lunedì 31 agosto 2009

Un mondo di contrasti (parte 2)





E poi una volta rimesso in moto un certo equilibrio fittizio ecco che non piove e i prezzi dei prodotti alimentari di prima necessità decuplicano, tutto d’un colpo anziché essere l’Europa ad acquistare materie prime dall’Africa è questa ad avere bisogno del mais e della farina e la gente comune non riesce nemmeno a permettersi 1 kg di farina al mese. Che tanto non c’è.
E poi si potrebbe raccontare di come, usciti da tutto questo, i poveri keniani si trovino oggi ad affrontare una criminalità dilagante e sempre più snaturata e violenta, criminalità organizzata che si accanisce contro quelle comunità e classi sociali che hanno tutto, ad improbabile e irrazionale difesa dei diritti di chi non ha niente e che viene invece solo ulteriormente penalizzato da questa guerriglia urbana che non fa altro che alimentare altra violenza.
Ma una volta che sei lì, che ti trovi in una metropoli polverosa e caotica come Nairobi o che esci fuori dall’urbanizzazione alla volta del selvaggio, capisci che nulla è tanto inspiegabile quanto il fascino dell’Africa, il mal d’Africa, non mi stanco mai di ripeterlo, non è un’invenzione di qualche genio del marketing, è una malattia che ti viene, che senti al mattino quando ti svegli ed il cielo è di un colore che nemmeno Monet sapeva esistesse,

quando sei in mezzo ad un mercato aperto (qualcuno lo descriverebbe una pattumiera a cielo aperto, ma dopo un po’ ti abitui anche all’odore), dove ogni giorno migliaia di persone cercano di arrabattare qualche centesimo di dollaro per poter preparare la sera un piatto di ugali (pasticcio di farina di mais, non sa gusto ma riempie le pance) e tu ti senti così piccolo in confronto alla grandezza del sorriso di un bambino malnutrito ma VERAMENTE felice anche se non sa che cos’è un videogioco, un cellulare o un barattolo di Nutella…








...e poi esci dalla città e ti trovi schiacciato da una natura mai vista né immaginata, laghi rosa di fenicotteri, alberi rossi di amaranti, distese di nulla e di tutto. Le zebre ti accompagnano lungo il tuo cammino su sentieri polverosi che vedono la pioggia troppo di rado, se non fai attenzione uno struzzo ti salta sul cofano della macchina, per non parlare di bisonti imbufaliti disturbati nel loro sonno o di qualche Pumba che trotterella in mezzo alla strada con uccellini a dorso e famigliola a seguito. E tutto d’un tratto capisci che non puoi non amare questo mondo di contrasti.








mercoledì 26 agosto 2009

SABATO 29 - FINE SVUOTAGUARDAROBA!!





SABATO 29 AGOSTO termina la raccolta di abiti e materiali destinati all'India, ultima occasione dunque per poter fare la vostra donazione!!
Grazie a tutti quelli che lo hanno già fatto e soprattutto ai ragazzi dello staff che ogni settimana si trovano per smistare e sistemare il materiale!




domenica 23 agosto 2009

SONO VIVO PIU' CHE MAI!

Ciao a tutti, Ragazz, come state??? Io bene,molto bene!!! Ormai sono + di 20 giorni che manco dall'Italia, ma sto alla grande. E si, perche' propio il 2 agosto sono partito per la Spagna. Dopo 19 giorni passati a Lloret de Mar,dove ho lavorato come P.R. per una discoteca, il 21 agosto mi sono spostato a Pamplona per qualche giorno. Ma il mio viaggio non finisce qui!!! Domani trascorrero' la giornata a San Sebastian, mentre lunedi' mi spostero' a Zaragoza per qualche giorno. Dopodiche' passero' a Girona, giusto un apio di giorni di per riposarmi e il 30 agosto saro' di ritorno in Italia!!! Vi raccontero' tutto meglio al mio ritorno, anche perche' sto facendo un "diario di viaggio" che im qualche modo pubblichero' sul blog, ma appena avro' news ve le faro' sapere.
Per il momento mando un super abbraccio a tutti, augurandovi spettacolari guiornate ed emozioni, propio come sto vivendo io!!
A presto, cia'!!!

venerdì 21 agosto 2009

FATE GIRARE!!


