sabato 10 gennaio 2015

Thebuckle

Se si ama la musica quel tanto che basta per seguirne le evoluzioni negli anni, spaziando tra generi e culture diverse, non si può non accorgersi della ciclicità delle cose.
Come nelle mode, nei gusti e nell'arte, si è soggetti ad una ritualità fatta di riscoperte, contaminazioni, esplosioni e derive che ruotano attorno alla società che cambia meno rapidamente ma più radicalmente.
Per capirci, se ritornano i pantaloni a vita alta, il gusto per il vinile e le sonorità anni '70, difficilmente ritorneremo alle infinite ferie estive al mare, al boom economico e ai valori hippy.
Per questo motivo è molto più facile per noi, divoratori onnivori di musica, dannatamente convinti che la discriminazione (o pregiudizio) musicale sia un limite e non un vanto, restare sull'argine e veder passare i cadaveri degli Dei del momento, per poi vederli tornare con altre vesti e risalire la corrente per riconquistarsi la scena perduta.
Così il vecchio rock, nella sua deriva più ruvida ed estrema, cede alle lusinghe del progresso, dei suoni standard, della potenza esaltata ed appiattita dei trigger, mentre il figlio più fighetto, quell'indie che spesso strizzava l'occhio alle mode e si comportava da snob (per nulla dandy come direbbe Paolo Conte), torna alle origini, mettendo da parte i lustrini e riscopre il valore degli strumenti, dei suoni generati e non sostituiti.
Capità così che chi continua a picchiare sullo stesso tasto fregandosene dei vari cicli, si ritrivi nel posto giusto al momento giusto, come la camicia di flanella a quadretti che è rimasta sulle mie spalle come eredità dal tempo dei paninari, sfoggiata nell'era grunge, sopportata tra i nerd e oggi rilanciata dagli hipster... ma infondo da me indossata perchè mi piace.. punto.
Sopportando i periodi oscuri, cercando di mettere il naso fuori in mezzo ad un mondo spesso troppo distante, cambiando pelle e restando i soliti, oggi tornano due personaggi che di musica ne hanno fatta parecchia: Andrea e Maxim oggi sotto il nome di THEBUCKLE, ieri ex Kessler e soprattutto ex Unwelcome.
Cosa cambia? Molto e nulla.
In effetti a grandi linee il carattere, lo stile e l'atmosfera è la solita, anche i suoni non scendono a compromessi, tanto da trascinarti ai primi anni '90, a quando le cassette facevano ancora a pugni con i cd, soprattutto sui demo-tepe autoprodotti, prima di finire ko per sempre.
Non cambia la psichedelia dei riff insistenti e monotoni, fatti da poche note sapientemente inserite per martellare le meningi e farti desiderare un'apertura che arriva come una boccata d'ossigeno... insomma quel mondo a me tanto caro del crossover vecchio stampo. (vedi la traccia 4: Hold, bellissima!)
Oggi cambia tutto però, perchè il periodo è mutato, perchè stanno tornando i suoni sporchi e spesso anche le band di quegli anni. Alcuni cercano di inserirsi nello stile del momento, utilizzare la potenza effimera dei nuovi studi che li spalmano su dischi patinati come le ragazze da copertina, talmente belle da sembrare finte... Altri ripartono da dove avevano lasciato (vedi i Downset su tutti ), quasi riprendessero gli strumenti con tanto di polvere e valvole incrostate!
Questa volta i THEBUCKLE centrano il periodo, perchè a quanto detto si aggiungono fortissime tonalità stoner (il rifugio di ogni metallaro che non sopporta i modernismi), una ruvidità che è tipica di alcuni ambienti musicali oggi in crescita e soprattutto si offrono come alternativa ad un mondo che un po' comincia a puzzare e lo fanno senza sembrare un ripiego nostalgico, ma un nuovo incontro!
Il disco è ascoltabile su ROCKIT, mentre il video lo pubblico qui sotto:

1 commento:

Luca Mangolini ha detto...

HURRAFORTHEBUCKLE!!!!