giovedì 28 febbraio 2013

Tutto e il contrario di Tutto

I Maya non ne possono nulla, ma se ci avessero detto che il 2013 si apriva in questo modo, probabilmente, qualche mese fa, qualcuno li avrebbe tirati in ballo.
Certo tutto sarebbe dipeso da come ce le avrebbero raccontato, perché come capita spesso, le cose hanno più di una sfaccettatura e a seconda della prospettiva il panorama cambia parecchio. 
Trovarsi a marzo senza un governo stabile, senza il Papa, tempestati da meteoriti, minacciati dalla più grande crisi economico-finanziaria che l'occidente ricordi e con la carne di cavallo nei tortellini di manzo è davvero spaventoso.
Oppure no.
Sarà un sentore primaverile, ma a pensarci bene qualche lato positivo potrebbe anche esserci in tutto questo sfacelo.
Partiamo dai tortellini.
Sono nel settore e conosco i segreti di certi ambienti. Se si trova carne più costosa al prezzo di una più conveniente qualcosa che non torna c'è e se con ZERO vittime qualcuno capisse che valorizzare il commercio interno, la filosofia del Km 0 e la produzione locale, anziché agevolare lo scambio di risorse che potremmo tranquillamente produrre sulle nostre terre, senza importarle dall'altra parte del mondo sarebbe più sensato, meno costoso e più "eco-compatibile"!
Con la crisi ormai ci conviviamo e se per un attimo cerchiamo di mettere da parte i drammi causati dalla perdita del lavoro e delle speculazioni finanziarie, ci accorgiamo che molte brutte abitudini stanno cambiando anche grazia questo brutto periodo. Si spreca senza dubbio meno, si spende meno (purtroppo) ma con più criterio (menomale!). Si riscoprono vecchie parole come solidarietà, tenacia, riparazione e sacrificio offuscandone altre come indifferenza, apatia, sperpero e frivolezza.
Non parlo dei meteoriti, ne dei significati divini o alieni che vengono loro attribuiti, ma ricordarsi che certe cose possono accadere, magari ci aiuterà a prevenire o contenere gli effetti di eventuali altri fenomeni di questo genere.
Il Papa ci ha ricordato di essere umano, a capo di organizzazione che a quanto pare non ha nulla da invidiare a una qualsiasi altra organizzazione economico-politica, sia questa una nazione, un fondazione o una setta massonica. Certo non voglio fare paragoni, ma a giudicare da quanto si è letto sui giornali in queste settimane, in Vaticano si discute di tutto tranne che di fede (la storia si ripete in continuo...).
Forse c'è bisogno di questo scossone, casuale o pianificato che sia, per far spurgare un poco quella ferita infetta che la Chiesa non è mai riuscita a risanare del tutto, quel suo legame troppo stretto al "potere" che è l'esatto contrario dei valori che essa predica e dovrebbe perseguire. 
In tanti anni quanti hanno pagato in fede il prezzo del "Palazzo", da dover alimentare attraverso banche ed investimenti ma anche da dover difendere attraverso insabbiamenti e contraddizioni; e quanta poca attenzione è stata data ai grandi quesiti della vita che troppo spesso vengono liquidati con un saccente ricorso a tesi ormai troppo distanti dalla modernità e dalla realtà dei fatti.
Infine eccoci al dopo elezione: ingovernabilità.
Il mio primo pensiero è stato "e che differenza c'è dall'essere governati come negli ultimi anni, incapaci di una qualsiasi riforma, divorati da ogni tipo di scandalo e ruberia, bloccati da continui battibecchi che esulano dei bisogni reali del nostro Paese?".
Poi riflettendo un po' sulle cose si nota che non è vere che nulla è cambiato.
Si, il giaguaro non è stato smacchiato e lo smacchiatore ha non vinto, ma dopotutto cosa ci aspettavamo? Dopo tanti anni di promesse rieccoci a scegliere tra Berlusconi-Maroni e Bersani-Vendola, stessi programmi, stesse promesse stesso stile che però li vede sfiorare il 30% in coalizione, numeri da bocciatura insomma.
La novità è che tra il M5S e l'astensione quasi metà Paese ha dimostrato di essersi stufato (o comunque di voler reagire in qualche modo), ci si trova un parlamento che vede per il 60% facce nuove e qualche vecchia gloria della politica è stata dismessa! Sarà un piccolo passo o sarà l'ennesimo fallimento lo capiremo presto, ma in fondo credo o voglio credere che sia qualcosa!
Sono sicuro che in tutti i campi della vita, per rialzarsi tocca cadere, perché finché si barcolla e ci si trascina avanti, non si sente la necessità di una svolta.
Quindi bando alla tristezza, tanto vale sperarci su e sentirsi pronti a ripartire.