ECCO IL VOLANTINO UFFICIALE DELLA 10^ EDIZIONE!!

FATE GIRARE PER MAIL, STAMPA E QUELLO CHE VI VIENE IN MENTE!!

COMUNICATE GENTE!!


martedì 18 agosto 2009

Un dono prezioso

Nel mese di maggio vi avevo parlato di una semplice quanto bellissima intervistra ad un signore di Farigliano, Giuvanin del Gas (se volete rileggere il post è "Storie senza Tempo" del 25 maggio). Ieri, purtroppo, si è spento lasciandoci come dono quella sua ultima chiacchierata immortalata dalla telecamera. Ci stringiamo al dolore dei parenti e salutiamo così un altro caro ed importante personaggio del nostro paese.

giovedì 13 agosto 2009

Telefilm – Ultraman (1988 –1991)

Dal Canada ecco arrivare nei primi anni ’90 in Italia “Il mio amico Ultraman” (titolo originale My Secret Identità) telefilm molto popolare tra i giovanissimi dell’epoca! Si tratta delle avventure del quattordicenne Andrew Clements (Jerry O'Connell), che dopo un incidente nel laboratorio dell’amico scienziato Dr. Benjamin Marion Jeffcoate (Derek McGrath) si ritrova ad avere dei superpoteri, proprio come i suoi beniamini sui fumetti.
La serie ruota attorno al segreto che i due vogliono mantenere attorno alla cosa, cercando di aiutare gli altri e difendendo se stessi.
Controllato regolarmente da Dottor J., Andrew impara poco alla volta l’utilizzo dei suoi poteri che all’inizio gli permettono solo di “fluttuare”, rendendo così necessario l’utilizzo delle bombolette spray per direzionare i suoi “voli”, pratica copiata da tantissimi ragazzini saltellanti con bombolette di lacca o di “Pronto” (me compreso!).
Durò per 3 stagioni poi venne interrotto presumibilmente per mancanza di idee. Jerry O’Connell continuò la carriera di attore sia per il cinema che per le serie tv di cui divenne anche produttore (I viaggiatori).


lunedì 10 agosto 2009

giovedì 6 agosto 2009

Un mondo di contrasti (parte 1)

Quando arrivai in Kenya per la prima volta ovviamente l’ eccitazione era alle stelle: il paese dell’africa sub-sahariana più di tutti famoso per la sua ricchezza naturalistica, meta di svariati pacchetti all inclusive Francorosso e “una luna di miele da sogno”, mi si sarebbe finalmente aperto davanti agli occhi.
Ovvio, quando viaggi per lavoro le aspettative sono diverse e per fortuna anche le esperienze cambiano notevolmente dai suddetti pacchetti, ma la realtà che mi accingevo ad affrontare era del tutto inaspettata.
Ho perso il conto, oggi, quante volte sono atterrata a Nairobi ma ogni volta è come se fosse una terra nuova che scopro in sempre più sottili sfumature.
Il Kenya è un paese grande due volte l’Italia, uscito dal colonialismo inglese come molti altri paesi africani negli anni sessanta e da allora in continua lotta per la sopravvivenza e per una speranza di sviluppo animata soltanto dalla forza di volontà della popolazione, attanagliata da fame, guerre tribali (oltre 200 tribù si spartiscono in modo più o meno pacifico il territorio) e una corruzione dilagante di un labile regime interessato solo al proprio tornaconto (vi suona familiare?!?!).
Il Kenya è ben lontano dall’essere la più grande democrazia moderna d’Africa, come si potevano vantare i governi occidentali negli anni novanta, in seguito a numerose azioni di mediazione e sostegno economico andati a finire chissà dove…sempre se mai arrivati. La ricchezza del paese è legata alle piogge, se queste non arrivano qui si muore di fame come altrove, mentre le coppiette incuranti si godono le bianche spiagge di Malindi nei fantastici hotel a 5 stelle, gestiti ovviamente solo da bianchi.



