Esistono canti che attraversano le ere, intonati da migliaia di uomini e che hanno musicato grandi e terribili eventi.
Johnny I Hardly Knew Ye, è un canto irlandese, tramandato a voce, le cui origini si perdono nel tempo, ma la cui melodia è rimasta intatta nei secoli.
Sono centinaia le versioni che si trovano nella storia e tantissimi i testi che si ispirano ad essa.
La prima, anche se mai ufficializzata, è When Johnny Comes Marching Home, canzone popolare Statunitense risalente al periodo seccessionista del 1865.
Divenne un classico nei primi dei '900 con la ricorrente modifica del testo, riadattato alle guerre in corso o ad eventi bellici più generici, spesso stravolgendone l'intenzione.
Nel 1975 furono i Clash di Joe Strummer a inciderne una versione punk-rock, intitolata English Civil War, palesemente rivolta alla contestata ascesa delle forze politiche di estrema destra in Inghilterra.
Nel 1991 i Guns n'Roses la citarono nell'intro della bellissima Civil War.
Esplosiva fu invece la versione dei Dropkick Murphys, formazione Americana di marcata provenienza Irlandese che si attenne al titolo e al testo originale.
Ecco alcune versioni che l'hanno caratterizzata nel corso degli anni:
Spazio aperto per tutti! Un luogo dove condividere notizie, consigli, recensioni, pensieri, progetti e musica! Il Concerto per un Amico attivo tutto l'anno! Vuoi diventare autore del blog? contattaci!
martedì 20 maggio 2014
sabato 17 maggio 2014
mercoledì 14 maggio 2014
King, Ramones e Pet Sematary
La passione di Stephen King per la musica non è un segreto, traspare da quasi ogni suo romanzo, attraverso citazioni frequenti fin dalle note dell'autore.
Tra le tante band di cui è fan compaiono i Ramones, più volte ricordati in alcuni suoi racconti e reclutati nel 1989 per la colonna sonora del film Pet Sematary.
Questo film, diretto dalla regista Mary Lambert, una delle pochissime donne di successo nel mondo dell'horror, è tratto dall'omonimo romanzo di King, pubblicato nel 1983.
I Ramones vengono inclusi nella colonna sonora viste le citazioni sul romanzo e, secondo alcuni, su stesso consiglio dell'autore che, come in tanti altri film tratti dalle sue opere, si ritaglia un piccolo cameo in cui comparire (qui fa il prete!).
I brani utilizzati per il film sono due ed entrambi diventeranno icone per la band, pur non godendo di una buona nascita.
Innanzitutto vennero inclusi nel disco Brain Drain, l'ultimo realizzato con Dee Dee Ramone al basso (poi sostituito da C.J. Ramone), pubblicato tra grandi contrasti interni alla band e accompagnato dalle tante voci di un probabile scioglimento.
Pet Sematary venne inoltre accolta polemicamente, tanto da essere candidata ai Razzie Award come peggior brano originale del 1989!
Anche il film non venne esaltato dalla critica, ma divenne un successo internazionale, esattamente come la la canzone omonima in linea con il romanzo ispiratore: il successo arriva dopo l'affossamento iniziale... coincidenza?
Il video, sempre in stile Ramones, è stato realizzato in un cimitero, con la band che suona in una fossa, come a scimmiotare se stessa e le voci che li volevano finiti.
Fortunatamente questo cimitero era vivente, e tutti i protagonisti che vi hanno "soggiornato", sopravviveranno in eterno attraverso le loro opere!
sabato 10 maggio 2014
Scambiati per... stranieri!
Non ho ben capito, in questa campagna elettorale per le Europee, a chi si riferiscano i nostri partiti.
Da un lato non riesco a comprendere a quale Europa facciano riferimento e dall'altra a quali cittadini pensino di parlare.
A sentirli, in gran parte, ci parlano di un'Europa "oppressore" o comunque distante dai nostri bisogni, insensibile alle nostre tematiche e guidata da ipotetici"Poteri forti".
Forse bisognerebbe ricordarsi che abbiamo voluto NOI un'Europa così, sostenendo ogni fase che l'ha realizzata, senza MAI saper riconoscere con tempismo gli aspetti che ci hanno penalizzato.
Dovremmo ricordarci che questa "nemica" noi l'affrontiamo con tutti gli scarti della nostra politica nazionale, silurati eccellenti e incompetenti clamorosi, spesso incapaci addirittura di comunicare con gli altri parlamentari. Forse bisognerebbe ricordare che siamo uno dei Paesi meno partecipi alla sua vita politica e che non abbiamo uno straccio di progetto da perseguire, che ci presentiamo divisi su ogni tematica (esclusa il made in Italy, giusto per giustificare la nostra presenza..) e che puntualmente veniamo divorati da chi, Germania in testa, ha capito che in Europa ci si presenta uniti e con idee lungimiranti.
A sentirli, in gran parte, si rivolgono a noi con un programma fatto di lamentele e richieste, tematiche legate allo scontro tra partiti e naturalmente una gara a scaricare ogni responsabilità a questa Europa DA CAMBIARE.
Probabilmente si pensa che l'elettore italiano sia completamente deficiente e che non si renda conto che:
-Chiediamo all'Europa una legge sull'Immigrazione che noi stessi non siamo in grado di proporre.
-Chiediamo una legge sugli armamenti quando non simo in grado nemmeno di capire l'utilità dei nostri investimente (vedi F35).
-Chiediamo fiducia quando puntualmente i soldi che arrivano da Bruxell spariscono nelle paludi della nostra burocrazia, senza tra l'altro risolvere i problemi per i quali vengono stanziati.
-Chiediamo rispetto quando siamo stati incapaci di affrontare una sola riforma seria e definitiva per quasi 30 anni!
-Chiediamo credito quando ad ogni appello di regolarizzare i bilanci la nostra unica strategia è stata quella di aumentare le tasse, aumentare le spese e piangerci addosso.
Insomma: siate onesti cari candidati, rivolgetevi alle persone con rispetto, parlandoci di problematiche comunitarie, tralasciando i soliti proclami e le solite dispute interne.
Magari ammettiamo di aver NOI scambiato l'Europa per quello che non è, regalandoci così la speranza di affrontarla nella giusta maniera traendone i vantaggi che ci spettano, tanto per giustificare l'importanza del voto che ci chiedete!
Dopotutto state parlano a chi vi ha già votati, vi ha permesso di diventare quello che siete e vi ascolta senza sforzarsi di mettere in discussione le vostre affermazioni. Abbiamo tutti le nostre responsabilità, non vergognatevi dunque di ammettere le vostre, infondo siamo Italiani, non siamo mica... stranieri!
Da un lato non riesco a comprendere a quale Europa facciano riferimento e dall'altra a quali cittadini pensino di parlare.
A sentirli, in gran parte, ci parlano di un'Europa "oppressore" o comunque distante dai nostri bisogni, insensibile alle nostre tematiche e guidata da ipotetici"Poteri forti".
Forse bisognerebbe ricordarsi che abbiamo voluto NOI un'Europa così, sostenendo ogni fase che l'ha realizzata, senza MAI saper riconoscere con tempismo gli aspetti che ci hanno penalizzato.
Dovremmo ricordarci che questa "nemica" noi l'affrontiamo con tutti gli scarti della nostra politica nazionale, silurati eccellenti e incompetenti clamorosi, spesso incapaci addirittura di comunicare con gli altri parlamentari. Forse bisognerebbe ricordare che siamo uno dei Paesi meno partecipi alla sua vita politica e che non abbiamo uno straccio di progetto da perseguire, che ci presentiamo divisi su ogni tematica (esclusa il made in Italy, giusto per giustificare la nostra presenza..) e che puntualmente veniamo divorati da chi, Germania in testa, ha capito che in Europa ci si presenta uniti e con idee lungimiranti.
A sentirli, in gran parte, si rivolgono a noi con un programma fatto di lamentele e richieste, tematiche legate allo scontro tra partiti e naturalmente una gara a scaricare ogni responsabilità a questa Europa DA CAMBIARE.
Probabilmente si pensa che l'elettore italiano sia completamente deficiente e che non si renda conto che:
-Chiediamo all'Europa una legge sull'Immigrazione che noi stessi non siamo in grado di proporre.
-Chiediamo una legge sugli armamenti quando non simo in grado nemmeno di capire l'utilità dei nostri investimente (vedi F35).
-Chiediamo fiducia quando puntualmente i soldi che arrivano da Bruxell spariscono nelle paludi della nostra burocrazia, senza tra l'altro risolvere i problemi per i quali vengono stanziati.
-Chiediamo rispetto quando siamo stati incapaci di affrontare una sola riforma seria e definitiva per quasi 30 anni!
-Chiediamo credito quando ad ogni appello di regolarizzare i bilanci la nostra unica strategia è stata quella di aumentare le tasse, aumentare le spese e piangerci addosso.
Insomma: siate onesti cari candidati, rivolgetevi alle persone con rispetto, parlandoci di problematiche comunitarie, tralasciando i soliti proclami e le solite dispute interne.
Magari ammettiamo di aver NOI scambiato l'Europa per quello che non è, regalandoci così la speranza di affrontarla nella giusta maniera traendone i vantaggi che ci spettano, tanto per giustificare l'importanza del voto che ci chiedete!
Dopotutto state parlano a chi vi ha già votati, vi ha permesso di diventare quello che siete e vi ascolta senza sforzarsi di mettere in discussione le vostre affermazioni. Abbiamo tutti le nostre responsabilità, non vergognatevi dunque di ammettere le vostre, infondo siamo Italiani, non siamo mica... stranieri!
giovedì 8 maggio 2014
Fantasmi immobili
Ha suscitato molta curiosità la strana vicenda della John Lawson House, vecchia abitazione di New York la cui veranda è spesso affollata da manichini.
A quanto pare non si riesce a risalire ai proprietari della casa e i vicini giurano di non aver mai notato nessuno intento a sistemare gli ospiti, nonostante questi risultino continuamente arricchiti da abiti e da numerosi dettagli.
Tra le tante spiegazioni più o meno plausibili, la più macabra sembra voler collegare questo fenomeno ad un vecchi incidente avvenuto nei pressi di una stazione ferroviaria, a poca distanza dalla vecchia abitazione, in cui persero la vita oltre venti persone.
sabato 3 maggio 2014
mercoledì 30 aprile 2014
domenica 27 aprile 2014
Message In A Bottle
Riascoltare i vecchi dischi è un'operazione che spesso riserva sorprese.
Abituato all'ascolto di selezionati e comodissimi mp3, estratti da dischi che ora prendono polvere sugli scaffali, ogni tanto mi trovo a metterne su qualcuno, tanto per non perdere l'abitudine.
Così, scorrendo la tracklist di The Burning Red (ultimo disco del XX Secolo dei Machine Head), eccomi a ristorgere il naso davanti al titolo dell'ottava traccia, déjà vu di quanto feci più o meno 15 anni fa... (brrr..)
"Message In A Bottle", titolo troppo ingombrante per un caso di omonimia, ma canzone decisamente ostica per chiunque la voglia reinterpretare.
Quest'inno dei Police è diventato un simbolo per la band e per lo stesso Sting che la compose, coverizzata migliaia di volte ma mai troppo "rivisitata", pena un quasi sicuro fallimento.
Mentre metto su il disco penso drastico: chissà che cagata, talmente brutta che l'ho rimossa! Per quanto sulla cresta della maggiore onda che la loro carriera abbia mai generato, i Machine Head hanno sfidato la fortuna inserendo un brano così ingombrante in un disco emblema della loro energia e modernità (naturalmente rapportata all'epoca).
Fortunatamente mi sono dovuto ricredere, esattamente come feci allora.
Non sarà di certo il capolavoro della metal band Americana, ma, nonostante i suoni non reggano gli anni passati, resta per me una bella versione, distante quanto basta da evitare il paragone con l'originale e capace di raccontare il testo con nuove intenzioni.
Abituato all'ascolto di selezionati e comodissimi mp3, estratti da dischi che ora prendono polvere sugli scaffali, ogni tanto mi trovo a metterne su qualcuno, tanto per non perdere l'abitudine.
Così, scorrendo la tracklist di The Burning Red (ultimo disco del XX Secolo dei Machine Head), eccomi a ristorgere il naso davanti al titolo dell'ottava traccia, déjà vu di quanto feci più o meno 15 anni fa... (brrr..)
"Message In A Bottle", titolo troppo ingombrante per un caso di omonimia, ma canzone decisamente ostica per chiunque la voglia reinterpretare.
Quest'inno dei Police è diventato un simbolo per la band e per lo stesso Sting che la compose, coverizzata migliaia di volte ma mai troppo "rivisitata", pena un quasi sicuro fallimento.
Mentre metto su il disco penso drastico: chissà che cagata, talmente brutta che l'ho rimossa! Per quanto sulla cresta della maggiore onda che la loro carriera abbia mai generato, i Machine Head hanno sfidato la fortuna inserendo un brano così ingombrante in un disco emblema della loro energia e modernità (naturalmente rapportata all'epoca).
Fortunatamente mi sono dovuto ricredere, esattamente come feci allora.
Non sarà di certo il capolavoro della metal band Americana, ma, nonostante i suoni non reggano gli anni passati, resta per me una bella versione, distante quanto basta da evitare il paragone con l'originale e capace di raccontare il testo con nuove intenzioni.
martedì 22 aprile 2014
Dolce Arte
Sono passati 450 anni dalla morte di Michelangelo, un'occasione per celebrarlo attraverso quella che di certo rimane la sua opera più imponente: La Creazione di Adamo.
L'artista pasticcera Michelle Wibowo ha deciso di cimentarsi nella difficile impresa di ricreare il capolavoro attraverso l'utilizzo esclusivo di marshmallow e decorazioni per torte.
La realizzazione ha richiesto quasi 170 ore di lavoro e l'impiego di ben 10000 marshmallow, riproducendo, non senza difficoltà, i colori il più possibile fedeli all'originale.
Ecco il video di presentazione dell'opera che finirà all'asta per ricavarne fondi per beneficenza.
La realizzazione ha richiesto quasi 170 ore di lavoro e l'impiego di ben 10000 marshmallow, riproducendo, non senza difficoltà, i colori il più possibile fedeli all'originale.
Ecco il video di presentazione dell'opera che finirà all'asta per ricavarne fondi per beneficenza.
giovedì 17 aprile 2014
Angus Schwarzenegger
La collaborazione tra AC\DC e David Mallet, celebre regista britannico noto per i suoi lavori musicali, ha sempre dato ottimi frutti.
Durante un'intervista i musicisti hanno espresso tutto il riconoscimento per i lavori realizzati con Mallet, capace da una parte di esaltare lo spirito rock della band e contemporaneamente esprimere le forti tinte ironiche che appartengono al loro stile.
Gli ingredienti, sono spesso ricorrenti: imponenti esibizioni live, pubblico in delirio, siparietti divertenti e l'immancabile galoppata di Angus Young con la sua Gibson diavoletto.
Young è certamente il personaggio più caratteristico degli AC\DC, con il suo fare indemoniato e la sua immancabile divisa da scolaretto è uno tra i chitarristi più celebri al mondo.
Nel 1993 il regista John McTiernan, presenta la commedia d'azione Last Action Hero, film che vanta come sottofondo ai tanti spettacolari effetti speciali, una colonna sonora degna di una compilation hard rock (Aerosmith, Ac\Dc, Def Leppard, Antrax, Megadeath, Alice in Chains e molti altri).
Tra questi compaiono appunto gli AC\DC, con il singolo Big Gun.
Il protagonista del film era Arnold Schwarzenegger, grande fan della band Australiana, che, coinvolto dallo stesso Mallet, si è messo a disposizione per la realizzazione del videoclip della canzone.
Durante le riprese, quasi per gioco, è nata l'idea di far interagire il piccolo Angus Young con il colosso Schwarzenegger, che alla fine ne ha addirittura vestito i panni, naturalmente di qualche taglia in più!
Ecco il risultato:
Durante un'intervista i musicisti hanno espresso tutto il riconoscimento per i lavori realizzati con Mallet, capace da una parte di esaltare lo spirito rock della band e contemporaneamente esprimere le forti tinte ironiche che appartengono al loro stile.
Gli ingredienti, sono spesso ricorrenti: imponenti esibizioni live, pubblico in delirio, siparietti divertenti e l'immancabile galoppata di Angus Young con la sua Gibson diavoletto.
Young è certamente il personaggio più caratteristico degli AC\DC, con il suo fare indemoniato e la sua immancabile divisa da scolaretto è uno tra i chitarristi più celebri al mondo.
