Il web è una vetrina infinita per chiunque voglia mettersi in mostra.
Questa è contemporaneamente la forza e il limite di questo mondo virtuale che ha stravolto le nostre abitudini. Capita infatti di trovare ogni tipo di informazione e contemporanemente ogni tipo di smentita!
E' sempre più sottile il filo che separe verità e fantasia, tanto da rendere spesso incomprensibili le intenzioni di chi si presenta come esperto, amatore o semplicemente appassionato di qualsivoglia disciplina.
Ci sono tutorial per ogni genere di attività e insegnanti al limite del credibile, come in questo caso diventato celebre in poco tempo, di cui è già nata la parodia.. della parodia (forse!).
Spazio aperto per tutti! Un luogo dove condividere notizie, consigli, recensioni, pensieri, progetti e musica! Il Concerto per un Amico attivo tutto l'anno! Vuoi diventare autore del blog? contattaci!
martedì 29 gennaio 2013
venerdì 25 gennaio 2013
I Senza Vergogna
Me lo chiesi qualche mese fa "vorrei vedere con che faccia si presenteranno in video a candidarsi" e ora, nauseato e saturo, posso finalmente arrendermi all'evidenza, non esiste più la vergogna.
Penso che Italia abbia alcuni problemi radicati nel proprio carattere: non ha memoria storica, tende a vendersi facilmente ed è un'inguaribile avventata.
Questo ha portato spesso loschi personaggi a prendersi gioco del nostro Bel Paese, ma ben peggio, ha portato una bella fetta di Impuniti, a considerasi ingiudicabili.
Per questo motivo con tanta sfrontatezza, oggi, ci troviamo davanti le stesse persone che parlano di rinnovamento, pulizia e cambiamento.
Quando vedete quei volti in TV, vi invito ad abbassare il volume e ripensare a quanto, negli ultimi 12 mesi, nessuno si sia adoperato per avviare un solo provvedimento a favore del nostro Paese, votando ogni genere di tassa e ostacolando ogni genere di riforma, dall'amministrazione pubblica a quella elettorale.
Rileggete i giornali di 3 -5 -10 anni fa (li trovate su tutti i siti dei quotidiani) e vi renderete conto che hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto e che ad ogni campagna elettorale la colpa è stata SEMPRE di qualcun altro (.. e naturalmente le stesse persone!).
Ho imparato a mie spese che chi non sa chiedere scusa, non sa riconoscere o non sa ammettere un errore non può permettersi di farne.
Così vedo i senza vergogna e cerco di sopportarli, ma non mi si chieda di credere al rinnovamento quando le dirigenze sono le stesse, non mi esalterò per le liste pulite quand'è il partito ad essere marcio.
La rinascita non è nemmeno contemplata quando i 3 maggiori pretendenti al governo hanno al loro interno personaggi responsabili del fallimento del nostro Paese.
Basta a chi in 10 anni non ha combinato niente.
Basta a chi si riempie la bocca di paroloni come giustizia (e poi sia appella all'immunità per salvare i propri deputati e non far scoperchiare pentole pericolose), primarie (e poi blocca un centinaio di poltrone per i soliti noti), sinistra (e poi fa affari con le banche che nemmeno i capitalisti più convinti...), responsabilità (quando i clientelismi con sindacati, cooperative, aziende e (ancora) banche hanno per anni indicato le politiche da seguire a discapito delle ideologie e delle necessità)
Basta a chi per un anno ha giocato la carta dell'autorevolezza per chiedere sacrifici al popolo e poi si allea con la brigata più affarista e opportunista che ci sia in circolazione.
Infine Basta con le alleanze politiche che in tanti anni hanno dimostrato unicamente che vincere le elezioni è una perdita di tempo se poi non si può o non si vuole governare.
Insomma, queste tribune elettorali non mi hanno fatto cambiare idea e quindi credo che a votare ci andrò (felice come mangiassi vetro!) ma darò il mio voto a chi in parlamento non si è mai seduto, fosse di destra, sinistra, populista o rivoluzionario. Fosse anche un visionario, una formazione che aspira all'1% o magari la vera soluzione ai nostri problemi.
Voterò chi ancora non deve vergognarsi, così che facendolo non debba farlo io!
Penso che Italia abbia alcuni problemi radicati nel proprio carattere: non ha memoria storica, tende a vendersi facilmente ed è un'inguaribile avventata.
Questo ha portato spesso loschi personaggi a prendersi gioco del nostro Bel Paese, ma ben peggio, ha portato una bella fetta di Impuniti, a considerasi ingiudicabili.
Per questo motivo con tanta sfrontatezza, oggi, ci troviamo davanti le stesse persone che parlano di rinnovamento, pulizia e cambiamento.
Quando vedete quei volti in TV, vi invito ad abbassare il volume e ripensare a quanto, negli ultimi 12 mesi, nessuno si sia adoperato per avviare un solo provvedimento a favore del nostro Paese, votando ogni genere di tassa e ostacolando ogni genere di riforma, dall'amministrazione pubblica a quella elettorale.
Rileggete i giornali di 3 -5 -10 anni fa (li trovate su tutti i siti dei quotidiani) e vi renderete conto che hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto e che ad ogni campagna elettorale la colpa è stata SEMPRE di qualcun altro (.. e naturalmente le stesse persone!).
Ho imparato a mie spese che chi non sa chiedere scusa, non sa riconoscere o non sa ammettere un errore non può permettersi di farne.