Il turismo è stato negli ultimi decenni la più importante fonte di entrate del paese, finchè a gennaio 2008 le violenze post-elettorali (attenzione! Le tribù qui si sono sempre fatte più o meno la guerra solo che non interessava a nessuno fino a quando qualcuno non ha deciso di spostare l’ago della bilancia dell’equilibrio precario di questo continente!) hanno fatto di questo paradiso un inferno: nell’arco di un mese quasi mille persone sono state massacrate e altre migliaia hanno perso la casa, il villaggio, i campi, la famiglia. Ma questo per lo meno permette ad organizzazioni internazionali di giustificare la presenza in loco di un migliaio di persone pagate e mantenute in tutto e per tutto dalla comunità mondiale e che dovrebbero garantire la stabilità, la sicurezza e la pace nei paesi a rischio…

martedì 4 agosto 2009

Un mondo meraviglioso..

Louis Armstrog amava le cose perfette, tanto da aver sempre dichiarato di esse nato il 4 luglio (giorno dell’Indipendenza) del 1900. Solo dopo la sua morte, alcuni biografi alla ricerca di vecchi documenti di nascita si accorsero che la vera data di nascita era il 4 agosto del 1901, un mese e un anno di troppo. Cade dunque oggi il suo compleanno, e ne non fosse morto, per infarto, il 4 luglio 1971, oggi festeggerebbe 108 anni! Forse il più famoso trombettista jazz al mondo, di certo tra i più grandi e riconosciuti, nipote di schiavi, con anni di gavetta nella New Orleans di inizio secolo è stato l’ennesimo esempio vivente del sogno americano, sempre umile e rispettoso nei confronti della musica. Nel 1967 due noti compositori Bob Thiele e George David Weiss scrissero un piccolo capolavoro che Armstrog rese magico e indelebile:What a wonderful world.
La canzone è entrata di diritto nell’olimpo dei miti, la conoscono tutti ed è stata inserita in decine di film, spot, eventi e spettacoli.
Personalmente la considero un po’ l’antipasto di Imagine (J.Lennon ’71), non tanto per il significato, quanto per una sorta di visione del mondo che spesso si realizza solo nelle canzoni.
Dopo Armstrong venne coverizzata in mille salse più o meno fedeli, ma voglio proporvene ben 3, geniali e diversissime tra loro, capaci di dimostrare quanto la stessa canzone, con lo stesso testo, le stesse note, possa rivivere attraverso chi la canta, vite totalmente differenti.
La prima è l’originale, mescolanza di colori sonori e gesti, la canzone per quello che è, la meraviglia del mondo attraverso gli occhi e le movenze di Luis Armstrog, capace di emozionare già solo per l’interpretazione, così vera e genuina da far breccia almeno quanto la sua voce unica.

La seconda è una splendida versione, intima e malinconica di Eva Cassidy, sfortunata cantante statunitense, scomparsa nel 1996 a soli 33 anni. Non conobbe mai il successo internazionale che arrivò qualche anno dopo la sua morte, e questa versione, particolarmente diffusasi nel 2004 in Inghilterra è solo un assaggio del suo mondo musicale, fatto di folk, jazz, blues e soul.

Ultima e non per importanza, la celebre versione di Joey Ramone, per molti il vero padre del movimento Punk. Un artista vittima fin da piccolo di disturbi ossessivo - compulsivi che hanno inciso sul suo percorso. Incise questo brano nel periodo della sua carriera solista pochi anni prima di morire. Anche per Joey i riconoscimenti arrivarono tardi, tutti dopo lo scioglimento dei Ramones e i più importanti dopo la sua scomparsa (tra i principali il proclamo del Congresso USA del J.Ramone Day il 19 maggio, l’intitolazione di una piazza a New York City e il busto al Cimitero delle Star di Holliwood). Proprio dalla sua voce e dalla sua attitudine Punk così lontana dal “mondo meraviglioso”, arriva la versione più “dissacrantemente” significativa. Oggi purtroppo un po’ troppo inflazionata è comunque un nuovo significato alla canzone, quasi ironico già solo perché cantata da Joey, l’ennesimo genio dannato di un mondo meraviglioso.