Nel 1993 il regista John McTiernan, presenta la commedia d'azione Last Action Hero, film che vanta come sottofondo ai tanti spettacolari effetti speciali, una colonna sonora degna di una compilation hard rock (Aerosmith, Ac\Dc, Def Leppard, Antrax, Megadeath, Alice in Chains e molti altri).
Tra questi compaiono appunto gli AC\DC, con il singolo Big Gun.
Il protagonista del film era Arnold Schwarzenegger, grande fan della band Australiana, che, coinvolto dallo stesso Mallet, si è messo a disposizione per la realizzazione del videoclip della canzone.
Durante le riprese, quasi per gioco, è nata l'idea di far interagire il piccolo Angus Young con il colosso Schwarzenegger, che alla fine ne ha addirittura vestito i panni, naturalmente di qualche taglia in più!
Ecco il risultato:
lunedì 14 aprile 2014
Montreux Jazz Festival
Il Montreux Jazz Festival è uno degli appuntamenti musicali più importanti ed attesi d'Europa.
Fin dal 1967 ha ospitato i più grandi musicisti del pianeta, allargando i suoi orizzonti tanto da abbracciare altri generi, dal blues a rock, dal soul a pop.
Tra le tante curiosità che questo festival custodisce c'è anche il famoso concerto di Frank Zappa, durante il quale andò a fuoco il Casinò, ispirando tra l'altro quel monumento musicale di "Smoke on the water" ai Deep Purple.
Per chi volesse saperne di più ecco il sito ufficiale dell'evento, mentre tracce della sua storia sono disponibili sulla pagina dedicata di Wikipedia.
Per l'edizione 2014 è stata creata una particolare istallazione, dai designer francesi Cauboyz.
In questo video si vedono i passi principali della realizzazione e il bellissimo risultato ottenuto.
Light Installation for the Montreux Jazz Festival from Cauboyz on Vimeo.
Fin dal 1967 ha ospitato i più grandi musicisti del pianeta, allargando i suoi orizzonti tanto da abbracciare altri generi, dal blues a rock, dal soul a pop.
Tra le tante curiosità che questo festival custodisce c'è anche il famoso concerto di Frank Zappa, durante il quale andò a fuoco il Casinò, ispirando tra l'altro quel monumento musicale di "Smoke on the water" ai Deep Purple.
Per chi volesse saperne di più ecco il sito ufficiale dell'evento, mentre tracce della sua storia sono disponibili sulla pagina dedicata di Wikipedia.
Per l'edizione 2014 è stata creata una particolare istallazione, dai designer francesi Cauboyz.
In questo video si vedono i passi principali della realizzazione e il bellissimo risultato ottenuto.
Light Installation for the Montreux Jazz Festival from Cauboyz on Vimeo.
martedì 8 aprile 2014
Somiglianze
Che spesso la realtà superi la fantasia è risaputo e che spesso molti comici si ispirino a personaggi reali per crearne delle caricature è altrettanto scontato.
Quando ho visto questo video non ho potuto fare a meno di collegare questo assessore romagnolo al celebre personaggio portato alla ribalta da Cevoli, forse per l'intercalare, forse per la postura o semplicemente per una somiglianza fisica, ma trovo questo intervento esilarante quanto quello del noto comico!
http://youtu.be/0giRlkCC6PA
Quando ho visto questo video non ho potuto fare a meno di collegare questo assessore romagnolo al celebre personaggio portato alla ribalta da Cevoli, forse per l'intercalare, forse per la postura o semplicemente per una somiglianza fisica, ma trovo questo intervento esilarante quanto quello del noto comico!
http://youtu.be/0giRlkCC6PA
venerdì 4 aprile 2014
L'albero di spaghetti
Per alcuni il 1 di aprile è un'istituzione e sono centinaia gli scherzi che ogni anno mietono vittime tra i meno attenti al calendario.
Nel 1957 la BBC trasmise un servizio su alcune fantomatiche piante di spaghetti, da cui alcuni coltivatori, raccoglievano dell'ottima pasta pronta da cuocere.
Va detto che all'epoca il famoso piatto Italiano era considerato piuttosto esotico, che non vi era una così capillare diffusione di ricette e che la TV godeva di una credibilità maggiore di qualsiasi altra fonte di notizie.
Ciò non mitiga l'incredibile successo del servizio, che venne preso per buono da centinaia di inglesi, pronti a contattare l'emittente per conoscere i dettagli e approfondire l'argomento.
A tutti coloro che chiedevano come coltivare la pianta la BBC rispose con sarcasmo: 'Mettete un pugno di spagetti in un recipiente con della salsa di pomodoro e sperate'
Nel 1957 la BBC trasmise un servizio su alcune fantomatiche piante di spaghetti, da cui alcuni coltivatori, raccoglievano dell'ottima pasta pronta da cuocere.
Va detto che all'epoca il famoso piatto Italiano era considerato piuttosto esotico, che non vi era una così capillare diffusione di ricette e che la TV godeva di una credibilità maggiore di qualsiasi altra fonte di notizie.
Ciò non mitiga l'incredibile successo del servizio, che venne preso per buono da centinaia di inglesi, pronti a contattare l'emittente per conoscere i dettagli e approfondire l'argomento.
A tutti coloro che chiedevano come coltivare la pianta la BBC rispose con sarcasmo: 'Mettete un pugno di spagetti in un recipiente con della salsa di pomodoro e sperate'
martedì 1 aprile 2014
Enter Night
Sono decine le biografie più o meno ufficiali della band, ma questa, scritta da Mick Wall, giornalista musicale che ha passato la sua vita on the road con le più importanti formazioni della storia del rock, scava profondamente nella vita di chi ha fatto parte dei Metallica.
Non si limita a ripercorrerne la storia, a svelarne gli eccessi o a celebrarne il mito, ma racconta da tanti punti di vista quella che per certi versi è la più straordinaria storia di una metal band.
Passo dopo passo, con la sorte sempre in bilico tra buona e cattiva, trainati dall'infinita volontà di Lars Ulrich e dal talento smisurato di James Hatfield, si compie un percorso che lega personalità differenti, spesso in contrasto, spesso fragili e affascinanti.
Wall pubblica un libro fedele ai fatti, mai eccessivamente lusinghiero, spesso critico con le scelte dei protagonisti ed onesto nelle riflessioni.
Traspare la profonda conoscenza del periodo che riguarda gli anni '80, su cui si concentra gran parte della pubblicazione, per affrontare gli anni successivi con le basi necessarie a comprendere i tanti aspetti di un mercato in continua evoluzione, proprio nel momento più ricco di stravolgimenti, dalla globalizzazione della distribuzione all'avvento di Internet.
Enter Night è un ottimo libro per conoscere meglio la storia del thrash metal ma lo è altrettanto per appassionarsi alla storia personale di uomini travolti dalla vita e dalle sue sfide, scandita da album che hanno fatto la storia, nel bene e nel male, spesso influenzati dalle personalità di chi ha firmato i brani.
Grazie a Liz per questo regalo, decisamente apprezzato!
sabato 29 marzo 2014
Imparare a volare
Obama arriva in Europa mentre Putin continua a mobilitare il suo esercito, perdendo il diritto di partecipare al G8.
La visita del presidente USA assomiglia tanto ad un monitoraggio fisico degli alleati, come a voler ricordare i vincoli commerciali e militari che legano il vecchio continente al mondo stelle e strisce.
Certo fanno pensare le parole di Obama che, anzichè smorzare i toni, ricorda quanto sia essenziale insistere sugli investimenti militari (in una situazione di profonda crisi?!?) e lo fa ancor di più con la proposta di un possibile rifornimento di gas direttamente dall'America, facilitato dallo sblocco commerciale tanto voluto dallo stesso presidente.
La velata minaccia sembrerebbe avere come vittima la Russia di Putin, che però si dimostra piuttosto indifferente, conscio di quanto la cosa sia difficilmente praticabile e sapendo che un eventuale concorrente sul mercato energetico Europeo, non gli impedirebbe di dirottare ulteriori rifornimenti all'immenso mercato Asiatico, oggi più che mai insaziabile di risorse.
Questo dimostra quanto le parole di Obama siano più un monito all'Europa che un dispetto alla Russia.
L'Italia è in prima linea sulla faccenda, sia per la dipendenza dai gas sovietici, sia per i tantissimi vincoli commerciali e soprattutto militari (dalle basi agli armamenti) che la legano all'America.
Il caso degli F35 risulta quindi emblematico e ci mette di fronte all'ennesimo esempio di quanto il nostro Paese non sia in grado di prendere decisioni autonome, ma debba percorrere in continuazione una strada fatta di ricatti più o meno evidenti e di decisioni drammaticamente sconvenienti.
Per decollare l'Italia dovrebbe imparare a volare da sola e sarebbe la prima volta dal dopoguerra.
Questo periodo di crisi potrebbe essere l'occasione giusta per reclamare il diritto a privilegiare i nostri interessi, quantomeno per poter tornare ad essere una nazione forte e non un decadente paese in balia di chi fa la voce grossa.
La visita del presidente USA assomiglia tanto ad un monitoraggio fisico degli alleati, come a voler ricordare i vincoli commerciali e militari che legano il vecchio continente al mondo stelle e strisce.
Certo fanno pensare le parole di Obama che, anzichè smorzare i toni, ricorda quanto sia essenziale insistere sugli investimenti militari (in una situazione di profonda crisi?!?) e lo fa ancor di più con la proposta di un possibile rifornimento di gas direttamente dall'America, facilitato dallo sblocco commerciale tanto voluto dallo stesso presidente.
La velata minaccia sembrerebbe avere come vittima la Russia di Putin, che però si dimostra piuttosto indifferente, conscio di quanto la cosa sia difficilmente praticabile e sapendo che un eventuale concorrente sul mercato energetico Europeo, non gli impedirebbe di dirottare ulteriori rifornimenti all'immenso mercato Asiatico, oggi più che mai insaziabile di risorse.
Questo dimostra quanto le parole di Obama siano più un monito all'Europa che un dispetto alla Russia.
L'Italia è in prima linea sulla faccenda, sia per la dipendenza dai gas sovietici, sia per i tantissimi vincoli commerciali e soprattutto militari (dalle basi agli armamenti) che la legano all'America.
Il caso degli F35 risulta quindi emblematico e ci mette di fronte all'ennesimo esempio di quanto il nostro Paese non sia in grado di prendere decisioni autonome, ma debba percorrere in continuazione una strada fatta di ricatti più o meno evidenti e di decisioni drammaticamente sconvenienti.
Per decollare l'Italia dovrebbe imparare a volare da sola e sarebbe la prima volta dal dopoguerra.
Questo periodo di crisi potrebbe essere l'occasione giusta per reclamare il diritto a privilegiare i nostri interessi, quantomeno per poter tornare ad essere una nazione forte e non un decadente paese in balia di chi fa la voce grossa.
mercoledì 26 marzo 2014
La musica è... sparita!
Brutte notizie in casa Linea 77, a pochi giorni dall'attesa pubblicazione di C'eravamo tanto Armati ecco comparire sulla loro pagina Facebook questa comunicazione:
Purtroppo questa è una brutta notizia.
Una di quelle che non avremmo mai voluto scrivere.
Saltiamo i giri di parole e andiamo al punto:
Il nostro nuovo Ep “C’Eravamo Tanto Armati” non esiste più.
Una settimana fa, esattamente nella sera di lunedi 17 Marzo, un calo di tensione ha mandato in corto circuito l’impianto elettrico della palazzina dove stavamo lavorando. I 2 hard disk che contenevano il premaster del nuovo Ep “C’eravamo Tanto Armati” erano in funzione per il classico backup giornaliero. Si sono bruciati entrambi all’istante. E’ stato un attimo. Il tempo di una scintilla. Presa elettrica fumante. Alimentatori bruciati. Hard disk fottuti.
Ovviamente li abbiamo portati immediatamente in un centro assistenza per il recupero dati. Li hanno tenuti per 3 giorni, ed effettuato tutti i test possibili e immaginabili, ma il referto finale del laboratorio non ha lasciato dubbi. “I dati contenuti negli hard disk non sono in alcun modo recuperabili”. Non abbiamo perso le speranze. Li abbiamo spediti in un altro centro assistenza. Altri 2 giorni. Stessa risposta. Niente da fare.
Ora.
E’ inutile dirvi quanto siamo incazzati.
Più di 6 mesi di lavoro sono andati in fumo in una manciata di secondi. Quello che ci resta sono una decina di provini risalenti a Dicembre 2013 che avevamo nei nostri computer personali; praticamente gli embrioni di quello che erano diventate le 7 canzoni dell’Ep (esclusi ovviamente i 2 singoli “L’involuzione Della Specie” e “Io Sapere Poco Leggere” che avevamo già fatto uscire nei mesi passati).
In tanti anni di carriera non avevamo mai toccato picchi di sfiga così alti.
Questo Ep era partito male.
Sarebbe dovuto uscire a inizio 2014, e per problemi personali l’avevamo rimandato.
L’unica cosa che riusciamo a dirci è che “forse doveva andare così”. (Anche se no, non doveva andare così!)
Non ci resta che scusarci con tutti coloro che stavano aspettando questo Ep, e con tutti coloro che stavano lavorando da mesi per farlo uscire.
Ci dispiace enormemente.
Era bello. Nuovo. Volevamo farvelo sentire.
Per uscire dalla paranoia abbiamo sempre avuto un solo modo: SUONARE. Ed è quello che stiamo facendo già da oggi. Fanculo gli hard disk e la tecnologia, siamo tornati alle care e vecchie jam in saletta e stiamo sfogando la rabbia.
Nuove idee stanno prendendo la forma di canzoni che a questo punto abbiamo deciso andranno a finire in un ALBUM.
Non sappiamo ancora quando uscirà, non è il momento di pianificare, per il momento abbiamo solo voglia di suonare tra di noi e con voi.
Ci vediamo sotto i palchi.
Quello che non ti uccide, ti fortifica.
L77
Purtroppo questa è una brutta notizia.
Una di quelle che non avremmo mai voluto scrivere.
Saltiamo i giri di parole e andiamo al punto:
Il nostro nuovo Ep “C’Eravamo Tanto Armati” non esiste più.
Una settimana fa, esattamente nella sera di lunedi 17 Marzo, un calo di tensione ha mandato in corto circuito l’impianto elettrico della palazzina dove stavamo lavorando. I 2 hard disk che contenevano il premaster del nuovo Ep “C’eravamo Tanto Armati” erano in funzione per il classico backup giornaliero. Si sono bruciati entrambi all’istante. E’ stato un attimo. Il tempo di una scintilla. Presa elettrica fumante. Alimentatori bruciati. Hard disk fottuti.
Ovviamente li abbiamo portati immediatamente in un centro assistenza per il recupero dati. Li hanno tenuti per 3 giorni, ed effettuato tutti i test possibili e immaginabili, ma il referto finale del laboratorio non ha lasciato dubbi. “I dati contenuti negli hard disk non sono in alcun modo recuperabili”. Non abbiamo perso le speranze. Li abbiamo spediti in un altro centro assistenza. Altri 2 giorni. Stessa risposta. Niente da fare.
Ora.
E’ inutile dirvi quanto siamo incazzati.
Più di 6 mesi di lavoro sono andati in fumo in una manciata di secondi. Quello che ci resta sono una decina di provini risalenti a Dicembre 2013 che avevamo nei nostri computer personali; praticamente gli embrioni di quello che erano diventate le 7 canzoni dell’Ep (esclusi ovviamente i 2 singoli “L’involuzione Della Specie” e “Io Sapere Poco Leggere” che avevamo già fatto uscire nei mesi passati).
In tanti anni di carriera non avevamo mai toccato picchi di sfiga così alti.
Questo Ep era partito male.
Sarebbe dovuto uscire a inizio 2014, e per problemi personali l’avevamo rimandato.
L’unica cosa che riusciamo a dirci è che “forse doveva andare così”. (Anche se no, non doveva andare così!)
Non ci resta che scusarci con tutti coloro che stavano aspettando questo Ep, e con tutti coloro che stavano lavorando da mesi per farlo uscire.
Ci dispiace enormemente.
Era bello. Nuovo. Volevamo farvelo sentire.
Per uscire dalla paranoia abbiamo sempre avuto un solo modo: SUONARE. Ed è quello che stiamo facendo già da oggi. Fanculo gli hard disk e la tecnologia, siamo tornati alle care e vecchie jam in saletta e stiamo sfogando la rabbia.
