martedì 30 settembre 2014

Here Comes the Night

Nell'ottobre del '64 venne incisa la canzone Here Comes the Night, che divenne l'anno successivo il sigillo sulle potenzialità dei Them, pubblicato poco dopo il brano Gloria, primo successo internazionale per la band Irlandese.
Compie quindi 50 anni questa canzone che tra le sue grandi doti vanta un'autore d'eccezione come Bert Berns, un cantante al debutto chiamato Van Morrison e un quasi sconosciuto Jimmy Page ad incidere gli arrangiamenti di chitarra.
Nel giro di pochi anni Berns divenne uno dei più influenti compositori e produttori del ventennio '60 '70 mentre per Van Morrison iniziò una lunghissima carriera che lo porterà a diventare uno dei più grandi artisti di sempre. Inutile ricordare che nel 1968 Jimmy Page fondò i Led Zeppelin.
Here comes the myth..

sabato 27 settembre 2014

In My Darkest Hour

Era il 27 febbraio del 1986 quando, in seguito al ribaltamento del bus su cui viaggiavano, Clifford Lee Burton, bassista dei Metallica, perse la vita.
Per alcuni Cliff fu il vero perno su cui si avvitò il successo della band, per altri fu semplicemente un musicista straordinario e per altri ancora colui che ha saputo far evolvere lo speed metal in thrash metal.
Comunque lo si definisca resta il fatto che chiunque lo abbia conosciuto, ha tessuto elogi per la sua figura,  non solo musicale, dipingendone un ritratto sincero e condiviso.
Cliff è stato un fratello maggiore per James Hetfield, che ancora oggi conserva l'anello che gli è stato donato dalla famiglia Burton, è stato il miglior amico di Kirk Hammett, con cui condivideva le stanze nei tour e con cui ha scambiato la cuccetta la notte del disastro. E' stato anche l'alter ego di Lars Ulrich, facendo per la musica quello che il batterista faceva per il businness della band.
L'incidente ha segnato profondamente la vita dei sui compagni, nel carattere, nelle scelte difficili che hanno dovuto affrontare negli anni a venire, nel lascito musicale che li ha contagiati insegnando loro l'importanza della varietà d'ascolto e della devozione alle proprie passioni.
Se i Metallica sono diventati quello che rappresentano lo devono anche a lui e, nonostante le illazioni, lo ricordano bene.
Quel che rimane di Cliff è un'infinita serie di citazioni, un schiera di fan devoti e tanta buona musica. Tra i tanti tributi a lui dedicati, ho scelto questo di Dave Mustaine, in eterno conflitto con i Metallica, ma legato a quella band fin da quando lui stesso contribuì a farla emergere.
Mustaine dichiarò di essere stato ferito dal fatto che nessuno dei Metallica si prese la briga di comunicargli direttamente la morte di Cliff, e di aver reagito con rabbia alla brutta notizia.
Durante quel conflitto di emozioni scrisse questa canzone, che negli anni venne spesso dedicata all'amico e compianto bassista dai pantaloni a zampa. Ciao Cliff Burton.