Vedo alberi verdi, anche rose rosse
Le vedo sbocciare per me e per te
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Vedo cieli blu e nuvole bianche
Il benedetto giorno luminoso, la sacra notte scura
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
colori dell'arcobaleno, così belli nel cielo
Sono anche nelle facce della gente che passa
Vedo amici stringersi la mano, chiedendo "come va?"
Stanno davvero dicendo "Ti amo"
Sento bambini che piangono, li vedo crescere
Impareranno molto più di quanto io saprò mai
E fra me e me penso, che mondo meraviglioso
Sì, fra me e me penso, che mondo meraviglioso

domenica 2 agosto 2009

Pantera – Far beyond Driven (1994)




Sono passati 15 anni dall’uscita di questo disco che per molti versi è uno tra i miei fondamentali.
I Pantera sono tra le più grandi band thrash metal che il mondo abbia conosciuto, una band che saputo crescere e maturare senza mai perdere quello stile devastante che li ha contraddistinti fino alla fine.
Far Beyond Driver esce dopo due capolavori come Cowboys From Hell e Vulgar Display of Power, e mentre il mondo è affascinato dal tramonto del Grunge e dall’alba del Crossover che appannano il panorama Heavy del Rock, i Pantera escono col disco più incazzato della loro carriera.
Di una violenza inaudita, nei suoni, nella voce di Phil Anselmo, nelle ritmiche Vinnie Paul-Rex, nei testi e nelle schitarrate mai così essenziali e dure del grande Darrell.
Non ci sono compromessi e mentre ci si interroga sull’influenza negativa della musica sui giovani (dopo il suicidio di Cobain), si accusano i cantanti di istigare alla violenza (guardate il dvd Vulgar Video sul loro tour..), si boicottano i generi più dark ed estremi, i Pantera fanno un ulteriore passo nella direzione opposta.
Resta un disco difficile da ascoltare (molti brani, soprattutto nella seconda metà del disco, sono meno immediati e c’è meno spazio per la melodia) ma alla lunga emerge un lavoro fatto per restare, che nonostante gli anni ha ancora molto da insegnare!
Unico sospiro per i timpani dell’ascoltatore, la psichedelica Placet Caravan, cover fedelissima dei Black Sabbath.

Tracklist:
1) Strenght beyond Strenght2) Becoming3) 5 minutes alone4) I'm broken5) Good friends and a bottle of pills6) Hard lines, sunken cheecks7) Slaughtered8) 25 Years9) Shredding Skin10) Use my third arm11) Thorns of Rejection12) Planet Caravan


sabato 1 agosto 2009

SITO - Work in progress!

Come avrete certamente notato visitano il nostro sito Ufficiale: www.concertoperunamico.com, sono iniziati i lavori di "restrutturazione".
Siamo passati su piattaforma WordPress, sistema che ci dovrebbe permettere più fluidità negli aggiornamenti e una maggiore possibilità di interagire con gli utenti. Fateci sapere cosa ne pensate del nuvo "Abito" che stiamo confezionado, ci troverete le vecchie pagine "rivisitate" nella forma e nella sostanza, ma anche nuove sorprese! Inoltre vi sarà possibile lasciare commenti su ogni post, sugli articoli, sulle pagine e così via.
A giorni inoltre proprio sul sito, troverete la scaletta della 11^ edizione!! Ebbene si, le band sono state ingaggiate e le sorprese non mancheranno. Vi anticipo che ci saranno ben 2 artisti scelti tra i più votati nel nostro sondaggio! A PRESTO!!

mercoledì 29 luglio 2009

Out of Africa

Quando, dopo lunghi mesi di comprensibile insistenza e opera di convincimento, Fabio mi fece iscrivere a questo blog come collaboratrice, la mia prima e più insistente obbiezione è stata “ma non so cosa scrivere…”, nonostante chi mi conosce bene continuasse a confutare la mia tesi con argomentazioni più che ovvie, del tipo “tu che vedi il mondo avresti un mondo da raccontare…”
Ebbene, mi avete convinta, cercherò con i miei prossimi post di far viaggiare un po’ anche voi nel meraviglioso mondo di Elisa, che, anche se un po' diversamente da quello di Amelie, è fatto anch'esso di luoghi, persone e culture vissute sulla propria pelle e assaporate in molte delle loro sfumature.
Per cui vi invito ad accompagnarmi, in tempo reale o nei ricordi di viaggi passati, ne "La mia Africa”.