Nuove idee stanno prendendo la forma di canzoni che a questo punto abbiamo deciso andranno a finire in un ALBUM.
Non sappiamo ancora quando uscirà, non è il momento di pianificare, per il momento abbiamo solo voglia di suonare tra di noi e con voi.
Ci vediamo sotto i palchi.
Quello che non ti uccide, ti fortifica.
L77
lunedì 24 marzo 2014
Mutemath Drums & Bass
Durante la registrazione del loro terzo disco, alla fine delle prese della sezione ritmica...
venerdì 21 marzo 2014
Gelo fra le terre
Nonostante Internet, la libera informazione, Facebook e quanto di più tecnologico la modernità ha da offrire, dissipare le matasse dei conflitti internazionali diventa ogni giorno più difficile.
Dai giorni della Guerra Fredda sono mutati gli equilibri, con nuove potenze a contendersi i posti più influenti e i grandi leoni del passato ad arrancare per mantenere il loro peso.
Gli Usa rimangono di certo la potenza economica-militare più affermata, ma la crisi economica, troppi interventi fallimentari e troppi coinvolgimenti in scandali ed operazioni opache hanno minato quella credibilità di esportatori di democrazia.
Il rinvigorimento della Russia machista di Putin ed una serie di provocazioni inflitte ai vecchi nemici di sempre, hanno riportato Mosca a fasti che erano ormai un ricordo, pur poggiando su basi ben meno solide.
La grande assente rimane l'Europa, fallimentare sotto l'aspetto politico, incapace di parlare con una voce unica e troppo spesso impacciata nelle intenzioni.
A complicare le cose ci sono gli interessi, mai così ramificati a causa della globalizzazione, un'intreccio di lacci economici che legano vecchi nemici, separano alleati e spesso minacciano la stabilità di interi Paesi.
Sembrano quindi sempre più forti nazioni irrobustite da governi totalitari, che vantano infinite disponibilità monetarie ma che galleggiano su una poltiglia sociale spesso sottomessa e a costante rischio incendio.
Nessuno è più in grado di capire quale sia la causa e l'effetto di ciò che accade, le contraddizioni sono all'ordine del giorno, tanto che chiunque si sente autorizzato a minacciare, stringere alleanze, tirarsi indietro o restare a guardare.
Anche gli strumenti creati appositamente per evitare i conflitti risultano del tutto inutili, l'ONU su tutte, troppo spesso intralciato da veti incrociati e impossibilitato ad intervenire con l'autorità che gli spetterebbe.
Le rivolte infiammano la stampa mondiale per il periodo che serve a giustificare azioni aggressive, mentre si spengono quando dovrebbero riportare le voci di chi ne paga le conseguenze.
Quanto accade in Ucraina sembra l'ennesimo colpo di coda di un conflitto sopravvissuto all'abbattimento del muro di Berlino, con la differenza che oggi le carte sono mescolate su un tavolo a cui si affacciano nuovi giocatori, pronti a sfidare le vecchie volpi sempre più in difficoltà.
Dai giorni della Guerra Fredda sono mutati gli equilibri, con nuove potenze a contendersi i posti più influenti e i grandi leoni del passato ad arrancare per mantenere il loro peso.
Gli Usa rimangono di certo la potenza economica-militare più affermata, ma la crisi economica, troppi interventi fallimentari e troppi coinvolgimenti in scandali ed operazioni opache hanno minato quella credibilità di esportatori di democrazia.
Il rinvigorimento della Russia machista di Putin ed una serie di provocazioni inflitte ai vecchi nemici di sempre, hanno riportato Mosca a fasti che erano ormai un ricordo, pur poggiando su basi ben meno solide.
La grande assente rimane l'Europa, fallimentare sotto l'aspetto politico, incapace di parlare con una voce unica e troppo spesso impacciata nelle intenzioni.
A complicare le cose ci sono gli interessi, mai così ramificati a causa della globalizzazione, un'intreccio di lacci economici che legano vecchi nemici, separano alleati e spesso minacciano la stabilità di interi Paesi.
Sembrano quindi sempre più forti nazioni irrobustite da governi totalitari, che vantano infinite disponibilità monetarie ma che galleggiano su una poltiglia sociale spesso sottomessa e a costante rischio incendio.
Nessuno è più in grado di capire quale sia la causa e l'effetto di ciò che accade, le contraddizioni sono all'ordine del giorno, tanto che chiunque si sente autorizzato a minacciare, stringere alleanze, tirarsi indietro o restare a guardare.
Anche gli strumenti creati appositamente per evitare i conflitti risultano del tutto inutili, l'ONU su tutte, troppo spesso intralciato da veti incrociati e impossibilitato ad intervenire con l'autorità che gli spetterebbe.
Le rivolte infiammano la stampa mondiale per il periodo che serve a giustificare azioni aggressive, mentre si spengono quando dovrebbero riportare le voci di chi ne paga le conseguenze.
Quanto accade in Ucraina sembra l'ennesimo colpo di coda di un conflitto sopravvissuto all'abbattimento del muro di Berlino, con la differenza che oggi le carte sono mescolate su un tavolo a cui si affacciano nuovi giocatori, pronti a sfidare le vecchie volpi sempre più in difficoltà.
martedì 18 marzo 2014
Alter Bridge - Fortress (2013)
A quasi dieci anni dal loro debutto gli Alter Bridge pubblicano nel 2013 Fortress, la classica eccezione che conferma la regola.
Dopo la reunion dei Creed (che coinvolge la completa sezione strumentale degli A.B.) e la riconferma di Myles Kennedy alla voce del progetto solista di Slash, sembrava che AB III dovesse essere l'ultimo lavoro della band. Invece i quattro musicisti americani tornano prepotentemente con un disco dal grande impatto sonoro, che non solo conferma il loro affiatamento ma sigilla un percorso che li ha sempre visti produrre ottima musica.
Mylse dimostra una voce estremamente versatile, probabilmente ispirata anche dal grande lavoro fatto con Slash, sorretto da una granitica struttura musicale, potente e ben arrangiata, varia e, in pieno stile moderno, decisamente compressa!
Il risultato è un disco ricco, in cui non emergono canzoni in particolare solo perché tutte sono degne di nota!
Hanno annunciato di recente il loro supporto agli Aerosmith per il tour europeo estivo dei prossimi mesi, un motivo in più per non mancare!!
Dopo la reunion dei Creed (che coinvolge la completa sezione strumentale degli A.B.) e la riconferma di Myles Kennedy alla voce del progetto solista di Slash, sembrava che AB III dovesse essere l'ultimo lavoro della band. Invece i quattro musicisti americani tornano prepotentemente con un disco dal grande impatto sonoro, che non solo conferma il loro affiatamento ma sigilla un percorso che li ha sempre visti produrre ottima musica.
Mylse dimostra una voce estremamente versatile, probabilmente ispirata anche dal grande lavoro fatto con Slash, sorretto da una granitica struttura musicale, potente e ben arrangiata, varia e, in pieno stile moderno, decisamente compressa!
Il risultato è un disco ricco, in cui non emergono canzoni in particolare solo perché tutte sono degne di nota!
Hanno annunciato di recente il loro supporto agli Aerosmith per il tour europeo estivo dei prossimi mesi, un motivo in più per non mancare!!
venerdì 14 marzo 2014
Cover del Capa
Il 14 febbraio Caparezza pubblicava sul suo profilo FaceBook una foto che accompagnava le ultime fasi di lavorazione del nuovo disco "MUSEICA", palesando uno stato d'animo racchiuso nelle parole "...ancora un po' di pazienza..."
Pochi giorni dopo ecco sfornato il primo singolo "COVER" con tanto di video annesso e consueta genialità nel testo.
Geniale!
Pochi giorni dopo ecco sfornato il primo singolo "COVER" con tanto di video annesso e consueta genialità nel testo.
Geniale!
martedì 11 marzo 2014
Black Oak Arkansas
Se vi piace il Southern rock e quall'atmosfera polverosa ed impenitente che tanto ha ispirato lo stoner moderno e band trasversali che vanno dai Guns 'n Roses ai Pantera, passando per Nickelback e Rem, ecco a voi una vera istituzione: Black Oak Arkansas.
Fedeli alle tradizioni, legati alla loro terra tanto da prenderne il nome, dal 1963 infiammano i cuori del Sud America USA macinando date e sfornando dischi.
I Boa sono una band leggendaria, protagonista dei grandi eventi dell'epoca Hippie, sopravvissutale grazie alla varietà delle sonorità che essi stessi hanno contribuito a creare.
Tutto gira attorno alla figura ingombrante di Jim "Dandy" Mangrum, cantante dalla voce straordinariamente simile ad Axl Rose, con il quale condivide una certa quantità di stravaganza ed egocentrismo. Jim Dandy però resta alla guida di questa formazione per oltre 40 anni, sostituendo decine di musicisti senza mai perdere il suo piglio sul pubblico, restando fedele a se stesso spesso a "discapito di se stesso", nella più classica tradizione cowboy!
Se volete conoscerli vi consiglio la bellissima raccolta Hot & Nasty The Best of, del 1992, ricordandovi che l'ultimo disco è stato pubblicato nel 1999 e che sono tutt'ora in attività con il loro country-blues-hippie-hillybilly-psycho-boogie fucking ROCK!
Fedeli alle tradizioni, legati alla loro terra tanto da prenderne il nome, dal 1963 infiammano i cuori del Sud America USA macinando date e sfornando dischi.
I Boa sono una band leggendaria, protagonista dei grandi eventi dell'epoca Hippie, sopravvissutale grazie alla varietà delle sonorità che essi stessi hanno contribuito a creare.
Tutto gira attorno alla figura ingombrante di Jim "Dandy" Mangrum, cantante dalla voce straordinariamente simile ad Axl Rose, con il quale condivide una certa quantità di stravaganza ed egocentrismo. Jim Dandy però resta alla guida di questa formazione per oltre 40 anni, sostituendo decine di musicisti senza mai perdere il suo piglio sul pubblico, restando fedele a se stesso spesso a "discapito di se stesso", nella più classica tradizione cowboy!
Se volete conoscerli vi consiglio la bellissima raccolta Hot & Nasty The Best of, del 1992, ricordandovi che l'ultimo disco è stato pubblicato nel 1999 e che sono tutt'ora in attività con il loro country-blues-hippie-hillybilly-psycho-boogie fucking ROCK!
sabato 8 marzo 2014
L'altra Donna
Per celebrare questo giorno ecco la meravigliosa canzone reinterpretata da Jeff Buckley The Other Woman.
La canzone, scritta da Jesse Mae Robinson fu un cavallo di battaglia di Nina Simone, altra grandissima donna.
La canzone, scritta da Jesse Mae Robinson fu un cavallo di battaglia di Nina Simone, altra grandissima donna.
giovedì 6 marzo 2014
Tutto può cambiare
Che le atrocità delle guerre si scarichino sui più deboli è risaputo, ma l'assuefazione alle notizie che giungono da tutto il mondo tendono ad inaridire la nostra percezione e a renderci meno fertili a far crescere quel senso di disgusto alla violenza.
Le guerre vengono sviscerate a livello politico, relegando le tribolazioni delle popolazioni coinvolte agli appelli delle organizzazioni umanitarie o a trafiletti su tg e giornali per raccontare le atrocità più evidenti, spesso, come ci insegnano gli ultimi accadimenti, diffusi a seconda dell'interpretazione che si vuole dare dell'accaduto.
Save The Children UK ha pubblicato questo video per sensibilizzare la propria causa.
L'intenzione è raccolta nelle parole a chiusura del video, che racconta la in poco più di un minuto e mezzo la vita stravolta dalla guerra di una bimba.
Le guerre vengono sviscerate a livello politico, relegando le tribolazioni delle popolazioni coinvolte agli appelli delle organizzazioni umanitarie o a trafiletti su tg e giornali per raccontare le atrocità più evidenti, spesso, come ci insegnano gli ultimi accadimenti, diffusi a seconda dell'interpretazione che si vuole dare dell'accaduto.
Save The Children UK ha pubblicato questo video per sensibilizzare la propria causa.
L'intenzione è raccolta nelle parole a chiusura del video, che racconta la in poco più di un minuto e mezzo la vita stravolta dalla guerra di una bimba.
martedì 4 marzo 2014
Bullet Time in musica
Bullet Time è un marchio registrato dalla Warner Bros, operazione fatta dopo il grande successo di Matrix, in cui alcune scene divennero più celebri del film stesso.
Si tratta di una tecnica di ripresa che consente di fotografare un determinato movimento da tutte le angolazioni possibili e successivamente di montarle assieme utilizzando i fotogrammi a velocità ridotte.
Questo crea uno straordinario effetto slow-motion che esalta la profondità e il movimento dell'azione.
Il Bullet Time non è però un'invenzione recente, infatti sfrutta una tecnologia nata con il cinema, ovvero l'iterazione tra tanti fotogrammi d'immagine, riprodotti in successione.
Mentre nelle riprese tradizionali questo avviene da un unico punto di vista (quello della telecamera), nel Bullet Time si mescolano le immagini provenienti da tantissime macchine da presa, andando ad esaltare l'esatto istante del movimento interessato.
Se lo sviluppo di tale tecnica è culminato nel film dei fratelli Wachowski, sono stati tanti gli utilizzi che ne è stata fatta, dal cinema allo sport, dalla pubblicità ai documentari, senza, naturalmente, tralasciare la musica.
Fin dalla seconda metà degli anni 80, infatti, sono numerosi i video clip basati sul Bullet Time, a partire da Midnight Mover degli ACCEPT, seguito dal ben più celebre Like a Rolling Stone, cover di B.Dylan reinterpretata dai The Rolling Stones.
Si tratta di una tecnica di ripresa che consente di fotografare un determinato movimento da tutte le angolazioni possibili e successivamente di montarle assieme utilizzando i fotogrammi a velocità ridotte.
Questo crea uno straordinario effetto slow-motion che esalta la profondità e il movimento dell'azione.
Il Bullet Time non è però un'invenzione recente, infatti sfrutta una tecnologia nata con il cinema, ovvero l'iterazione tra tanti fotogrammi d'immagine, riprodotti in successione.
Mentre nelle riprese tradizionali questo avviene da un unico punto di vista (quello della telecamera), nel Bullet Time si mescolano le immagini provenienti da tantissime macchine da presa, andando ad esaltare l'esatto istante del movimento interessato.
Se lo sviluppo di tale tecnica è culminato nel film dei fratelli Wachowski, sono stati tanti gli utilizzi che ne è stata fatta, dal cinema allo sport, dalla pubblicità ai documentari, senza, naturalmente, tralasciare la musica.
Fin dalla seconda metà degli anni 80, infatti, sono numerosi i video clip basati sul Bullet Time, a partire da Midnight Mover degli ACCEPT, seguito dal ben più celebre Like a Rolling Stone, cover di B.Dylan reinterpretata dai The Rolling Stones.
venerdì 28 febbraio 2014
Api, Whisky e Sculture
Il Deward's Whisky, è uno dei più apprezzati distillati scozzesi, prodotto dalla famiglia di John Deward fin dal 1846 e oggi commercializzato dalla Bacardi.
Oltre al marchio e naturalmente al whisky, sono diventati celebri negli anni, gli spot pubblicitari della compagnia, esattamente come quest'ultima trovata.
Grazie all'opera di un'esperto apicoltore e di un artista-ingegnere californiano, è stata creata una scultura che rappresenti la classica bottiglia di Whisky Deward.
La particolarità è che a "scolpire" l'opera d'arte, sono state 80000 api!
Guardare per credere:
Oltre al marchio e naturalmente al whisky, sono diventati celebri negli anni, gli spot pubblicitari della compagnia, esattamente come quest'ultima trovata.
Grazie all'opera di un'esperto apicoltore e di un artista-ingegnere californiano, è stata creata una scultura che rappresenti la classica bottiglia di Whisky Deward.
La particolarità è che a "scolpire" l'opera d'arte, sono state 80000 api!
Guardare per credere:
martedì 25 febbraio 2014
Un classico in classica!
I 2Cellos sono un duo croato composto da Luka Šulić e Stjepan Hauser, rispettivamente classe 1987 e 1986.
Il loro talento è stato esaltato dalle scelte fatte negli ultimi anni e dall'aver coverizzato in "chiave di violoncello" alcuni dei più grandi successi pop-rock della storia, facendone addirittura un disco omonimo per la Sony Music.
