Io non dico nulla per evidente stato di esaltazione adolescenziale, ma di certo non mancherò all'appuntamento!!!
YEAAAHHH!
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Spazio aperto per tutti! Un luogo dove condividere notizie, consigli, recensioni, pensieri, progetti e musica! Il Concerto per un Amico attivo tutto l'anno! Vuoi diventare autore del blog? contattaci!
venerdì 27 settembre 2013
giovedì 26 settembre 2013
Dovremmo saperlo..
L'ennesima verità di Gramellini, come non concordare e sopratutto, sapendolo, perché non migliorare le cose?
Viste da qui, le elezioni tedesche sono state un fenomeno paranormale. Alle sei le urne erano chiuse, alle sei e un quarto si sapeva già chi aveva vinto, alle sei e mezza Merkel si concedeva un colpo di vita e stiracchiava le labbra in un sorriso, alle sette meno un quarto il suo rivale socialdemocratico riconosceva la sconfitta e alle sette tutti andavano a cena perché si era fatta una cert’ora.
Qualsiasi paragone con le drammatiche veglie elettorali di casa nostra – gli exit poll bugiardi, le famigerate «forchette», le dirette televisive spalancate sul nulla, le vittorie contestate o millantate e la cronica, desolante assenza di sconfitti – sarebbe persino crudele.
La diversità germanica rifulge ancora di più il giorno dopo. Pur stravincendo, Merkel ha mancato la maggioranza assoluta per una manciata di seggi. Eppure non invoca premi di maggioranza o altre manipolazioni del responso elettorale e si prepara serenamente ad aprire le porte del potere a uno dei partiti perdenti: socialdemocratici o Verdi. I cittadini tedeschi, di destra e di sinistra, paiono accogliere questa eventualità senza emozioni particolari. Nessun giornalista «moderato» grida al golpe. Nessun intellettuale «progressista» raccoglie firme per intimare ai propri rappresentanti di non scendere a patti con il nemico. Nessun Scilipoten eletto con l’opposizione si accinge a fondare un partito lillipuziano per balzare in soccorso della vincitrice. Né alla Merkel passa per l’anticamera del cervello e il risvolto del portafogli di trasformare il Parlamento in un mercato, agevolando il passaggio nelle proprie file dei pochi deputati che le basterebbero per governare da sola.
Nelle prossime settimane, con la dovuta calma, i due schieramenti si incontreranno. Ci sarà una discussione serrata sulle «cose» e si troverà un compromesso nell’interesse del Paese. Nel frattempo il capo sconfitto della Spd avrà già cambiato mestiere, anziché rimanere nei paraggi per fare lo sgambetto al suo successore. E alla scadenza regolare della legislatura si tornerà al voto su fronti contrapposti (e con due ottime candidate donne, probabilmente: la democristiana Ursula von der Leyen e la socialdemocratica Hannelore Kraft).
La saggezza popolare sostiene che i tedeschi amano gli italiani ma non li stimano, mentre gli italiani stimano i tedeschi ma non li amano. Ci deve essere del vero. Ma ieri, oltre a stimarli, li abbiamo invidiati un po’. Qualcuno dirà: troppo facile, loro possono coalizzarsi in santa pace perché nel principale partito del centrodestra hanno una Merkel, mica un Berlusconi, e in quello del centrosinistra gli ex comunisti sono spariti da un pezzo, a differenza dei presunti smacchiatori di giaguari. Anche in questa obiezione c’è del vero. Infatti è sbagliato dire che li invidiamo un po’. Li invidiamo tantissimo.
lunedì 23 settembre 2013
Sound And Vision
L'ennesima fioritura di David Bowie porta con se anche la rinascita di un pezzo mitico: Sound and Vision.
Questa canzone venne pubblicata nel 1977, all'interno dell'album Low, riscuotendo un notevole successo soprattutto in Inghilterra.
Come ogni opera di Bowie anche questa canzone straripava di fattori tanto innovativi quanto lontani dallo standard dell'epoca.
A distanza di quasi 40 anni, lo stesso autore la ripropone "coverizzando" se stesso e pubblicandone una versione riarrangiata con la collaborazione di Sonjay Prabhakar, spogliata dei tanti elementi elettronici e resa meravigliosamente povera ed intensa.
Come ogni opera di Bowie anche questa canzone straripava di fattori tanto innovativi quanto lontani dallo standard dell'epoca.
A distanza di quasi 40 anni, lo stesso autore la ripropone "coverizzando" se stesso e pubblicandone una versione riarrangiata con la collaborazione di Sonjay Prabhakar, spogliata dei tanti elementi elettronici e resa meravigliosamente povera ed intensa.
lunedì 16 settembre 2013
Playing For Change, Stand By Me
Mentre venti di guerra soffiano sul mondo, riscopro quello che è stato uno dei progetti più belli (almeno per me) mai realizzati per la pace.
Si tratta di Playing For Change e della super band che ne è nata.
Se volete conoscere meglio il progetto potete andare QUI, se invece vi accontentate di un riassunto striminzito e approssimativo, posso dirvi che un produttore discografico e un'ingegnere del suono\musicista\videomaker\fotografo (Mark Johnson e Enzo Buono), hanno girato il mondo proponendo ad artisti di strada l'interpretazione di grandi classici della musica.
L'esecuzione doveva avvenire nel loro stile, con i loro strumenti e nei luoghi d'incontro, il tutto ripreso e registrato.
A questo è seguito un abile mixaggio che ha dato vita ad una band internazionale piena di suoni, colori e capace di riunire sotto la stessa canzone il mondo intero.
Esiste una fondazione che persegue importanti e ambiziosi progetti, chissà che qualcuno voglia saperne di più e magari appoggiarli o semplicemente acquistare i loro lavori!
Ecco la magia che è nata da tutto questo:
Stand By Me | Playing For Change | Song Around The World from Concord Music Group on Vimeo.
venerdì 13 settembre 2013
OLED
Oggi il mondo passa attraverso i display, siano quelli di un PC, di un televisore o di uno smartphone.
Dopo oltre 25 anni di sperimentazione è stata messa a punto la tecnologia OLED, che esce dallo stato ibrido per finire sul mercato.
Nei prossimi anni questa tecnologia sostituirà tutto quello che oggi ci sembra già all'avanguardia, migliorando non solo la qualità delle immagini, ma anche i consumi di energia, moltiplicando le applicazioni che oggi fanno a gara per sviluppare questa tecnologia.
