visionario, una formazione che aspira all'1% o magari la vera soluzione ai nostri problemi.
Voterò chi ancora non deve vergognarsi, così che facendolo non debba farlo io!


lunedì 21 gennaio 2013

Guarda che non sono io

Scrivere un testo è un'impresa complicata, chiunque si sia cimentato in tale avventura ne sa qualcosa. Bisogna far combaciare melodia, metrica e significato senza possibilmente sacrificare al dio "va bene così" uno qualsiasi di questi aspetti.
Ci sono però autori capaci di scrivere e musicare vere e proprie poesie, concretizzare concetti astratti e raccontare storie comuni rendendole uniche.
Francesco De Gregori è uno di questi, scrive da una vita e possiede uno stile inconfondibile.
Quando ho sentito questa canzone, Guarda che non sono io, ho immediatamente pensato che nessun'altro potesse scrivere un testo così dolcemente crudo.
Le canzoni possono fare miracoli, ma è troppo facile confondere il creato con il creatore e per molti, questo, è diventata una parte integrante del personaggio che rappresentano.
Ci sono autori (soprattutto nel Rap, nel neo melodico e nel rock) che parlano in prima persona delle proprie esperienze, magari ricamandoci su, magari mettendosi a nudo, pur sapendo che nel momento in cui la canzone viene regalata all'etere, chiunque la riceva la trasforma attraverso la propria sensibilità, ricavandone spesso significati diversi da quelli che lo stesso autore voleva esprimere.
Ci vuole coraggio (e forse un pizzico di superbia) per scrivere un testo così, terribilmente vero, tanto da apparire scortese, tanto da rischiare di umanizzare il mito sublime del cantautore.
Proprio qui, però, si annida quel pizzico di presunzione, di chi sa bene di essere più forte delle proprie parole, conscio che alla fine queste contribuiranno unicamente a mantenere quel fascino indissolubile del personaggio Francesco De Gregori.
A conferma di questo resta l'epilogo di questo live, quelle ultime parole dette dopo aver suonato questa canzone: come si fa a non volermi bene..




Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone

Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io"

Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone


Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio

E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io

lunedì 14 gennaio 2013

Parole di Fine Anno

Ecco una carrellata di parole di fine anno.
Quattro discorsi che si intrecciano a volte si somigliano (mai nello stile!), a volte si scimmiottano.
Vi invito a vederli tutti, a perderci un po' di tempo, perché sono 4 aspetti del nostro Paese che bisogna sempre tener presente.
Non farò commenti, per quelli potete leggere le parole del popolo di YouTube che accompagna le pubblicazioni e già da quello si può capire quanto e come vengono valutati gli oratori in questione.
Mi limito a metterli in successione, a partire da quello del Presidente Napolitano, quello istituzionale per eccellenza, spietatamente accolto dalla rete.
Poi quello di Grillo, quello più visto, quello più diretto e a tratti quello più controverso.
Come terzo video pubblico quello del 1978 di Sandro Pertini, in chiusura ad un anno terribile per l'Italia, diverso ma riconducibile al nostro 2012.
Il quarto è quello di Natalino Balasso, per me uno delle poche persone capaci di sfondare con ironia le porte dell'ipocrisia.
Traete voi le conclusioni, riflettete sulla diversità dei concetti e delle parole espresse, scegliete voi l'augurio che più vi colpisce, trovate voi un buon motivo per continuare a sperare in un anno migliore!



giovedì 10 gennaio 2013

Botta e Risposta

La rivalità tra band non è certo una novità, spesso emerge da piccoli screzi fino ad arrivare a vere e proprie risse o ad imbarazzanti variazioni di scalette durante i festival, coperte alla bell'e meglio da improbabili comunicati stampa giustificatori.
Sull'argomento ci sono infinite pagine di letteratura, quintali di gossippate e una tendenza sempreverde a romanzare il tutto, magari servendosene poi per pubblicizzare un evento o riportare i riflettori su personaggi la cui fama comincia ad oscurarsi.
Capita però anche il contrario, ovvero che le voci si rincorrano senza motivi fondati, basandosi su illazioni o su banali fraintendimenti.
E' un po' il caso degli In Flames e di Soilwork, due storiche band Svedesi che hanno contributo all'evoluzione melodica del Deathmetal. Viste forse le affinità di genere e la forte ascesa dei Soilwork in un periodo chiave per gli In Flames, iniziò a girare la voce di un disamore tra le due formazione, troppo spesso paragonate l'una all'altra.
Forse proprio da queste voci è nata l'idea, appoggiata dalla loro stessa etichetta (che condividevano) di realizzare due videoclip a parti invertite, variando solo i personaggi e i colori di fondo.
Vennero quindi realizzati i clip di Trigger per gli In Flames e di Rejection Role per i Soilwork, con praticamente lo stesso format e lo stesso copione.
Un botta e risposta in cui mentre una band si esibisce, l'altra segue con una certa fredezza che sconfina nella sufficienza se non nello snobbismo! Insomma una parodia della parodia di due band amiche nella realtà!