Agli appassionati tutto questo non sembrerà certo una rivoluzione, basta pensare agli Apocalyptica, ma a giudicare dal successo crescente dei 2Cellos, anche grazie al web e ad un padrino d'eccezzione, questo progetto sta assumendo dimensioni enormi!
Tra i loro fan spicca un certo Elton John, che li ha fortemente voluti con lui in tour e non perde occasione per supportarli o promuoverli.
Ecco il loro ultimo video ormai quasi virale: un classico per gli amanti della classica!
venerdì 21 febbraio 2014
Marmellata e Nutella
Carlo Gabardini ha realizzato questo video video dopo la lettera scritta al quotidiano La Repubblica, in cui esprimeva tutta la sua condanna all'omofobia, causa del suicidio di un giovane ragazzo romano.
Con questo video ha voluto tornare sull'argomento, usando l'ironia come mezzo per un messaggio troppo spesso citato ma altrettanto poco spesso ascoltato.
Con questo video ha voluto tornare sull'argomento, usando l'ironia come mezzo per un messaggio troppo spesso citato ma altrettanto poco spesso ascoltato.
martedì 18 febbraio 2014
L'ultimo a cadere
Mentre a Sochi proseguono i XXII Giochi olimpici invernali, torna alla memoria la straordinaria storia di Steven Bradbury, divenuto celebre in Italia durante i giochi olimpici del 2002 a Salt Lake City.
In realtà il suo successo nel nostro Paese è legato al divertente racconto che la Gialappa's Band ne fece a Mai dire Goal, commentando l'incredibile successione di incidenti che ha portato questo pattinatore Australiano all'Oro.
Il video è strepitoso e per molti questa "imbarazzante" vittoria, avrebbe dovuto essere celebrata in maniera ovattata.
In realtà Bradbury venne celebrato come un eroe, con tanto di francobollo nazionale dedicato e un successivo riconoscimento dall'ordine sportivo Australiano per meriti sportivi. Il fatto è che l'impresa di Steven non si limita a questa carambolesca serie di fortunati eventi legati alla gara, ma va vista come culmine di un lungo percorso difficile e sfortunato.
Quasi dieci anni prima infatti, durante la Coppa del Mondo di Montreal, viene gravemente ferito dallo scontro con Mirko Vuillermin che con la lama dei suoi pattini provoca una ferita quasi mortale all'atleta. Dopo 111 punti e quatto litri di sangue perso, Steven si rimette in piedi e torna faticosamente a gareggiare fino a quando nel 2000 un nuovo incidente lo ferisce gravemente al collo.
Ecco spiegato il perché di questi riconoscimenti ed ecco che quella gara sgangherata assume tutt'altro valore, racchiuso nel commento che lo stesso Bradbuy rilascia ai giornalisti nel dopogara: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario».
In realtà il suo successo nel nostro Paese è legato al divertente racconto che la Gialappa's Band ne fece a Mai dire Goal, commentando l'incredibile successione di incidenti che ha portato questo pattinatore Australiano all'Oro.
Il video è strepitoso e per molti questa "imbarazzante" vittoria, avrebbe dovuto essere celebrata in maniera ovattata.
In realtà Bradbury venne celebrato come un eroe, con tanto di francobollo nazionale dedicato e un successivo riconoscimento dall'ordine sportivo Australiano per meriti sportivi. Il fatto è che l'impresa di Steven non si limita a questa carambolesca serie di fortunati eventi legati alla gara, ma va vista come culmine di un lungo percorso difficile e sfortunato.
Quasi dieci anni prima infatti, durante la Coppa del Mondo di Montreal, viene gravemente ferito dallo scontro con Mirko Vuillermin che con la lama dei suoi pattini provoca una ferita quasi mortale all'atleta. Dopo 111 punti e quatto litri di sangue perso, Steven si rimette in piedi e torna faticosamente a gareggiare fino a quando nel 2000 un nuovo incidente lo ferisce gravemente al collo.
Ecco spiegato il perché di questi riconoscimenti ed ecco che quella gara sgangherata assume tutt'altro valore, racchiuso nel commento che lo stesso Bradbuy rilascia ai giornalisti nel dopogara: «Non ero certamente il più veloce, ma non penso di aver vinto la medaglia col minuto e mezzo della gara. L'ho vinta dopo un decennio di calvario».
venerdì 14 febbraio 2014
S.Valentino
Probabilmente nessuna delle canzoni che ho postato negli anni in questa ricorrenza è stata scritta per questo giorno, ma questo giorno è l'occasione per postare una bella canzone per le persone che amiamo.
Incubus - I Miss You
Incubus - I Miss You
martedì 11 febbraio 2014
La Fine Auspicabile
Vorrei che qualcuno mi spiegasse un buon motivo per cui il governo Letta dovrebbe continuare questa agonia..
Lo dico senza ironia, vorrei avere un motivo che possa incoraggiarmi a seguire questa situazione, ma continuare con questo teatrino è avvilente, più ancora degli effetti della crisi.
Nella crisi infatti resiste la dignità, di chi ci prova, di chi combatte, di chi si ostina a resistere alle difficoltà.
Se potessimo fotografare la nostra politica oggi sarebbe invece un'immagine impietosa, sconfortante e dalla dignità compromessa (eufemismo).
L'ultima settimana si è parlato di presunti stupratori e di presunte professioniste del sesso orale, dei simpatici siparietti con tafferugli in parlamento, del ritorno di Casini con Berlusconi, della contestazione di Napolitano a Bruxelles e dell'ennesimo passo verso la legge elettorale che ogni giorno diventa più complicata.
Ma dedicarsi ai tanti casini che abbiamo in Italia è davvero impossibile?
Ma dedicarsi ai tanti casini che abbiamo in Italia è davvero impossibile?
Visto che ora un Leader riconosciuto il PD ce l'ha e il centro destra ha definito le sue correnti (sempre che non decidano di riunirsi tutte insieme sotto la guida di Berlusconi in caso di elezioni), visto che il M5S ha quasi perso la voce nell'invocare l'irregolarità di questo Governo e visto che i risultati ottenuti sono imbarazzanti... non sarebbe meglio fermare quest'agonia?
Visto che abbiamo un parlamento ringiovanito non sarebbe meglio finirla con un governo di soliti noti e con questa farsa di scopo che non è nemmeno riuscito a trovare un'intesa per evitare l'ennesimo svuota carceri paraculo dell'ultimo minuto mal voluto tanto a destra quanto a sinistra?
E infine, non sarebbe bello evitare o quantomeno diminuire gli ipocriti che affollano le TV?
Visto che abbiamo un parlamento ringiovanito non sarebbe meglio finirla con un governo di soliti noti e con questa farsa di scopo che non è nemmeno riuscito a trovare un'intesa per evitare l'ennesimo svuota carceri paraculo dell'ultimo minuto mal voluto tanto a destra quanto a sinistra?
E infine, non sarebbe bello evitare o quantomeno diminuire gli ipocriti che affollano le TV?
sabato 8 febbraio 2014
Sei di Farigliano se...
Da quando su Facebook è comparso il gruppo "Sei di Farigliano se..." si è scatenata una battaglia a suon di ricordi, immagini e personaggi.
Questo si intreccia tristemente ai lutti che continuano a susseguirsi nel nostro paesino e che colpiscono spesso una generazione che ha fatto tanto per la nostra terra.
Fortunatamente, come dimostrano il fiorire di citazioni e post sul gruppo, molte di queste persone hanno lasciato un ricordo profondo, che resiste agli anni e si lega con i bei ricordi del nostro passato.
Mi è tornato in mente questo filmato realizzato da Remo Schellino e pubblicato su YouTube, Come fosse ieri:
Questo si intreccia tristemente ai lutti che continuano a susseguirsi nel nostro paesino e che colpiscono spesso una generazione che ha fatto tanto per la nostra terra.
Fortunatamente, come dimostrano il fiorire di citazioni e post sul gruppo, molte di queste persone hanno lasciato un ricordo profondo, che resiste agli anni e si lega con i bei ricordi del nostro passato.
Mi è tornato in mente questo filmato realizzato da Remo Schellino e pubblicato su YouTube, Come fosse ieri:
lunedì 3 febbraio 2014
Tomahawk - Oddfellows 2013
Torna l'armata Tomahawk, che sotto la guida di Mike Patton è giunta alla pubblicazione del quarto disco.
Dopo essersi sfogato in ogni tipo di progetto che potesse stimolarlo, dai Peeping Tom a Mondo Cane, passando anche per la stesura di qualche colonna sonora, come per il film “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo, eccolo riprendere in mano la band che riunisce sotto la stessa bandiera Duane Denison (ex - Jesus Lizard), Kevin Rutmanis (Melvins) e John Stanier (ex - Helmet).
Oddfellows, è il nome di questo disco, che segna un po' il passo della band.
Innanzitutto all'appello manca Kevin Rutmanis, mentre risponde al basso Trevor Dunn, vecchia conoscenza del Mr. Patton nei Mr. Bungle.
Il secondo aspetto che mi colpisce è una ritrovata vena crossover, che suona molto anni ’90 e che nel caso, non può non ricordare i Faith No More.
Ecco dunque il primo pensiero che mi è venuto ascoltando questo disco: ci sarà voglia di Faith no More nel futuro Pattiano?
Vedremo, per ora ci godiamo questo disco piacevole, non esaltante, ma decisamente degno di nota!
Lo stile non viene stravolto ma la grande varietà dei pezzi, untiti ad una certa ruvidità di suoni e l’utilizzo abbondante di tempi dispari, influisce sull’atmosfera d’ispirazione stoner che svecchia il disco.
Se Mike Patton ci aveva abituato ad ogni tipo di sorpresa, questo disco non lo fa più di tanto ma in compenso è un bel disco!
Dopo essersi sfogato in ogni tipo di progetto che potesse stimolarlo, dai Peeping Tom a Mondo Cane, passando anche per la stesura di qualche colonna sonora, come per il film “La solitudine dei numeri primi” di Saverio Costanzo, eccolo riprendere in mano la band che riunisce sotto la stessa bandiera Duane Denison (ex - Jesus Lizard), Kevin Rutmanis (Melvins) e John Stanier (ex - Helmet).
Oddfellows, è il nome di questo disco, che segna un po' il passo della band.
Innanzitutto all'appello manca Kevin Rutmanis, mentre risponde al basso Trevor Dunn, vecchia conoscenza del Mr. Patton nei Mr. Bungle.
Il secondo aspetto che mi colpisce è una ritrovata vena crossover, che suona molto anni ’90 e che nel caso, non può non ricordare i Faith No More.
Ecco dunque il primo pensiero che mi è venuto ascoltando questo disco: ci sarà voglia di Faith no More nel futuro Pattiano?
Vedremo, per ora ci godiamo questo disco piacevole, non esaltante, ma decisamente degno di nota!
Lo stile non viene stravolto ma la grande varietà dei pezzi, untiti ad una certa ruvidità di suoni e l’utilizzo abbondante di tempi dispari, influisce sull’atmosfera d’ispirazione stoner che svecchia il disco.
Se Mike Patton ci aveva abituato ad ogni tipo di sorpresa, questo disco non lo fa più di tanto ma in compenso è un bel disco!
venerdì 31 gennaio 2014
Miley Cyrus vs. Ron Jeremy
Nella tormentata corsa di Miley Cyrus per sfuggire dal suo passato di Hannah Montana e affermarsi come pop star provocatoria e irriverente, il suo video Wrecking Ball ha sicuramente contribuito alla causa.
Secondo solo al suo show agli MTV MAVs, il video ha spopolato sul web e scatenato fan e detrattori, centrando il bersaglio che si era prefisso: provocare.
Non stupisce quindi che per lo stesso motivo, con lo stesso video e la stessa canzone, l'immortale Ron Jeremy (pornostar indiscussa degli anni 80), abbia fatto lo stesso, realizzando, con una dose infinita di ironia, la migliore tra le parodie!
Secondo solo al suo show agli MTV MAVs, il video ha spopolato sul web e scatenato fan e detrattori, centrando il bersaglio che si era prefisso: provocare.
Non stupisce quindi che per lo stesso motivo, con lo stesso video e la stessa canzone, l'immortale Ron Jeremy (pornostar indiscussa degli anni 80), abbia fatto lo stesso, realizzando, con una dose infinita di ironia, la migliore tra le parodie!
mercoledì 29 gennaio 2014
ONE Grammy!
Il Grammy Award, nonostante le polemiche e alcuni atteggiamenti snob, resta la celebrazione più importante per la musica mondiale. Certo i sistemi di votazione e un'atteggiamento piuttosto conservatore non garantisce sempre una parità di trattamento, ma a livello rappresentativo regala ogni anno un show esplosivo.
La capacità di onorare la musica raggruppando generi e artisti diversi non è cosa da tutti, ma se gli americani hanno un pregio, questo è certamente quello di saper celebrare un evento.
La cerimonia è infinita e a tratti piuttosto pesante, con decine di premi tecnici, che, ad esclusione degli addetti ai lavori, poco hanno da dire al grande pubblico. Anche per questo motivo la diffusione estera dello show in tv non è sempre garantita.
Trovo che questo sia un peccato, non tanto per il costume che il Grammy garantisce sul suo red carpet, quanto per le grandi esibizioni che intervallano le premiazioni.
Fortunatamente internet colma questa carenza e anche quest'anno ci regala una chicca difficile da immaginare in evento mondano di tale portata.
Ecco quindi i Metallica che suonano ONE e lo fanno con il virtuoso pianista Lang Lang.
La capacità di onorare la musica raggruppando generi e artisti diversi non è cosa da tutti, ma se gli americani hanno un pregio, questo è certamente quello di saper celebrare un evento.
La cerimonia è infinita e a tratti piuttosto pesante, con decine di premi tecnici, che, ad esclusione degli addetti ai lavori, poco hanno da dire al grande pubblico. Anche per questo motivo la diffusione estera dello show in tv non è sempre garantita.
Trovo che questo sia un peccato, non tanto per il costume che il Grammy garantisce sul suo red carpet, quanto per le grandi esibizioni che intervallano le premiazioni.
Fortunatamente internet colma questa carenza e anche quest'anno ci regala una chicca difficile da immaginare in evento mondano di tale portata.
Ecco quindi i Metallica che suonano ONE e lo fanno con il virtuoso pianista Lang Lang.
lunedì 27 gennaio 2014
Giorno della memoria
Non avere memoria significa non potersi difendere e rischiare di ripetere errori che possono portare all'orrore.
venerdì 24 gennaio 2014
Pulito
Ci si può sentire puliti dentro pur essendo l'opposto fuori e non intendo solo psicologicamente!
Amou Haji è un uomo di 80 anni, o almeno così ha dichiarato al Tehran Times, durante una curiosa intervista rilasciata qualche giorno fa.
Vittima di un delusione sentimentale, Haji si è votato ad un'esistenza eremita, confinato nelle terre aride dal sud dell'Iran, abbandonato ad uno stile di vita che lo ha portato, tra le altre cose, a non lavarsi per quasi 60 anni!
Questo è solo l'aspetto più clamoroso di questa storia, fatta di scelte dolorose, vita spartana e abitudini singolari, figlie spesso di convinzioni deviate, come il timore del contatto con l'acqua.
La storia di Haji ha fatto il giro del mondo, così che tutti possano stupirsi del suo primato igienico, della sua passione per la carne marcescente, della sua pipa artigianale e degli ingredienti per riempirla, del suo modo di pettinarsi e delle sue tecniche di sopravvivenza: insomma di tutto quello che sta fuori.
In pochi però hanno sottolineato un particolare che sta dentro: Amou Haji si dice un uomo felice.
Vittima di un delusione sentimentale, Haji si è votato ad un'esistenza eremita, confinato nelle terre aride dal sud dell'Iran, abbandonato ad uno stile di vita che lo ha portato, tra le altre cose, a non lavarsi per quasi 60 anni!
Questo è solo l'aspetto più clamoroso di questa storia, fatta di scelte dolorose, vita spartana e abitudini singolari, figlie spesso di convinzioni deviate, come il timore del contatto con l'acqua.
La storia di Haji ha fatto il giro del mondo, così che tutti possano stupirsi del suo primato igienico, della sua passione per la carne marcescente, della sua pipa artigianale e degli ingredienti per riempirla, del suo modo di pettinarsi e delle sue tecniche di sopravvivenza: insomma di tutto quello che sta fuori.
In pochi però hanno sottolineato un particolare che sta dentro: Amou Haji si dice un uomo felice.
martedì 21 gennaio 2014
Il ladro di rumori
La più grande riserva di suoni è il mondo che ci circonda.