lunedì 25 febbraio 2013

Vista sul futuro

Mentre in queste ore si decide attraverso il voto la direzione del nostro futuro, almeno sotto l'aspetto politico, Google svela al mondo l'ormai leggendario Google Glass.
Questi occhialini, che proiettano direttamente sulla retina le risposte ai quesiti o alle necessità che l'utente pone loro vocalmente, potrebbero rappresentare il futuro della tecnologia al servizio dell'uomo.
Il mondo diventa un gigantesco monitor su cui scorrono informazioni ed elementi da fotografare, filmare, interrogare o conoscere.
Si assottiglia ulteriormente il confine tra reale e digitale, tanto da rendere le due cose sovrapponibili, tanto da modificare in maniera tangibile la percezione del mondo.
Forse la domanda può risultare esagerata, ma mi chiedo fino a quando saremo in grado di vedere le cose per quello che sono davvero, sempre che oggi, noi, ne siamo ancora in grado...



venerdì 22 febbraio 2013

Ciao

Niente può impedirci di non credere agli addii, ma solo agli abbracci di chi si ritrova dall'altra parte. Ciao nonna.

mercoledì 20 febbraio 2013

One Day... Mangoni version


La storia di questo brano è piuttosto travagliata, tanto che partendo da Gerusalemme si arriva fino all'artista internazionale Luca Mangoni.
Scritta nel 2008 da Asaf Avidan, viene pubblicata nel disco The Reckoning, primo lavoro della band Israeliana Asaf Avidanthe Mojos. Questa formazione ha riscosso negli anni un discreto successo, soprattutto in patria, uscendo con altri due dischi fino al 2010, quando Asaf Avidan intraprende un percorso da solista.
Poco tempo dopo un Dj tedesco, tale Jacob Dilßner in arte Wankelmut, contatta Asaf su Facebook, complimentandosi per il disco e per la canzone, che nel frattempo aveva remixato e messo su YouTube.
Asaf non apprezza l'operazione e chiede immediatamente il ritiro del brano, pretesa che viene completamente ignorata.
Nel giro di pochi mesi la canzone diventa un tormentone a livello mondiale, sfociando in una lunga serie di equivoci sia sull'autore, sia sul cantante, spesso scambiato per donna a causa di quella sua timbrica unica ed atipica.
Oggi Asaf riconosce e palesa la sua gratitudine nei confronti di Wankelmut, capace di trasformare una bella ed intensa canzone in un successo planetario, forse di minor valore artistico, ma di certo più idoneo a scalare le classifiche.
L'apice, però, viene raggiunto dalla reinterpretazione del brano da parte di Luca Mangoni, durante la diretta di Cordialmente su Radio DJ.
One Day è senza dubbio un bellissimo pezzo, indipendentemente da chi l'ha scritta, mixata o rivisitata!