Così vedo i senza vergogna e cerco di sopportarli, ma non mi si chieda di credere al rinnovamento quando le dirigenze sono le stesse, non mi esalterò per le liste pulite quand'è il partito ad essere marcio.
La rinascita non è nemmeno contemplata quando i 3 maggiori pretendenti al governo hanno al loro interno personaggi responsabili del fallimento del nostro Paese.
Basta a chi in 10 anni non ha combinato niente.
Basta a chi si riempie la bocca di paroloni come giustizia (e poi sia appella all'immunità per salvare i propri deputati e non far scoperchiare pentole pericolose), primarie (e poi blocca un centinaio di poltrone per i soliti noti), sinistra (e poi fa affari con le banche che nemmeno i capitalisti più convinti...), responsabilità (quando i clientelismi con sindacati, cooperative, aziende e (ancora) banche hanno per anni indicato le politiche da seguire a discapito delle ideologie e delle necessità)
Basta a chi per un anno ha giocato la carta dell'autorevolezza per chiedere sacrifici al popolo e poi si allea con la brigata più affarista e opportunista che ci sia in circolazione.
Infine Basta con le alleanze politiche che in tanti anni hanno dimostrato unicamente che vincere le elezioni è una perdita di tempo se poi non si può o non si vuole governare.
Insomma, queste tribune elettorali non mi hanno fatto cambiare idea e quindi credo che a votare ci andrò (felice come mangiassi vetro!) ma darò il mio voto a chi in parlamento non si è mai seduto, fosse di destra, sinistra, populista o rivoluzionario. Fosse anche un visionario, una formazione che aspira all'1% o magari la vera soluzione ai nostri problemi.
Voterò chi ancora non deve vergognarsi, così che facendolo non debba farlo io!
lunedì 21 gennaio 2013
Guarda che non sono io
Scrivere un testo è un'impresa complicata, chiunque si sia cimentato in tale avventura ne sa qualcosa. Bisogna far combaciare melodia, metrica e significato senza possibilmente sacrificare al dio "va bene così" uno qualsiasi di questi aspetti.
Ci sono però autori capaci di scrivere e musicare vere e proprie poesie, concretizzare concetti astratti e raccontare storie comuni rendendole uniche.
Francesco De Gregori è uno di questi, scrive da una vita e possiede uno stile inconfondibile.
Quando ho sentito questa canzone, Guarda che non sono io, ho immediatamente pensato che nessun'altro potesse scrivere un testo così dolcemente crudo.
Le canzoni possono fare miracoli, ma è troppo facile confondere il creato con il creatore e per molti, questo, è diventata una parte integrante del personaggio che rappresentano.
Ci sono autori (soprattutto nel Rap, nel neo melodico e nel rock) che parlano in prima persona delle proprie esperienze, magari ricamandoci su, magari mettendosi a nudo, pur sapendo che nel momento in cui la canzone viene regalata all'etere, chiunque la riceva la trasforma attraverso la propria sensibilità, ricavandone spesso significati diversi da quelli che lo stesso autore voleva esprimere.
Ci vuole coraggio (e forse un pizzico di superbia) per scrivere un testo così, terribilmente vero, tanto da apparire scortese, tanto da rischiare di umanizzare il mito sublime del cantautore.
Proprio qui, però, si annida quel pizzico di presunzione, di chi sa bene di essere più forte delle proprie parole, conscio che alla fine queste contribuiranno unicamente a mantenere quel fascino indissolubile del personaggio Francesco De Gregori.
A conferma di questo resta l'epilogo di questo live, quelle ultime parole dette dopo aver suonato questa canzone: come si fa a non volermi bene..
Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io"
Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io
Ci sono però autori capaci di scrivere e musicare vere e proprie poesie, concretizzare concetti astratti e raccontare storie comuni rendendole uniche.
Francesco De Gregori è uno di questi, scrive da una vita e possiede uno stile inconfondibile.
Quando ho sentito questa canzone, Guarda che non sono io, ho immediatamente pensato che nessun'altro potesse scrivere un testo così dolcemente crudo.
Le canzoni possono fare miracoli, ma è troppo facile confondere il creato con il creatore e per molti, questo, è diventata una parte integrante del personaggio che rappresentano.
Ci sono autori (soprattutto nel Rap, nel neo melodico e nel rock) che parlano in prima persona delle proprie esperienze, magari ricamandoci su, magari mettendosi a nudo, pur sapendo che nel momento in cui la canzone viene regalata all'etere, chiunque la riceva la trasforma attraverso la propria sensibilità, ricavandone spesso significati diversi da quelli che lo stesso autore voleva esprimere.
Ci vuole coraggio (e forse un pizzico di superbia) per scrivere un testo così, terribilmente vero, tanto da apparire scortese, tanto da rischiare di umanizzare il mito sublime del cantautore.
Proprio qui, però, si annida quel pizzico di presunzione, di chi sa bene di essere più forte delle proprie parole, conscio che alla fine queste contribuiranno unicamente a mantenere quel fascino indissolubile del personaggio Francesco De Gregori.
A conferma di questo resta l'epilogo di questo live, quelle ultime parole dette dopo aver suonato questa canzone: come si fa a non volermi bene..
Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io"
Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via
Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone
Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io
giovedì 17 gennaio 2013
lunedì 14 gennaio 2013
Parole di Fine Anno
Ecco una carrellata di parole di fine anno.