Lo sa bene Ali Lacey, sound design artist, che attraverso il suo lavoro contribuisce allo sviluppo e alla ricerca dei suoni.
Questi rumori vengono catturati attraverso registrazioni particolari e meticolose, capaci di dar vita a campioni poi utilizzati nel cinema, nei dischi e nelle composizioni.
Questo video, realizzato da Josh Bennett racconta il lavoro di Ali, utilizzando come sottofondo una base creata proprio attraverso ai suoi campioni.
Portrait of a Sound Design Artist from Storm+Shelter on Vimeo.
Questi rumori vengono catturati attraverso registrazioni particolari e meticolose, capaci di dar vita a campioni poi utilizzati nel cinema, nei dischi e nelle composizioni.
Questo video, realizzato da Josh Bennett racconta il lavoro di Ali, utilizzando come sottofondo una base creata proprio attraverso ai suoi campioni.
Portrait of a Sound Design Artist from Storm+Shelter on Vimeo.
sabato 18 gennaio 2014
Siamo solo noi
Siamo solo noi, che abbiamo un Ministro costretto a difendersi in Parlamento dall'accusa di aver abusato della sua posizione politica, tra le file di un Governo in cui è stata nominata per l'appartenenza ad un partito che non esiste più, sposata con un deputato dell'opposizione al suo partito ma membro dello stesso governo (che sicuramente non sapeva nulla di tutta la faccenda), difesa dalla minoranza di una maggioranza che non è più la stessa ed eletta grazie ad una legge elettorale incostituzionale. (confusione?)
Siamo solo noi che abbiamo il segretario del principale partito di governo che contesta giornalmente le scelte del governo che il suo stesso partito dirige. (e che governo..)
Siamo solo noi che sbandieriamo una rinnovata credibilità all'estero e veniamo presi in giro giornalmente da paesi come l'India (per l'assurda situazione dei Marò.. Emma Bonino batti un colpo!) e il Congo (con la faccenda delle adozioni e del blocco dei nostri connazionali... Cécile Kyenge batti un colpo!)
Siamo solo noi che festeggiamo un parlamento rinnovato nei volti e ribollito nelle intenzioni.
Siamo solo noi che abbiamo 16 regioni su 20 indagate e continuiamo a sopportare il fatto che non si faccia nulla per cambiare le cose.
Siamo solo noi che le riforme le discutiamo da 20 anni e che è sempre la settimana decisiva per qualcosa.
Siamo solo noi che chiediamo ad un parlamento di nominati, di farsi una legge che impedirebbe a 3\4 degli stessi di essere rieletti.
Siamo solo noi che discutiamo di detenuti, carcere e giustizia e arriviamo a queste conclusioni:
Siamo solo noi che abbiamo il segretario del principale partito di governo che contesta giornalmente le scelte del governo che il suo stesso partito dirige. (e che governo..)
Siamo solo noi che sbandieriamo una rinnovata credibilità all'estero e veniamo presi in giro giornalmente da paesi come l'India (per l'assurda situazione dei Marò.. Emma Bonino batti un colpo!) e il Congo (con la faccenda delle adozioni e del blocco dei nostri connazionali... Cécile Kyenge batti un colpo!)
Siamo solo noi che festeggiamo un parlamento rinnovato nei volti e ribollito nelle intenzioni.
Siamo solo noi che abbiamo 16 regioni su 20 indagate e continuiamo a sopportare il fatto che non si faccia nulla per cambiare le cose.
Siamo solo noi che le riforme le discutiamo da 20 anni e che è sempre la settimana decisiva per qualcosa.
Siamo solo noi che chiediamo ad un parlamento di nominati, di farsi una legge che impedirebbe a 3\4 degli stessi di essere rieletti.
Siamo solo noi che discutiamo di detenuti, carcere e giustizia e arriviamo a queste conclusioni:
mercoledì 15 gennaio 2014
Ricordati di chiudere... il telefono
Era lo sketch che Nicola Savino, nei panni di Galeazzi, faceva con Bisio e la Hunziker a Zelig.
In pratica accadeva che la chiamata non terminava con i saluti, ma proseguiva per errore con un simpatico commento agli interlocutori, nella convinzione che la comunicazione fosse già stata conclusa. Questa volta è toccato a Toni Servillo, in diretta per giunta, con tanto di saluti di circostanza da parte dell'intervistatrice! Occhio al telefono!
In pratica accadeva che la chiamata non terminava con i saluti, ma proseguiva per errore con un simpatico commento agli interlocutori, nella convinzione che la comunicazione fosse già stata conclusa. Questa volta è toccato a Toni Servillo, in diretta per giunta, con tanto di saluti di circostanza da parte dell'intervistatrice! Occhio al telefono!
martedì 14 gennaio 2014
La condanna dell'Aforisma
Adoro gli aforismi, trovo siano affascinanti e incredibilmente utili a sintetizzare concetti complessi.
Certo, come scriveva Umberto Eco, Non vi è nulla di meno definibile dell'aforisma, ed è bene tenerlo a mente.
Senza scendere nei particolari e nelle riflessioni sull'argomento, mi fermo ad assistere alla deriva di tanta saggezza, oggi sbandierata come fosse un vezzo, spesso incorniciate da grafiche di dubbio gusto o esaltate da caratteri di grottesca fattezza.
L'arte di condensare un concetto è certamente affascinante, ma va sempre contestualizzata e dev'essere l'occasione per una riflessione.
I migliori aforismi arrivano dopo ragionamenti profondi, a conclusione ad un pensiero, o spesso, come contraddizione, mescolandosi così a paradossi e stereotipi che diventano loro stessi aforismi.
Le vetrine virtuali offerte dai Social Network, obbligano il proprietario ad un allestimento personale, spesso fatto di immagini, pensieri ed opinioni, con il rischio di scontrarsi con quelle di altri o quantomeno con la possibilità di un confronto aperto sulle proprie convinzioni.
E' molto più semplice, quindi, affidarsi alle idee degli altri, magari già sdoganate o, ancor meglio, se condensate in poche parole che possono voler dire tutto e niente.
Dilagano così tonnellate di frasi, spesso decontestualizzate, spesso attribuite a cantanti, poeti, scrittori in maniera casuale o superficiale.
Citare un'aforisma non è sbagliato, anzi, ma farlo senza avere idea del concetto che descrive, come fosse un tuo motto è svilente e spesso ignorante.
Disporre di una bacheca con cui esprimersi e confrontarsi, riempendola di pensieri altrui e citazioni condannate alla banalità per il loro abuso è un'autentica contraddizione, che non dimostra la propria conoscenza bensì il vuoto del proprio pensiero.
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Senza scendere nei particolari e nelle riflessioni sull'argomento, mi fermo ad assistere alla deriva di tanta saggezza, oggi sbandierata come fosse un vezzo, spesso incorniciate da grafiche di dubbio gusto o esaltate da caratteri di grottesca fattezza.
L'arte di condensare un concetto è certamente affascinante, ma va sempre contestualizzata e dev'essere l'occasione per una riflessione.
I migliori aforismi arrivano dopo ragionamenti profondi, a conclusione ad un pensiero, o spesso, come contraddizione, mescolandosi così a paradossi e stereotipi che diventano loro stessi aforismi.
Le vetrine virtuali offerte dai Social Network, obbligano il proprietario ad un allestimento personale, spesso fatto di immagini, pensieri ed opinioni, con il rischio di scontrarsi con quelle di altri o quantomeno con la possibilità di un confronto aperto sulle proprie convinzioni.
E' molto più semplice, quindi, affidarsi alle idee degli altri, magari già sdoganate o, ancor meglio, se condensate in poche parole che possono voler dire tutto e niente.
Dilagano così tonnellate di frasi, spesso decontestualizzate, spesso attribuite a cantanti, poeti, scrittori in maniera casuale o superficiale.
Citare un'aforisma non è sbagliato, anzi, ma farlo senza avere idea del concetto che descrive, come fosse un tuo motto è svilente e spesso ignorante.
Disporre di una bacheca con cui esprimersi e confrontarsi, riempendola di pensieri altrui e citazioni condannate alla banalità per il loro abuso è un'autentica contraddizione, che non dimostra la propria conoscenza bensì il vuoto del proprio pensiero.
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venerdì 10 gennaio 2014
"L'Involuzione.." dei Linea77
Ritornano con questo singolo dopo le turbolenze che hanno segnato gli ultimi mesi della loro storia.
I Linea 77 rimangono una band fondamentale nel panorama italiano, fautori di una rivoluzione iniziata nel 1993, che ha portato il crossover che spopolava in America a parlare la nostra lingua.
Dopo il burrascoso cambio di formazione, ora stabilizzatosi con l'ingresso di Paolo e Maggio rispettivamente alla chitarra e al basso, spostando definitivamente Dade alla voce assieme a Nitto, eccoli a presentare il primo pezzo del nuovo disco "C'eravamo tanto armati", EP in uscita in questi giorni.
L'involuzione della specie segna un ritorno al passato, a sonorità più crude e pesanti, cosa che personalmente mi piace un sacco!
I Linea 77 rimangono una band fondamentale nel panorama italiano, fautori di una rivoluzione iniziata nel 1993, che ha portato il crossover che spopolava in America a parlare la nostra lingua.
Dopo il burrascoso cambio di formazione, ora stabilizzatosi con l'ingresso di Paolo e Maggio rispettivamente alla chitarra e al basso, spostando definitivamente Dade alla voce assieme a Nitto, eccoli a presentare il primo pezzo del nuovo disco "C'eravamo tanto armati", EP in uscita in questi giorni.
L'involuzione della specie segna un ritorno al passato, a sonorità più crude e pesanti, cosa che personalmente mi piace un sacco!
mercoledì 8 gennaio 2014
Musica batte Storia!
Penny Lane è la celebre strada di Liverpool che ha ispirato l'omonima canzone dei Beatles, firmata dal duo pluridecorato Lennon/McCartney.
Mettendo da parte le interpretazioni misteriose che accompagnano anche questa canzone (ma ne esiste una dei Beatles che non si presti a significati esoterici o ambigui?), ci si trova davanti all'ennesimo capolavoro, che secondo alcuni, compone assieme alla sua compagna Strawberry Fields Forever, il miglior singolo mai pubblicato nella storia del quartetto.
La canzone è una celebrazione poetica e stravagante di un luogo caro ai due autori, trattandosi dello storico capolinea degli autobus frequentato durante la loro infanzia.
Mantenendo fede ai luoghi spuntano riferimenti e personaggi immaginari, secondo alcuni ispirati ad elementi reali, descritti in una melodia entrata nella storia della musica.
La via era stata intitolata a James Penny, protagonista nel XVIII secolo della tratta degli schiavi e ferreo sostenitore di questa attività. Quando emersero questi dettagli, in seguito al successo della canzone, in molti chiesero di rinominare la strada, anche attraverso a petizioni e proteste.
L'amministrazione si oppose fermamente sostenendo che la canzone dei Beatles godeva di successo tale da sovrastare la figura di James Penny, trasformando la strada in un luogo attrattivo per i tanti amanti della band.
La scelta fu quantomai azzeccata, tanto che tutte le indicazioni stradali di Penny Lane furono negli anni soggette a furti da parte dei fan, tanto da costringere, per un periodo, gli stessi amministratori a sostituire la segnaletica con dei dipinti, con buona pace per James Penny e della sua storia.
Mettendo da parte le interpretazioni misteriose che accompagnano anche questa canzone (ma ne esiste una dei Beatles che non si presti a significati esoterici o ambigui?), ci si trova davanti all'ennesimo capolavoro, che secondo alcuni, compone assieme alla sua compagna Strawberry Fields Forever, il miglior singolo mai pubblicato nella storia del quartetto.
La canzone è una celebrazione poetica e stravagante di un luogo caro ai due autori, trattandosi dello storico capolinea degli autobus frequentato durante la loro infanzia.
Mantenendo fede ai luoghi spuntano riferimenti e personaggi immaginari, secondo alcuni ispirati ad elementi reali, descritti in una melodia entrata nella storia della musica.
La via era stata intitolata a James Penny, protagonista nel XVIII secolo della tratta degli schiavi e ferreo sostenitore di questa attività. Quando emersero questi dettagli, in seguito al successo della canzone, in molti chiesero di rinominare la strada, anche attraverso a petizioni e proteste.
L'amministrazione si oppose fermamente sostenendo che la canzone dei Beatles godeva di successo tale da sovrastare la figura di James Penny, trasformando la strada in un luogo attrattivo per i tanti amanti della band.
La scelta fu quantomai azzeccata, tanto che tutte le indicazioni stradali di Penny Lane furono negli anni soggette a furti da parte dei fan, tanto da costringere, per un periodo, gli stessi amministratori a sostituire la segnaletica con dei dipinti, con buona pace per James Penny e della sua storia.
sabato 4 gennaio 2014
Elisa - L'Anima Vola (2013)
E' stato un'anno di uscite discografiche interessanti, anche per i volti noti nostrani, che, se non alle prese con raccolte e celebrazioni varie, si affidano alle collaborazioni più disparate.
Tra queste emerge (a mio discutibile parere) l'ennesimo capolavoro di Elisa.
Ho letto qualche recensione in giro e come tutti i grandi dischi o piacciono o deludone, senza compromessi.
Da buon appassionato conosco bene questo fenomeno e mi sento di scommettere sulla futura rivalutazione di questo disco, soprattutto da parte dei detrattori che oggi si dimostrano troppo attenti a sfaccettature non così fondamentali.
Chiunque abbia provato, anche solo per gioco, a scrivere un testo in Italiano, soprattutto su basi non tipicamente pop o cavalcando melodie dall'ispirazione più esterofila, sa quanto questa operazione sia ostica e quanto il risultato sembri troppo spesso una forzatura di metriche ed accenti.
Elisa ha sempre espresso il suo talento usando l'inglese, lingua che le permette ampi spazi per vocalizzi ed armonizzazioni. Oggi ha sfidato se stessa, con l'aiuto di alcuni grandi compositori italiani, che le hanno regalato un terreno fertile su cui far crescere il suo album.
Così L'Anima Vola si trasforma nel suo primo lavoro completamente in Italiano, scommessa accettata dopo tante pressioni e, sempre a mio discutibile parere, stravinta.
Si tratta di un disco a trazione rock, in cui Elisa ritrova (e rinnova) la carica dei suoi primi dischi, pur non abbandonando passaggi sinfonici e pop.
Magnifica la versione completa di Ancora Qui (scirtta per Django Unchained di Quentin Tarantino) con tanto di intro "Beethoviano" dedicatole da Ennio Morricone, autore della canzone.
Struggente (soprattutto da genitore) il brano A modo Tuo scritto da Ligabue, mentre la Title Track L'Anima Vola è l'ennesimo esempio di stile e personalità.
Sono molte le tracce degne di nota, ma fondamentalmente mi colpisce la capacità di adattarsi ad una lingua difficile senza perdere il suo stile, contribuendo alla difficile missione di rilanciare l'Italiano anche in un genere che non sia la solita Canzone.
Tra queste emerge (a mio discutibile parere) l'ennesimo capolavoro di Elisa.
Ho letto qualche recensione in giro e come tutti i grandi dischi o piacciono o deludone, senza compromessi.
Da buon appassionato conosco bene questo fenomeno e mi sento di scommettere sulla futura rivalutazione di questo disco, soprattutto da parte dei detrattori che oggi si dimostrano troppo attenti a sfaccettature non così fondamentali.
Chiunque abbia provato, anche solo per gioco, a scrivere un testo in Italiano, soprattutto su basi non tipicamente pop o cavalcando melodie dall'ispirazione più esterofila, sa quanto questa operazione sia ostica e quanto il risultato sembri troppo spesso una forzatura di metriche ed accenti.
Elisa ha sempre espresso il suo talento usando l'inglese, lingua che le permette ampi spazi per vocalizzi ed armonizzazioni. Oggi ha sfidato se stessa, con l'aiuto di alcuni grandi compositori italiani, che le hanno regalato un terreno fertile su cui far crescere il suo album.
Così L'Anima Vola si trasforma nel suo primo lavoro completamente in Italiano, scommessa accettata dopo tante pressioni e, sempre a mio discutibile parere, stravinta.
Si tratta di un disco a trazione rock, in cui Elisa ritrova (e rinnova) la carica dei suoi primi dischi, pur non abbandonando passaggi sinfonici e pop.
Magnifica la versione completa di Ancora Qui (scirtta per Django Unchained di Quentin Tarantino) con tanto di intro "Beethoviano" dedicatole da Ennio Morricone, autore della canzone.