Non ci sono più lacrime, il mio cuore è arido
Non rido e non piango
Non penso a te tutto il tempo
Ma quando lo faccio – Mi chiedo perché
Devi andare fuori dalla mia porta
E lasciare proprio come hai fatto prima
So che ho detto che ero sicuro
Ma gli uomini ricchi non possono immaginare la povertà.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare
Piccolo me e piccolo te
Abbiamo continuato a fare tutte le cose che fanno
Non hanno mai creduto fosse possibile
Come io non potrò mai credere che tu sia vero
Torno ancora qui – la colpa
Il senso di colpa, il dolore, la vergogna
I padri fondatori del nostro piano
Questo è bloccato in nuvole piene di pioggia.
Un giorno tesoro, saremo vecchi
Oh tesoro, saremo vecchi
E penseremo alle storie che avremmo potuto raccontare

lunedì 18 febbraio 2013

La magia di Bollani

Tra gli ospiti che Sanremo 2013 ha portato sul palco, senza dubbio, il più sorprendente e talentuoso è stato l'eccentrico Stefano Bollani, uno dei più grandi compositori e pianisti jazz italiani. Magnifico.

giovedì 14 febbraio 2013

I signori della musica Italiana

Sorprendere e divertire con un pezzo difficilissimo che solo loro potevano scrivere.
Portarlo sul palco più omologato e istituzionale, con una leggerezza da fuoriclasse.
Come sempre EelST!

mercoledì 13 febbraio 2013

Questione di Carattere

Le critiche esistono e sono comuni in tutto il mondo.
Le reazioni no, quelle sono personali e spesso la differenza lo fa il carattere.
Abituati a repliche forti, a battebecchi da bar e a sdegni che si trasformano in querele mi ha colpito l'eleganza e la determinazione di Beyoncè.
Accusata di ogni debolezza, per aver cantato in Playback alla parata d'investimento per il nuovo mandato presidenziale di Obama, alla conferenza per la presentazione del Superbowl, la cantante si è presentata così, dimostrando a colpi di talento, coraggio e Carattere!


lunedì 11 febbraio 2013

Parole che s'intrecciano

Subissati da parole e promesse, Sky tg 24 ha realizzato un video che prova a mettere insieme tutto quello che negli ultimi giorni è venuto fuori dai nostri candidati. Da vedere per riflettere!

venerdì 8 febbraio 2013

Nebbia

A meno che non debba guidare, devo ammettere che la nebbia mi affiscina.
Rende spettrale il paesaggio e, come la neve, veste il mondo in cui vivi di abiti nuovi.
Caleb & Shawn sono due amici registi (Videomakers per esattezza!) che condividono la passione per la fotografia e la vita all'aria aperta.
Hanno pubblicato sul loro profilo Vimeo questo bel video che vi segnalo, corredato della meravigliosa ballata in stile Nick Drake (rimodernizzato) di Ben Howard.
Howard è un giovane cantautore britannico, classe 1987, noto nell'ambiente della musaica neo-acustica e giunto, dopo una lunga serie di EP, alla pubblicazione del suo primo album Every Kingdom, che contiene appunto questo bel brano dal titolo Gracious.



Fog from Caleb & Shawn on Vimeo.

martedì 5 febbraio 2013

Drunken Lazy Bastard

Di questi tempi ho iniziato un percorso musicale che mi ha portato nella verde (e alticcia) vallata del Celtic-Punk!
A discapito delle mie convinzioni, che si aspettavno musicisti Irlandesi con barbe incolte e pesanti maglioni di lana, scopro che moltissime band provengono da oltreoceano, spaziando dal Canada fino ad arrivare alla calda California!
Certo il legame con l'Irlanda è sempre piuttosto forte, spesso per la provenienza di alcuni musicisti ma anche per semplice infatuazione o per l'assidua frequentazione di Irish-Pub.
I testi delle canzoni passano da argomenti legati all'alcool, alle donne, alle donne alcolizzate, alle botte, alle botte alcolizzate e alle leggende di gente alcolizzata con una continua ricerca alle rivisitazione di classici e filastrocche tradizionali.
Il connubio tra punk e folk non è certo una novità, ma non nego che trovo esaltante trovare violini e cornamuse a farsi spazio tra le taglienti chitarre distorte e le ritmiche serrate di basso e batteria!
Come naturale sono decine le canzoni degne di nota che ho scovato, pur scontrandomi spesso con una qualità piuttosto scadente a livello sonoro, spesso a causa di registrazioni live o autoprodotte.
Tra le tante chicche mi ha molto divertito il brano Drunken Lazy Bastard dei The Mahones, canadesi purosangue che devono il proprio nome al detto Irlandese 'pogue mahone', un francesismo per dire: baciami il culo!
Piuttosto divertente è anche il video che qualche appassionato ha postato su YouTube, con una serie di vittime dell'alcool particolarmente ispirati dalla canzone! 