venerdì 26 settembre 2014

Domande

"Premessa in libertà"
Questo famoso Jobs Act dovrebbe essere il provvedimento cardine per la difficile condizione economica Italiana.
Ciononostante il Governo si è prima preoccupato della riforma costituzionale (arenata?), di quella elettorale (sparita?) e di quella scolastica (ma..?), tanto per preparare il terreno ai famosi cambiamenti di cui l'Italia necessita e che attraverso il Jobs Act dovrebbero concretizzarsi.
Ora vado di "pensieri in libertà":
Stando a questi dati nel nostro paese ci sono circa 23 milioni di lavoratori, 9 dei quali sono interessati dal celebre Articolo 18, che dovrebbe difendere il lavoratore da un licenziamento ingiustificato.
In Italia ci sono più di 3 milioni di disoccupati ufficiali ma si stima che la cifra dei cercanti lavoro si aggiri sugli 8 milioni.
In questo ragionamento sconnesso aggiungo che non conosco un solo datore di lavoro che licenzierebbe un dipendente serio su cui si può contare, mentre ne conosco un sacco che per convenienza sfruttano i tanti contratti particolari che lo stato permette (lavoro cooperativo in primis).
Passando di palo in frasca notiamo che i lavoratori iscritti ai sindacati sono circa 16 milioni (ma la stima è in continua polemica..) di cui 6 milioni sono pensionati.
Negli ultimi sei mesi si registrano quasi 8000 aziende chiuse, record storico che continua drammaticamente a superarsi e che in 5 anni vede un'ecatombe di oltre 60000 aziende.
A volte le aziende che chiudono ne portano con se altre collegate e spesso al declino di esse corrisponde quello di chi ci lavora o ci collabora.
La pressione fiscale sulle imprese è oltre il 65% e il Cuneo Fiscale ha raggiunto nel nostro paese un livello insostenibile che compromette il rapporto tra pagato e pagante in maniera evidente.
Ora vado di "domande in libertà":
Qualcuno sa spiegarmi perché anche questa volta il dibattito sul lavoro si deve arenare su questo Articolo 18? Con i numeri citati??
Qualcuno mi spiega perchè è più importante tutelare il lavoratore dal licenziamento che favorirne l'assunzione? Sempre con in numeri citati??
Qualcuno mi spiega perchè i sindacati continuano a dire di voler difendere i lavoratori quando evidentemente difendono esclusivamente i loro iscritti? Spesso a discapito degli stessi?


mercoledì 24 settembre 2014

I Lunghi Cucchiai

Nell'impresa di sensibilizzare la gente al problema della fame e della condivisione del cibo, la Caritas ha  realizzato questo video di un minuto sviluppando in questo clip l'allegoria dei Lunghi Cucchiai.
Il video è accompagnato da queste parole:

“L’allegoria dei lunghi cucchiai” è il primo video animato realizzato da Caritas nell’ambito della campagna “Una sola famiglia umana, cibo per tutti”.
Il video – rivolto principalmente ai giovani - insegna che «quando ci impegniamo a nutrire solo noi stessi , tutti restano affamati . Ma quando ci concentriamo sulla fame del nostro prossimo, scopriamo che si cono molti modi per sfamare tutti ».



sabato 20 settembre 2014

Sculture in movimento

Oggi è difficile stupirsi davanti alle animazioni. Ne si apprezzano i colori, le fattezze e le incredibili analogie con la realtà, risultato di tecnologie avanzatissime e miracoli digitali difficili già solo nel nome.
Li Hongbo è uno scultore cinese, amante del classico che ha però trovato il modo di stupire in maniera analogica.
Guardando le sue opere e quanto sono in grado di fare si potrebbe pensare ad elaborate tecniche futuristiche, ologrammi, laser, proiezioni multidimensionali e così via.
Si tratta però di una tecnica semplicissima, talmente semplice da sembrare geniale, naturalmente talento escluso.
Riprodurre queste sculture in maniera tanto perfetta, incidendo la carte e studiandone le proprietà in modo che i movimenti non danneggino il risultato è quantomeno impressionante!


Li Hongbo: Statues in Motion - Extended Cut from Todd Martin on Vimeo.

