E’ uscito l’atteso video clip della splendida aMMami di Zibba, girato a Casa Baladin di Piozzo nelle settimane passate!
Bel video e bellissima canzone, Zibba si conferma una realtà di tutto rispetto e costantemente in crescita!
Ps: aMMami aMMami aMMami siamo io e te e dopo il sesso voglio un cesso e una media super baladi!!
Spazio aperto per tutti! Un luogo dove condividere notizie, consigli, recensioni, pensieri, progetti e musica! Il Concerto per un Amico attivo tutto l'anno! Vuoi diventare autore del blog? contattaci!
martedì 29 giugno 2010
sabato 26 giugno 2010
Italia povera
A volte non basta il cuore per evitare un fallimento, ma se c’è il cuore non possono mancare le emozioni. Magari la rabbia per un’ingiustizia, la passione che sfinisce chi non si arrende, la crudeltà che solo al destino viene perdonata. Niente di tutto questo si è visto nel nostro mondiale, e chi come me, segue il calcio solo per questi eventi, deluso dalla sottomissione dello sport allo show businnes, si trova tristemente consapevole che la propria intuizione fosse esatta. Fino a quando crederemo che l’apparenza possa sostituire l’essere saremo destinati al declino, in tutti i campi. L’augurio è quello di svegliarsi prima di picchiare il naso, e tornare a vivere nella realtà, quella fatta di emozioni vere e di regole semplici e fatali. Quel tipo di vita che ti porta ad essere felice per una possibilità concessati, a conoscere ed apprezzare quello che fai, a riportare la dignità e l’onore tra i propri valori e perché no, ad essere più umili. Lo staff dell’Italia sportiva, come una proiezione della propria Nazione, ha dimostrato di avere una classe politica-decisionale con troppi incompetenti, incapaci, menefreghisti e speculatori, pochi uomini di valore frazionati in vecchi stanchi e demoralizzati da una parte, e giovani spaventati e per nulla supportati dall’altra, dispersi in una marea di fantocci dopati, bluffatori e senza dignità.
La colpa non è solo di Lippi o dei giocatori, la colpa è di chi non se ne accorge più.
Che serva almeno da esempio per rimetterci in piedi.
La colpa non è solo di Lippi o dei giocatori, la colpa è di chi non se ne accorge più.
Che serva almeno da esempio per rimetterci in piedi.
venerdì 25 giugno 2010
DEFTONES 2010 – LIVE
E’ la quinta volta che vedo i Deftones dal vivo, ed è sempre un’emozione! Dedico poche righe a questo evento, in fondo basta chiedere a chi c’è stato o sbirciare i video su You Tube. Inoltre devo ringraziare i miei compagni di viaggio, un tuffo nel passato con i nuovi e vecchi amici di sempre!
Il live è stato un parallelo con il disco uscito da pochi mesi Diamond Eyes, che sembra un tributo alla band, con tanti pezzi inediti che vanno a ripescare tutte le sonorità espresse dai Deftones nella loro carriera (ormai ventennala, nonostante Adrenaline uscì solo ne 1995!)
Così Chino e soci (orfani,si spera temporaneamente di Chi Cheng) con il nuovo entrato Sergio Vega (decisamente all’altezza), ci hanno fatto rivivere 15 anni di emozioni, con la grinta di sempre, senza lustrini ma con continue scariche di energia. Un dimagrito Chino Moreno ha dimostrato di aver ancora molto da dare, mentre l’ingrassato Abe Cunningham dimostra di non aver mai fermato la propria evoluzione ritmica! Bella anche la location, in cui, onestamente, mi aspettavo più gente, ma alla fine quegli spazi larghi hanno garantito un maggior godimento del concerto!
Bellissima serata ed ennesima magia di musica ed amici!
Il live è stato un parallelo con il disco uscito da pochi mesi Diamond Eyes, che sembra un tributo alla band, con tanti pezzi inediti che vanno a ripescare tutte le sonorità espresse dai Deftones nella loro carriera (ormai ventennala, nonostante Adrenaline uscì solo ne 1995!)
Così Chino e soci (orfani,si spera temporaneamente di Chi Cheng) con il nuovo entrato Sergio Vega (decisamente all’altezza), ci hanno fatto rivivere 15 anni di emozioni, con la grinta di sempre, senza lustrini ma con continue scariche di energia. Un dimagrito Chino Moreno ha dimostrato di aver ancora molto da dare, mentre l’ingrassato Abe Cunningham dimostra di non aver mai fermato la propria evoluzione ritmica! Bella anche la location, in cui, onestamente, mi aspettavo più gente, ma alla fine quegli spazi larghi hanno garantito un maggior godimento del concerto!