Tra i primi colossi a commercializzare i Display OLED c'è la SAMSUNG, che lo fa presentando uno schermo flessibile e molto resistente.
La tecnologia OLED utilizza materiali organici etettroluminescenti, in grado di emettere luce senza il bisogno di essere illuminati, ma non voglio infilarmi in un campo tecnico che nemmeno comprendo..
Mi basta, come un bambino entusiasta davanti alla vetrina di un negozio di giocattoli, godere di questo scorcio di panorama sul futuro.
martedì 10 settembre 2013
Un'Occasione
Ci sono occasioni da prendere al volo perchè troppo importanti per essere rinviate.
Il Gruppo Volontari del Soccorso organizza un nuovo corso di formazione GRATUITO, che si terrà nell'autunno/inverno prossimo.
Sono volontario da più di dieci anni e ho avuto tempo e modo di capire quanto questa sia un'occasione e non solo una forma di volontariato.
In tanti mi hanno fatto notare quanto, per essere volontario, bisogni avere una certa attitudine e un certo "stomaco forte", ma fortunatamente oggi non è necessario tutto questo per affrontare il corso e rendersi utili. Ci sono servizi differenziati, alcuni come semplici trasportatori, per servizi dialisi e per visite, o come supporto a manifestazioni ed eventi, sicuramente meno complessi che il servizio 118.
Ciò non toglie però che si tratti di un OCCASIONE, che nessuno dovrebbe lasciarsi scappare.
Tralasciando il pur importante fattore umano, che ti offre la possibilità di relazionarti all'interno di un gruppo solido ed affiatato, o di vestire una divisa oggi è indispensabile per il supporto al servizio sanitario nazionale, c'è un'aspetto che troppo spesso non viene considerato.
Sapere come comportarsi in un'emergenza, saper trattare un trauma o una ferita, saper come comportarsi di fronte ad un'incidente o ad un malanno, potrebbe salvarti la vita ma più probabilmente potrebbe salvare quella di chi vi stà intorno e vi assicuro che questo non ha prezzo.
Ho fatto decine di interventi ma i più preziosi (personalmente) li ho fatti senza divisa, intervenendo in primo soccorso sui miei affetti più cari.
Saper riconoscere un sintomo, valutare la gravità di una situazione e guidare il pronto intervento di un medico agevolandone l'intervento può essere più utile di quanto si pensi e troppo spesso ce ne si dimentica.
Vi invito a riflettere su tutte le volte che davanti ad un'incidente vi siete sentiti impotenti o non sapevate se il vostro intervento era più utile o dannoso.
Frequentare questo corso e dedicare un po' di tempo a questa FONDAMENTALE associazione non è solo un'atto di altruismo, ma un'OCCASIONE da non perdere per voi e le vostre famiglie!
INFO: Gruppo Volontari del Soccorso Corso Vittorio Olcese, 3/A 12060 - Clavesana (CN)
TEL: 0173/750.880 - 345/306.92.54 - mail: info@gvsa.it - sito web: www.gvsa.it
Il Gruppo Volontari del Soccorso organizza un nuovo corso di formazione GRATUITO, che si terrà nell'autunno/inverno prossimo.
Sono volontario da più di dieci anni e ho avuto tempo e modo di capire quanto questa sia un'occasione e non solo una forma di volontariato.
In tanti mi hanno fatto notare quanto, per essere volontario, bisogni avere una certa attitudine e un certo "stomaco forte", ma fortunatamente oggi non è necessario tutto questo per affrontare il corso e rendersi utili. Ci sono servizi differenziati, alcuni come semplici trasportatori, per servizi dialisi e per visite, o come supporto a manifestazioni ed eventi, sicuramente meno complessi che il servizio 118.
Ciò non toglie però che si tratti di un OCCASIONE, che nessuno dovrebbe lasciarsi scappare.
Tralasciando il pur importante fattore umano, che ti offre la possibilità di relazionarti all'interno di un gruppo solido ed affiatato, o di vestire una divisa oggi è indispensabile per il supporto al servizio sanitario nazionale, c'è un'aspetto che troppo spesso non viene considerato.
Sapere come comportarsi in un'emergenza, saper trattare un trauma o una ferita, saper come comportarsi di fronte ad un'incidente o ad un malanno, potrebbe salvarti la vita ma più probabilmente potrebbe salvare quella di chi vi stà intorno e vi assicuro che questo non ha prezzo.
Ho fatto decine di interventi ma i più preziosi (personalmente) li ho fatti senza divisa, intervenendo in primo soccorso sui miei affetti più cari.
Saper riconoscere un sintomo, valutare la gravità di una situazione e guidare il pronto intervento di un medico agevolandone l'intervento può essere più utile di quanto si pensi e troppo spesso ce ne si dimentica.
Vi invito a riflettere su tutte le volte che davanti ad un'incidente vi siete sentiti impotenti o non sapevate se il vostro intervento era più utile o dannoso.
Frequentare questo corso e dedicare un po' di tempo a questa FONDAMENTALE associazione non è solo un'atto di altruismo, ma un'OCCASIONE da non perdere per voi e le vostre famiglie!
INFO: Gruppo Volontari del Soccorso Corso Vittorio Olcese, 3/A 12060 - Clavesana (CN)
TEL: 0173/750.880 - 345/306.92.54 - mail: info@gvsa.it - sito web: www.gvsa.it
venerdì 6 settembre 2013
martedì 3 settembre 2013
Genio ispira Genio
Genio ispira Genio e ne nasce sempre qualcosa di buono!
James Houston è un artista e videomaker di Glasgow (ma che fermento artistico-musicale c'è da quelle parti?!?) che ha deciso di far suonare un pezzo dei Radiohead a delle macchine.
L'esperimento è già stato fatto migliaia di volte, ma quanto creato da Houston ha qualcosa di magico, forse per la tipologia di macchine, forse per la magia del brano (Nude dall'album In Rainbows del 2008), fatto stà che quanto ne viene fuori ha dell'incredibile!
Ecco l'elenco dei musicisti:
Sinclair ZX Spectrum - Guitars (rhythm & lead)
Epson LX-81 Dot Matrix Printer - Drums
HP Scanjet 3c - Bass Guitar
Hard Drive array - Act as a collection of bad speakers - Vocals & FX
Big Ideas (don't get any) from James Houston on Vimeo.