martedì 16 settembre 2014

La Gioconda alle Nozze di Cana


Visitare Louvre è un'esperienza che nella vita bisogna fare e anche per un ignorante del mio calibro è stata molto emozionante.
Passeggiare tra oggetti e dipinti che hanno fatto la storia, che l'hanno raccontata attraverso le loro vicessitudini, l'hanno vissuta nei dettagli che raffigurano e custodiscono i segreti di coloro che li hanno realizzati, non può proprio lasciare indifferenti.
E' innegabile che alcune opere siano oggi schiacciate dal mito in cui si sono trasformate, ma questo fa parte del gioco e a noi, spettatori più o meno informati a riguardo, non resta che ammirarle con l'aiuto che la nostra conoscenza (nel mio caso poca) ci fornisce.
Dopo aver seguito Francesca nel suo percorso ben pianificato ci siamo avvicinati alla celebre sala che ospita la Monna Lisa, il gioiello più prezioso del museo, almeno per quanto riguarda la popolarità di cui gode.
Il piccolo dipinto, incastonato in una parete interamente dedicata alla sua esposizione era assediata dai curiosi, armati di ogni genere di tecnologia fotografica intenti a rubare uno scatto sbiadito o mosso di un immagine che si trova ormai in qualsiasi forma e su qualsiasi supporto, dalle tazze alle magliette!
Certo il suo fascino è forte, pur valutando le sue discrete dimensioni che in tv la facevano più grande!.
Rifiutando l'idea di partecipare al pogo delle prime file, mi guardo intorno e proprio nella parete opposta vengono colpito dalla maestosa opera del Veronese: Nozze di Cana.
Si tratta di un dipinto immenso, oltre sei metri di altezza e quasi dieci di lunghezza, realizzato nel 500 e portato in Francia dal solito Napoleone che ne rimase estasiato.
Ora, pur non mettendo becco sugli aspetti tecnici e artistici delle due opere, ho trovato quantomai avvilente vedere questa scena dai contorni grotteschi di una folla in estasi di fronte alla piccola Gioconda nascosta dietro un vetro e la più completa indifferenza davanti a questo colosso che sembra inghiottirti.
Certo Leonardo ha una fama ben maggiore del Veronese e sicuramente le doti mistiche legate al suo ritratto ne fanno quasi un oracolo artistico, ma mettere le due opere l'una di fronte all'altra con questi risultati, ha generato nella mia mente un pensiero rozzo quanto stupido:
Se il Veronese vedesse tutto questo, dopo il c**o che si è fatto per dipingere questo colosso, non si rivolgerebbe a tutti i presenti e alle loro macchinette con un nobile: "ma andate a ca**re!"





mercoledì 10 settembre 2014

Ben Howard - Every Kingdom (2011)

Forse aveva bisogno di decantare… dopotutto la prima volta che ascoltai questo disco, retaggio di una scorribanda nel mondo del folk britannico, citato da molti come perla di un nuovo astro nascente, il mio giudizio fu abbastanza spietato.
L'aroma pop che emanavano le canzoni mi sembrava troppo caratterizzante in un momento dove trovavo esaltanti vecchie filastrocche e nenie popolari. Inoltre avevo fatto abbuffate di prodezze legate al fingerpicking, con le orecchie fumanti per meraviglie che vibravano sulle corde di artisti tipo Andy McKee e Erik Mograin.
Se aggiungiamo poi, che in più di una recensione era stato evidenziato un parallelo con Nick Drake, il cui solo nome riesce ad affamarmi, le mie aspettative erano decisamente esagerate.
Oggi tra un temporale e l'altro mi ritrovo davanti questo disco e decido finalmente di "ristapparlo", con la svogliata sensazione di farlo più per comodità che per giustizia.
Lontano dai paragoni e con l'orecchio meno compromesso, ecco emergere tutta la magia che non avevo colto, legata all'insieme degli ingredienti e non alla loro singolarità.
Ben Howard è molto giovane (classe 1987) e questo emerge sporadicamente dalle sue canzoni che a primo impatto sembrano invece fin troppo "navigate". Questo va ben compreso e non semplicemente confuso con la più banale e scontata leggerezza nel volersi ammiccare l'ondata folk rock moderna.
Certo ora mi sembrano più sensati alcuni paragoni ma la cosa che più affascina è l'armonia che questo disco custodisce, basata su linee semplici ma non scontate, malinconiche ma non tristi, brillanti ma non allegre.
Insomma, dopo due anni mi ritrovo ad apprezzare un disco che avevo scartato, a ricredermi su un giudizio affrettato e a godere di una nuova scoperta. Alla faccia della coerenza a tutti costi!