Bellissima serata ed ennesima magia di musica ed amici!
martedì 22 giugno 2010
Captain Beefheart & His Magic Band – Safe as Milk (1967)
Quando un amico ti propone un disco, anticipandoti quanto è stato importante per la sua crescita musicale, e conoscendo abbastanza le proporzioni di questa crescita e i gusti piuttosto raffinati di un orecchio esperto, l’ultima cosa che mi viene da fare è provare a recensirlo. Il rischio è quello di assecondare il suo parere o andare a trovare il classico pelo nell’uovo per dimostrare di averci visto qualcosa di diverso. Ma se me lo si chiede raccolgo la sfida e propongo il mio inutile parere.
Non conoscevo Captain Beefheart (sia benedetta l’ignoranza, terreno fertile per la curiosità!) e come di consueto mi sono concesso il primo ascolto nella completa disinformazione, approfittando delle pulizie domenicali nel retro negozio, con il buon Cally che sottolineava il suo assenso all’ennesimo disco “moderno” che passava il convento. In effetti Safe as Milk è stato pubblicato nel 1967 e mi ha dato come prima impressione quella di essere una raccolta, una sorta di greatest hits con le varie fasi e le varie facce musicali di un artista. Questo per i tantissimi colori, generi e suoni che il disco offre.
Tanto è bastato per stuzzicare la mia curiosità e (grazie alla Moderna tecnologia..) con qualche click ho capito due cose: uno, questo Captain Beefheart (pseudonimo di Don Van Vliet) è un genio! Due, non basterebbero due vite per farsi un’idea di quanti artisti incredibili abbiano e continuino a lasciare il segno su questo mondo!
Chi e cosa ha fatto Captain Beefhert lo trovate riassunto su Wikipedia a me è bastato leggere la sua dichiarazione “Non voglio vendere la mia musica. Vorrei regalarla, perché da dove l'ho presa non bisogna pagare per averla” e la sua biografia (che denota una certa coerenza non proprio diffusa in questa società) per farmi un’idea sul personaggio.
Safe as Milk è il primo disco di Don Van Vliet, con una formazione (la Magic Band) che nel corso degli anni subirà tantissime variazioni, restando però invariata nella qualità e che riesce in questo primo lavoro a proporre praticamente ogni aspetto del panorama musicale di quel periodo, con intuizioni e sperimentazioni che richiamano band nate decenni dopo!
E’ davvero incredibile la varietà di brani che offre questo disco (versione cd ristampato nel 1999) che contiene le 12 tracce originali, più 7 Bonus provenienti dai tagli realizzati per l’album Mirror Man del 1971 (ennesimo progetto ambizioso che mescolava tecniche di registrazioni diverse e che non vide mai la luce nella forma inizialmente desiderata.),
La fine degli anni 60 era un periodo di fermento musicale pazzesco che vedeva i grandi della musica impegnati in grandi sperimentazioni che cambiarono per sempre la storia della musica rock. Safe as Milk sembra raccontare quel periodo: ha l’acidità di Hendrix, il blues nero del sud America, venature Country, Soul, Jazz, chiaroscuri alla Doors, parti musicate e attimi di lucida follia che mi ricordano i primi Led Zeppelin (che si formarono solo l’anno dopo!) e ancora quelle dissonanze alla Velvet Underground, una ballata come I'm Glad che non ti aspetti e molto altro. Uno dei più grandi album d’esordio della storia, che se ben ascoltato porta in se tracce di quello che verrà, il punk e le sue declinazioni, l’indie, il prog ecc..
Un bellissimo disco a cui affezionarsi per scoprirlo un poco alla volta e per rivalutare un periodo spesso raccontato e mai abbastanza ascoltato. L’ennesimo buon consiglio da approfondire, ma davvero, ci vorrebbero due vite!
venerdì 18 giugno 2010
Ken Saro Wiwa

Senza memoria la vita non avrebbe senso. Senza le piccole e grandi storie non ci sarebbe memoria.
ken saro wiwa è morto
evviva ken saro wiwa
non è il tetto che perde
non sono le zanzare
non è il cibo meschino
non basterebbe a un cane
non è il nulla del giorno
che piano sprofonda
nel vuoto della notte
sono le menzogne
che ti rodono l’anima
E’ il Teatro degli Orrori a far rivivere attraverso alla musica la storia terribile e quasi sconosciuta di Ken Saro Wewa. La canzone è contenuta nel bellissimo e profondo disco che prende il nome da questo singolo “A Sangue Freddo”, un disco che merita un ascolto tutt’altro che superficiale.evviva ken saro wiwa
non è il tetto che perde
non sono le zanzare
non è il cibo meschino
non basterebbe a un cane
non è il nulla del giorno
che piano sprofonda
nel vuoto della notte
sono le menzogne
che ti rodono l’anima
Qualche mese fa, la storia era già stata raccontata da Saviano in una bellissima puntata con F.Fazio.