Quattro discorsi che si intrecciano a volte si somigliano (mai nello stile!), a volte si scimmiottano.
Vi invito a vederli tutti, a perderci un po' di tempo, perché sono 4 aspetti del nostro Paese che bisogna sempre tener presente.
Non farò commenti, per quelli potete leggere le parole del popolo di YouTube che accompagna le pubblicazioni e già da quello si può capire quanto e come vengono valutati gli oratori in questione.
Mi limito a metterli in successione, a partire da quello del Presidente Napolitano, quello istituzionale per eccellenza, spietatamente accolto dalla rete.
Poi quello di Grillo, quello più visto, quello più diretto e a tratti quello più controverso.
Come terzo video pubblico quello del 1978 di Sandro Pertini, in chiusura ad un anno terribile per l'Italia, diverso ma riconducibile al nostro 2012.
Il quarto è quello di Natalino Balasso, per me uno delle poche persone capaci di sfondare con ironia le porte dell'ipocrisia.
Traete voi le conclusioni, riflettete sulla diversità dei concetti e delle parole espresse, scegliete voi l'augurio che più vi colpisce, trovate voi un buon motivo per continuare a sperare in un anno migliore!
Quattro discorsi che si intrecciano a volte si somigliano (mai nello stile!), a volte si scimmiottano.
Vi invito a vederli tutti, a perderci un po' di tempo, perché sono 4 aspetti del nostro Paese che bisogna sempre tener presente.
Non farò commenti, per quelli potete leggere le parole del popolo di YouTube che accompagna le pubblicazioni e già da quello si può capire quanto e come vengono valutati gli oratori in questione.
Mi limito a metterli in successione, a partire da quello del Presidente Napolitano, quello istituzionale per eccellenza, spietatamente accolto dalla rete.
Poi quello di Grillo, quello più visto, quello più diretto e a tratti quello più controverso.
Come terzo video pubblico quello del 1978 di Sandro Pertini, in chiusura ad un anno terribile per l'Italia, diverso ma riconducibile al nostro 2012.
Il quarto è quello di Natalino Balasso, per me uno delle poche persone capaci di sfondare con ironia le porte dell'ipocrisia.
Traete voi le conclusioni, riflettete sulla diversità dei concetti e delle parole espresse, scegliete voi l'augurio che più vi colpisce, trovate voi un buon motivo per continuare a sperare in un anno migliore!
giovedì 10 gennaio 2013
Botta e Risposta
La rivalità tra band non è certo una novità, spesso emerge da piccoli screzi fino ad arrivare a vere e proprie risse o ad imbarazzanti variazioni di scalette durante i festival, coperte alla bell'e meglio da improbabili comunicati stampa giustificatori.
Sull'argomento ci sono infinite pagine di letteratura, quintali di gossippate e una tendenza sempreverde a romanzare il tutto, magari servendosene poi per pubblicizzare un evento o riportare i riflettori su personaggi la cui fama comincia ad oscurarsi.
Capita però anche il contrario, ovvero che le voci si rincorrano senza motivi fondati, basandosi su illazioni o su banali fraintendimenti.
E' un po' il caso degli In Flames e di Soilwork, due storiche band Svedesi che hanno contributo all'evoluzione melodica del Deathmetal. Viste forse le affinità di genere e la forte ascesa dei Soilwork in un periodo chiave per gli In Flames, iniziò a girare la voce di un disamore tra le due formazione, troppo spesso paragonate l'una all'altra.
Forse proprio da queste voci è nata l'idea, appoggiata dalla loro stessa etichetta (che condividevano) di realizzare due videoclip a parti invertite, variando solo i personaggi e i colori di fondo.
Vennero quindi realizzati i clip di Trigger per gli In Flames e di Rejection Role per i Soilwork, con praticamente lo stesso format e lo stesso copione.
Un botta e risposta in cui mentre una band si esibisce, l'altra segue con una certa fredezza che sconfina nella sufficienza se non nello snobbismo! Insomma una parodia della parodia di due band amiche nella realtà!
Sull'argomento ci sono infinite pagine di letteratura, quintali di gossippate e una tendenza sempreverde a romanzare il tutto, magari servendosene poi per pubblicizzare un evento o riportare i riflettori su personaggi la cui fama comincia ad oscurarsi.
Capita però anche il contrario, ovvero che le voci si rincorrano senza motivi fondati, basandosi su illazioni o su banali fraintendimenti.
E' un po' il caso degli In Flames e di Soilwork, due storiche band Svedesi che hanno contributo all'evoluzione melodica del Deathmetal. Viste forse le affinità di genere e la forte ascesa dei Soilwork in un periodo chiave per gli In Flames, iniziò a girare la voce di un disamore tra le due formazione, troppo spesso paragonate l'una all'altra.
Forse proprio da queste voci è nata l'idea, appoggiata dalla loro stessa etichetta (che condividevano) di realizzare due videoclip a parti invertite, variando solo i personaggi e i colori di fondo.
Vennero quindi realizzati i clip di Trigger per gli In Flames e di Rejection Role per i Soilwork, con praticamente lo stesso format e lo stesso copione.