Prima però di raccontarvi un continente a modo mio, prendo spunto dalla mia citazione per spendere due parole su chi molto prima e in ben altre condizioni decise di intraprendere un avventura in un mondo da scoprire, allora ben più ostile e pericoloso, e che lo tramandò poi agli atrofizzati occhi europei attraverso un libro carico di emozionionalità, passione, colori, suoni...
Sicuramente molti conoscono la sua successiva trasposizione cinematografica realizzata dal grande regista scomparso l'anno scorso, Sideney Pollack, che vinse tre Golden Globes nonchè innumerevoli Accademy Awards.
Senza nulla togliere al capolavoro cinematografico, solo dopo aver letto il libro di Karen Blixen sono stata profondamente toccata da come le immagini che descrive siano così cariche di impressività che nel momento in cui ti trovi per la prima volta davvero davanti a quelle colline ("I had a farm in Africa, at the foot of the Ngong Hills") ti sembra di non aver visto nulla di più bello e di non volerle lasciare e quando entri a contatto con chi a queste terre appartiene capisci subito quale fascino già un secolo fa rapì una donna per certi versi fragile e sensibile ma altrettanto forte e coraggiosa da dedicare tuta la sua vita alla sua Africa.
E non mi sono più stupita di quella fitta al cuore che ho sentito ogni volta che, risalendo in aereo per tornare in Europa, me ne allontanavo...

domenica 26 luglio 2009

Ricordi di un estate

Se c’è una cosa che mi colpisce e mi emoziona tantissimo è il potere di rivivere situazioni che avevo dimenticato. A tutti è capitato grazie ad un profumo, una canzone o un gusto di ripiombare nel proprio passato, anche solo per un attimo, attraverso immagini, suoni, emozioni non proprio reali che ci colpiscono e ci regalano una parte di noi che credevamo persa per sempre.
Generalmente i gusti e gli odori riportano alla mia infanzia, ricordi confusi e sempre più rari: il pane dei nonni, l’odore del fieno tagliato, la polvere sulle mani, piccoli particolari che possono spalancarmi le porte su attimi ai quali avevo smesso di pensare, che ritornano in piccoli flash così nitidi che ti sembra di riviverli, come un piccolo importantissimo album fotografico personale, le cui foto non hanno forma ma solo sensazioni.
Le canzoni invece appartengono alla mia adolescenza, a volte interi dischi, che ascolto con il contagocce per non contaminare quelle sensazioni, che sono diventati la colonna sonora di un periodo, di un’amicizia, di un amore o più in generale di uno stato d’animo.
Il bello, è che da quello che mi piace definire il mio carrozzone musicale (immenso archivio dove aggiungo canzoni ed emozioni che spero mi accompagnino tutta la vita), a volte casca fuori qualcosa di inaspettato regalandomi un piccolo viaggio nel passato.
Capita ascoltando la radio, la tv, le vecchie compilation registrate su cassetta, ma anche per strani disegni del destino che mischiano i suoni e i colori in ritratti che non hanno senso ma che ti portano a quella canzone e a quell’emozione.
Così l’altro giorno, senza un motivo ben preciso mi sono ritrovato a canticchiare questa vecchia canzone di Joan Osborne (nessuna parentela con Ozzy) del 1995, poi ripresa in Italia da Finardi, ma che a me ricorda tanto quegli anni in cui l’estate iniziava con la chiusura delle scuole e finiva con la festa del paese, in cui le cose erano molto diverse, non necessariamente più felici o facili.., ma davano alla vita un significato diverso da quello odierno. Lasciamo perdere il fiume di ricordi che galleggiano su queste note, resta un mio tesoro privato che a nessuno oltre a me interessa, ma di certo questa canzone non può passare inosservata e per mille motivi più o meno validi, vale sempre la pena di ascoltarla.