La musica a volte sa arrivare oltre e all’informazione e di certo in maniera meno fredda, specie se scritta ed interpretata come si deve!
Ps: Stasera il Teatro degli Orrori sarà al Nuvolari, per chi viene, ci vediamo su!
martedì 15 giugno 2010
Rock n'Roll!
Giovedì 10 giugno si è tenuta l'unica data in Italia del tour di Slash (e io non sono riuscito ad andare!!)serata, a detta di chi vi ha partecipato, splendida! (e che ca**o!) Durante la serata è successo un piccolo incidente ma ve lo racconto attraverso l'articolo apparso su liberonews:
Se lo ricorderà per un bel pezzo Slash, al secolo Saul Hudson, l’unico concerto tenuto in Italia, giovedì scorso. Per il calore e l’energia di tutto il pubblico e di un fan in particolare. Che durante l'esecuzione di Sweet child of mine ha fatto irruzione sul palco, scagliandosi addosso al cantante e cercando di buttarlo a terra.
Ma un uomo della security è stato più veloce di lui, lo ha placcato e trascinato giù dal palco. Anzi, i due sono letteralmente ruzzolati insieme (vedere video per credere).
D'altronde Slash, che ha rimediato una chitarra rotta, è uno che adrenalina ed emozioni forti le insegue da anni. E lungi dal lamentarsi o biasimare l'inefficiente organizzazine italiana ha commentato nel suo profilo su Facebook: : «È’ stata una folla chiassosa di sicuro – ma è grandioso. Il tipo che mi ha inchiodato non è riuscito a tirarmi giù del tutto ma mi ha rotto la chitarra. Ahh bene…è stato un rock show spacca-culo».
Ennesima lezione di Rock !
Se lo ricorderà per un bel pezzo Slash, al secolo Saul Hudson, l’unico concerto tenuto in Italia, giovedì scorso. Per il calore e l’energia di tutto il pubblico e di un fan in particolare. Che durante l'esecuzione di Sweet child of mine ha fatto irruzione sul palco, scagliandosi addosso al cantante e cercando di buttarlo a terra.
Ma un uomo della security è stato più veloce di lui, lo ha placcato e trascinato giù dal palco. Anzi, i due sono letteralmente ruzzolati insieme (vedere video per credere).
D'altronde Slash, che ha rimediato una chitarra rotta, è uno che adrenalina ed emozioni forti le insegue da anni. E lungi dal lamentarsi o biasimare l'inefficiente organizzazine italiana ha commentato nel suo profilo su Facebook: : «È’ stata una folla chiassosa di sicuro – ma è grandioso. Il tipo che mi ha inchiodato non è riuscito a tirarmi giù del tutto ma mi ha rotto la chitarra. Ahh bene…è stato un rock show spacca-culo».
Ennesima lezione di Rock !
domenica 13 giugno 2010
giovedì 10 giugno 2010
lunedì 7 giugno 2010
Fatti Furbo! Diventa donatore!

Essere un volontario, mettere qualcosa di proprio a disposizione degli altri è da sempre segno di generosità, un piccolo gesto che regala anche a se stessi una gran bella sensazione. Ci sono mille modi di essere un volontario, di fare beneficenza, di impegnarsi per qualcosa che non sia solo fine a te stesso, ma tra tutti, ce n'è uno che, oltre ad essere importantissimo, è anche utilissimo.
Donare il sangue non è solo un gesto di generosità tanto nobile quanto fondamentale, ma è anche un mezzo per tenersi costantemente sotto controllo! Da tanti anni sono donatore AVIS e vi assicuro che ne vale la pena. Il 14 giugno, sarà la giornata mondiale del donatore di sangue, e l'invito delle associazioni e dei tanti volontari, è quello di far conoscere questa pratica FONDAMENTALE, in modo che siano sempre più donatori e sempre meno bisogno!