James Houston è un artista e videomaker di Glasgow (ma che fermento artistico-musicale c'è da quelle parti?!?) che ha deciso di far suonare un pezzo dei Radiohead a delle macchine.
L'esperimento è già stato fatto migliaia di volte, ma quanto creato da Houston ha qualcosa di magico, forse per la tipologia di macchine, forse per la magia del brano (Nude dall'album In Rainbows del 2008), fatto stà che quanto ne viene fuori ha dell'incredibile!
Ecco l'elenco dei musicisti:
Sinclair ZX Spectrum - Guitars (rhythm & lead)
Epson LX-81 Dot Matrix Printer - Drums
HP Scanjet 3c - Bass Guitar
Hard Drive array - Act as a collection of bad speakers - Vocals & FX
Big Ideas (don't get any) from James Houston on Vimeo.
venerdì 30 agosto 2013
Queens of the Stone Age
I Queens of the Stone Age sono usciti lo scorso giugno con il loro ultimo disco "Like Clockwork".
Per la presentazione del disco si sono esibiti al Letterman Show, vetrina importante non solo per il suo seguito!
Lo spettacolo messo su dall'intramontabile David Letterman, coadiuvato dal musicista Paul Shaffer con la prestigiosa CBS Orchestra, ha sempre concesso un grandissimo spazio alla musica, pescando trasversalmente nel panorama internazionale e dimostrando una grande elasticità.
Oggi sono tantissime le band che scelgono questo palco per promuovere i propri lavori e spesso, a seguito della breve esibizione promozionale, uno o due singoli estratti dall'album per la puntata, si tiene un concerto per la platea dell' Ed Sullivan Theater di Broadway.
I Queens of the stone Age hanno così suonato per intero il disco, senza cedere alla tentazione accomodante di arruffianarsi i presenti con i loro successi passati.
Ecco il concerto reso pubblico dalla CBS:
Per la presentazione del disco si sono esibiti al Letterman Show, vetrina importante non solo per il suo seguito!
Lo spettacolo messo su dall'intramontabile David Letterman, coadiuvato dal musicista Paul Shaffer con la prestigiosa CBS Orchestra, ha sempre concesso un grandissimo spazio alla musica, pescando trasversalmente nel panorama internazionale e dimostrando una grande elasticità.
Oggi sono tantissime le band che scelgono questo palco per promuovere i propri lavori e spesso, a seguito della breve esibizione promozionale, uno o due singoli estratti dall'album per la puntata, si tiene un concerto per la platea dell' Ed Sullivan Theater di Broadway.
I Queens of the stone Age hanno così suonato per intero il disco, senza cedere alla tentazione accomodante di arruffianarsi i presenti con i loro successi passati.
Ecco il concerto reso pubblico dalla CBS:
lunedì 26 agosto 2013
Il Prosciutto di Roccaforte
Si chiama Pastorelli Elio ed è un artigiano del Prosciutto Crudo.
Non ho mai usato il Blog del Concerto a scopi pubblicitari, ma ho scovato questo video che racconta un ottimo esempio di produzione locale e di qualità!
Non ho mai usato il Blog del Concerto a scopi pubblicitari, ma ho scovato questo video che racconta un ottimo esempio di produzione locale e di qualità!
venerdì 23 agosto 2013
Longing
Troppo spesso, almeno nella musica, le cose vengono fraintese.
In realtà "fraintese" non è nemmeno la parola giusta, bisognerebbe dire "non capite",
La storia è piena di dischi rivalutati, di artisti sottovalutati e di canzoni riscoperte, vittime inerti del tempo in cui vengono pubblicate, schiacciate dal peso di chi le interpreta o dal contesto in cui si presentano.
Quanti dischi riscopriremmo se non cedessimo al facile paragone con i precedenti e quante canzoni meriterebbero più gloria di quanta strappata ad un pubblico critico o troppo carico di aspettative.
Chameleon è stato un disco ingiustamente sottovalutato, troppo diverso dai sui antecedenti e troppo azzardato per una band che faceva del power metal il suo principio.
Era il 1993 (esattamente 20 anni fa) quando la band tedesca sfidò il mercato con questo disco dalla copertina minimale e lontanissima dagli standard degli Helloween.
Molti puntarono il dito contro il cantante Michael Kiske per le scelte artistiche, cosa aggravata dai complicati rapporti con il resto della band, tanto da sfociare nell'abbandono dello stesso a favore di alcuni progetti solisti.
Chameleon è stato anche l'ultimo disco un cui suonò Ingo Schwichtenberg, primo batterista degli Helloween, che nel 1994 venne allontanato dal gruppo per evidenti segni di schizofrenia che accompagnata ad abusi di alcool e droghe, gli rendevano impossibile continuare la sua attività.
Sostituito dal grandissimo Uli Kusch, Ingo rimase vittima dei suoi demoni, spegnendosi pochi mesi dopo suicida sui binari di un treno.
Ma torniamo a Kiske, che partecipò alla stesura di gran parte delle canzoni che compongono questo quinto lavoro degli Helloween, spingendo su arrangiamenti più pop e su un carattere folk-progressive verso il quale avrebbe volentieri svoltato.
Longing, totalmente scritta, suonata e cantata da lui è un ottimo esempio della caratura artistica del cantante.
Io ho amato molto questo disco, comprato durante una gita a Praga e ascoltato nel mio primo lettore Cd, a discapito delle recensioni impietose e dei commenti piuttosto svilenti degli "amici ascoltatori".
Oggi, con un ventennio sulle spalle, Longing conserva tutto il fascino di allora, forte di quel segreto celato in un verso del suo stesso testo: Can give you all you need - just listen still. (Posso darti tutto quello di cui hai bisogno, devi solo ascoltarmi ancora).
Chameleon è stato anche l'ultimo disco un cui suonò Ingo Schwichtenberg, primo batterista degli Helloween, che nel 1994 venne allontanato dal gruppo per evidenti segni di schizofrenia che accompagnata ad abusi di alcool e droghe, gli rendevano impossibile continuare la sua attività.
Sostituito dal grandissimo Uli Kusch, Ingo rimase vittima dei suoi demoni, spegnendosi pochi mesi dopo suicida sui binari di un treno.
Ma torniamo a Kiske, che partecipò alla stesura di gran parte delle canzoni che compongono questo quinto lavoro degli Helloween, spingendo su arrangiamenti più pop e su un carattere folk-progressive verso il quale avrebbe volentieri svoltato.
