giovedì 18 giugno 2009

Una giornata pazzesca!(3)

Alle 21 è arrivato il momento LIMP BIZKIT del carismatico Fred Durst col solito cappello rosso e l’insolita maglietta dei Faith no More! Lanciati dai Korn nel 1994 sono tornati dopo alcuni anni di assenza e cambi di line-up, con la formazione originale che vede il coloratissimo Wes Borland alla chitarra. Davvero un bel tuffo nel passato, Jhon Otto e Sam Rivers non hanno perso un colpo e la scaletta, che ha toccato tutta la loro carriera, è stata uno spettacolo. In più la faccia di Benna commosso ad ogni inizio di canzone e distrutto ad ogni finale, valeva il biglietto!!
Nonostante l’ottima prova dei 5 di Jacksonvill, il tempo sembra essersi fermato non appena si sono srotolati i tendaggi che costituivano la coreografia “teatrale” dei FAITH NO MORE.
Personalmente è una delle band, il cui ritorno sulle scene mi mancava di più, e a giudicare dall’atmosfera del Palasharp non ero l’unico.
Il concerto inizia alle 23:00 spaccate con un eleganza talmente fuori luogo dopo una giornata del genere che tutto è parso trasformarsi.
Già dai primi tocchi di Bottum sulla tastiera è stata spazzata via l’idea che fossero bolliti e nonostante i segni del tempo (soprattutto sui lunghissimi dread imbiancati del grandissimo Mike Bordin) al primo vocalizzo di Mike Patton la folla è scoppiata in un applauso: il tempo non scalfisce la classe, anzi la rafforza!
In bilico tra la voglia di scatenarsi e la voglia di estraniarsi per gustarsi cotanto spettacolo, le canzoni si sono snocciolate tra i tanti piccoli intramezzi divertenti offerti da Patton, nel suo Italiano talmente perfetto da poter essere storpiato e canzonato. Tantissime chicche, la versione in Italiano di Evidence presentata come fosse ad America Idol, i siparietti con Bordin (chiamato segaiolo del ca..o, e bersagliato con l’acqua), i dispetti fatti alla sicurezza e le tantissime battute più o meno condite da parolacce di ogni tipo.
Ma quello che vale oro è rivedere sul palco una band che ha tracciato le basi del crossover, della sperimentazione più azzardata, con canzoni che fanno parte della storia della musica e che a distanza di vent’anni sono dannatamente moderne, forse ancora troppo avanti per molti!
Patton è una, se non La, più bella voce del genere, capace di tutto e lo ha dimostrato con progetti al limite dalla comprensione (Mr.Bungle; Fantomas), ma con i FNM raggiunge l’apice, almeno personalmente. Bordin, da batterista, resta uno dei miei idoli, ha personalità da vendere e un tocco che nessuna tecnica o studio può pareggiare, così come il condensato di ritmica e melodia creata da Hudson, Gould e Bottum, capaci di sottolineare tutte le sfumature e le stravaganze di un “pazzo” come Patton.
Grandissimi dunque, uno dei migliori concerti della mia vita, un momento che resta e la grande soddisfazione personale di aver visto un altro pilastro della musica che amo.






Ecco la scaletta suonata dei FNM:
Reunited
The Real Thing
From Out of Nowhere
Land of Sunshine
Caffeine
Evidence (in Italiano)
Chinese Arithmetic (Poker Face)
Surprise You’re Dead
Easy
Ashes to Ashes
Midlife Crisis
Introduce Yourself
Gentle Art of Making Enemies
I Started a Joke
King for a Day
Be Aggressive
Epic
-Pausa-
Chariots of Fire / Stripsearch
We Care a Lot

4 commenti:

ciaki ha detto...

vorrei solo far presente che ho dovuto rianimare Berta un paio di volte... ma ne siamo usciti vivi e supersoddisfatti!!! XD

bertadj ha detto...

MAMMA MIA CHE SPETTACOLO!!!!!! è stato il concerto + bello ed emozionante che abbia mai visto nella mia vita!!!!STO ANCORA GODENDO!!!!!grazie anche ad una SUPER-COMBRICOLA che mi ha accompagnato...e grazie mille Ciaki...chiedo scusa x il disturbo, ma ero troppo goduto!!!!

Carlo81 ha detto...

grande rece! hai visto che mi sono iscritto al blog, e ho ADDIRITTURA letto un post???

Fabio T. ha detto...

Grande Carlo!! ADESSO HO LE PROVE!! Ora mi attendo un tuo post!! Coi tuoi tempi non perdo la speranza fino al Natale 2012!!!