Vi invito a visitare questo sito per saperne di più: www.avis.it e a prendere in seria considerazione il fatto di fare e farvi del bene.
Dopotutto donare sangue è semplicemente importante.
venerdì 4 giugno 2010
martedì 1 giugno 2010
Lutti nel “Metal”
Lo scorso 28 dicembre si è spento il giovanissimo batterista degli Avenged Sevenfold, James Owen Sullivan, detto “The Rev”, classe 1981 e tecnicissimo talento emergente. Nonostante la sua vita non proprio all’insegna delle buone maniere, sembra sia morto per cause naturali, lasciando sgomenti gli altri membri della band e i tanti amici musicisti che hanno partecipato alle esequie (Good Charlotte, Lostprophets, Atreyu, Linkin Park e My Chemical Romance). Lo stesso Mike Portnoy (Dream Theater), idolo di The Rev, ha manifestato il proprio cordoglio e si è detto disponibile a registrare il nuovo disco degli A7x, proprio in tributo al giovane batterista.
E’ invece più recente (24 maggio) la notizia della scomparsa di Paul Gray, 38enne bassista degli Slipknot (che lascia la moglie con il loro primo figlio in arrivo..), ritrovato dallo staff dell’Albergo in cui alloggiava, dopo la segnalazione dei famigliari che non riuscivano a contattarlo telefonicamente. Anche in questo caso sono molti i messaggi di cordoglio e i riconoscimenti al cofondatore della band americana. Anche i nostrani Lacuna Coil, la cui cantante Cristina Scabbia è legata sentimentalmente al chitarrista Jim Root, sempre Slipknot , attualmente impegnati in un tour americano, hanno dedicato alcuni brani al musicista.
Brutto periodo per il metal, ma purtroppo non sono fatti rari soprattutto nel mondo della musica. Indipendentemente dalla loro vita privata, dai loro problemi o dai loro vizi, tutti questi personaggi continueranno a vivere nei loro dischi, attraverso alla loro musica, grazie a quell'impronta candida che testimonierà in eterno il loro valore musicale.
E’ invece più recente (24 maggio) la notizia della scomparsa di Paul Gray, 38enne bassista degli Slipknot (che lascia la moglie con il loro primo figlio in arrivo..), ritrovato dallo staff dell’Albergo in cui alloggiava, dopo la segnalazione dei famigliari che non riuscivano a contattarlo telefonicamente. Anche in questo caso sono molti i messaggi di cordoglio e i riconoscimenti al cofondatore della band americana. Anche i nostrani Lacuna Coil, la cui cantante Cristina Scabbia è legata sentimentalmente al chitarrista Jim Root, sempre Slipknot , attualmente impegnati in un tour americano, hanno dedicato alcuni brani al musicista.
Brutto periodo per il metal, ma purtroppo non sono fatti rari soprattutto nel mondo della musica. Indipendentemente dalla loro vita privata, dai loro problemi o dai loro vizi, tutti questi personaggi continueranno a vivere nei loro dischi, attraverso alla loro musica, grazie a quell'impronta candida che testimonierà in eterno il loro valore musicale.
venerdì 28 maggio 2010
Mangiuma!
Come suggerisce la locandina, domenica parte l'avventura di Gian Luca e Mariella nella loro nuova veste di ristoratori! Per chi non lo sapesse Gian Luca è il presidente del Concerto per un Amico, colui che ha guidato la nostra manifestazione negli ultimi anni, con sacrificio e tanto entusiasmo. Ora con lo stesso spirito si appresta a dare una sterzata alla propria vita, coronando un sogno che, credo, sia nato anche grazie all'eperienza accumulato in anni di attività all'interno della nostra associazione. Tutto lo staff si unisce al coro per un grande in bocca al lupo, certi delle capacità e della determinazione di Gian e Mariella. Per chi ci sarà, l'appuntamento è a domenica 30 per l'inaugurazione, metre dalla prossima settimana possiamo iniziare a combinare delle gastronomiche escursioni in montagna!!giovedì 27 maggio 2010
"SAGGIO SCALA DEL RE"

Domenica 13 giugno ci sara' il saggio della "scala del re" con il seguente programma:
dalle 16 alle 18.30 i concerti per le vie del paese con le band di musica d'insieme, gli allievi e i bimbi di musica gioco
dalle 19 alle 20 aperitivo con il coro della "scala del re"
dalle 21.30 concerto degli insegnanti con una rappresentanza degli allievi di canto dei livelli avanzati.