domenica 7 settembre 2014

martedì 26 agosto 2014

Sum&Metal

I Sum 41 hanno sempre strizzato l'occhio al metal, tanto da essere paragonati, nell'attitudine, più vicini alla vecchia scuola heavy che all'ondata punk rock.
Il loro stile è comuque d'ispirazione punk, uno skate rock che ricorda più i primi Green Day che i Maiden, pur non rinunciando alle contaminazioni, tanto da inserire nei loro dischi assoli di chitarra e strofe rappate!
Nel 2001, in occasione della colonna sonora di Spiderman, i ragazzi canadesi hanno pubblicato What we're all about, una versione modificate e riassemblata utilizzando citazioni dal loro ultimo disco e materiale inedito. Nel loro video è stato ospitato Kerry King, chitarrista degli Slayer, autore ed esecutore dell'assolo che fa da ponte.
 Indimenticabile inoltre, la partecipazione dei Sum 41 all'MTV ICON dedicato ai Metallica.

 

sabato 23 agosto 2014

Riflessioni sull'orrore

Mentre cercavo qualche chiarimento sulla crisi Irachena mi sono imbattuto su un video terribile, il cui macabro apice aveva come soggetto un bambino, chino sulla testa mozzata di un soldato (credo..) che, con un sorriso frutto dell'ingenuità dei suoi anni e la palese inconsapevolezza dell'orrore attorno a lui, provava ad alzarla come un trofeo davanti alla telecamera...
Non posterò l'indirizzo di questo video per rispetto, ma è pieno il web di altrettanti o forse peggiori immagini simili, provenienti da ogni parte del mondo.
In questi giorni la maggior parte di esse arrivano dall'Iriq e non possono lasciare indifferenti, così come le parole del Papa che parla apertamente di Terza Guerra Mondiale combattuta a pezzettini.
Come dargli torto visto anche il risultato dell'indagine dell'Huffingtonpost secondo cui solo 11 nazioni al mondo non sono impegnate in conflitti con Paesi esteri.
Questi conflitti sono più o meno conosciuti, alcuni sempre sotto i riflettori altri che si guadagnano la notorietà a suon di minacce o massacri, sempre più spesso svelati volontariamente attraverso video poi lanciati sul web, meglio se impressionanti, meglio se macabri, meglio se diffusi!
Non mi riferisco solo al video della barbara esecuzione del giornalista americano, ma alle decine di testimonianze che la strategia del terrore, firmata oggi da questo fantomatico gruppo jihadista chiamato ISIS continua a rilasciare sul web.
La tecnica è piuttosto semplice e si tramanda nel tempo, colpire con inaudita violenza nelle prime battaglie, diffondere le notizie delle atrocità commesse e godere delle conseguenze del terrore creato.
In questa maniera, interi villaggi fuggono e la resistenza delle popolazioni è pressoché nulla, così come quelle delle truppe più isolate o dei mercenari che temono una fine tanto violenta.
Nei secoli passati le voci venivano diffuse attraverso il passaparola, la stampa o macabri trofei esposti nelle zone di passaggio mentre oggi la comodità del web e la sua cassa di risonanza mondiale sembra essere il metodo preferito per protrarre tale pratica.
In più sembra che le dimostrazioni di forza, l'annullamento dell'avversario e la sete di sangue venga esaltata da questa finestra sul mondo, creando sempre più spesso mostri che fanno della disumanità il loro biglietto da visita.
Le parole del Papa su quanto sia lecito fermare l'aggressore ingiusto hanno suscitato un polverone, anche se dubito alludesse a bombardamenti o al rifornimento di armi ad una fazione rispetto all'altra .
Ormai è chiaro che quanto accade nel medio oriente è fuori controllo, spesso paradossale come il fatto che in questo momento il gruppo ISIS sia combattuto tanto dagli USA quanto dalla Siria, mentre parte delle fazioni che oggi verrebbero "rifornite" dagli Europei furono in un passato nemmeno troppo lontano bombardate degli stessi in quanto considerati ostili.
Non ci sono certo soluzioni semplici, anche perché gli anni di atrocità hanno partorito generazioni sempre più agguerrite, pronte a vendette sanguinarie e a disposizione di chiunque li sappia organizzare per trarre vantaggi dai loro atti.
Battaglie per i confini, per religione, per vendetta, per difendere la propria storia, per cancellare quella di chi si odia, il tutto finanziato e sfruttato per il vantaggio di qualcuno che spesso è estraneo a questi principi.
Come si risolve? Non ne ho idea, ma vedere quel video mi ha ricordato che se una cosa non è mai cambiata in tutta la storia del genere umano, questa è l'innata tendenza alla violenza che sfocia nelle guerre.
..E più ci si sforza per il rifiuto alla guerra, più si resiste al bisogno di pace.
 