venerdì 1 febbraio 2013

Dream On

Era il 1973, ben 40 anni fa, quando un giovane Steven Tyler, all'epoca venticinquenne (e da tre cantante degli Aerosmith) scrisse questo capolavoro del rock.
Pubblicata nel disco omonimo della band scalò le classifiche solo nella riedizione di qualche anno dopo, consacrandosi a grande classico del rock e, sopratutto per il testo, diventandone praticamente un inno.
Le cover di questa canzone si sprecano, pur rimanendo comunque fedelissime all'originale.
Tra le più famose ci sono quella di Ronnie James Dio e Yngwie Malmsteen (con l'aggiunta di qualche trilione di note su chitarra), quella dei Breaking Benjamin (spesso realizzata in chiave acustica), quella di Tori Amos e quella di Anastacia (celebre per gli acuti davvero al limite della voce).
Nessuna ha però intaccato la bellezza dell'originale, che mantine dunque tutto il suo fascino.
L'operazione forse più riuscita avvenne nel 2002, quando fu Eminem ad omaggiare questo brano, usandone la base ed inserendone il ritornello nel singolo Sing for the Moment.

 

martedì 29 gennaio 2013

Per la pelle?

Il web è una vetrina infinita per chiunque voglia mettersi in mostra.
Questa è contemporaneamente la forza e il limite di questo mondo virtuale che ha stravolto le nostre abitudini. Capita infatti di trovare ogni tipo di informazione e contemporanemente ogni tipo di smentita!
E' sempre più sottile il filo che separe verità e fantasia, tanto da rendere spesso incomprensibili le intenzioni di chi si presenta come esperto, amatore o semplicemente appassionato di qualsivoglia disciplina.
Ci sono tutorial per ogni genere di attività e insegnanti al limite del credibile, come in questo caso diventato celebre in poco tempo, di cui è già nata la parodia.. della parodia (forse!).