Durante tutta la manifestazione avra' luogo il primo "mercato musicale" dove potrai esporre, vendere e comprare strumenti, dischi usati e tutto cio' che riguarda la musica. (per esporre tel 393.1011386 oppure info@marcobiaritz.it)
Servizio ristorazione curato da Baladin e Proloco
L'evento e' organizzato da "LA SCALA DEL RE", Il comune di Piozzo, La proloco, Le Baladin e Fuoritempo (Cuneo)
Fate girare la voce!!!!
mercoledì 26 maggio 2010
"Il problema non è quanto aspetti,ma chi aspetti"
...287 pagine lette in meno di cinque ore...non so se rappresenta un record, ma forse per me lo è... le 287 pagine sono quelle del libro "IL GIORNO IN PIU' " di Fabio Volo, penultimo lavoro di un piccolo grande talento narrativo (piccolo solo per il numero di libri fin'ora scritti!!!)... le meno di cinque ore sono quelle ritagliate da un lunedì di ferie, trascorso tra un tuffo, una corsa sulla spiaggia con mio figlioccio, un sonnellino sulla sdraio e un viaggio di due ore in treno per tornare a casa (si, perchè anche nel 2010 si può ancora viaggiare in treno...del resto leggere in macchina sarebbe stato molto più scomodo!!!).
La storia narrata è di quelle che un po' ci fanno sognare, quelle in cui accendi il cervello sulla modalità "FILM" e provi a pensare alle storie che hai vissuto o stai vivendo e a vedere se mai avresti potuto o potresti vivere anche tu una storia simile...i protagonisti sono Giacomo e Michela,i due si incontrano, si guardano, si vivono e si sognano senza mai conoscersi per davvero, fanno solo lo stesso tragitto in tram...ogni giorno...poi il destino mescola le carte, la loro vita insieme diventa reale, attraverso le pagine di una città, New York, descritta minuziosamente ed in ogni sua sfumatura, ma a questa storia, quasi per gioco, viene imposta una scadenza, come per il latte fresco...così i due ragazzi decidono di provare a viversi ed amarsi incondizionatamente, senza dubbi, incertezze e domande da porsi, senza la paura di esagerare e senza domande sul futuro...ma solo fino all'ultimo giorno prestabilito...purtroppo, per un evento brusco e improvviso, la loro storia e la loro magia devono terminare con un giorno d'anticipo...Michela e Giacomo si lasciano, come d'accordo, e si perdono ognuno nella vecchia vita, ma il desiderio di quel giorno perso, di quel giorno in più ancora da vivere, li riavvicina...poi, di nuovo una lunga pausa...e poi per sempre...
...di certo i due protagonisti non potevano sapere d'essersi sempre aspettati, ma hanno sicuramente capito d'essersi trovati.
Il libro è romantico, appassionato, semplice, lineare, divertente e spiritoso, come Fabio Volo sa essere...forse per alcuni sarà scontato o troppo sdolcinato??? ...ci aiuta a volare con la fantasia e a pensare che a volte i sogni possono diventare reali...certo,è solo un libro, ma cosa ci costa chiudere gli occhi e provare a crederlo?!?!?
La storia narrata è di quelle che un po' ci fanno sognare, quelle in cui accendi il cervello sulla modalità "FILM" e provi a pensare alle storie che hai vissuto o stai vivendo e a vedere se mai avresti potuto o potresti vivere anche tu una storia simile...i protagonisti sono Giacomo e Michela,i due si incontrano, si guardano, si vivono e si sognano senza mai conoscersi per davvero, fanno solo lo stesso tragitto in tram...ogni giorno...poi il destino mescola le carte, la loro vita insieme diventa reale, attraverso le pagine di una città, New York, descritta minuziosamente ed in ogni sua sfumatura, ma a questa storia, quasi per gioco, viene imposta una scadenza, come per il latte fresco...così i due ragazzi decidono di provare a viversi ed amarsi incondizionatamente, senza dubbi, incertezze e domande da porsi, senza la paura di esagerare e senza domande sul futuro...ma solo fino all'ultimo giorno prestabilito...purtroppo, per un evento brusco e improvviso, la loro storia e la loro magia devono terminare con un giorno d'anticipo...Michela e Giacomo si lasciano, come d'accordo, e si perdono ognuno nella vecchia vita, ma il desiderio di quel giorno perso, di quel giorno in più ancora da vivere, li riavvicina...poi, di nuovo una lunga pausa...e poi per sempre...