mercoledì 20 agosto 2014

La sfida del Secchio

Orma è virale a livello planetario e ha coinvolto tutte le più grandi celebrità del pianeta, da Bill Gates a Mark Zuckerberg, da Lady Gaga a Eddie Vedder, da Justin Bieber a Barack Obama (per ora solo nominato!).
La cosa è piuttosto semplice e ha come scopo quello di raccogliere fondi per la ricerca contro la SLA.
In pratica si viene nominati e si hanno 24 ore per organizzarsi e realizzare un video in cui ci si ritrova vittime di una secchiata di acqua gelata!
Ormai sono migliaia i video ed è impossibile stare dietro a tutti, ma tra i tanti si annuncia una spettacolare sfida partita da Dave Grohl che ha citato nientemeno che Jack Black, John Travolta e Stephen King.
La singolarità è che per farlo ha organizzato una parodia del film Carrie, tratto appunto da un romanzo di King nella cui versione cinematografica ha recitato anche Travolta! Sotto a chi tocca, anche con le donazioni!

sabato 16 agosto 2014

In macchina con i Korn

Oggi i metodi promozionali si sprecano e nel mucchio alcuni sono piccole perle.
E' il caso di questa invervista-canzoniere a Jonathan Davis e Brian Welch, pronti a sfidarsi nel riconoscimento delle canzoni su di un Honda Civic.

martedì 12 agosto 2014

Ciao

L'affetto è una cosa starna, spesso ci lega a persone distanti che hanno però avuto la capacità di emozionarci, regalarci un sorriso o farci commuvere, spesso regalandoci qualcosa di più che un semplice intrattenimento.
La forza di Robin Williams non era tanto nella tecnica o nella sua fisicità, il suo dono superava le semplici espressioni e gli ha permesso di interpretare centinaia di ruoli senza mai perdere la credibilità che risiedeva nei suoi occhi e in quelli di tutti i suoi personaggi.
Da Monk e Mindy fino a The Crazy Ones ho sempre seguito i suoi lavori, la cui presenza era per me sinonimo di qualità, anche nelle parti minori, anche se lontano da quel Robin Williams divertente che poteva affrontare grandi temi con il sorriso.
Grazie e buon viaggio.

sabato 9 agosto 2014

Tool e assicurazioni

Dietro gli album dei grandi artisti si annidano spesso storie di poesia e misticismo, l'ispirazione che si fonde alle migliori produzioni, il genio espresso in frequenze intrappolato nei microfoni di studi leggendari, le parole dei testi che sposano la musica rivelando nuovi significati.
Se poi si tratta di artisti sfuggevoli, icone musicali o figure emblematiche di generi oscuri e graffianti tutto diventa ancor più affascinante, tanto da far scalpore anche quando non si pubblica nulla, dando vita a qualsiasi ipotesi per giustificare un silenzio difficile da spiegare.
Per i Tool stà accadendo questo, 8 anni di annunci e smentite, 8 anni di silenzi e una band innovativa che sedimenta sui suoi capolavori cristallizando nel mito che generalmente spetta a chi se ne va.
Finalmente giunge una spiegazione e ... alla faccia della poesia...
non si è prosciugata l'ispirazione, non sono vittime di qualche maledizione e non sono  stati sopraffatti da problemi personali: si tratta di una banale e concretissima causa legale.
Fine della poesie e bentornati nel mondo dove una disputa e un'assicurazione riescono a spegnere una macchina da guerra che fino al 2006 stava travolgendo il mondo del metal.
Per saperne di più: rockol.it

giovedì 7 agosto 2014

Vabbè va...