lunedì 7 gennaio 2013

Il ritorno dei Boysetsfire

Quello che sembrava un tipico ritorno per il più classico dei tour nostalgici tutto sold out, si è invece dimostrato uno stimolo irresistibile per i Boysetsfire.
Per chi come me ha vissuto da musicista l'epoca del post hardcore prima ancora che il termine Emo diventasse una moda, questa band statunitense ha rappresentato un forte riferimento sia tecnico che artistico.
Hanno passato quindici anni a spartirsi grandi palchi e piccoli club "fondamentalisti", passando da etichette indipendenti a grandi major, mantenendo con forza un'identità che a volte li ha penalizzati e a volte esaltati.
Ora annunciano un inaspettato ritorno in studio, con una formazione rinnovata ma non stravolta.
Ecco le loro parole prese direttamente da Groovebox.it:

"I Boysetsfire sono stati una band per quasi due decenni. In tutto questo tempo abbiamo tenuto centinaia di spettacoli per tutti coloro che ci guardvano, dalle cantine al pubblico del festival. Abbiamo vissuto il terrore del rap-rock, la tirannia del nu-metal e i giorni bui del pop-punk. 
Eravamo in giro prima di Internet. E' la Verità. Abbiamo fatto demo, abbiamo registrato 4 LP, EP, CD, e anche un Cassingle. 
Abbiamo suonato Rookie più di 1000 volte. 
Siamo caduti da più palchi di quanto la maggior parte delle persone abbia mai calcato. 
Abbiamo firmato e rescisso, firmato e rescisso. 
Francamente, la maggior parte delle persone avrebbero rinunciato anni fa. 
Ci abbiamo provato Come il tossicodipendente con le migliori intenzioni abbiamo giurato di esserne fuori, abbiamo fatto ammenda e cercato di ricostruire le nostre vite senza Boysetsfire. Ma il richiamo era troppo. 
Ben presto ci siamo ritrovati in situazioni che fanno prendere quelle decisioni che portano a tanto dolore. Prima di saperlo eravamo già in un tour di reunion. E 'stato incredibile. Poi abbiamo tenuto il fiato, abbiamo incrociato le dita e cominciato a scrivere canzoni. Ciò che ne è venuto fuori è una musica ancora più intensa, più fragile e più brutale di ogni altra cosa che avevamo fatto prima. 
La scrittura era così gratificante che abbiamo deciso di continuare a scrivere ... e scrivere ... e abbiamo scritto. 
Ora abbiamo un nuovo membro (Dan Pelic), un vecchio membro che è tornato (Robert Ehrenbrand), un amico di lunga data ufficialmente nella band (Chris Rakus) e i tre capelli grigi originali (Chad Istvan, Nathan Gray e Joshua Latshaw) a suonare insieme. 
Stiamo scrivendo un nuovo album. 
Abbiamo un tour programmato. 
Non vediamo l'ora di un altro ventennio ... Dio mio .... "

giovedì 3 gennaio 2013

The Afterman

Per aprire questo 2013 mi affido ad una canzone, l'ultima che mi ha stregato nel 2012. Si chiama The Afterman ed è solo una sfaccettatura di un disco davvero bello: The Afterman: Ascension dei Coheed and Cambria. Ecco il clip ufficiale, firmato dall'instancabile e ormai trasversale Robert Schober.
Nel secondo video ho pubblicato la versione acustica, suonata lo scorso ottobre a Long Beach in California.
Inutile sottolineare il talento smisurato dei quattro.