Se Dio avesse un nome, quale sarebbe?
e lo pronunceresti davanti a lui?
se tu fossi di fronte a lui e a tutta la sua gloria?
cosa gli chiederesti se avessi una sola domanda a disposizione?
Dio é grande. Dio é buono.
Cosa sarebbe se Dio fosse uno di noi?
semplicemente uno sciattone come uno di noi
semplicemente uno straniero sul bus che cerca di ritrovare la strada di casa?
se Dio avesse un volto, a chi assomiglierebbe?
e lo vorresti vedere?
se vedere significa che dovresti credere in cose come il paradiso, Gesù, i Santi, e tutti I profeti?
Dio é grande. Dio é buono.
cosa sarebbe se Dio fosse uno di noi?
semplicemente uno sciattone come uno di noi
semplicemente uno straniero sul bus che cerca di ritrovare la strada di casa?
che cerca solo di ritrovare la strada di casa
tornare su in paradiso, tutto solo
nessuno chiamerebbe al telefono se non il Papa, forse a Roma
Dio é grande. Dio é buono.
Cosa sarebbe se Dio fosse uno di noi?
semplicemente uno sciattone come uno di noi
semplicemente uno straniero sul bus che cerca di ritrovare la strada di casa?
che cerca di tornare a casa, come una sacra pietra che rotola torna su in paradiso,
tutto solo che cerca solamente di tornare a casa
nessuno chiamerebbe al telefono se non in Papa, forse a Roma.

giovedì 23 luglio 2009

PROBLEMI SUL SITO ..

Da qualche giorno abbiamo dei problemi sul sito web WWW.CONCERTOPERUNAMICO.COM che molto presto verrà interamente aggiornato ed integrato. Per il momento eventuali comunicazioni verranno fatte sul blog, ma speriamo di poter ripartire presto con il sito ufficiale.
Intanto vi comunico che la scaletta è quasi definita e presto annunceremo i primi nomi!
Grazie per seguirci sempre in maniera affettuosa e numerosa!
A PRESTO!!
LO STAFF.

martedì 21 luglio 2009

MECOM – LA CLASSE DELLE ELEMENTARI (2009)



Mecom è una delle colonne che reggono quella formazione hip hop storica, che da anni con coerenza e passione, porta il nome di “LA LOGGIA”.
E’ appena uscito con il suo primo disco “LA CLASSE DELLE ELEMENTARI”, scaricabile gratuitamente da www.ensample.it.
Il disco è molto interessante e ricco di spunti che vengono evidenziati dalle molte collaborazione e dalla cura dei dettagli.
Nonostante non sia un appassionato di Hip Hop (..questioni di basi..) devo riconoscere che certi temi, spesso interi scatti della nostra società, vengono trattati esclusivamente da questi “rappAutori moderni” capaci ancora di raccontare la realtà, magari con rabbia, frustrazione e un pizzico di qualunquismo, ma che non cedono alla faciloneria del cantare il sentimento politicamente corretto che riempie le nostre radio.
La Classe delle Elementari, con 16 tracce, è una fotografia della situazione dal punto di vista di un uomo che fa i conti con la società, col lavoro, la politica e la scena musicale in cui è cresciuto.
Molto spazio è dedicato al tema musicale (già spesso ripreso dalla Loggia), una critica all’immagine sui contenuti (Non è questione di posa), alla lotta per esprimersi sulle scene (Non lascia traccia, Quando Smetterò, Originale Mecom, Il Virus) , alle vetrine virtuali (Il mio Spazio) e al mondo del rap e di chi ci prova (La mente del rapper). Anche il tema sociale è fortemente presente, dalla delusione verso il mondo politico (La classe delle elementari, Quindici Persone) alle difficoltà del mondo del lavoro (La repubblica affondata sul lavoro), passando per i mali sociali (Così non funzione, I ritmi della vita) fino alla bellissima “La Macchinetta” disperato racconto sulla dipendenza da gioco. Spazio anche al sentimento con la ballata “Lei di lui” che anticipa le due ciliegine sulla torta (almeno personalmente) che si trovano verso il fondo. La prima è la citazione tratta dal monologo iniziale di Match Point di Woody Allen, la seconda è la canzone “Luname” che mette in risalto le doti musicali di Mecom e la sua passione per la chitarra e le sonorità reggae, davvero davvero piacevole.
Vi consiglio di andarlo a scaricare e di ascoltarlo dopotutto come dice lui stesso: “io vi racconto solo della mia realtà, mica cosa c’è in tv!”

domenica 19 luglio 2009

Estate Country.