Struggente (soprattutto da genitore) il brano A modo Tuo scritto da Ligabue, mentre la Title Track L'Anima Vola è l'ennesimo esempio di stile e personalità.
Sono molte le tracce degne di nota, ma fondamentalmente mi colpisce la capacità di adattarsi ad una lingua difficile senza perdere il suo stile, contribuendo alla difficile missione di rilanciare l'Italiano anche in un genere che non sia la solita Canzone.
giovedì 2 gennaio 2014
Buongiorno 2014
Sembra che in pochi rimpiangano la fine di questo 2013, complici non solo le vicende personali (mai così comuni ai più), ma anche il diffuso senso di negatività, nel quale il nostro Paese sguazza da ormai troppo tempo.
Così, com'è naturale e persino auspicabile, ci risvegliamo in un 2014 che carichiamo di speranze e aspettative.
Ben svegliati dunque e che il nuovo anno sia sempre migliore di quello che l'ha preceduto!
Così, com'è naturale e persino auspicabile, ci risvegliamo in un 2014 che carichiamo di speranze e aspettative.
Ben svegliati dunque e che il nuovo anno sia sempre migliore di quello che l'ha preceduto!
sabato 28 dicembre 2013
Desolato
La morte di Enzo Jannacci segna l'ennesimo colpo ad un mondo che non esiste più.
Assieme a Giorgio Gaber, Cochi e Renato e tanti altri del panorama cantautoriale-cabarettistico Milanese, hanno saputo ridere e scherzare sull'Italia e sulle sue contraddizioni, raccontando storie semplici con ironia ed eleganza, mescolando la loro maestria con la leggerezza del loro spirito.
Come Gaber anche Jannacci lascia un'eredità imponente, che in tanti scopriranno postuma, grazie anche a chi, come suo figlio Paolo, vorrà tenerne viva la memoria.
In questa direzione viene pubblicato in queste settimane il disco "L'artista", che raccoglie le ultime registrazione di Enzo, riprese dallo stesso Paolo e rifinite con la collaborazione di tanti artisti amici.
Il primo singolo presentato è un vero tributo fatto a Jannacci, realizzato con l'intramontabile J-AX e messo in video grazie al volto di tantissimi artisti legati al cantautore milanese.
Il risultato è una canzone molto bella, dal sapore amaro per quel passaggio toccante nel ritornello, ma piena di speranza ed ironia, colta dai tanti personaggi che hanno donato una faccia alle sue parole.
Assieme a Giorgio Gaber, Cochi e Renato e tanti altri del panorama cantautoriale-cabarettistico Milanese, hanno saputo ridere e scherzare sull'Italia e sulle sue contraddizioni, raccontando storie semplici con ironia ed eleganza, mescolando la loro maestria con la leggerezza del loro spirito.
Come Gaber anche Jannacci lascia un'eredità imponente, che in tanti scopriranno postuma, grazie anche a chi, come suo figlio Paolo, vorrà tenerne viva la memoria.
In questa direzione viene pubblicato in queste settimane il disco "L'artista", che raccoglie le ultime registrazione di Enzo, riprese dallo stesso Paolo e rifinite con la collaborazione di tanti artisti amici.
Il primo singolo presentato è un vero tributo fatto a Jannacci, realizzato con l'intramontabile J-AX e messo in video grazie al volto di tantissimi artisti legati al cantautore milanese.
Il risultato è una canzone molto bella, dal sapore amaro per quel passaggio toccante nel ritornello, ma piena di speranza ed ironia, colta dai tanti personaggi che hanno donato una faccia alle sue parole.
martedì 24 dicembre 2013
giovedì 19 dicembre 2013
Sogni Apocalittici
Quando i giorni che stiamo vivendo saranno storia, la confusione sarà sopita dalle spiegazioni che verranno a giustificare il nostro futuro.
La politica si attrezza ad entrare nella terza repubblica, sostituendo la classe dirigente più imbarazzante della storia Italiana con nuovi volti, meritevoli (quantomeno nella speranza) di essere considerati migliore dei precedenti.
La frustrazione, sfociata nella protesta dei forconi, troppo scomposta e confusionaria per diventare un'alternativa ad un governo che si muove solo sotto minaccia, è diventata una triste costante nella mentalità italiana.
Così, con tutti gli indici che stazionano sul rosso, con le tasse che aumentano mascherate da riforme e nessuna idea degna di tale nome, non ci resta che sperare.
Sperare che le cose migliorino, che sia la politica a risolvere le mille contraddizioni che oggi la caratterizzano, che lo faccia con forza e nei limiti dei suoi poteri.
Prepariamoci, perchè non si può auspicare in una rivolta senza considerarne le conseguenze e non si può galleggiare in eterno senza il rischio di affondare.
Chiunque proverà a cambiare le cose si scontrerà con l'apocalisse dei consensi, ma se il progetto è chiaro e le scelte giuste, si può ancora sognare e, se siamo ottimisti, non solo sogni apocalittici.
La politica si attrezza ad entrare nella terza repubblica, sostituendo la classe dirigente più imbarazzante della storia Italiana con nuovi volti, meritevoli (quantomeno nella speranza) di essere considerati migliore dei precedenti.
La frustrazione, sfociata nella protesta dei forconi, troppo scomposta e confusionaria per diventare un'alternativa ad un governo che si muove solo sotto minaccia, è diventata una triste costante nella mentalità italiana.
Così, con tutti gli indici che stazionano sul rosso, con le tasse che aumentano mascherate da riforme e nessuna idea degna di tale nome, non ci resta che sperare.
Sperare che le cose migliorino, che sia la politica a risolvere le mille contraddizioni che oggi la caratterizzano, che lo faccia con forza e nei limiti dei suoi poteri.
Prepariamoci, perchè non si può auspicare in una rivolta senza considerarne le conseguenze e non si può galleggiare in eterno senza il rischio di affondare.
Chiunque proverà a cambiare le cose si scontrerà con l'apocalisse dei consensi, ma se il progetto è chiaro e le scelte giuste, si può ancora sognare e, se siamo ottimisti, non solo sogni apocalittici.
martedì 17 dicembre 2013
Non mi commuovo
Ho ricevuto la segnalazione di questo video, presentato come il "Video russo che ha commosso il mondo".
Viste le visualizzazioni e il numero dei commenti è candidato a diventare un video virale, cosa che alimenta la veridicità del suo tormentone.
Purtroppo per il romanticismo che suscita questo titolo, per me, il tutto risulta essere però piuttosto preoccupante.
Intanto perché, ad esclusione della base musicale, piuttosto intensa, il video non è nient'altro che un assemblaggio di clip rubati dalla strada, una serie di comportamenti civili il cui fine unico è un briciolo di solidarietà.
Passerò per cinico, pace, ma mi sembra assurdo commuoversi per degli atteggiamenti UMANI che se non fossero stati compiuti sarebbero stati atteggiamenti vili, indifferenti ed incivili.
Se passa il messaggio che aiutare una vecchietta ad attraversare la strada, evitare di "asfaltare" un animale o soccorrere una vettura in panne, sia un gesto eroico, mi piacerebbe sapere cosa significa far parte di un gruppo di volontari, essere un donatore, dedicare il proprio tempo e denaro ai più sofferenti e così via.
Non c'è nulla di straordinario in un gesto Umano, tanto più quando, nel caso venisse omesso, sarebbe in alcuni paesi, addirittura un reato!
Un mondo che si commuove davanti ad un dovuto senso di altruismo è un mondo che ha perso il senso delle cose ed il voler spacciare questi atteggiamenti per atti eccezionali significa ammettere la normalità di un'indifferenza diffusa.
Non mi commuovo quindi, apprezzo e stimo i gesti solidali, ma li ritengo doverosi e necessari per definirci civili.
Voglio esaltare i gesti esemplari per diffonderli e tornare a sdegnarmi per quelli chi oggi chiamiamo cattive abitudini.
Questo perhé il buon senso, come l'educazione è duvuta, mentre il gesto eroico no e va riconosciuto ed evidenziato per la sua rarità.
Viste le visualizzazioni e il numero dei commenti è candidato a diventare un video virale, cosa che alimenta la veridicità del suo tormentone.
Purtroppo per il romanticismo che suscita questo titolo, per me, il tutto risulta essere però piuttosto preoccupante.
Intanto perché, ad esclusione della base musicale, piuttosto intensa, il video non è nient'altro che un assemblaggio di clip rubati dalla strada, una serie di comportamenti civili il cui fine unico è un briciolo di solidarietà.
Passerò per cinico, pace, ma mi sembra assurdo commuoversi per degli atteggiamenti UMANI che se non fossero stati compiuti sarebbero stati atteggiamenti vili, indifferenti ed incivili.
Se passa il messaggio che aiutare una vecchietta ad attraversare la strada, evitare di "asfaltare" un animale o soccorrere una vettura in panne, sia un gesto eroico, mi piacerebbe sapere cosa significa far parte di un gruppo di volontari, essere un donatore, dedicare il proprio tempo e denaro ai più sofferenti e così via.
Non c'è nulla di straordinario in un gesto Umano, tanto più quando, nel caso venisse omesso, sarebbe in alcuni paesi, addirittura un reato!
Un mondo che si commuove davanti ad un dovuto senso di altruismo è un mondo che ha perso il senso delle cose ed il voler spacciare questi atteggiamenti per atti eccezionali significa ammettere la normalità di un'indifferenza diffusa.
Non mi commuovo quindi, apprezzo e stimo i gesti solidali, ma li ritengo doverosi e necessari per definirci civili.
Voglio esaltare i gesti esemplari per diffonderli e tornare a sdegnarmi per quelli chi oggi chiamiamo cattive abitudini.
Questo perhé il buon senso, come l'educazione è duvuta, mentre il gesto eroico no e va riconosciuto ed evidenziato per la sua rarità.
venerdì 13 dicembre 2013
La strada ti cambia
Christoph Rehage ha realizzato questo video durante un lungo viaggio da da Pechino a Ürümqi, percorrendo a piedi oltre 4500 km.
Il viaggio è avvenuto nel 2007 e questo video ha fatto il giro del mondo raccogliendo svariati premi, diventando nel 2009 l'ottavo video virale più visto sul pianeta.
Per chi volesse saperne di più ecco il sito\blog di Christoph e il suo profilo Vimeo.
La colonna sonora di questo video appartiene ai canadesi The Kingpins e il brano si chiama L'Aventurier, mentre in chiusura si può sentire il famoso soprano Cinese Zhu Fengbo con la canzone Olive Tree.
The Longest Way 1.0 - walk through China and grow a beard! - TIMELAPSE from Christoph Rehage on Vimeo.
Il viaggio è avvenuto nel 2007 e questo video ha fatto il giro del mondo raccogliendo svariati premi, diventando nel 2009 l'ottavo video virale più visto sul pianeta.
Per chi volesse saperne di più ecco il sito\blog di Christoph e il suo profilo Vimeo.
La colonna sonora di questo video appartiene ai canadesi The Kingpins e il brano si chiama L'Aventurier, mentre in chiusura si può sentire il famoso soprano Cinese Zhu Fengbo con la canzone Olive Tree.
The Longest Way 1.0 - walk through China and grow a beard! - TIMELAPSE from Christoph Rehage on Vimeo.
lunedì 9 dicembre 2013
THE DOOMSAYER - Fire Everywhere
Quando il progetto The Doomsayer ha preso forma non era affatto scontato un risultato di tale portata.
Intanto va riconosciuto ai quattro musicisti una buona dose di coraggio ed una lucidità, nel programmare il loro futuro, faticosamente riscontrabile in un'ambiente che troppo spesso vive del proprio passato.
Così, con un'ostinata caparbietà, passo dopo passo, hanno saputo chiudere il loro progetto "Stigma" e presentarsi sotto nuove vesti, rivoluzionando con cura e sapienza ogni aspetto del loro carattere.
Un'anno e mezzo dopo il loro battesimo, i Doomsayer sono arrivati alla pubblicazione del loro primo disco, confermando non solo la lungimiranza delle loro scelte, ma dimostrando una credibilità che difficilmente si ottiene dopo un cambiamento di rotta così drastico.
Ho seguito da vicino le fasi che hanno portato a questo risultato, apprezzando la determinazione con cui venivano affrontati i tanti aspetti di una produzione così sentita.
Fin dalla composizione, il lavoro sulle armonie, lo studio delle ritmiche, la ricerca nei testi, emerge un'attenzione già tangibile nella prima traccia, Tides, un' intro tra i migliori che io ricordi su un disco metalcore.
Da qui si parte per un viaggio duro e denso di atmosfere, grazie anche alle melodie che affiorano da tonnellate di riff taglienti e massicci.
Negli otto brani che compongono questo lavoro, si annida tutta l'esperienza e la conoscenza di uno stile aperto alle contaminazioni, mescolate con gusto ed inserite grazie ad arrangiamenti moderni e calibrati.
Ho apprezzato particolarmente l'evoluzione ritmica della band, specie nelle parti di batteria che miscelano con equilibrio groove ed incastri, creando un respiro capace di alimentare il "tiro" ed esaltare la tecnica.
Il suono è potente e diretto, come richiede un genere che ha fatto della compressione il proprio mantra (haimè!), godendo di una produzione internazionale che ha lasciato spazio in abbondanza per la potente voce di Vlad, supportata dall'ottimo esordio vocale di Andrea.
Il disco esce dopo la pubblicazione del primo video legato all'album, che per la cronaca si intitola: Fire Everywhere e presenta il singolo Diamonds.
Se questo pezzo vi convince il resto non vi deluderà: provare per credere!
venerdì 6 dicembre 2013
martedì 3 dicembre 2013
Un giorno fatto di vetro
La Corning Incorporated, è un colosso tra le aziende che producono vetro.
In realtà non si tratta di semplici vetri, bensì di tecnologie capaci di rendere questo materiale utilizzabile dalle nuove tecnologie, display in particolare.
Le applicazioni di questi prodotti, unite ad altri materiali sempre realizzati dalla Corning (ceramiche, fibre ottiche, LCD) hanno contribuito a fare di questa azienda un leader del settore e permetterle di immaginare un futuro fatto di vetro.
In questo video, davvero sorprendente, si vedono le mille applicazioni su cui la Corning intende investire, un mondo ad oggi solo immaginabile, ma forse non così lontano.
In realtà non si tratta di semplici vetri, bensì di tecnologie capaci di rendere questo materiale utilizzabile dalle nuove tecnologie, display in particolare.
Le applicazioni di questi prodotti, unite ad altri materiali sempre realizzati dalla Corning (ceramiche, fibre ottiche, LCD) hanno contribuito a fare di questa azienda un leader del settore e permetterle di immaginare un futuro fatto di vetro.
In questo video, davvero sorprendente, si vedono le mille applicazioni su cui la Corning intende investire, un mondo ad oggi solo immaginabile, ma forse non così lontano.
venerdì 29 novembre 2013
Unwelcome
.. Sono passati dodici anni dall'uscita di "Independent Worm Songs".
Parecchio tempo, in effetti. Molte cose sono cambiate.
Eppure noi siamo ancora/di nuovo insieme.
Siamo sempre gli stessi: ANdREA + MaXIM + LIViO + CAsCI
Non potrebbe essere altrimenti. Non potremmo essere altrimenti...
Comincia così la comunicazione ufficiale con cui gli UNWELCOME presentano la loro iniziativa per finanziare in parte la registrazione di un nuovo disco.
Ecco tutto quello che c'è da sapere e dove trovare i dettagli:
Comincia così la comunicazione ufficiale con cui gli UNWELCOME presentano la loro iniziativa per finanziare in parte la registrazione di un nuovo disco.
Ecco tutto quello che c'è da sapere e dove trovare i dettagli:
mercoledì 27 novembre 2013
Una mela al giorno... tra 30 anni!
Non si tratta di uno spot commerciale, bensì di un video realizzato da un gruppo di appassionati Apple, che si sono immaginati un "iFuture".
Ecco cosa si proverebbe a svegliarsi in questo iMondo!
sabato 23 novembre 2013
L'uomo guarda il cielo e cielo guarda l'uomo
Leggere di certi gesti mi induce a profondi ragionamenti filosofici.. (o reazioni fisiologiche?)
Posto che non ho idea su chi o cosa abbia scatenato un simile dispendio di inventive ed energie, non credo esistano motivazioni valide a giustificare un qualunque gesto vandalico atto a rovinare o distruggere.