Longing, totalmente scritta, suonata e cantata da lui è un ottimo esempio della caratura artistica del cantante.
Io ho amato molto questo disco, comprato durante una gita a Praga e ascoltato nel mio primo lettore Cd, a discapito delle recensioni impietose e dei commenti piuttosto svilenti degli "amici ascoltatori".
Oggi, con un ventennio sulle spalle, Longing conserva tutto il fascino di allora, forte di quel segreto celato in un verso del suo stesso testo: Can give you all you need - just listen still. (Posso darti tutto quello di cui hai bisogno, devi solo ascoltarmi ancora).
mercoledì 21 agosto 2013
La terra calda
A sentire le dichiarazioni di chi ci capisce qualcosa (o ci prova), quello che stà accadendo in Egitto era praticamente scritto.
Senza entrare nei particolari (e chi ne sarebbe capace?) e senza approfondire l'ennesima figuraccia di un Europa sorda, distratta e senza una voce decisa, sembra passata dall'alba al tramonto quella speranza sbocciata con la primavera Araba, quell'ondata di democrazia e rivoluzione che ha scosso il nord Africa nei mesi scorsi.
Dalla Siria all'Algeria, dallo Yemen al Marocco, una serie di proteste e rivolte hanno impegnato i governi e i governanti, spodestandone alcuni, distruggendone altri o scatenando durissime repressioni.
La cosa che mi sorprende, anche se non se ne parla molto, è come tutto questo è stato raccontato dalla stampa Occidentale, più attenta alle dichiarazioni che alla voce dei propri reporter.
Il fatto è che in pochi mesi i "Buoni" sono diventati i "Cattivi" e viceversa, proprio mentre alcuni giornalisti si sforzavano di raccontare le contraddizioni di una rivolta troppo estesa, spesso manipolata e poco trasparente.
La situazione Egiziana è emblematica e quella Siriana è, se possibile, ancor più confusa.
Ingerenze Saudite, Americane e Russe, ribaltamenti di fronte, ribellioni civili guidate da mercenari e resistenze popolari appoggiate degli stessi oppressori!
Il caos insomma, o semplicemente l'ennesima conseguenza di una terra devastata per le proprie ricchezze, su cui si giocano partite che poco hanno a che vedere con quanto in piazza le folle reclamano.
Quel territorio stà bruciando e far finta di nulla potrebbe essere molto pericoloso, forse addirittura più della condanna di Berlusconi... ma forse mi sbaglio.
Sepultura - Territory
Senza entrare nei particolari (e chi ne sarebbe capace?) e senza approfondire l'ennesima figuraccia di un Europa sorda, distratta e senza una voce decisa, sembra passata dall'alba al tramonto quella speranza sbocciata con la primavera Araba, quell'ondata di democrazia e rivoluzione che ha scosso il nord Africa nei mesi scorsi.
Dalla Siria all'Algeria, dallo Yemen al Marocco, una serie di proteste e rivolte hanno impegnato i governi e i governanti, spodestandone alcuni, distruggendone altri o scatenando durissime repressioni.
La cosa che mi sorprende, anche se non se ne parla molto, è come tutto questo è stato raccontato dalla stampa Occidentale, più attenta alle dichiarazioni che alla voce dei propri reporter.
Il fatto è che in pochi mesi i "Buoni" sono diventati i "Cattivi" e viceversa, proprio mentre alcuni giornalisti si sforzavano di raccontare le contraddizioni di una rivolta troppo estesa, spesso manipolata e poco trasparente.
La situazione Egiziana è emblematica e quella Siriana è, se possibile, ancor più confusa.
Ingerenze Saudite, Americane e Russe, ribaltamenti di fronte, ribellioni civili guidate da mercenari e resistenze popolari appoggiate degli stessi oppressori!
Il caos insomma, o semplicemente l'ennesima conseguenza di una terra devastata per le proprie ricchezze, su cui si giocano partite che poco hanno a che vedere con quanto in piazza le folle reclamano.
Quel territorio stà bruciando e far finta di nulla potrebbe essere molto pericoloso, forse addirittura più della condanna di Berlusconi... ma forse mi sbaglio.
Sepultura - Territory
domenica 18 agosto 2013
Il punto di Vista del portiere...
Durante il commovente saluto che Claudio ha rivolto a Michele è stata citata questa nota, scritta dallo stesso Michele e pubblicata sul suo profilo FaceBook.
Claudio ha espresso il desiderio che chiunque volesse conoscere meglio il fratello potesse leggere queste sue parole.
Alcuni mi hanno chiesto di poterlo fare anche se non iscritti a FB e ho pensato di pubblicarla sul nostro blog, sperando di far cosa gradita e soprattuto cercando di dare un tributo a Michele.
Negli occhi delle persone era palese quanto fossi amato e queste tue parole confermano quanto tu fossi speciale. Ciao Michele, da tutto il Concerto per Un Amico e in particolare da chi come me, condivide con te i ricordi di quei campeggi che hanno forgiato la nostra adolescenza.