venerdì 25 gennaio 2013

I Senza Vergogna

Me lo chiesi qualche mese fa "vorrei vedere con che faccia si presenteranno in video a candidarsi" e ora, nauseato e saturo, posso finalmente arrendermi all'evidenza, non esiste più la vergogna.
Penso che Italia abbia alcuni problemi radicati nel proprio carattere: non ha memoria storica, tende a vendersi facilmente ed è un'inguaribile avventata.
Questo ha portato spesso loschi personaggi a prendersi gioco del nostro Bel Paese, ma ben peggio, ha portato una bella fetta di Impuniti, a considerasi ingiudicabili.
Per questo motivo con tanta sfrontatezza, oggi, ci troviamo davanti le stesse persone che parlano di rinnovamento, pulizia e cambiamento.
Quando vedete quei volti in TV, vi invito ad abbassare il volume e ripensare a quanto, negli ultimi 12 mesi, nessuno si sia adoperato per avviare un solo provvedimento a favore del nostro Paese, votando ogni genere di tassa e ostacolando ogni genere di riforma, dall'amministrazione pubblica a quella elettorale.
Rileggete i giornali di 3 -5 -10 anni fa (li trovate su tutti i siti dei quotidiani) e vi renderete conto che hanno sempre detto tutto e il contrario di tutto e che ad ogni campagna elettorale la colpa è stata SEMPRE di qualcun altro (.. e naturalmente le stesse persone!).
Ho imparato a mie spese che chi non sa chiedere scusa, non sa riconoscere o non sa ammettere un errore non può permettersi di farne.
Così vedo i senza vergogna e cerco di sopportarli, ma non mi si chieda di credere al rinnovamento quando le dirigenze sono le stesse, non mi esalterò per le liste pulite quand'è il partito ad essere marcio.
La rinascita non è nemmeno contemplata quando i 3 maggiori pretendenti al governo hanno al loro interno personaggi responsabili del fallimento del nostro Paese.
Basta a chi in 10 anni non ha combinato niente.
Basta a chi si riempie la bocca di paroloni come giustizia (e poi sia appella all'immunità per salvare i propri deputati e non far scoperchiare pentole pericolose), primarie (e poi blocca un centinaio di poltrone per i soliti noti), sinistra (e poi fa affari con le banche che nemmeno i capitalisti più convinti...), responsabilità (quando i clientelismi con sindacati, cooperative, aziende e (ancora) banche hanno per anni indicato le politiche da seguire a discapito delle ideologie e delle necessità)
Basta a chi per un anno ha giocato la carta dell'autorevolezza per chiedere sacrifici al popolo e poi si allea con la brigata più affarista e opportunista che ci sia in circolazione.
Infine Basta con le alleanze politiche che in tanti anni hanno dimostrato unicamente che vincere le elezioni è una perdita di tempo se poi non si può o non si vuole governare.
Insomma, queste tribune elettorali non mi hanno fatto cambiare idea e quindi credo che a votare ci andrò (felice come mangiassi vetro!) ma darò il mio voto a chi in parlamento non si è mai seduto, fosse di destra, sinistra, populista o rivoluzionario. Fosse anche un visionario, una formazione che aspira all'1% o magari la vera soluzione ai nostri problemi.
Voterò chi ancora non deve vergognarsi, così che facendolo non debba farlo io!


lunedì 21 gennaio 2013

Guarda che non sono io

Scrivere un testo è un'impresa complicata, chiunque si sia cimentato in tale avventura ne sa qualcosa. Bisogna far combaciare melodia, metrica e significato senza possibilmente sacrificare al dio "va bene così" uno qualsiasi di questi aspetti.
Ci sono però autori capaci di scrivere e musicare vere e proprie poesie, concretizzare concetti astratti e raccontare storie comuni rendendole uniche.
Francesco De Gregori è uno di questi, scrive da una vita e possiede uno stile inconfondibile.
Quando ho sentito questa canzone, Guarda che non sono io, ho immediatamente pensato che nessun'altro potesse scrivere un testo così dolcemente crudo.
Le canzoni possono fare miracoli, ma è troppo facile confondere il creato con il creatore e per molti, questo, è diventata una parte integrante del personaggio che rappresentano.
Ci sono autori (soprattutto nel Rap, nel neo melodico e nel rock) che parlano in prima persona delle proprie esperienze, magari ricamandoci su, magari mettendosi a nudo, pur sapendo che nel momento in cui la canzone viene regalata all'etere, chiunque la riceva la trasforma attraverso la propria sensibilità, ricavandone spesso significati diversi da quelli che lo stesso autore voleva esprimere.
Ci vuole coraggio (e forse un pizzico di superbia) per scrivere un testo così, terribilmente vero, tanto da apparire scortese, tanto da rischiare di umanizzare il mito sublime del cantautore.
Proprio qui, però, si annida quel pizzico di presunzione, di chi sa bene di essere più forte delle proprie parole, conscio che alla fine queste contribuiranno unicamente a mantenere quel fascino indissolubile del personaggio Francesco De Gregori.
A conferma di questo resta l'epilogo di questo live, quelle ultime parole dette dopo aver suonato questa canzone: come si fa a non volermi bene..