Lo metto al pari di un furto, specie se nascosto dall'anonimato, comprensibile e non condivisibile, solo nei gesti di ragazzini guidati più dall'istinto che dalla testa.
Gli atti vandalici contro le forme d'arte, sono poi ancora più fastidiose, perché monumenti, istallazioni e opere pubbliche, appartengono al panorama del mondo e quindi a tutti noi.
La Grande Panchina rimane li, esposta al giudizio di chiunque, la si consideri un semplice spreco di risorse oppure una geniale opera poetica.
Così ho immaginato l'uomo, accomodato sulla sua seduta con gli occhi rivolti al cielo, a perdersi tra le stelle, a contemplare la sua grandezza e ad immergersi nelle domande ancestrali che questo infinito spettacolo suscita nella sua mente.
Poi ho immaginato il cielo, a guardare l'uomo, impegnato nel suo imbrattante intento vandalico, contemplare la sua stupidità, arida di domande e intasata di risposte, nel triste spettacolo che questi gesti suscitano.
Snoot - Stoopid
martedì 19 novembre 2013
Abbiamo Tempo!
Ci avevano detto di essere sull'orlo del baratro.
Ci avevano detto che servivano soluzioni urgenti.
Ci avevano detto che sarebbe finita male.
Oggi ci dicono che la luce si vede in fondo al tunnel.
Oggi ci dicono che passo dopo passo stiamo uscendo dalla crisi.
Oggi ci dicono che la tenuta del governo è sinonimo di sicurezza.
Tra le prime dichiarazioni e le ultime, il governo di Larghe Intese, forte dell'enorme senso di responsabilità sbandierato dai suoi esponenti ha:
realizzato una nuova legge elettorale, gettato le basi per la riforma costituzionale, stabilizzato i conti pubblici, abbattuto il cuneo fiscale, riformato la giustizia e trovato il tempo di occuparsi di sanità, scuola e favorire imprese e occupazione.
Per fare questo ha rinunciato a:
l'istituzioni di inutili commissioni, il rinvio di scelte importanti, il dibattito politico sulle leadership di partito, l'attenzione ai guai giudiziari di Berlusconi e il facile aumento della tassazione.
Purtroppo di fronte ad una spesa pubblica annua di soli 800mld di euro, trovarne 4 per evitare l'aumento dell'Iva e la trasformazione dell'Imu in Tares, Tarsu, Twareg, Tuc o Tic Tac era davvero impossibile.
Se qualcosa non vi torna siete irresponsabili e non capite l'esigenza di avere un governo così attivo.
Se invece tutto vi torna siate solo un po' più pazienti, le cose si sistemeranno un poco alla volta, tanto, abbiamo tutto il tempo del mondo!
Ci avevano detto che servivano soluzioni urgenti.
Ci avevano detto che sarebbe finita male.
Oggi ci dicono che la luce si vede in fondo al tunnel.
Oggi ci dicono che passo dopo passo stiamo uscendo dalla crisi.
Oggi ci dicono che la tenuta del governo è sinonimo di sicurezza.
Tra le prime dichiarazioni e le ultime, il governo di Larghe Intese, forte dell'enorme senso di responsabilità sbandierato dai suoi esponenti ha:
realizzato una nuova legge elettorale, gettato le basi per la riforma costituzionale, stabilizzato i conti pubblici, abbattuto il cuneo fiscale, riformato la giustizia e trovato il tempo di occuparsi di sanità, scuola e favorire imprese e occupazione.
Per fare questo ha rinunciato a:
l'istituzioni di inutili commissioni, il rinvio di scelte importanti, il dibattito politico sulle leadership di partito, l'attenzione ai guai giudiziari di Berlusconi e il facile aumento della tassazione.
Purtroppo di fronte ad una spesa pubblica annua di soli 800mld di euro, trovarne 4 per evitare l'aumento dell'Iva e la trasformazione dell'Imu in Tares, Tarsu, Twareg, Tuc o Tic Tac era davvero impossibile.
Se qualcosa non vi torna siete irresponsabili e non capite l'esigenza di avere un governo così attivo.
Se invece tutto vi torna siate solo un po' più pazienti, le cose si sistemeranno un poco alla volta, tanto, abbiamo tutto il tempo del mondo!
venerdì 15 novembre 2013
Premi per il dramma!
La Tv Belga TNT si è inventata questo delirio per pubblicizzare il suo lancio su alta definizione.
In una piccola cittadina tranquilla è stato istallata un grosso pulsante rosso con un cartello che invitava a premerlo per scatenare il dramma.. ecco il risultato:
martedì 12 novembre 2013
Was my life
La musica New Wave ha pagato il prezzo della sua esplosione.
E' stata un calderone eccezionale di idee, creatività e ha profondamente segnato gli anni '80 ma riascoltare oggi i grandi classici di allora fa emergere nitidamente un suono invecchiato male.
Se si esclude la sindrome di Proust (adattandola alla musica) per cui i "Suoni" aiutano la memoria, e quindi, anche se datati, danno un certo piacere, alcune canzoni degli anni '80 sono praticamente spacciate.
Mentre alcuni classici del rock, del pop e addirittura della dance hanno retto alla modernità, quasi tutto il mondo della New Wave ne è stata vittima.
Ciò non toglie nulla all'importanza di questo genere, ai sui illustri esponenti ed ai grandi capolavori che ci ha regalato.
Tutte le band che si sono sviluppate in questo movimento hanno avuto un percorso simile, accomunato da alcuni passaggi comuni: sperimentazione, evoluzione e, in troppi casi, lo scioglimento.
Dopo la rivoluzione Punk nell'Inghilterra degli ultimi anni '70, i pionieri dei sintetizzatori che amavano melodie più vicine al pop, diedero vita ad un filone parallelo al post-punk, talmente vasto da racchiudere formazioni come i Police e i Duran Duran.
I Talk Talk sono un'esempio piuttosto classico di questa corrente, nati delle ceneri di un gruppo punk (i Reaction) sono finiti in vetta alle classifiche con il singolo It's My Life nel 1983, esattamente quella riproposta 20 anni dopo dai No Doubt di Gwen Stefani.
Questa canzone divenne famosa anche per il video, arte che proprio in quegli anni iniziò a dilagare.
Il futuro della band seguì però il destino di molte altre formazioni, trasformandosi anno dopo anno, arricchendosi di contaminazioni che, in questo caso, li portarono a diventare tra i più grandi esponenti del post-rock, genere che loro stessi hanno contribuito a creare.
Purtroppo la loro storia si conclude piuttosto presto, poco più di 10 anni di carriera, 5 album pubblicati e tanti generi attraversati.
Come per i Talk Talk, La New Wave è stata un pezzo di vita di tantissime altre band, molte delle quali non sono sopravvissute al cambiamenti, come a gridare: was my life..
E' stata un calderone eccezionale di idee, creatività e ha profondamente segnato gli anni '80 ma riascoltare oggi i grandi classici di allora fa emergere nitidamente un suono invecchiato male.
Se si esclude la sindrome di Proust (adattandola alla musica) per cui i "Suoni" aiutano la memoria, e quindi, anche se datati, danno un certo piacere, alcune canzoni degli anni '80 sono praticamente spacciate.
Mentre alcuni classici del rock, del pop e addirittura della dance hanno retto alla modernità, quasi tutto il mondo della New Wave ne è stata vittima.
Ciò non toglie nulla all'importanza di questo genere, ai sui illustri esponenti ed ai grandi capolavori che ci ha regalato.
Tutte le band che si sono sviluppate in questo movimento hanno avuto un percorso simile, accomunato da alcuni passaggi comuni: sperimentazione, evoluzione e, in troppi casi, lo scioglimento.
Dopo la rivoluzione Punk nell'Inghilterra degli ultimi anni '70, i pionieri dei sintetizzatori che amavano melodie più vicine al pop, diedero vita ad un filone parallelo al post-punk, talmente vasto da racchiudere formazioni come i Police e i Duran Duran.
I Talk Talk sono un'esempio piuttosto classico di questa corrente, nati delle ceneri di un gruppo punk (i Reaction) sono finiti in vetta alle classifiche con il singolo It's My Life nel 1983, esattamente quella riproposta 20 anni dopo dai No Doubt di Gwen Stefani.
Questa canzone divenne famosa anche per il video, arte che proprio in quegli anni iniziò a dilagare.
Il futuro della band seguì però il destino di molte altre formazioni, trasformandosi anno dopo anno, arricchendosi di contaminazioni che, in questo caso, li portarono a diventare tra i più grandi esponenti del post-rock, genere che loro stessi hanno contribuito a creare.
Purtroppo la loro storia si conclude piuttosto presto, poco più di 10 anni di carriera, 5 album pubblicati e tanti generi attraversati.
Come per i Talk Talk, La New Wave è stata un pezzo di vita di tantissime altre band, molte delle quali non sono sopravvissute al cambiamenti, come a gridare: was my life..
venerdì 8 novembre 2013
Bisogno di Beat
Il Beat è uno stile musicale nato in Inghilterra nei primi anni '60, figlio della sconfinata terra fertile di cui godeva la musica di quegli anni, innaffiata di nuovi suoni, grandi sogni e floride speranze.
Trai le band che fondarono questo genere e che lo esportarono nel mondo ci sono i Beatles, ma centinaia di musicisti si unirono in quel decennio diventando pionieri del rock e del pop che conosciamo.
L'Italia venne conquistata dal Beat, tanto da portare alcune formazioni, come i Rokes o i The Primitives, a stabilirsi nel nostro paese, per cavalcare un onda che alimentò la nascita di band come i Dik Dik, l'Equipe84, i Camaleonti, i Phoo, i Nomadi, i Giganti e così via.
Molte di queste formazioni arrivarono in classifica coverizzando i grandi successi angloamericani, ma furono poi capaci di svilupparsi, determinando ad un fermento che offuscò quella che era la musica italiana tradizionale, troppo legata alla territorialità e alla "Canzone popolare".
Si svilupparono in questi anni il mito dell'America e delle sue mode, la canzone di protesta, il cantautorato e venne sdoganata la formazione tipo "complesso" (chitarre, basso e batteria) che permetteva a tanti giovani di approcciare alla musica in un modo nuovo e più alla portata.
C'è una certa amarezza a leggere di quegli anni, dell'impatto che il Beat aveva sulle vite dei giovani, specie su quelli di provincia, sui loro sogni che si legavano ad un'Italia che cresceva, in pieno boom economico.
Quest'amarezza è figlia di questi ultimi anni, che hanno visto le speranze e i sogni accorciare i loro orizzonti, vittime di un presente sempre più complicato che monopolizza il pensiero e limita i progetti.
Nella decadenza in cui viviamo, la malinconia non trova più spazio, soffocata dall'ansia per il futuro, e quelle storie, tipiche degli anni della musica Beat sembrano lontanissimi.
I gatti di Vicolo dei Miracoli, formazione musico-cabarettistica degli anni '70, incisero Verona Bit (titolo originale No-No-No-No-No) nel 1979, manifesto di una generazione che sentiva ancora la malinconia di quel periodo, non facile, certo, ma sicuramente più ricco di speranze.
Oggi un filo sottile ma concreto, mi lega a questa canzone, e mentre loro rimpiangevano gli anni del Beat, io ne sogno il ritorno, con quel carico di illusioni e fertilità che ha portato nel nostro Paese.
Trai le band che fondarono questo genere e che lo esportarono nel mondo ci sono i Beatles, ma centinaia di musicisti si unirono in quel decennio diventando pionieri del rock e del pop che conosciamo.
L'Italia venne conquistata dal Beat, tanto da portare alcune formazioni, come i Rokes o i The Primitives, a stabilirsi nel nostro paese, per cavalcare un onda che alimentò la nascita di band come i Dik Dik, l'Equipe84, i Camaleonti, i Phoo, i Nomadi, i Giganti e così via.
Molte di queste formazioni arrivarono in classifica coverizzando i grandi successi angloamericani, ma furono poi capaci di svilupparsi, determinando ad un fermento che offuscò quella che era la musica italiana tradizionale, troppo legata alla territorialità e alla "Canzone popolare".
Si svilupparono in questi anni il mito dell'America e delle sue mode, la canzone di protesta, il cantautorato e venne sdoganata la formazione tipo "complesso" (chitarre, basso e batteria) che permetteva a tanti giovani di approcciare alla musica in un modo nuovo e più alla portata.
C'è una certa amarezza a leggere di quegli anni, dell'impatto che il Beat aveva sulle vite dei giovani, specie su quelli di provincia, sui loro sogni che si legavano ad un'Italia che cresceva, in pieno boom economico.
Quest'amarezza è figlia di questi ultimi anni, che hanno visto le speranze e i sogni accorciare i loro orizzonti, vittime di un presente sempre più complicato che monopolizza il pensiero e limita i progetti.
Nella decadenza in cui viviamo, la malinconia non trova più spazio, soffocata dall'ansia per il futuro, e quelle storie, tipiche degli anni della musica Beat sembrano lontanissimi.
I gatti di Vicolo dei Miracoli, formazione musico-cabarettistica degli anni '70, incisero Verona Bit (titolo originale No-No-No-No-No) nel 1979, manifesto di una generazione che sentiva ancora la malinconia di quel periodo, non facile, certo, ma sicuramente più ricco di speranze.
Oggi un filo sottile ma concreto, mi lega a questa canzone, e mentre loro rimpiangevano gli anni del Beat, io ne sogno il ritorno, con quel carico di illusioni e fertilità che ha portato nel nostro Paese.
martedì 5 novembre 2013
bloCNotes
Vi segnalo un blog molto interessante per gli amanti della montagna, ma non solo!
Si tratta di bloCNotes "note di viaggi verticali e non", curato da due amici che la montagna la amano e la vivono.
Tra i post, le belle fotografie e gli importanti riferimenti musicali, vi segnalo una pubblicazione in particolare, che mi ha divertito e che offre una rappresentazione (anche se semplificata) chiara di come stanno le cose: SBORNIA BOND.
Si tratta di bloCNotes "note di viaggi verticali e non", curato da due amici che la montagna la amano e la vivono.
Tra i post, le belle fotografie e gli importanti riferimenti musicali, vi segnalo una pubblicazione in particolare, che mi ha divertito e che offre una rappresentazione (anche se semplificata) chiara di come stanno le cose: SBORNIA BOND.
lunedì 28 ottobre 2013
Ciao
Ciao Marco, amavi la musica e sarà la musica a salutarti per me, perchè con le parole certe cose non si riescono ad esprimere. Buon Viaggio..
mercoledì 23 ottobre 2013
La casa della birra!
Gli scherzi non si chiedono, ne si perde il gusto, ma nel caso qualcuno volesse farmi questo, ammetto che gradirei!
Un gruppo di bontemponi Neozelandesi, hanno così "scherzato" un loro amico, collegando all'impianto idrico della sua abitazione una decina di fusti di birra!
L'impresa, completamente filmata tramite webcams, è poi stata messa on line, suscitando ilarità e anche qualche polemica: si mormora che la trovata sia stata appoggiata da nota azienda produttrice che in questo modo ha trovato pubblicità e clienti!
E vissero tutti felici e contenti!
Un gruppo di bontemponi Neozelandesi, hanno così "scherzato" un loro amico, collegando all'impianto idrico della sua abitazione una decina di fusti di birra!
L'impresa, completamente filmata tramite webcams, è poi stata messa on line, suscitando ilarità e anche qualche polemica: si mormora che la trovata sia stata appoggiata da nota azienda produttrice che in questo modo ha trovato pubblicità e clienti!
E vissero tutti felici e contenti!
domenica 20 ottobre 2013
Tristezza a palate!
La storia della musica è piena di band costruite a tavolino da produttori pronti a scalare il mercato con progetti ben pianificati.
Alcuni di questi esperimenti sono riusciti terribilmente bene (si pensi ai Sex Pistols), altri sono stati semplici meteore per batter cassa e cavalcare la moda del momento.
Spesso il confine tra verità e costruzione è davvero sottile, tanto da far fioccare accuse su artisti veri che sembrano costruiti o esaltare vere patacche che grazie a buoni autori, costumisti e qualche magia "tecnologica" sono riusciti a mantenere una discreta credibilità.
Tutto nasce dall'esponenziale aumento di valore che l'immagine ha acquisito nel mondo musicale dopo lo sdoganamento dai supporti audio a quelli cartacei (riviste, giornali) e video (dalla TV al web).
Così si è iniziato a cercare una bella presenza alla quale era più facile affidare un progetto musicale.
Fin qui nulla di strano, ma la strada verso il declino era stata tracciata e il baluardo della credibilità, negli anni, si fatto sempre più fragile.