INTRO …Sono le 13.30 del 24 maggio 2009 quando arrivo al campo di Dogliani… Le nostre tifose stanno finendo di preparare le coreografie… le saluto… scambio con loro due parole e mi sale un’adrenalina che non saprei descrivere… Appena entro negli spogliatoi mi accorgo che oggi sarà una giornata speciale… una di quelle giornate che a 60 anni mi ricorderò ancora… tutto è tappezzato di semplici fogli bianchi con scritte in indelebile nero che in un giorno qualunque farebbero sorridere… oggi no… oggi ti rendono orgoglioso di quello che stai per andare a fare… Entrato in campo per fare i soliti “due passi” per “tastare il terreno” mi accorgo degli striscioni, dei palloncini e delle bandierine appese sulla rete del campo… sento un attacco “di pelle d’oca”… saluto i compagni già arrivati… si dicono le solite battute… alcuni scattano foto… altri vorrebbero prendere il caffè, ma oggi Carlos apre solo alle 14.30… altri stanno in silenzio… che belli che sono i momenti in cui ci si guarda… ci si sorride e si rimane in silenzio…
LA PARTITA ...eccomi qui … sono nella “mia” porta … tutto è pronto per il calcio d’inizio … Le tribune sono ormai gremite di gente… i miei compagni sono disposti in campo in attesa del calcio d’inizio… in panchina oggi sono tutti composti e con le pettorine … l’unico in piedi è il Mister con il suo solito occhiale scuro… accende la sua prima sigaretta… dietro alla porta oggi non c’è nessuno… strano… dove sono finiti Beppe, Mario e Fulvio? Eccoli nella zona antistante il Bar insieme ad altri tifosi… è bello sentire i loro commenti durante la partita… mi tengono compagnia… Butto l’occhio in tribuna e tra tutta la tifoseria scorgo mio padre … la sua presenza silenziosa è più assordante del boato che rimbomba ad ogni nome che pronuncia Mini dal megafono leggendo la formazione… chissà quanto è fiero di vedere me e Claudio (nell’occasione capitano) realizzare il nostro sogno… Non gli ho mai detto quanto è bello saperlo in tribuna… mi chiedo se anche lui stia pensando a Renato Viotto… a come sarebbe stato entusiasta di vivere questo momento con noi… Sposto lo sguardo di un niente ed accanto a mio padre vedo Paolo Stralla… oggi è in versione fotografo, ma dovreste vederlo tra i pali… quello che sono riuscito a diventare come portiere lo devo a lui… alla fiducia che ha sempre riposto in me… all’entusiasmo che ci ha sempre messo nei miei allenamenti… e soprattutto alla saggezza con cui mi ha sempre parlato… mi torna in mente una frase che mi disse 10 anni fa “che sei bravo lascia che lo dicano glia altri… se vuoi fare il portiere non devi mai sentirti bravo…” Un po’ con sorpresa tra il folto pubblico noto Francesca ed Elena… le sorelle di Davide… forse neppure lo sanno che piacere mi fa averle con noi in questo giorno così speciale… butto l’occhio in campo per vedere chi indossa oggi la maglia numero 19.. ce l’ha Manti… mi prende un attacco di malinconia… quella maglia 19 ogni domenica faceva si che il mio pensiero (e non solo il mio) andasse a lui… Davide Bagnasco… il nostro numero 5…un amico che troppo presto ci ha dovuto lasciare… ripenso ad una frase scritta su Facebook in settimana… “giocherà con noi… lo fa da 8 anni…”… ripenso a Gora altro compagno prematuramente scomparso… per lui non sono state ritirate maglie, purtroppo, ma non per questo non è nei nostri pensieri… ogni volta che ci si trova ad un tavolo nelle cene post-allenamento e si fa scorrere l’album dei ricordi il suo nome salta fuori… Vedo un sacco di amici, conoscenti e sconosciuti… è bello sapere che sono lì per noi… L’arbitro fischia l’inizio della partita… per 20 minuti è partita vera… andiamo sul 3-0, mi riescono alcune belle parate… so che Paolo in tribuna si sta “gongolando” almeno quanto me… archiviamo il primo tempo e ci rifugiamo negli spogliatoi… Nel secondo tempo la mia mente continua a viaggiare… piano piano mi balzano alla mente infiniti episodi di questi 9 anni in cui abbiamo inseguito il nostro sogno… ripenso alle liti con Lino Toppi… al mio primo allenatore Vito Sanfrancesco… agli anni in cui non volevo fare il portiere, ai campionati vinti nel settore giovanile… ripenso al campionato che ci era sfumato con il Cervere, ad Aurelio Viglione… a Loris Mana che magari si starà rodendo il fegato, ma che ritengo un ottimo allenatore per cosa ci ha insegnato il suo primo anno d i permanenza a Dogliani… ripenso al mio anno passato all’Azzurra che il destino proprio oggi mi mi ha voluto mettere di fronte in questo scontro finale… guardo Cava dall’altra parte del campo e sorrido… prendo due goal “non da me” come direbbe qualcuno, ma non mi importa... (sul 5-0 ci può stare)… aspetto con ansia la fine della partita… ogni due minuti chiedo al Mister quanto manca… vedo che la cosa lo “irrita”… continuo… ad un certo punto mi manda a cagare… con una delle sue frasi storiche che non è il cao stia qui a riportare… ridiamo entrambi… che bello!!! A turno i miei compagni vengono a bere dalla borraccia che ho sempre in porta con me ed io ripenso ad ognuno di loro… forse non sanno quanto sono fiero di loro… non sanno quanto mi rende entusiasta essere il loro portiere… non sanno quante righe dedicherei ad ognuno di loro… non sanno quanto sono contento di poter condividere un’emozione così grande con loro… In questi 9 anni ho visto ragazzi diventare uomini e uomini rimanere entusiasti come ragazzi… ho visto ragazzi allenarsi come se dovessero giocare sempre quando sapevano che avrebbero dovuto accontentarsi di pochi minuti, ho visto ragazzi che sapevano di giocare sempre allenarsi come se non fossero mai sicuri di giocare… ho visto la delusione delle sconfitte e la testardaggine nel riprovare a vincere… ho visto un gruppo di persone diventare una squadra… Ripenso a quante volte da questa porta mi sono incazzato con i miei compagni… molte volte sono stato arrogante con loro… molte volte li ho mandati a cagare… molte volte mi hanno mandato a cagare loro… di tutto questo mi sento di dover chiedere scusa … spero che si ricordino di tutte le volte che li ho incitati e di tutte le volte che ho esultato con loro… Ripenso a quando 9 anni fa si parlava di un mio trasferimento in squadre più quotate… è sempre stato un mio rimpianto non averci potuto provare, ma oggi non mi interessa più… sono fiero di cosa sono diventato in questi 9 anni… non cambierei niente… credo che vincere un campionato con la società, i dirigenti ed i tifosi e alcuni compagni che ti hanno visto bambino calcare un campo di calcio non abbia eguali… e poi… e poi l’avevo promesso ad un certo Renato Viotto… “andremo in prima!!!” Ora la partita finita ed io non so bene come fare… ho voglia di urlare, di ridere, di piangere ho voglia di vivermi questo momento meglio che posso… i cori, gli abbracci, i gavettoni, le foto di gruppo … la corsa con tuffo sotto la nostra tribuna… le magliette preparate dai tifosi e dalla società… la soddisfazione sui volti dei miei comagni… Credo proprio che una giornata così a 60 anni avrò ancora voglia di raccontarla… Grazie Ragazzi!!! Il vostro Portiere…
Claudio ha espresso il desiderio che chiunque volesse conoscere meglio il fratello potesse leggere queste sue parole.