Un botta e risposta in cui mentre una band si esibisce, l'altra segue con una certa fredezza che sconfina nella sufficienza se non nello snobbismo! Insomma una parodia della parodia di due band amiche nella realtà!
lunedì 7 gennaio 2013
Il ritorno dei Boysetsfire
Quello che sembrava un tipico ritorno per il più classico dei tour nostalgici tutto sold out, si è invece dimostrato uno stimolo irresistibile per i Boysetsfire.
Per chi come me ha vissuto da musicista l'epoca del post hardcore prima ancora che il termine Emo diventasse una moda, questa band statunitense ha rappresentato un forte riferimento sia tecnico che artistico.
Hanno passato quindici anni a spartirsi grandi palchi e piccoli club "fondamentalisti", passando da etichette indipendenti a grandi major, mantenendo con forza un'identità che a volte li ha penalizzati e a volte esaltati.
Ora annunciano un inaspettato ritorno in studio, con una formazione rinnovata ma non stravolta.
Ecco le loro parole prese direttamente da Groovebox.it:
"I Boysetsfire sono stati una band per quasi due decenni. In tutto questo tempo abbiamo tenuto centinaia di spettacoli per tutti coloro che ci guardvano, dalle cantine al pubblico del festival. Abbiamo vissuto il terrore del rap-rock, la tirannia del nu-metal e i giorni bui del pop-punk.
Eravamo in giro prima di Internet. E' la Verità. Abbiamo fatto demo, abbiamo registrato 4 LP, EP, CD, e anche un Cassingle.
Abbiamo suonato Rookie più di 1000 volte.
Siamo caduti da più palchi di quanto la maggior parte delle persone abbia mai calcato.
Abbiamo firmato e rescisso, firmato e rescisso.
Francamente, la maggior parte delle persone avrebbero rinunciato anni fa.
Ci abbiamo provato Come il tossicodipendente con le migliori intenzioni abbiamo giurato di esserne fuori, abbiamo fatto ammenda e cercato di ricostruire le nostre vite senza Boysetsfire. Ma il richiamo era troppo.
Ben presto ci siamo ritrovati in situazioni che fanno prendere quelle decisioni che portano a tanto dolore. Prima di saperlo eravamo già in un tour di reunion. E 'stato incredibile. Poi abbiamo tenuto il fiato, abbiamo incrociato le dita e cominciato a scrivere canzoni. Ciò che ne è venuto fuori è una musica ancora più intensa, più fragile e più brutale di ogni altra cosa che avevamo fatto prima.
La scrittura era così gratificante che abbiamo deciso di continuare a scrivere ... e scrivere ... e abbiamo scritto.
Ora abbiamo un nuovo membro (Dan Pelic), un vecchio membro che è tornato (Robert Ehrenbrand), un amico di lunga data ufficialmente nella band (Chris Rakus) e i tre capelli grigi originali (Chad Istvan, Nathan Gray e Joshua Latshaw) a suonare insieme.
Stiamo scrivendo un nuovo album.
Abbiamo un tour programmato.
Non vediamo l'ora di un altro ventennio ... Dio mio .... "
Per chi come me ha vissuto da musicista l'epoca del post hardcore prima ancora che il termine Emo diventasse una moda, questa band statunitense ha rappresentato un forte riferimento sia tecnico che artistico.
Hanno passato quindici anni a spartirsi grandi palchi e piccoli club "fondamentalisti", passando da etichette indipendenti a grandi major, mantenendo con forza un'identità che a volte li ha penalizzati e a volte esaltati.
Ora annunciano un inaspettato ritorno in studio, con una formazione rinnovata ma non stravolta.
Ecco le loro parole prese direttamente da Groovebox.it:
"I Boysetsfire sono stati una band per quasi due decenni. In tutto questo tempo abbiamo tenuto centinaia di spettacoli per tutti coloro che ci guardvano, dalle cantine al pubblico del festival. Abbiamo vissuto il terrore del rap-rock, la tirannia del nu-metal e i giorni bui del pop-punk.
Eravamo in giro prima di Internet. E' la Verità. Abbiamo fatto demo, abbiamo registrato 4 LP, EP, CD, e anche un Cassingle.
Abbiamo suonato Rookie più di 1000 volte.
Siamo caduti da più palchi di quanto la maggior parte delle persone abbia mai calcato.
Abbiamo firmato e rescisso, firmato e rescisso.
Francamente, la maggior parte delle persone avrebbero rinunciato anni fa.
Ci abbiamo provato Come il tossicodipendente con le migliori intenzioni abbiamo giurato di esserne fuori, abbiamo fatto ammenda e cercato di ricostruire le nostre vite senza Boysetsfire. Ma il richiamo era troppo.
Ben presto ci siamo ritrovati in situazioni che fanno prendere quelle decisioni che portano a tanto dolore. Prima di saperlo eravamo già in un tour di reunion. E 'stato incredibile. Poi abbiamo tenuto il fiato, abbiamo incrociato le dita e cominciato a scrivere canzoni. Ciò che ne è venuto fuori è una musica ancora più intensa, più fragile e più brutale di ogni altra cosa che avevamo fatto prima.
La scrittura era così gratificante che abbiamo deciso di continuare a scrivere ... e scrivere ... e abbiamo scritto.
Ora abbiamo un nuovo membro (Dan Pelic), un vecchio membro che è tornato (Robert Ehrenbrand), un amico di lunga data ufficialmente nella band (Chris Rakus) e i tre capelli grigi originali (Chad Istvan, Nathan Gray e Joshua Latshaw) a suonare insieme.
Stiamo scrivendo un nuovo album.