...di certo i due protagonisti non potevano sapere d'essersi sempre aspettati, ma hanno sicuramente capito d'essersi trovati.
Il libro è romantico, appassionato, semplice, lineare, divertente e spiritoso, come Fabio Volo sa essere...forse per alcuni sarà scontato o troppo sdolcinato??? ...ci aiuta a volare con la fantasia e a pensare che a volte i sogni possono diventare reali...certo,è solo un libro, ma cosa ci costa chiudere gli occhi e provare a crederlo?!?!?
martedì 25 maggio 2010
Pazzo mondo
C’è un po’ di confusione dietro questo bellissimo pezzo che porta il nome di Mad World.
Viene pubblicato nel 1982 dai Tears For Fears, primo singolo del disco The Hurting, versione tipicamente anni ’80 dai colori decisamente diversi dalle versioni riproposte nel tempo.
Nonostante il successo riscosso con la prima uscita, la versione originale (scritta da Roland Orzabal e cantata dal bassista Curt Smith) fu soppiantata nella memoria popolare dal rifacimento di Gary Jules, composto assieme all’amico M.Andrews nel 2001, come colonna sonora del film Donnie Darko. Da quel momento il brano è stato adottato da un’infinità di serial televisivi, di spot pubblicitari e di altri film. L’arrangiamento di Andrews, semplicistico e cupo, assieme alla voce di Jules, è stato spesso attribuito ai Rem, errore nemmeno troppo grossolano, visto la somiglianza di stile e tonalità. In realtà M.Stipe e soci non hanno mai inciso questa cover, e per quanto mi risulta, non l’hanno mai nemmeno proposta nei live.
E’ curioso vedere la metamorfosi di questa canzone, che, a seconda degli interpreti cambia vesti pur mantenendo un legame forte con l’atmosfera suggerita dal del testo. Sono tante le cover riproposte, ultima quella contenuta in Heart di Elisa, rivisitata in chiave rock, con tanto di solo centrale, per non parlare della ruvida versione degli Evergreen Terrace o nella potentissima metallizzazione dei Zonaria.. ma ce ne sono almeno altre 20 versioni!
Insomma, prendetela come volete, ma resta sempre una bella canzone in un pazzo mondo.
Viene pubblicato nel 1982 dai Tears For Fears, primo singolo del disco The Hurting, versione tipicamente anni ’80 dai colori decisamente diversi dalle versioni riproposte nel tempo.
Nonostante il successo riscosso con la prima uscita, la versione originale (scritta da Roland Orzabal e cantata dal bassista Curt Smith) fu soppiantata nella memoria popolare dal rifacimento di Gary Jules, composto assieme all’amico M.Andrews nel 2001, come colonna sonora del film Donnie Darko. Da quel momento il brano è stato adottato da un’infinità di serial televisivi, di spot pubblicitari e di altri film. L’arrangiamento di Andrews, semplicistico e cupo, assieme alla voce di Jules, è stato spesso attribuito ai Rem, errore nemmeno troppo grossolano, visto la somiglianza di stile e tonalità. In realtà M.Stipe e soci non hanno mai inciso questa cover, e per quanto mi risulta, non l’hanno mai nemmeno proposta nei live.
E’ curioso vedere la metamorfosi di questa canzone, che, a seconda degli interpreti cambia vesti pur mantenendo un legame forte con l’atmosfera suggerita dal del testo. Sono tante le cover riproposte, ultima quella contenuta in Heart di Elisa, rivisitata in chiave rock, con tanto di solo centrale, per non parlare della ruvida versione degli Evergreen Terrace o nella potentissima metallizzazione dei Zonaria.. ma ce ne sono almeno altre 20 versioni!
Insomma, prendetela come volete, ma resta sempre una bella canzone in un pazzo mondo.
venerdì 21 maggio 2010
mercoledì 19 maggio 2010
ZIBBA & ALMALIBRE "UNA CURA PER IL FREDDO" tour 2010

Inizierà a giorni il tour di ZIBBA & ALMALIBRE "UNA CURA PER IL FREDDO", ultimo lavoro del cantautore ligure e della sua band, quindi preparatevi che ci sarà da cantare e ballare per tutti.