Alcuni mi hanno chiesto di poterlo fare anche se non iscritti a FB e ho pensato di pubblicarla sul nostro blog, sperando di far cosa gradita e soprattuto cercando di dare un tributo a Michele.
Negli occhi delle persone era palese quanto fossi amato e queste tue parole confermano quanto tu fossi speciale. Ciao Michele, da tutto il Concerto per Un Amico e in particolare da chi come me, condivide con te i ricordi di quei campeggi che hanno forgiato la nostra adolescenza.
INTRO …Sono le 13.30 del 24 maggio 2009 quando arrivo al campo di Dogliani… Le nostre tifose stanno finendo di preparare le coreografie… le saluto… scambio con loro due parole e mi sale un’adrenalina che non saprei descrivere… Appena entro negli spogliatoi mi accorgo che oggi sarà una giornata speciale… una di quelle giornate che a 60 anni mi ricorderò ancora… tutto è tappezzato di semplici fogli bianchi con scritte in indelebile nero che in un giorno qualunque farebbero sorridere… oggi no… oggi ti rendono orgoglioso di quello che stai per andare a fare… Entrato in campo per fare i soliti “due passi” per “tastare il terreno” mi accorgo degli striscioni, dei palloncini e delle bandierine appese sulla rete del campo… sento un attacco “di pelle d’oca”… saluto i compagni già arrivati… si dicono le solite battute… alcuni scattano foto… altri vorrebbero prendere il caffè, ma oggi Carlos apre solo alle 14.30… altri stanno in silenzio… che belli che sono i momenti in cui ci si guarda… ci si sorride e si rimane in silenzio…
LA PARTITA ...eccomi qui … sono nella “mia” porta … tutto è pronto per il calcio d’inizio … Le tribune sono ormai gremite di gente… i miei compagni sono disposti in campo in attesa del calcio d’inizio… in panchina oggi sono tutti composti e con le pettorine … l’unico in piedi è il Mister con il suo solito occhiale scuro… accende la sua prima sigaretta… dietro alla porta oggi non c’è nessuno… strano… dove sono finiti Beppe, Mario e Fulvio? Eccoli nella zona antistante il Bar insieme ad altri tifosi… è bello sentire i loro commenti durante la partita… mi tengono compagnia… Butto l’occhio in tribuna e tra tutta la tifoseria scorgo mio padre … la sua presenza silenziosa è più assordante del boato che rimbomba ad ogni nome che pronuncia Mini dal megafono leggendo la formazione… chissà quanto è fiero di vedere me e Claudio (nell’occasione capitano) realizzare il nostro sogno… Non gli ho mai detto quanto è bello saperlo in tribuna… mi chiedo se anche lui stia pensando a Renato Viotto… a come sarebbe stato entusiasta di vivere questo momento con noi… Sposto lo sguardo di un niente ed accanto a mio padre vedo Paolo Stralla… oggi è in versione fotografo, ma dovreste vederlo tra i pali… quello che sono riuscito a diventare come portiere lo devo a lui… alla fiducia che ha sempre riposto in me… all’entusiasmo che ci ha sempre messo nei miei allenamenti… e soprattutto alla saggezza con cui mi ha sempre parlato… mi torna in mente una frase che mi disse 10 anni fa “che sei bravo lascia che lo dicano glia altri… se vuoi fare il portiere non devi mai sentirti bravo…” Un po’ con sorpresa tra il folto pubblico noto Francesca ed Elena… le sorelle di Davide… forse neppure lo sanno che piacere mi fa averle con noi in questo giorno così speciale… butto l’occhio in campo per vedere chi indossa oggi la maglia numero 19.. ce l’ha Manti… mi prende un attacco di malinconia… quella maglia 19 ogni domenica faceva si che il mio pensiero (e non solo il mio) andasse a lui… Davide Bagnasco… il nostro numero 5…un amico che troppo presto ci ha dovuto lasciare… ripenso ad una frase scritta su Facebook in settimana… “giocherà con noi… lo fa da 8 anni…”… ripenso a Gora altro compagno prematuramente scomparso… per lui non sono state ritirate maglie, purtroppo, ma non per questo non è nei nostri pensieri… ogni volta che ci si trova ad un tavolo nelle cene post-allenamento e si fa scorrere l’album dei ricordi il suo nome salta fuori… Vedo un sacco di amici, conoscenti e sconosciuti… è bello sapere che sono lì per noi… L’arbitro fischia l’inizio della partita… per 20 minuti è partita vera… andiamo sul 3-0, mi riescono alcune belle parate… so che Paolo in tribuna si sta “gongolando” almeno quanto me… archiviamo il primo tempo e ci rifugiamo negli spogliatoi… Nel secondo tempo la mia mente continua a viaggiare… piano piano mi balzano alla mente infiniti episodi di questi 9 anni in cui abbiamo inseguito il nostro sogno… ripenso alle liti con Lino Toppi… al mio primo allenatore Vito Sanfrancesco… agli anni in cui non volevo fare il portiere, ai campionati vinti nel settore giovanile… ripenso al campionato che ci era sfumato con il Cervere, ad Aurelio Viglione… a Loris Mana che magari si starà rodendo il fegato, ma che ritengo un ottimo allenatore per cosa ci ha insegnato il suo primo anno d i permanenza a Dogliani… ripenso al mio anno passato all’Azzurra che il destino proprio oggi mi mi ha voluto mettere di fronte in questo scontro finale… guardo Cava dall’altra parte del campo e sorrido… prendo due goal “non da me” come direbbe qualcuno, ma non mi importa... (sul 5-0 ci può stare)… aspetto con ansia la fine della partita… ogni due minuti chiedo al Mister quanto manca… vedo che la cosa lo “irrita”… continuo… ad un certo punto mi manda a cagare… con una delle sue frasi storiche che non è il cao stia qui a riportare… ridiamo entrambi… che bello!!! A turno i miei compagni vengono a bere dalla borraccia che ho sempre in porta con me ed io ripenso ad ognuno di loro… forse non sanno quanto sono fiero di loro… non sanno quanto mi rende entusiasta essere il loro portiere… non sanno quante righe dedicherei ad ognuno di loro… non sanno quanto sono contento di poter condividere un’emozione così grande con loro… In questi 9 anni ho visto ragazzi diventare uomini e uomini rimanere entusiasti come ragazzi… ho visto ragazzi allenarsi come se dovessero giocare sempre quando sapevano che avrebbero dovuto accontentarsi di pochi minuti, ho visto ragazzi che sapevano di giocare sempre allenarsi come se non fossero mai sicuri di giocare… ho visto la delusione delle sconfitte e la testardaggine nel riprovare a vincere… ho visto un gruppo di persone diventare una squadra… Ripenso a quante volte da questa porta mi sono incazzato con i miei compagni… molte volte sono stato arrogante con loro… molte volte li ho mandati a cagare… molte volte mi hanno mandato a cagare loro… di tutto questo mi sento di dover chiedere scusa … spero che si ricordino di tutte le volte che li ho incitati e di tutte le volte che ho esultato con loro… Ripenso a quando 9 anni fa si parlava di un mio trasferimento in squadre più quotate… è sempre stato un mio rimpianto non averci potuto provare, ma oggi non mi interessa più… sono fiero di cosa sono diventato in questi 9 anni… non cambierei niente… credo che vincere un campionato con la società, i dirigenti ed i tifosi e alcuni compagni che ti hanno visto bambino calcare un campo di calcio non abbia eguali… e poi… e poi l’avevo promesso ad un certo Renato Viotto… “andremo in prima!!!” Ora la partita finita ed io non so bene come fare… ho voglia di urlare, di ridere, di piangere ho voglia di vivermi questo momento meglio che posso… i cori, gli abbracci, i gavettoni, le foto di gruppo … la corsa con tuffo sotto la nostra tribuna… le magliette preparate dai tifosi e dalla società… la soddisfazione sui volti dei miei comagni… Credo proprio che una giornata così a 60 anni avrò ancora voglia di raccontarla… Grazie Ragazzi!!! Il vostro Portiere…
giovedì 15 agosto 2013
martedì 13 agosto 2013
Il male che ispira
Negli anni '60 l'Inghilterra fu scossa dagli efferati e spietati delitti della coppia Ian Brady e Myra Hindley.