Abbiamo un tour programmato.
Non vediamo l'ora di un altro ventennio ... Dio mio .... "
giovedì 3 gennaio 2013
The Afterman
Per aprire questo 2013 mi affido ad una canzone, l'ultima che mi ha stregato nel 2012.
Si chiama The Afterman ed è solo una sfaccettatura di un disco davvero bello: The Afterman: Ascension dei Coheed and Cambria.
Ecco il clip ufficiale, firmato dall'instancabile e ormai trasversale Robert Schober.
Nel secondo video ho pubblicato la versione acustica, suonata lo scorso ottobre a Long Beach in California.
Inutile sottolineare il talento smisurato dei quattro.
Nel secondo video ho pubblicato la versione acustica, suonata lo scorso ottobre a Long Beach in California.
Inutile sottolineare il talento smisurato dei quattro.
lunedì 31 dicembre 2012
Buon 2013!
In bocca al lupo per questo 2013 e che sia un anno sereno, a renderlo felice tocca a noi, dopotutto questo, come sempre, sarà il nostro anno.
domenica 30 dicembre 2012
sabato 29 dicembre 2012
Un anno di... (1)
Ecco una raccolta di video che riassumono il 2012 sotto tanti punti di vista:
Dal Corriere.it Un anno di musica
Dal Corriere.it Un anno di musica
lunedì 24 dicembre 2012
Buon Natale
In genere evito, soprattutto a Natale, facili sentimentalismi.
Mi sono però imbattutto in questa canzone, scritta e suonata da Zach Sobiech, un giovane di 17 anni del Minnesota, che a quanto pare stà perdendo la sua battaglia contro un maledetto osteosarcoma.
Decide così di impegnare i suoi ultimi mesi di esistenza nella pubblicazione di "Clouds", la canzone con la quale vuole salutare la sua vita e lasciare una traccia di se.
Il pezzo è scaricabile da I-Tunes e tutto il ricavato andrà alla Children's Cancer Research Fund.
Per chi volesse saperne di più bastano pochi click su Google.
Personalmento credo che Zach, con questo suo gesto e attraverso le sue parole, abbia fatto al mondo un regalo immenso.
Buon Natale.
Well I fell down, down, down
Into this dark and lonely hole
There was no one there to care about me anymore
And I needed a way to climb and grab a hold of the edge
You were sitting there holding a rope
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
When I get back on land
Well I'll never get my chance
Be ready to live and it'll be ripped right out of my hands
Maybe someday we'll take a little ride
We'll go up, up, up and everything will be just fine
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
If only I had a little bit more time
If only I had a little bit more time with you
We could go up, up, up
And take that little ride
And sit there holding hands
And everything would be just right
And maybe someday I'll see you again
We'll float up in the clouds and we'll never see the end
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
Decide così di impegnare i suoi ultimi mesi di esistenza nella pubblicazione di "Clouds", la canzone con la quale vuole salutare la sua vita e lasciare una traccia di se.
Il pezzo è scaricabile da I-Tunes e tutto il ricavato andrà alla Children's Cancer Research Fund.
Per chi volesse saperne di più bastano pochi click su Google.
Personalmento credo che Zach, con questo suo gesto e attraverso le sue parole, abbia fatto al mondo un regalo immenso.
Buon Natale.
Well I fell down, down, down
Into this dark and lonely hole
There was no one there to care about me anymore
And I needed a way to climb and grab a hold of the edge
You were sitting there holding a rope
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
When I get back on land
Well I'll never get my chance
Be ready to live and it'll be ripped right out of my hands
Maybe someday we'll take a little ride
We'll go up, up, up and everything will be just fine
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
If only I had a little bit more time
If only I had a little bit more time with you
We could go up, up, up
And take that little ride
And sit there holding hands
And everything would be just right
And maybe someday I'll see you again
We'll float up in the clouds and we'll never see the end
And we'll go up, up, up
But I'll fly a little higher
We'll go up in the clouds because the view is a little nicer
Up here my dear
It won't be long now, it won't be long now
venerdì 21 dicembre 2012
Fine del Mondo
Ho letto, e condivido, che questa storia della fine del mondo ha, nella sua inutilità, raggiunto un'obiettivo altrettanto azzardato nelle previsioni. Tutto il mondo ne stà parlando, tutti ci hanno fatto almeno una battuata e ancora oggi si sprecheranno migliaia di parole sull'evento.
Alla fine una piccola riflessione me la sono fatta anch'io, non tanto nella domanda "e se finisse davvero?", che proprio non riesco a prendere in cosiderazione, quanto piuttosto, nel significato di Fine del mondo.
E' stato piuttosto interessante, infatti, imbattersi nei tanti concetti di Fine del mondo, osservando quanti riferimenti (spessi sarcastici) venissero condotti alla fantomatica profezia Maya.
A seconda del punto di vista questo presagio trovava allusioni in ogni tipo di tragedia naturale, civile, umanitaria, sportiva, politica ecc...
A livello personale invece, il tutto si riduce necessariamente al rapporto con la propra vita, con una corrispondenza diretta tra fine del pianeta e fine della propria esistenza.
Tra i quintali di ca**ate realizzate sul niente, è capitato quindi di leggere alcune meravigliose considerazioni sugli argomenti più disparati, permettendo riflessioni anche piuttosto ardite sulle pagine più nere degli ultimi mesi, concedendo una critica distaccata che esulasse una volta tanto dal solito e retorico perbenismo.