Scegliere Schettino come testimone (insegnante sarebbe tragico...) di una lezione sulla gestione del Panico, prima ancora della sentenza definitiva, che dovrà stabilire quanto i suoi comportamenti abbiano influito sulla morte di decine di persone, non mi sembra la cosa più ragionevole.
Che lo faccia un'Università come La Sapienza lo trovo quasi grottesco.
Esattamente come la scelta di sfruttare la sua immagine per lanciare la Codacons TV, baluardo catodico dei consumatori in generale, come le vittime del disastro della Concordia.
E' indubbio il clamore mediatico che suscita il comandante sotto inchiesta ed è scontato che molti cerchino di sfruttarne ogni eco.
Colpisce molto anche la grande disponibilità di Schettino, la cui spavalderia potrebbe essere frutto di una voglia di riscatto o semplice spregiudicatezza morale, discutibile, ma comunque riguardante scelte personali di una persona in attesa di giudizio.
Ben più grave è che questo venga sfruttato da Università e Associazioni che dovrebbero fare della morale un principio, strutture che dovrebbero indirizzare una società e non cavalcarne le deviazioni. Se infine pensiamo che tutto questo infierisce esclusivamente su chi ancora piange le proprie vittime e vede celebrare colui che ad oggi è uno dei principali probabili responsabili, la disapprovazione non può che aumentare.
Vabbè va... continuiamo così, tanto siamo nell'età d'oro del grottesco e pensare che sia la società a punire tali azzardi con l'oblio dell'indifferenza è semplice utopia.

lunedì 4 agosto 2014

Riforme

Qualche tempo fa, tra le lacrime, il governo Monti riformava il sistema pensionistico e aumentava le tasse per l'impossibilità di ridurre la spesa, appoggiato da un parlamento che nascondendosi dietro le vesti dei tecnici salvaguardava i propri interessi e quelli di chi temevano bruschi cambiamenti.
Con la caduta del governo tecnico, come sciacalli, tutti i partiti si sono cibati della carcassa decaduta, prendendo le distanze da quelle azioni impopolari e sfoggiando volti nuovi per le elezioni imminenti nel tentativo di non sparire nel il disgusto dilagante. 
Il nuovo parlamento, paralizzato dagli effetti di un'assurda legge elettorale, partoriva la rielezione di Napolitano che, sostenuto da gran parte di esso, manda avanti l'impavido Letta, idoneo a mantenere inalterati gli equilibri, mentre la gente digeriva i bocconi amari e tornava ad affamarsi di speranze.
Con drastico tempismo e una punta di spregiudicatezza è poi arrivato Renzi, forte della speranza che il suo nome suscitava, ma non abbastanza sicuro di poter sconfiggere un M5S, che alla speranza aggiungeva anche una buona dose di vendetta. Con l'appoggio del Presidente, Renzi evitava l'elettorato e mandava a casa Letta che finiva la sua funzione di fermacarte, lasciando il governo alla "svolta Renziana".
Riforme diventava la parola d'ordine, ma se all'inizio era piuttosto sbiadita a causa delle difficili condizioni di un PD spaccato, oggi è tornata ad illuminarsi dopo il plebiscito per le europee.
La storia prosegue, ma dopo quella delle pensioni firmata Fornero, alla parola Riforma non è rimasto che lampeggiare sull'insegna dei buoni propositi che accompagna ogni ministro dell'attuale esecutivo.
Con buona pace per temi minori come lavoro, economia, spesa pubblica, sanità, scuola e i piccoli screzi internazionali che causano immigrati e distruzione, l'unica riforma che può essere discussa sembra quella costituzionale, approdata al voto dopo la sospensione di quella elettorale, abbandonata per manifesta incapacità di raggiungere un'obiettivo.
Ora il tutto si ferma nuovamente, tra chi vuole portarla a casa ad ogni costo e chi vuole impedirla gridando al golpe... Ma è mai possibile che in Italia non si possa MAI cambiare nulla? E' possibile che la spunti sempre quello che grida più forte e che i compromessi siano sempre talmente invalidanti da rendere i cambiamenti nulli?
Intendiamoci, per me la riforma del Senato è inutile, se vogliono abolirlo va chiuso e basta, pochi ca**i, ma se ci riduciamo così per la gestione di una Camera il cui potere non si sa bene quale sarà, cosa succederà per temi ben più scottanti? forse NIETE? come al solito!
Il tutto naturalmente al di fuori delle Tasse, quelle si aumentano a colpi di maggioranza, riforme e decreti, con buona pace di un popolo che si appassiona a tagliole, canguri e ghigliottine!
Incomincio a pensare che tutto faccia parte di un sistema ben rodato in cui tutti si decide di non decidere e il non decidere piace a tutti.
Magari è la classica idea populista ma mi sono un po' rotto e se non vedrò cambiamenti dovrò iniziare a mettere seriamente in discussione i principi della democrazia!
Come me, purtroppo, potrebbero farlo in molti, preparando così il paese per il primo tiranno disposto a mangiarselo, con la speranza, piuttosto amara, che faccia un buon lavoro o comunque, per una volta, che qualcosa almeno si faccia!