Piena estate e le notti sotto le stelle diventano un piacere per chi può e sa gustarsele!
Sarà il profumo del fieno tagliato, il caldo o la voglia di brace che illumina la notte, ma in questi giorni mi ronzano in testa immagini e suoni Country, quasi west: pelle bruciata dal sole, polvere, il caldo che rallenta le cose, sudore a fiumi ... ci mancano i cavalli e le sparatorie..
Il Country è un genere piuttosto snobbato in Europa (ma in via di rilancio…), mentre è popolarissimo in U.S.A., in Australia e in SudAmerica.
Si sviluppa negli anni 20 ma affonda le proprie radici fin dalla seconda metà dell ‘800, nel periodo della guerra di seccessione. Nasce, come quasi tutti i grandi generi esportati dagli States, dal grande calderone socio culturale che si era formato in quelle terre, perennemente combattute tra chi se le contendeva con più o meno diritto. La base è quella folk, composta da chitarra e voce (derivazione celtica anglo-irlandese) mescolata alle sonorità blues e alla musica tradizionale delle popolazioni Sudiste (con violini, banjo, mandolini) che accompagnano testi sulla natura, sulla vita quotidiana, sugli animali (molto ispirata al mondo dei Nativi Americani) e su antichi riti tra il pagano e il religioso.
Naturalmente il Country si è poi sviluppato in mille direzioni, mescolandosi col Rock, col Pop, col Gospel, diventando accompagnamento per balli sfrenati, ispirando generi come il Rockabilly e arricchendosi di sonorità che sono entrate di diritto nel proprio dna (armonica a bocca su tutti). Gli artisti Country sono migliaia, provenienti da tutto il mondo (Usa principalmente ma anche Europei, Australiani, Sudamericani..), alcuni ormai Milionari al pari delle più grandi Rock Star (da Faith Hill a Keith Urban a Johnny Cash) con un seguito davvero pazzesco. Altri sono invece meno in vista ma considerati degli ispiratori del genere, dei puristi se vogliamo, artisti del cosiddetto Cowboy Country Music, di cui Don Edwards è uno dei più grandi esponenti. Questo sottogenere (odio queste etichette!!) è direttamente ispirato alla vita e alle gesta del mito dei Cowboys, degli indiani, e dei protagonisti di un epopea raccontata dal cinema e dalla letteratura.
Tra le tante ecco una canzone che da sempre mi affascina molto, forse per il suo triste richiamo a grandi personaggi (da Poncho Villa a Geronimo, dai Comanche a Red Wolf..) forse per quel vocalizzo stile Coyotes, o più semplicemente per quella sorta di melanconia un po’ tipica di chi canta stralci di storie che non torneranno più.


giovedì 16 luglio 2009

Un caldo VENERDI' 17

VENERDII' 17 APPUNTAMENTI IN ZONA!
Vi segnalo due belle iniziative alle quali non mancare!!
In Piazza a Farigliano si esibiranno i GREEN APPLE, formazione acustica di indubbie qualità artistiche e sonore. Da non perdere!


Dalle 22:00 secondo appuntamento dell'anno con la festa d'estate in Piscina! Presso la Tenuta Larenzania, con Musica, Cocktail e.. Portatevi il costume!!



mercoledì 15 luglio 2009

Raduno di Maggiolini e Derivati!

IL 18 - 19 LUGLIO
A FARIGLIANO
IMPIANTI SPORTIVI
Ritrovo Partecipanti ore 15:00
DURANTE LA SERATA DI SABATO
CENA SOTTO IL TENDONE E MUSICA DAL VIVO
CON
THE CLIPS
DRAGON ATTACK
DESERTICO BAND SESSION
Qui sotto un piccolo estratto dall'edizione dell'anno scorso con "l'improvvisatissima" esibizione
della Dersertico Band Session in versione .. improvvistata. Nonostante le prove quasi nulle, la formazione praticamente mai rodata, possiamo dire che ci siamo divertiti!