Guarda che non sono io quello che stai cercando
Quello che conosce il tempo, e che ti spiega il mondo
Quello che ti perdona e ti capisce
Che non ti lascia sola, e che non ti tradisce
Guarda che non sono io quello seduto accanto
Che ti prende la mano e che ti asciuga il pianto

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e mi ringrazia
Vuole sapere qualcosa
Di una vecchia canzone

Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio
E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io"

Guarda che non sono io quello che mi somiglia
L'angelo a piedi nudi, o il diavolo in bottiglia
Il vagabondo sul vagone
La pace fra gli ulivi, e la rivoluzione
Guarda che non sono io la mia fotografia
Che non vale niente e che ti porti via

Cammino per la strada
Qualcuno mi vede
E mi chiama per nome
Si ferma e vuol sapere
E mi domanda qualcosa
Di una vecchia canzone


Ed io gli dico "Scusami però non so di cosa stai parlando
Sono qui con le mie buste della spesa
Lo vedi, sto scappando
Se credi di conoscermi
Non è un problema mio

E guarda che non sto scherzando
Guarda come sta piovendo
Guarda che ti stai bagnando
Guarda che ti stai sbagliando
Guarda che non sono io

lunedì 14 gennaio 2013

Parole di Fine Anno

Ecco una carrellata di parole di fine anno.
Quattro discorsi che si intrecciano a volte si somigliano (mai nello stile!), a volte si scimmiottano.
Vi invito a vederli tutti, a perderci un po' di tempo, perché sono 4 aspetti del nostro Paese che bisogna sempre tener presente.
Non farò commenti, per quelli potete leggere le parole del popolo di YouTube che accompagna le pubblicazioni e già da quello si può capire quanto e come vengono valutati gli oratori in questione.
Mi limito a metterli in successione, a partire da quello del Presidente Napolitano, quello istituzionale per eccellenza, spietatamente accolto dalla rete.
Poi quello di Grillo, quello più visto, quello più diretto e a tratti quello più controverso.
Come terzo video pubblico quello del 1978 di Sandro Pertini, in chiusura ad un anno terribile per l'Italia, diverso ma riconducibile al nostro 2012.
Il quarto è quello di Natalino Balasso, per me uno delle poche persone capaci di sfondare con ironia le porte dell'ipocrisia.
Traete voi le conclusioni, riflettete sulla diversità dei concetti e delle parole espresse, scegliete voi l'augurio che più vi colpisce, trovate voi un buon motivo per continuare a sperare in un anno migliore!



giovedì 10 gennaio 2013

Botta e Risposta

La rivalità tra band non è certo una novità, spesso emerge da piccoli screzi fino ad arrivare a vere e proprie risse o ad imbarazzanti variazioni di scalette durante i festival, coperte alla bell'e meglio da improbabili comunicati stampa giustificatori.
Sull'argomento ci sono infinite pagine di letteratura, quintali di gossippate e una tendenza sempreverde a romanzare il tutto, magari servendosene poi per pubblicizzare un evento o riportare i riflettori su personaggi la cui fama comincia ad oscurarsi.
Capita però anche il contrario, ovvero che le voci si rincorrano senza motivi fondati, basandosi su illazioni o su banali fraintendimenti.
E' un po' il caso degli In Flames e di Soilwork, due storiche band Svedesi che hanno contributo all'evoluzione melodica del Deathmetal. Viste forse le affinità di genere e la forte ascesa dei Soilwork in un periodo chiave per gli In Flames, iniziò a girare la voce di un disamore tra le due formazione, troppo spesso paragonate l'una all'altra.
Forse proprio da queste voci è nata l'idea, appoggiata dalla loro stessa etichetta (che condividevano) di realizzare due videoclip a parti invertite, variando solo i personaggi e i colori di fondo.
Vennero quindi realizzati i clip di Trigger per gli In Flames e di Rejection Role per i Soilwork, con praticamente lo stesso format e lo stesso copione.
Un botta e risposta in cui mentre una band si esibisce, l'altra segue con una certa fredezza che sconfina nella sufficienza se non nello snobbismo! Insomma una parodia della parodia di due band amiche nella realtà!




