domenica 19 luglio 2009

Estate Country.

Piena estate e le notti sotto le stelle diventano un piacere per chi può e sa gustarsele!
Sarà il profumo del fieno tagliato, il caldo o la voglia di brace che illumina la notte, ma in questi giorni mi ronzano in testa immagini e suoni Country, quasi west: pelle bruciata dal sole, polvere, il caldo che rallenta le cose, sudore a fiumi ... ci mancano i cavalli e le sparatorie..
Il Country è un genere piuttosto snobbato in Europa (ma in via di rilancio…), mentre è popolarissimo in U.S.A., in Australia e in SudAmerica.
Si sviluppa negli anni 20 ma affonda le proprie radici fin dalla seconda metà dell ‘800, nel periodo della guerra di seccessione. Nasce, come quasi tutti i grandi generi esportati dagli States, dal grande calderone socio culturale che si era formato in quelle terre, perennemente combattute tra chi se le contendeva con più o meno diritto. La base è quella folk, composta da chitarra e voce (derivazione celtica anglo-irlandese) mescolata alle sonorità blues e alla musica tradizionale delle popolazioni Sudiste (con violini, banjo, mandolini) che accompagnano testi sulla natura, sulla vita quotidiana, sugli animali (molto ispirata al mondo dei Nativi Americani) e su antichi riti tra il pagano e il religioso.
Naturalmente il Country si è poi sviluppato in mille direzioni, mescolandosi col Rock, col Pop, col Gospel, diventando accompagnamento per balli sfrenati, ispirando generi come il Rockabilly e arricchendosi di sonorità che sono entrate di diritto nel proprio dna (armonica a bocca su tutti). Gli artisti Country sono migliaia, provenienti da tutto il mondo (Usa principalmente ma anche Europei, Australiani, Sudamericani..), alcuni ormai Milionari al pari delle più grandi Rock Star (da Faith Hill a Keith Urban a Johnny Cash) con un seguito davvero pazzesco. Altri sono invece meno in vista ma considerati degli ispiratori del genere, dei puristi se vogliamo, artisti del cosiddetto Cowboy Country Music, di cui Don Edwards è uno dei più grandi esponenti. Questo sottogenere (odio queste etichette!!) è direttamente ispirato alla vita e alle gesta del mito dei Cowboys, degli indiani, e dei protagonisti di un epopea raccontata dal cinema e dalla letteratura.
Tra le tante ecco una canzone che da sempre mi affascina molto, forse per il suo triste richiamo a grandi personaggi (da Poncho Villa a Geronimo, dai Comanche a Red Wolf..) forse per quel vocalizzo stile Coyotes, o più semplicemente per quella sorta di melanconia un po’ tipica di chi canta stralci di storie che non torneranno più.


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