Il caso, definito Moors murders è diventato tristemente famoso per essere uno dei casi più atroci e violenti che vedesse coinvolte due personalità collaborative e complici, ma questa è un'altra storia.
Ne va da se che chiunque, in quegli anni, fosse venuto a conoscenza di tali terribili atti ne fosse scosso e profondamente colpito.
Tra questi c'è sicuramente il giovane Morrissey, che qualche anno dopo fondò assieme a John Maher gli Smiths.
Il loro primo album di debutto uscì nel 1984 e conteneva una traccia che suscitò qualche polemica: Suffer Little Children.
La canzone è un tributo, secondo lo stesso Morrissey, alle piccole vittime dei Moors Murters, quasi coetanee del cantante.
A vent'anni da quei delitti lo stesso leader della band venne a contatto con una delle madri delle vittime e con essa stabilì un rapporto di amicizia e rispetto.
L'anno successivo lo stesso caso venne riaperto per il ritrovamento di un quarto corpo, anch'esso vittima della coppia, che intanto era stata arrestata e incarcerata.
Nel 1990 un'altra band ripescò da quella brutta vicenda un'immagine, più precisamente una fotografia, quella di Maureen Hindley che assieme al marito si recava a testimoniare contro la sorella Myra Hindley. Quella fotografia divenne la copertina dell'album GOO dei Sonic Youth.
Il caso, definito Moors murders è diventato tristemente famoso per essere uno dei casi più atroci e violenti che vedesse coinvolte due personalità collaborative e complici, ma questa è un'altra storia.
Ne va da se che chiunque, in quegli anni, fosse venuto a conoscenza di tali terribili atti ne fosse scosso e profondamente colpito.
Tra questi c'è sicuramente il giovane Morrissey, che qualche anno dopo fondò assieme a John Maher gli Smiths.
Il loro primo album di debutto uscì nel 1984 e conteneva una traccia che suscitò qualche polemica: Suffer Little Children.
La canzone è un tributo, secondo lo stesso Morrissey, alle piccole vittime dei Moors Murters, quasi coetanee del cantante.
A vent'anni da quei delitti lo stesso leader della band venne a contatto con una delle madri delle vittime e con essa stabilì un rapporto di amicizia e rispetto.L'anno successivo lo stesso caso venne riaperto per il ritrovamento di un quarto corpo, anch'esso vittima della coppia, che intanto era stata arrestata e incarcerata.
Nel 1990 un'altra band ripescò da quella brutta vicenda un'immagine, più precisamente una fotografia, quella di Maureen Hindley che assieme al marito si recava a testimoniare contro la sorella Myra Hindley. Quella fotografia divenne la copertina dell'album GOO dei Sonic Youth.
venerdì 9 agosto 2013
L'arte del Degrado
Si chiama François Vautier ed è un videomaker-ricercatore Francese.
Qualche anno fa ha usato un vecchio scanner come terrario per formiche, documentando giorno dopo giorno il degrado di un ambiente sintetico invaso da elementi vegetali, animali e minerali.
L'esperimento è durato cinque anni, ma, fa sapere lo stesso autore, è tuttora in svolgimento, visto che le formiche sono ancora vive e vegete e, a quanto pare, affezionate alla loro casa tecnologica.
Questo lavoro ne ha ispirato un'altro, ovvero il monitoraggio per tre anni, di una piccola piazzetta abbandonata in Parigi, fotografato con IPhone e, come nel video precedente, montato grazie alla tecnica del Time Lapse.
Ultima curiosità, le musiche sotto i videoclip appartengono alla band Israeliana Infected Mushroom.
Abandoned Places > 3 Years Time Lapse from françois vautier on Vimeo.
Qualche anno fa ha usato un vecchio scanner come terrario per formiche, documentando giorno dopo giorno il degrado di un ambiente sintetico invaso da elementi vegetali, animali e minerali.
L'esperimento è durato cinque anni, ma, fa sapere lo stesso autore, è tuttora in svolgimento, visto che le formiche sono ancora vive e vegete e, a quanto pare, affezionate alla loro casa tecnologica.
Questo lavoro ne ha ispirato un'altro, ovvero il monitoraggio per tre anni, di una piccola piazzetta abbandonata in Parigi, fotografato con IPhone e, come nel video precedente, montato grazie alla tecnica del Time Lapse.
Ultima curiosità, le musiche sotto i videoclip appartengono alla band Israeliana Infected Mushroom.
ANTS in my scanner > a five years time-lapse! from françois vautier on Vimeo.