lunedì 7 gennaio 2013

Il ritorno dei Boysetsfire

Quello che sembrava un tipico ritorno per il più classico dei tour nostalgici tutto sold out, si è invece dimostrato uno stimolo irresistibile per i Boysetsfire.
Per chi come me ha vissuto da musicista l'epoca del post hardcore prima ancora che il termine Emo diventasse una moda, questa band statunitense ha rappresentato un forte riferimento sia tecnico che artistico.
Hanno passato quindici anni a spartirsi grandi palchi e piccoli club "fondamentalisti", passando da etichette indipendenti a grandi major, mantenendo con forza un'identità che a volte li ha penalizzati e a volte esaltati.
Ora annunciano un inaspettato ritorno in studio, con una formazione rinnovata ma non stravolta.
Ecco le loro parole prese direttamente da Groovebox.it:

"I Boysetsfire sono stati una band per quasi due decenni. In tutto questo tempo abbiamo tenuto centinaia di spettacoli per tutti coloro che ci guardvano, dalle cantine al pubblico del festival. Abbiamo vissuto il terrore del rap-rock, la tirannia del nu-metal e i giorni bui del pop-punk. 
Eravamo in giro prima di Internet. E' la Verità. Abbiamo fatto demo, abbiamo registrato 4 LP, EP, CD, e anche un Cassingle. 
Abbiamo suonato Rookie più di 1000 volte. 
Siamo caduti da più palchi di quanto la maggior parte delle persone abbia mai calcato. 
Abbiamo firmato e rescisso, firmato e rescisso. 
Francamente, la maggior parte delle persone avrebbero rinunciato anni fa. 
Ci abbiamo provato Come il tossicodipendente con le migliori intenzioni abbiamo giurato di esserne fuori, abbiamo fatto ammenda e cercato di ricostruire le nostre vite senza Boysetsfire. Ma il richiamo era troppo. 
Ben presto ci siamo ritrovati in situazioni che fanno prendere quelle decisioni che portano a tanto dolore. Prima di saperlo eravamo già in un tour di reunion. E 'stato incredibile. Poi abbiamo tenuto il fiato, abbiamo incrociato le dita e cominciato a scrivere canzoni. Ciò che ne è venuto fuori è una musica ancora più intensa, più fragile e più brutale di ogni altra cosa che avevamo fatto prima. 
La scrittura era così gratificante che abbiamo deciso di continuare a scrivere ... e scrivere ... e abbiamo scritto. 
Ora abbiamo un nuovo membro (Dan Pelic), un vecchio membro che è tornato (Robert Ehrenbrand), un amico di lunga data ufficialmente nella band (Chris Rakus) e i tre capelli grigi originali (Chad Istvan, Nathan Gray e Joshua Latshaw) a suonare insieme. 
Stiamo scrivendo un nuovo album. 
Abbiamo un tour programmato. 
Non vediamo l'ora di un altro ventennio ... Dio mio .... "

giovedì 3 gennaio 2013

The Afterman

Per aprire questo 2013 mi affido ad una canzone, l'ultima che mi ha stregato nel 2012. Si chiama The Afterman ed è solo una sfaccettatura di un disco davvero bello: The Afterman: Ascension dei Coheed and Cambria. Ecco il clip ufficiale, firmato dall'instancabile e ormai trasversale Robert Schober.
Nel secondo video ho pubblicato la versione acustica, suonata lo scorso ottobre a Long Beach in California.
Inutile sottolineare il talento smisurato dei quattro.

lunedì 31 dicembre 2012

Buon 2013!

In bocca al lupo per questo 2013 e che sia un anno sereno, a renderlo felice tocca a noi, dopotutto questo, come sempre, sarà il nostro anno.