Qui di seguito le date del tour:
- 22 maggio "ISOLA RITROVATA" Alessandria
- 26 maggio "CASA 139" Milano
- 27 maggio "DIAVOLO ROSSO" Asti
- 28 maggio "FALO'" Lesegno (CN)
- 29 maggio "RAINDOGS" Savona
- 8 giugno "MUSIC 4 PEACE" Genova
- 13 giugno "MIRABIGLIA" Fossano (CN)
- 17 giugno "VALLEPONCI" Finale Ligure (SV)
- 29 giugno "GAIA" Bene Vagienna (CN)
- 7 luglio "MERCU EN PIASA" Mondovì (CN)
- 23 luglio "SINTONIE ROCK FESTIVAL" Torino Lingotto
- 24 luglio "FESTIVAL" Cengio (SV)
- 31 luglio "CIANZERBO FESTIVAL" Imperia
- 1 agosto "MOBY DICK" Pogliola (CN)
- 2 agosto "LA BODEGUITA DELLA PLAYA" Andora (SV)
- 7 agosto "VIDEO BOX" Genova
- 30 agosto "GHIRONDA FESTIVAL" Otranto (LE)
- 31 agosto "GHIRONDA FESTIVAL" Grottaglie (TA)
- 1 settembre "GHIRONDA FESTIVAL" Grottaglie (TA)
- 2 settembre "GHIRONDA FESTIVAL" Bari
che altro dire...
NON MANCATE!!!
martedì 18 maggio 2010
Genio e Pazzia…
Si chiama Zach Hill, classe 1979 ed è un batterista. Questa è l’unica cosa razionale che, per quanto ne so, si possa dire di questo musicista le cui opere, almeno personalmente, reputo contese tra genio e follia. Ho ascoltato due dischi degli Hella, band in cui milita questo marziano delle bacchette, ma non ne sono mai arrivato alla fine. Eppure qualcosa di lui mi colpisce. Forse il suo modo interpretare la ritmica al di fuori da ogni schema. Forse per il suo stile puramente “nervo”. Forse perché alcune cose che non riusciamo a capire, o le liquidiamo, o ci affascinano.
Dubito che molti conoscano gli Hella (di cui posto una canzone?!?), ma per chi non lo sapesse, Hill è stato il batterista dei Team Sleep nel 2005 (di cui posto la MERAVIGLIOSA Ever) da molti scambiato per un campionatore…
Dubito che molti conoscano gli Hella (di cui posto una canzone?!?), ma per chi non lo sapesse, Hill è stato il batterista dei Team Sleep nel 2005 (di cui posto la MERAVIGLIOSA Ever) da molti scambiato per un campionatore…
giovedì 13 maggio 2010
Giro d'Italia
Da tanti anni mi sono allontanato da quel mondo su due ruote che tanto ha entusiasmato la mia adolescenza. Non ne so bene il motivo, forse le delusioni del doping, gli impegni lavorativi che mi rendevano impossibili certi orari o semplicemente altre passioni che hanno rimpiazzato quelle vecchie. Eppure ricordo con emozione quel periodo, ormai oltre 15 anni fa, quando al giro rimbombavano i nomi di Chiappucci, Indurain, Bugno, il primo Pantani, Fondriest, Argentin, Chioccioli, Cipollini ecc..
Ricordo il fascino di questa manifestazione, i paesaggi e l’emozione nel rivedere in televisione la strada che percorri tutti i giorni, l’attesa sulle strade per ore ed un passaggio di pochi secondi, i pomeriggi ad attendere una fuga o ad invocare un recupero.
E facile capire perché il nostro Paese sia da sempre così legato al giro e, soprattutto in passato, quanto questo sport fosse vicino alla gente. Scrittori, poeti, musicisti e pittori hanno cercato di riprodurre le tante facce del giro e spesso capita di imbattersi in queste opere senza nemmeno farci caso. Sono tantissime anche le leggende che affondano le proprie trame tra le pedalate dei ciclisti, racconti che mescolano realtà ed invenzione, senza spesso specificarne il ruolo, ma lasciando in chi le ascolta quel velo di fascino e mistero che le rende memorabili.
De Gregori (anzi il fratello Luigi Grechi) ha musicato la vicenda tra il bandito Sante Pollastro e il grande Girardengo nella bellissima “il bandito e il campione”, storia che ha come teatro proprio il mondo del ciclismo. In realtà sono molte le licenze poetiche e per chi volesse saperne di più può CLICCARE QUI.
Ricordo il fascino di questa manifestazione, i paesaggi e l’emozione nel rivedere in televisione la strada che percorri tutti i giorni, l’attesa sulle strade per ore ed un passaggio di pochi secondi, i pomeriggi ad attendere una fuga o ad invocare un recupero.