In fondo in tutto si può cercare un lato positivo, anche nella Fine di un mondo che non finisce, lasciandosi alle spalle una manciata di pensieri più o meno validi, tra cui ci butto anche il mio:
E comunque dovesse andare, speriamo che ci sia sempre della bella musica!
Alla fine una piccola riflessione me la sono fatta anch'io, non tanto nella domanda "e se finisse davvero?", che proprio non riesco a prendere in cosiderazione, quanto piuttosto, nel significato di Fine del mondo.
E' stato piuttosto interessante, infatti, imbattersi nei tanti concetti di Fine del mondo, osservando quanti riferimenti (spessi sarcastici) venissero condotti alla fantomatica profezia Maya.
A seconda del punto di vista questo presagio trovava allusioni in ogni tipo di tragedia naturale, civile, umanitaria, sportiva, politica ecc...
A livello personale invece, il tutto si riduce necessariamente al rapporto con la propra vita, con una corrispondenza diretta tra fine del pianeta e fine della propria esistenza.
Tra i quintali di ca**ate realizzate sul niente, è capitato quindi di leggere alcune meravigliose considerazioni sugli argomenti più disparati, permettendo riflessioni anche piuttosto ardite sulle pagine più nere degli ultimi mesi, concedendo una critica distaccata che esulasse una volta tanto dal solito e retorico perbenismo.
In fondo in tutto si può cercare un lato positivo, anche nella Fine di un mondo che non finisce, lasciandosi alle spalle una manciata di pensieri più o meno validi, tra cui ci butto anche il mio:
E comunque dovesse andare, speriamo che ci sia sempre della bella musica!
giovedì 20 dicembre 2012
La fiera dei Puciu su UCEPE TV
Durante la Fiera dei Puciu dello scorso 2 dicembre, baciata dal bel tempo e da una grandissima presenza di persone e bancarelle, l'obiettivo di UCEPE TV ha realizzato un bel servizio tra la gente.
Eccolo:
sito di riferimento: WWW.UCEPETV.TV
Eccolo:
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lunedì 17 dicembre 2012
Babbo Baby
Per gli ascoltatori di Radio Dj è praticamente una tradizione, a volte ti sorprende, a volte delude, ma prima o poi ti ci affezioni.
Ecco la nuova canzone natalizia (con video) di Radio DJ!
venerdì 14 dicembre 2012
L'inverno dei Dinosauri
Chiamatela ingerenza, preoccupazione o attentato alla sovranità Italiana, oggi ne sentiremo di tutti i colori, ma quello che è successo a Bruxelles ieri ha davvero dell'incredibile. Innanzitutto il Partito Popolare Europeo ha pubblicamenente snobbato Berlusconi in favore di Monti, preferendo di fatto un estraneo al partito (ancora da corteggiare) ad un membro dello stesso (con buona pace del PDL ).
Altrettanto pesante è stata la reazione, trasversale ed unanime in tutta Europa, alla scelta di Berlusconi di tornare in campo. Questo è comprensibile, il Cavaliere ha scelto una strada euroscettica (per usare un eufemismo), e in un Unione zavorrata da Grecia e Spagna, sempre più intolleranti alle austerità, l'aggiunta dell'Italia al coro, sarebbe una condanna alla sobria linea tedesca.
La cosa davvero incredibile è stata però la sponsorizzazione gratuita che Monti ha ricevuto dai suoi colleghi, al limite della lusinga, con dichiarazioni tutt'altro che velate, sulla speranza ad una sua eventuale candidatura.
Come dicevo tutto questo può preoccupare se la si considera un'ingerenza o può rassicurare, se la si considera un atto di fiducia all'Italia rattoppata (e tassata) dal governo tecnico.
La mia visione, per quel che serve, è che tutto stia procedendo esattamente come stabilito.
Da un'anno a questa parte mi pare chiaro che il parlamento se la stia godendo a spese dell'esecutivo, evitando di prendere qualsiasi decisione.
In un momento di crisi, si sa, il posto più facile da ricoprire è quello dell'opposizione, si può criticare ogni decisione e votare senza prendersene la paternità. Lo sanno bene i nostri beniamini, che in un anno si sono ben guardati da minacciare un probabile futuro governo Monti.
Hanno, in primis, evitato una qualsiasi legge elettorale che potesse garantire una governabilità o un cambiamento politico radicale.
Poi hanno cercato di reinventare la loro proposta politica facendo di tutto per dimostrarsi incapaci di un rinnovamento credibile.
A sinistra si è spianata la strada alla candidatura del giovane Bersani, temando pubblicamente, la vittoria del vecchio Renzi che sicuramente avrebbe portato al PD una bella fette di elettori di destra (delusi e smarriti), oltre a quelli di una sinistra non certo soddisfatta delle vecchie guardie.
Dall'altra invece si è puntato tutto sull'innovativo Alfano, per anni ombra di Berlusconi, a tal punto da aver perso ogni tipo di identità, trascinando (non per colpa sua) il PDL a quota 15%.
Ho i miei dubbi che non ci fossero alternative, specie guardando al grande fermento popolare, ma ciò nonostante ci si ritrova dopo un anno a sperare che Monti venga eletto, mettendo al sicuro partiti che altrimenti le avrebbe prese di santa ragione.