giovedì 31 luglio 2014

Musica e scultura

I Chasing Owls sono una band indie-folk britannica, attivi dal 2010 ed in piena ascesa. Lo scorso 6 giugno hanno pubblicato il video della loro canzone Chapel Hill, che vede una collaborazione con Alasdair Thomson.
Thomson è uno scultore che si è formato in Italia, le cui opere diventano veri e propri vestiti di marmo. Nel video si vede la lavorazione che porta alla realizzazione di uno dei suoi pezzi, svelando nel dettaglio tutta la cura che l'artista utilizza nel suo lavoro, curando ogni particolare.
Il risultato è eccezionale e la canzone non è da meno.

lunedì 28 luglio 2014

Domande

Mi reputo troppo poco informato per prendere parte agli schieramenti pro o anti fazioni che impazzano sul web.
Il diritto alla difesa, il diritto alla libertà, il diritto di culto o quello di scegliere a che nazione confluire sono solo alcune delle motivazioni che dovrebbero giustificare i tanti conflitti che esplodono come un'epidemia nel mondo.
Alcuni fanno notizia (Israele e Palestina, Ucraina e Russia, Libia, Iraq..) altri evidentemente non meritano attenzione (Congo, Kenya, Sudan, Yemen..), altri ancora diventano cruciali a seconda del vento che ne porta notizia (Siria, Egitto, Afghanistan), facendoci dimenticare che non sono le fotografie o i video a fare la guerra, quella va tranquillamente avanti anche nel silenzio internazionale, anche senza il nostro disgusto, anche senza notizie.
Come dicevo non mi sento all'altezza di esprimere alcun giudizio su queste battaglie, deluso da un'informazione che credevo più trasparente grazie al web, ma che continua a confondere verità e arbitrio a seconda del punto di vista con cui si fanno le ricerche, cancellando il confine tra i fatti e le interpretazioni, creando spazi infiniti per gli alibi e sfruttando il bombardamento mediatico per abbassare il livello della saturazione che ci rende ogni giorno più insensibili e distaccati.
Tutto questo accade nel limbo dei mesi estivi, con l'attenzione già provata dalla voglia di vacanza, delle bizze del tempo, dai soliti problemi legati alla crisi (ormai patologica e quindi nemmeno degna di quel nome), dai dibattiti inutili sulla riforma del Senato e dai sermoni dei soliti benpensanti. 
Nella confusione le domande aumentano e vorrei tanto delle risposte a cui aggrapparmi...
A cosa serve l'ONU che non riesce mai a fare nulla se non la conta delle vittime?
A cosa serve schierarsi, comodamente seduti nelle proprie abitazioni, lontani dalle bombe e delle minacce?
Cosa possiamo saperne delle verità quando tutto quello che sappiamo ci viene raccontato per giustificare un'azione già in atto?
Cosa diavolo può giustificare la morte di un bambino o farne accettarne la sua possibilità?
La guerra è uno schifo. punto.