Oggi si è toccato il fondo e l'esempio arriva dalla TV polacca, con la cantante Patty, che si esibisce in un penosissimo playback, reso ancor più triste dalla chitarrista seminuda che evidentemente non aveva mai visto una chitarra e che, altrettanto probabilmente, non si è minimamente preoccupata di mascherare la sua ignoranza.
Desolante la dichiarazione che avrebbe rilasciato il produttore: è molto più appagante guardare una modella spogliate che non sa suonare che un brutto musicista talentoso...
Tristezza a palate!
Alcuni di questi esperimenti sono riusciti terribilmente bene (si pensi ai Sex Pistols), altri sono stati semplici meteore per batter cassa e cavalcare la moda del momento.
Spesso il confine tra verità e costruzione è davvero sottile, tanto da far fioccare accuse su artisti veri che sembrano costruiti o esaltare vere patacche che grazie a buoni autori, costumisti e qualche magia "tecnologica" sono riusciti a mantenere una discreta credibilità.
Tutto nasce dall'esponenziale aumento di valore che l'immagine ha acquisito nel mondo musicale dopo lo sdoganamento dai supporti audio a quelli cartacei (riviste, giornali) e video (dalla TV al web).
Così si è iniziato a cercare una bella presenza alla quale era più facile affidare un progetto musicale.
Fin qui nulla di strano, ma la strada verso il declino era stata tracciata e il baluardo della credibilità, negli anni, si fatto sempre più fragile.
Oggi si è toccato il fondo e l'esempio arriva dalla TV polacca, con la cantante Patty, che si esibisce in un penosissimo playback, reso ancor più triste dalla chitarrista seminuda che evidentemente non aveva mai visto una chitarra e che, altrettanto probabilmente, non si è minimamente preoccupata di mascherare la sua ignoranza.
Desolante la dichiarazione che avrebbe rilasciato il produttore: è molto più appagante guardare una modella spogliate che non sa suonare che un brutto musicista talentoso...
Tristezza a palate!
mercoledì 16 ottobre 2013
Volontari del Soccorso
Provvedo alla pubblicazione del comunicato dell'Associazione Volontari del Soccorso.
L'occasione è molto importante e l'invito è a non perdere questa occasione:
Il Gruppo Volontari del Soccorso "Carrù-Farigliano-Piozzo", invita la popolazione di Farigliano e dintorni Giovedì 17 Ottobre 2013 alle ore 20.45 in Biblioteca a Farigliano per descrivere le varie attività dell'associazione e la necessità di inserire nuovi volontari.
Si ricorda a tutti che l'associazione è alla ricerca di nuovi volontari per svolgere i numerosi e vari tipi di servizi per la cittadinanza. Contattare per informazioni: Sede 0173.750880 \ Maurizio 348.9003360 \ Andrea 345.3069254 mail: info@gvsa.it - www.gvsa.it
L'occasione è molto importante e l'invito è a non perdere questa occasione:
Il Gruppo Volontari del Soccorso "Carrù-Farigliano-Piozzo", invita la popolazione di Farigliano e dintorni Giovedì 17 Ottobre 2013 alle ore 20.45 in Biblioteca a Farigliano per descrivere le varie attività dell'associazione e la necessità di inserire nuovi volontari.
Si ricorda a tutti che l'associazione è alla ricerca di nuovi volontari per svolgere i numerosi e vari tipi di servizi per la cittadinanza. Contattare per informazioni: Sede 0173.750880 \ Maurizio 348.9003360 \ Andrea 345.3069254 mail: info@gvsa.it - www.gvsa.it
martedì 15 ottobre 2013
L'Intramontabile Paul
Paul McCartney è inesauribile e questo, alla fine, resta il vero segreto della sua longevità.
Inesauribile talento, inesauribile istrione, inesauribile musicista e inesauribile curioso, capace a 71 anni di sorprendere il mondo con un concerto a sorpresa sul pianale di un camion a New York.
La trovata, escogitata per promuovere il suo ennesimo nuovo album, è stata comunicata con un'ora di anticipo via Twitter: "molto eccitato di suonare a Times Square oggi all’una di pomeriggio".
15 minuti di spettacolo tra la folla acclamante, una citazione di Andy Warhol "Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti" che detta da lui suona piuttosto grottesca e tanti saluti.
Le leggende si sprecano sulla vita di Sir Paul, ma la cosa veramente sorprendete è la sua infinita passione che lo spinge a mettersi in gioco continuamente, in barba alla sua effettiva possibilità di vivere di rendita come mito della musica.
Tra le sue ultime sfide, la collaborazione con i Bloody Beetroots dell'Italianissimo Sir Bob Cornelius Rifo, guru mondiale della musica elettronica, capace di conquistare l'ex Beatles e offrirgli su di un piatto d'argento l'ennesimo successo per niente scontato.
Inesauribile talento, inesauribile istrione, inesauribile musicista e inesauribile curioso, capace a 71 anni di sorprendere il mondo con un concerto a sorpresa sul pianale di un camion a New York.
La trovata, escogitata per promuovere il suo ennesimo nuovo album, è stata comunicata con un'ora di anticipo via Twitter: "molto eccitato di suonare a Times Square oggi all’una di pomeriggio".
15 minuti di spettacolo tra la folla acclamante, una citazione di Andy Warhol "Nel futuro ognuno sarà famoso per 15 minuti" che detta da lui suona piuttosto grottesca e tanti saluti.
Le leggende si sprecano sulla vita di Sir Paul, ma la cosa veramente sorprendete è la sua infinita passione che lo spinge a mettersi in gioco continuamente, in barba alla sua effettiva possibilità di vivere di rendita come mito della musica.
Tra le sue ultime sfide, la collaborazione con i Bloody Beetroots dell'Italianissimo Sir Bob Cornelius Rifo, guru mondiale della musica elettronica, capace di conquistare l'ex Beatles e offrirgli su di un piatto d'argento l'ennesimo successo per niente scontato.
venerdì 11 ottobre 2013
Come suonano gli oggetti
DENNIS P PAUL è riuscito a far suonare gli oggetti di tutti i giorni.
Il professore\artista tedesco, impegnato nel mondo dell'interazione tra uomo e tecnologia e nel rapporto tra il concettuale, l'virtuale, l'immateriale e il fisico, ha realizzato questo "strumento" capace di leggere attraverso un laser, le superfici degli oggetti.
I dati ottenuti vengono poi trasformati in un segnale acustico, differente quindi per ogni oggetto, che ruotando su un perno diventa una sorta di disco.
La particolarità di questo esperimento è l'iterazione possibile con qualsiasi strumento musicale classico e l'imprevedibilità del risultato ottenuto: ogni oggetto suona musica diversa!
An Instrument for the Sonification of Everday Things from Dennis P Paul on Vimeo.
Il professore\artista tedesco, impegnato nel mondo dell'interazione tra uomo e tecnologia e nel rapporto tra il concettuale, l'virtuale, l'immateriale e il fisico, ha realizzato questo "strumento" capace di leggere attraverso un laser, le superfici degli oggetti.
I dati ottenuti vengono poi trasformati in un segnale acustico, differente quindi per ogni oggetto, che ruotando su un perno diventa una sorta di disco.
La particolarità di questo esperimento è l'iterazione possibile con qualsiasi strumento musicale classico e l'imprevedibilità del risultato ottenuto: ogni oggetto suona musica diversa!
An Instrument for the Sonification of Everday Things from Dennis P Paul on Vimeo.
mercoledì 9 ottobre 2013
50 anni dal disastro
Le catastrofi non vanno mai dimenticate, per le vittime, per i sopravvissuti e per non farle ripetere.
La Stampa attraverso un reportage di Michele Brambilla e Dario Migliardi ha realizzato questo documento che raccoglie le testimonianze di chi ha vissuto quella notte terribile.
Cliccate sulla foto per vedere il video.
Cliccate sulla foto per vedere il video.
martedì 8 ottobre 2013
Riordina!
L'Ikea insiste sull'argomento "Tieni in ordine la tua casa, per te e per gli altri", attraverso degli spot piuttosto singolari!
Vedere per credere:
venerdì 4 ottobre 2013
Il Pagliaccio
Sarei un populista se pensassi che quanto successo in parlamento ieri sia stata l'ennesima farsa, un bel polverone dissoltosi nel nulla mentre tra gli applausi il governo aumentava IVA e accise.
Sarei un disilluso se pensassi "che bello il governo ha tenuto ma..." ma cosa ha fatto in questi sette mesi di proclami e promesse: Legge Elettorale? Riforma dello stato? Contenimento del debito? Riduzione del Cuneo Fiscale? Pagamento dei debiti della Pubblica Amministrazione? Finanziamento ai Partiti?
Sarei un ingrato se dicessi NIENTE, dopotutto il governo Letta ha costituito decine di commissioni, dai saggi agli scribi, dai costituzionalisti agli esperti della spesa pubblica, rinviando ogni decisione all'autunno a ridosso delle scadenze (vedi IMU e IVA!) .
Sarei un grillino se accusassi la grande coalizione PD + e - L di non aver tagliato un solo euro e di aver sviato ogni votazione sul finanziamento ai partiti. (.. ma forse c'è una commissione di esperti anche per questo tema..)
Sarei un Renziano se sostenessi che il PD continua nel suo masochismo più sfrenato, incapace di raccogliere il frutto ormai maturo Renzi, continuando a difendere l'incompetenza di una classe dirigente che ha fallito troppe volte.
Sarei un comunista se pensassi che Berlusconi e i suoi falchi sono arrivati allo sbando nella disperata ricerca di salvare il solo leader che la destra italiana ha partorito negli ultimi 20 anni.
Sarei fascista se sostenessi che la situazione di oggi sia frutto di una politica fatta di clientelismi e di una propaganda ipocrita che ci ha trasformato in un paese vittima dell'assistenzialismo, in mano a speculatori che approfittano di uno stato debole e senza spirito nazionalista.
Fortunatamente sono solo un pagliaccio che non prende niente sul serio e si sforza di mantenersi allegro, festeggio la tenuta del governo e fidandomi ciecamente delle promesse fatte, sicuro che da domani le cose cambieranno!
martedì 1 ottobre 2013
Fantasmi sulle piste da ballo
Mi ha dato non poco da pensare l'articolo su La Stampa di sabato scorso, dove si raccoglieva lo sfogo dei proprietari di sale da ballo Cuneesi, attraverso le parole della rappresentante sindacale, che denunciava la difficile situazione economica del settore.
Tra le cause individuate venivano elencate le difficoltà a rimanere aperti più di un solo giorno a settimana, la forte riduzione del consumo di alcolici e la spietata concorrenza di sagre e altre attività portate avanti da associazioni e circoli.
Per questo motivo, la categoria, richiede alle autorità di aumentare controlli e sanzioni nei confronti dei possibili concorrenti.
Non metto in dubbio la situazione critica, oggi comune a troppe attività commerciali, ma iniziare a farsi guerra tra vittime non mi sembra proprio l'idea migliore.
Il Concerto per Una Amico è sempre stato un'evento molto affine alle feste di paese e conosco bene, anche per altre collaborazioni, le difficoltà di chi si adopera ad organizzarle.
Leggi troppo restrittive e manganellate con il nome di tasse, spesso disincentivano più dell'impegno che questi eventi richiedono.Eccessiva Burocrazia e norme spesso sproporzionate hanno fatto più vittime tra le sagre di quanto si possa credere!
Inviterei i gestori delle sale innanzitutto ad una riflessione autocritica, sul prezzo delle consumazioni, sui vincoli per gli ingressi, sugli orari e sulle scelte musicali spesso discutibile e sicuramente mai alternative o "educative".
Io non credo che la crisi di certi locali sia dovuta alla concorrenza ma più verosimilmente alla situazione sociale che vede ragazzi sempre più alle prese con ristrettezze economiche e sempre più attratti dalle piattaforme virtuali che dai luoghi di ritrovo.
Non sottovaluterei inoltre il fattore delle mode che, come si sa, vanno e vengono e che, sempre di più, fanno i conti con un offerta illimitata di stili e di generi, ai quali adattarsi non è affatto facile.
Inutile infine ripetere quanto sia difficile oggi fare azienda in Italia.
Sono tutti mali comuni di un settore complesso, aggravato dalla più totale assenza di un supporto "statale" ad un certo settore della musica, che si continua a vedere esclusivamente come terre di conquista per il fisco.
Mi sento per questo di lanciare un monito, perché le buone abitudini come il divertimento, vanno costantemente coltivate e favorite per mantenerle rigogliose.
Su una terra arida non cresce più nulla e sterilizzare un territorio famoso per i festeggiamenti, rischia di spegnere tradizioni che andranno a morire e difficilmente rifioriranno.
Se l'offerta musicale si riduce, non sempre chi rimane ne trae vantaggio.
Prendiamo ad esempio i concerti nei locali, un tempo molto diffusi e occasione per band emergenti e sconosciute. Oggi i luoghi dove si suona sono molto pochi e in troppi hanno completamente perso l'abitudine e l'educazione a gustarsi un'esibizione live, all'ascolto di generi diversi e di canzoni sconosciute (e che magari non siano le classiche cover evergreen!).
Le piste da ballo vuote sono tristi, sia nei locali che nelle piazze e se non vogliamo che altri eventi rimangono soltanto dei bei ricordi, cerchiamo di essere tutti più tolleranti e comprensivi.
Piste da ballo popolate da fantasmi non sono divertenti e soprattutto non rendono a nessuno!
Tra le cause individuate venivano elencate le difficoltà a rimanere aperti più di un solo giorno a settimana, la forte riduzione del consumo di alcolici e la spietata concorrenza di sagre e altre attività portate avanti da associazioni e circoli.
Per questo motivo, la categoria, richiede alle autorità di aumentare controlli e sanzioni nei confronti dei possibili concorrenti.
Non metto in dubbio la situazione critica, oggi comune a troppe attività commerciali, ma iniziare a farsi guerra tra vittime non mi sembra proprio l'idea migliore.
Il Concerto per Una Amico è sempre stato un'evento molto affine alle feste di paese e conosco bene, anche per altre collaborazioni, le difficoltà di chi si adopera ad organizzarle.
Leggi troppo restrittive e manganellate con il nome di tasse, spesso disincentivano più dell'impegno che questi eventi richiedono.Eccessiva Burocrazia e norme spesso sproporzionate hanno fatto più vittime tra le sagre di quanto si possa credere!
Inviterei i gestori delle sale innanzitutto ad una riflessione autocritica, sul prezzo delle consumazioni, sui vincoli per gli ingressi, sugli orari e sulle scelte musicali spesso discutibile e sicuramente mai alternative o "educative".
Io non credo che la crisi di certi locali sia dovuta alla concorrenza ma più verosimilmente alla situazione sociale che vede ragazzi sempre più alle prese con ristrettezze economiche e sempre più attratti dalle piattaforme virtuali che dai luoghi di ritrovo.
Non sottovaluterei inoltre il fattore delle mode che, come si sa, vanno e vengono e che, sempre di più, fanno i conti con un offerta illimitata di stili e di generi, ai quali adattarsi non è affatto facile.
Inutile infine ripetere quanto sia difficile oggi fare azienda in Italia.
Sono tutti mali comuni di un settore complesso, aggravato dalla più totale assenza di un supporto "statale" ad un certo settore della musica, che si continua a vedere esclusivamente come terre di conquista per il fisco.
Mi sento per questo di lanciare un monito, perché le buone abitudini come il divertimento, vanno costantemente coltivate e favorite per mantenerle rigogliose.
Su una terra arida non cresce più nulla e sterilizzare un territorio famoso per i festeggiamenti, rischia di spegnere tradizioni che andranno a morire e difficilmente rifioriranno.
Se l'offerta musicale si riduce, non sempre chi rimane ne trae vantaggio.
Prendiamo ad esempio i concerti nei locali, un tempo molto diffusi e occasione per band emergenti e sconosciute. Oggi i luoghi dove si suona sono molto pochi e in troppi hanno completamente perso l'abitudine e l'educazione a gustarsi un'esibizione live, all'ascolto di generi diversi e di canzoni sconosciute (e che magari non siano le classiche cover evergreen!).
Le piste da ballo vuote sono tristi, sia nei locali che nelle piazze e se non vogliamo che altri eventi rimangono soltanto dei bei ricordi, cerchiamo di essere tutti più tolleranti e comprensivi.
Piste da ballo popolate da fantasmi non sono divertenti e soprattutto non rendono a nessuno!
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