L'unico a non gradire troppo è Berlusconi, che questa volta rischia grosso. I processi stanno arrivando al dunque e senza appoggi governativi, simpatie di palazzo o legittimi impedimenti vede il cappio che si stringe.. inoltre non è un bel periodo per le aziende, in particolare le sue, da sempre sotto attacchi speculativi e non certo prive di nemici. Dunque ecco spigata la discesa sfasciagoverno dell'ultima settimana. (sempre secondo il mio inutile parere).
Alla fine, dunque e nuovamente, siamo qui ad accettare il meno peggio, ad attendere che un uomo serio (questo glielo si riconosce), prenda democraticamente il comando del Paese, magari ricordandosi che la politica dovrebbe cercare la soluzione più giusta e non solo la più idonea (fa una bella differenza!).
Nel frattempo, i nostri Dinosaudi politicanti, al riparo dall'estinzione, si preparano per un bel letargo stipendiato che li porti fuori da una crisi che hanno contribuito a creare.
Altrettanto pesante è stata la reazione, trasversale ed unanime in tutta Europa, alla scelta di Berlusconi di tornare in campo. Questo è comprensibile, il Cavaliere ha scelto una strada euroscettica (per usare un eufemismo), e in un Unione zavorrata da Grecia e Spagna, sempre più intolleranti alle austerità, l'aggiunta dell'Italia al coro, sarebbe una condanna alla sobria linea tedesca.
La cosa davvero incredibile è stata però la sponsorizzazione gratuita che Monti ha ricevuto dai suoi colleghi, al limite della lusinga, con dichiarazioni tutt'altro che velate, sulla speranza ad una sua eventuale candidatura.
Come dicevo tutto questo può preoccupare se la si considera un'ingerenza o può rassicurare, se la si considera un atto di fiducia all'Italia rattoppata (e tassata) dal governo tecnico.
La mia visione, per quel che serve, è che tutto stia procedendo esattamente come stabilito.
Da un'anno a questa parte mi pare chiaro che il parlamento se la stia godendo a spese dell'esecutivo, evitando di prendere qualsiasi decisione.
In un momento di crisi, si sa, il posto più facile da ricoprire è quello dell'opposizione, si può criticare ogni decisione e votare senza prendersene la paternità. Lo sanno bene i nostri beniamini, che in un anno si sono ben guardati da minacciare un probabile futuro governo Monti.
Hanno, in primis, evitato una qualsiasi legge elettorale che potesse garantire una governabilità o un cambiamento politico radicale.
Poi hanno cercato di reinventare la loro proposta politica facendo di tutto per dimostrarsi incapaci di un rinnovamento credibile.
A sinistra si è spianata la strada alla candidatura del giovane Bersani, temando pubblicamente, la vittoria del vecchio Renzi che sicuramente avrebbe portato al PD una bella fette di elettori di destra (delusi e smarriti), oltre a quelli di una sinistra non certo soddisfatta delle vecchie guardie.
Dall'altra invece si è puntato tutto sull'innovativo Alfano, per anni ombra di Berlusconi, a tal punto da aver perso ogni tipo di identità, trascinando (non per colpa sua) il PDL a quota 15%.
Ho i miei dubbi che non ci fossero alternative, specie guardando al grande fermento popolare, ma ciò nonostante ci si ritrova dopo un anno a sperare che Monti venga eletto, mettendo al sicuro partiti che altrimenti le avrebbe prese di santa ragione.
L'unico a non gradire troppo è Berlusconi, che questa volta rischia grosso. I processi stanno arrivando al dunque e senza appoggi governativi, simpatie di palazzo o legittimi impedimenti vede il cappio che si stringe.. inoltre non è un bel periodo per le aziende, in particolare le sue, da sempre sotto attacchi speculativi e non certo prive di nemici. Dunque ecco spigata la discesa sfasciagoverno dell'ultima settimana. (sempre secondo il mio inutile parere).
Alla fine, dunque e nuovamente, siamo qui ad accettare il meno peggio, ad attendere che un uomo serio (questo glielo si riconosce), prenda democraticamente il comando del Paese, magari ricordandosi che la politica dovrebbe cercare la soluzione più giusta e non solo la più idonea (fa una bella differenza!).
Nel frattempo, i nostri Dinosaudi politicanti, al riparo dall'estinzione, si preparano per un bel letargo stipendiato che li porti fuori da una crisi che hanno contribuito a creare.
lunedì 10 dicembre 2012
Stupire
Si chima Dynamo ed è uno dei più famosi prestigiatori del mondo, tanto che Discovery Channel gli ha dedicato uno spazio settimanale nella propria programmazione, in un momento dove la magia, il mentalismo e la manipolazione stanno tornando prepotentemente di moda!
Eccolo in azione per la strada, il palco ideale per le sue prodezze.
venerdì 7 dicembre 2012
Italia Loves Emilia
E' uscito il 27 novembre il CD/DVD del grande concerto avvenuto il 22 settembre a Campovolo in favore dell'Emilia colpita dal terremoto.
La promozione del disco è stata affidata ad un singolo: A muso duro, di Pierangelo Bertoli (pubblicato nel 1979), reinterpretata per l'occasione da tredici tra i più grandi cantanti Italiani.
La canzone, molto bella, è contemporaneamente un tributo al grande Bertoli, cantante e autore Emiliano, padre di alcuni dei più bei testi della musica nostrana, tra cui questo indelebile manifesto alla propria identità, brano che lo ha spesso identificato.