E facile capire perché il nostro Paese sia da sempre così legato al giro e, soprattutto in passato, quanto questo sport fosse vicino alla gente. Scrittori, poeti, musicisti e pittori hanno cercato di riprodurre le tante facce del giro e spesso capita di imbattersi in queste opere senza nemmeno farci caso. Sono tantissime anche le leggende che affondano le proprie trame tra le pedalate dei ciclisti, racconti che mescolano realtà ed invenzione, senza spesso specificarne il ruolo, ma lasciando in chi le ascolta quel velo di fascino e mistero che le rende memorabili.
De Gregori (anzi il fratello Luigi Grechi) ha musicato la vicenda tra il bandito Sante Pollastro e il grande Girardengo nella bellissima “il bandito e il campione”, storia che ha come teatro proprio il mondo del ciclismo. In realtà sono molte le licenze poetiche e per chi volesse saperne di più può CLICCARE QUI.
lunedì 10 maggio 2010
Slash - Slash (2010)
Essere una delle poche Rock Star sopravvissute a se stesse, al mito dei Guns ‘n Roses, allo stesso Axl, imponendosi nell’olimpo dei chitarristi pur non essendo un purista, un genio della tecnica, un creativo assoluto, diventando comunque un icona, un personaggio che ha saputo crescere grazie alla musica e non agli scandali. Un chitarrista che ha scritto alcuni tra i più celebri riff che il rock ricordi, e con un carattere e uno stile talmente personale da scoraggiare qualsiasi tipo di plagio o imitazione. Questo è Slash.
Purtroppo non basta il personaggio a scrivere la storia, così il solco inciso per l’eternità assieme ai Guns è andato assottigliandosi con le fasi successive e un po’ appannate dei “Velvet Revolver” e dei grandi ma spesso incompresi “Slash's Snakepit”.
Oggi diviso tra la forzata ma milionaria disoccupazione, il duro lavoro del genitore e le mille voci di reunion con gli Axls ‘n Roses, ha deciso di chiamare a raccolta un po’ di amici (e che amici!!) e sfornare un disco rock, puro e semplice rock come si deve, senza andarci per il sottile, con le tamarrate di diritto, col tutte le sfaccettature del caso e soprattutto con lo stile Slash che ne caratterizza l’anima e il cuore.
Ci sono oltre trent’anni di musica in queste 16 canzoni, e nonostante alcuni passaggi non proprio inediti (su tutti Doctor Alibi che si regge sullo stesso riff della celebre Main Man dei Ramones), il disco è davvero bello! Per non parlare degli ospiti, che cambiano ad ogni canzone, regalando nuove sensazioni a tutto il disco.
Ian Astbury (The Cult) & Izzy Stradlin (ex socio di Guns) in Ghost aprono il disco, Ozzy Osbourne si concede in Crucify the Dead, bellissima ballatona dai topi cupi e affascinanti, la bravissima Fargie (Black Eyed Peas) che non mi entusiasma nella cover di Paradise City assieme ai Cypress Hill, risplende nella classicissima Beautiful Dangerous dove sfodera il suo talento “cazzutissimo”. Ottimi anche Myles R. Kennedy (Alter Bridge) nella blueseggiante Back From Cali e nella struggente Starlight, e quel signore di Chris Cornell (Soundgarden, Audioslave) nell’ennesima dimostrazione di adattabilità vocale in Promise papabile ennesimo singolo dell’album.
Tocca poi ad Andrew James Stockdale (Wolfmother) dare voce alla meravigliosa By the Sword, mentre Lemmy (Motörhead.) canta e suona Doctor Alibi di Ramones ispirazione!
Eccezionale la strumentale Watch This con Dave Grohl (Nirvana, FooFighter, Probot ecc…) e l’altro ex Guns Duff McKagan. Molto personali invece le partecipazioni di Adam Levine (Maroon 5) in Gotten e Kid Rock in I Hold On che sembrano brani loro con la partecipazione di Slash!
Potentissime Nothing to Say con Matthew Shadows (Avenged Sevenfold), We're All Gonna Die con l’immortale ed esplosivo Iggy Pop e Chains and Shackles con Nick Oliveri (Kyuss e Queens of the Stone Age), una canzone praticamente heavy! Molto bella anche la parentesi “contaminazioni” di Saint is a Sinner Too con il poco conosciuto in Italia, nonostante il nome, Rocco DeLuca.
Se amate il rock e volete un disco che suoni come si deve senza bisogno di dimostrare nulla a nessuno ve ne consiglio vivamente l’acquisto!
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