Ecco il comunicato che accompagna il clip ufficiale:
Il 22 settembre al Campovolo c'era l'Italia tutta, centinaia, migliaia
di battiti che attraverso la musica sono diventati un solo grande
battito, un battito di solidarietà, pieno di speranza, emozioni e voglia
di ricominciare e ricostruire.
Per celebrare questo incredibile spirito di solidarietà è stato scelto il brano "A Muso Duro", scritto da Pierangelo Bertoli, e qui reinterpretato in STUDIO da 13 GRANDI ARTISTI DELLA MUSICA ITALIANA: Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero, i 13 PROTAGONISTI DI ITALIA LOVES EMILIA.
http://www.italialovesemilia.it
Il VIDEO si apre con una selezione di immagini delle conseguenze del sisma del 20 e 29 maggio che ha colpito 87 comuni distribuiti in 6 Province dell'Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
A seguire LE PRIME IMMAGINI UFFICIALI DEL CONCERTO: dalla fase di allestimento a quella delle prove, dall'arrivo dei 150.000 all'esibizione dei 13 big sullo straordinario palco di ITALIA LOVES EMILIA.
"A Muso Duro" su iTUNES http://i.digita.li/A-Muso-Duro-iTunes
A partire dal 27 NOVEMBRE sarà IN VENDITA nei negozi e negli store digitali "Italia Loves Emilia - Il Concerto" LA REGISTRAZIONE INTEGRALE dell'evento in 4 CD + 2 DVD.
L'intera raccolta fondi sarà destinata alla ricostruzione delle scuole di 10 comuni colpiti dal sisma. http://www.italialovesemilia.it/obiettivo-trasparenza
Per celebrare questo incredibile spirito di solidarietà è stato scelto il brano "A Muso Duro", scritto da Pierangelo Bertoli, e qui reinterpretato in STUDIO da 13 GRANDI ARTISTI DELLA MUSICA ITALIANA: Biagio Antonacci, Claudio Baglioni, Elisa, Tiziano Ferro, Giorgia, Lorenzo Jovanotti, Ligabue, Litfiba, Fiorella Mannoia, Negramaro, Nomadi, Renato Zero e Zucchero, i 13 PROTAGONISTI DI ITALIA LOVES EMILIA.
http://www.italialovesemilia.it
Il VIDEO si apre con una selezione di immagini delle conseguenze del sisma del 20 e 29 maggio che ha colpito 87 comuni distribuiti in 6 Province dell'Emilia Romagna, Lombardia e Veneto.
A seguire LE PRIME IMMAGINI UFFICIALI DEL CONCERTO: dalla fase di allestimento a quella delle prove, dall'arrivo dei 150.000 all'esibizione dei 13 big sullo straordinario palco di ITALIA LOVES EMILIA.
"A Muso Duro" su iTUNES http://i.digita.li/A-Muso-Duro-iTunes
A partire dal 27 NOVEMBRE sarà IN VENDITA nei negozi e negli store digitali "Italia Loves Emilia - Il Concerto" LA REGISTRAZIONE INTEGRALE dell'evento in 4 CD + 2 DVD.
L'intera raccolta fondi sarà destinata alla ricostruzione delle scuole di 10 comuni colpiti dal sisma. http://www.italialovesemilia.it/obiettivo-trasparenza
giovedì 6 dicembre 2012
I Lilu che cambiano voce
Hanno appena festeggiato vent'anni di carriera, collezionando successi e riconoscimenti, con un pubblico affezionato a tal punto di sentirsi parte di una grande famiglia.
Non stupiscono così, le tantissime manifestazioni di stima ed affetto nei confronti di PIPPO (Filippo Bessone), la storica voce dei Trelilu, che annuncia, per motivi legati al suo lavoro, l'abbandono del quartetto.
Pochi giorni fa sul sito è comparso questo comunicato:
Carissimi tutti, ormai appartiene già alla Storia.
Il 29 Novembre 2012 è stata ufficializzata la notizia:
Pippo abbandona il campo.
Ma questa avventura chiamata Trelilu continua.
A presto, grazie del vostro sostegno!
Nel frattempo è stato annunciato l'ingresso nei Lilu di Roberto Beccaria "Nel ruolo di voce principale, e blagor ingleis picabale pistin" a cui toccherà il duro compito di raccogliere l'eredità artistica di Pippo e realizzare nuove e divertenti pagine di questa realtà!
In bocca al lupo!
Non stupiscono così, le tantissime manifestazioni di stima ed affetto nei confronti di PIPPO (Filippo Bessone), la storica voce dei Trelilu, che annuncia, per motivi legati al suo lavoro, l'abbandono del quartetto.
Pochi giorni fa sul sito è comparso questo comunicato:
Carissimi tutti, ormai appartiene già alla Storia.
Il 29 Novembre 2012 è stata ufficializzata la notizia:
Pippo abbandona il campo.
Ma questa avventura chiamata Trelilu continua.
A presto, grazie del vostro sostegno!
Nel frattempo è stato annunciato l'ingresso nei Lilu di Roberto Beccaria "Nel ruolo di voce principale, e blagor ingleis picabale pistin" a cui toccherà il duro compito di raccogliere l'eredità artistica di Pippo e realizzare nuove e divertenti pagine di questa realtà!
In bocca al lupo!
martedì 4 dicembre 2012
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