Abandoned Places > 3 Years Time Lapse from françois vautier on Vimeo.
martedì 6 agosto 2013
venerdì 2 agosto 2013
David Bowie – The Next Day (2013)
Il Duca è tornato dopo 10 anni e lo fa sorprendendo nuovamente tutti.
Etichettato come artista in declino e celebrato solo per il suo infinito e spettacolare repertorio, dimostra così che il suo talento non è affatto sbiadito.
Ammetto che al primo ascolto mi sono sentito corrotto dal suo nome altisonante, stregato da un passato che spesso mi ha regalato emozioni fortissime e che mi spingeva ad un ascolto attento e ammirato.
Alla fine ho capito che semplicemente si tratta di un disco meraviglioso, pieno zeppo di tutti di deliri "Bowiani": elegante e non pesente, eclettico e non delirante, divertente e profondo.
Bentornato Duca Bianco.
Etichettato come artista in declino e celebrato solo per il suo infinito e spettacolare repertorio, dimostra così che il suo talento non è affatto sbiadito.
Ammetto che al primo ascolto mi sono sentito corrotto dal suo nome altisonante, stregato da un passato che spesso mi ha regalato emozioni fortissime e che mi spingeva ad un ascolto attento e ammirato.
Alla fine ho capito che semplicemente si tratta di un disco meraviglioso, pieno zeppo di tutti di deliri "Bowiani": elegante e non pesente, eclettico e non delirante, divertente e profondo.
Bentornato Duca Bianco.
lunedì 29 luglio 2013
Il ritorno dei One Minute Silence
Hanno fatto le cose con calma ma finalmente eccoli con il loro primo singolo dopo 10 anni di pausa!
L'annuncio ufficiale era stato diffuso all'inizio del 2011 e dopo una serie di peripezie più o meno ufficiali, anche i One Minute Silence si affidano ad un EP per tornare a farsi sentire.
Esce in questi giorni il loro nuovo video: Pandemic Schizophrenia, aprifila dei brani che compongono Fragmented Armageddon.
Lo stile non è cambiato, come la loro natura, almeno per ora, buon tuffo nel passato!
L'annuncio ufficiale era stato diffuso all'inizio del 2011 e dopo una serie di peripezie più o meno ufficiali, anche i One Minute Silence si affidano ad un EP per tornare a farsi sentire.
Esce in questi giorni il loro nuovo video: Pandemic Schizophrenia, aprifila dei brani che compongono Fragmented Armageddon.
Lo stile non è cambiato, come la loro natura, almeno per ora, buon tuffo nel passato!
venerdì 26 luglio 2013
Il demone dell'onnipotenza
C'è un demone che si annida nell'uomo, che lo conquista approfittando della sua vanità e delle sue debolezze.
Il potere da sempre ha effetti sulla nostra esistenza, ha scritto e distrutto pagine di storia, è stato il movente di stragi, il carburante di imprese epiche e la linfa vitale di migliaia di scoperte.
Nessuno vi è immune, sia esso in forma concreta o in forma eterea, quando colma il vuoto causato dall'insicurezza, quando serve a mascherare una personalità vulnerabile e troppo fragile.
Quanto successo in Spagna riporta immediatamente alla vicenda Schettino, errore umano, dettato dall'inosservanza delle norme di sicurezza: dalla convinzione di essere onnipotenti.
Nessuno lo è, tutto può accadere a chiunque ed è bene ricordarlo sempre, soprattutto quando nelle proprie mani viene messa la vita di qualcun'altro.
Alasdair Roberts - The Daemon Lover
Nessuno vi è immune, sia esso in forma concreta o in forma eterea, quando colma il vuoto causato dall'insicurezza, quando serve a mascherare una personalità vulnerabile e troppo fragile.
Quanto successo in Spagna riporta immediatamente alla vicenda Schettino, errore umano, dettato dall'inosservanza delle norme di sicurezza: dalla convinzione di essere onnipotenti.
Nessuno lo è, tutto può accadere a chiunque ed è bene ricordarlo sempre, soprattutto quando nelle proprie mani viene messa la vita di qualcun'altro.
Alasdair Roberts - The Daemon Lover
mercoledì 24 luglio 2013
lunedì 22 luglio 2013
Il Ciclista
"Mi chiamo Franco Cacciatori, sono nato a Verona e ho 56 anni. Sono un installatore di antifurti satellitari e vari altri accessori sulle automobili. Inizialmente non consideravo la bicicletta come un mezzo per spostarmi da casa a lavoro perché possedevo un vecchio motorino ma quando circa 4 anni fa mi è stato rubato mi sono dovuto ricredere, e ho cominciato ad usare una bici per andare appunto al lavoro, e con la quale mi sposto tutt’ora..."
Comincia così una breve biografia di un ciclista particolare, uno di quelli da imprese estreme, di quelli che senza mai aver vinto una gara, si sono conquistati di diritto il rispetto di professionisti ed appassionati.
Ho sempre amato il ciclismo, seguivo con entusiasmo il Giro d'Italia e ancora oggi mi riporta a quel periodo particolare che segnava la fine delle scuole e l'inizio dell'estate.
Dopo le tristi vicende di Pantani e il declino che il doping ha causato ad uno sport tanto nobile, ho perso l'attrazione verso le corse, riportando i corridori (all'epoca alla stregua di eroi, almeno per me) a semplici sportivi, pur col fardello di dover competere con una delle discipline più faticose del mondo.
Oggi però ritrovo quello spirito verso un campione del ciclismo, Franco Cacciatori, un uomo che corre solo per passione, facendolo nel modo più difficile, senza sfruttare quanto la tecnologia ha masso a disposizione delle due ruote. In sella ad una vecchia Graziella, da lui stesso messa a nuovo, ripercorre le strade che hanno fatto grande il Giro d'Italia, facendo della fatica una forza e della motivazione l'unica spinta per arrivare al traguardo.
Vi invito a leggere e a seguire le sue imprese, per scoprire il mondo di un uomo che ancora corre per passione.
Comincia così una breve biografia di un ciclista particolare, uno di quelli da imprese estreme, di quelli che senza mai aver vinto una gara, si sono conquistati di diritto il rispetto di professionisti ed appassionati.
Ho sempre amato il ciclismo, seguivo con entusiasmo il Giro d'Italia e ancora oggi mi riporta a quel periodo particolare che segnava la fine delle scuole e l'inizio dell'estate.
Dopo le tristi vicende di Pantani e il declino che il doping ha causato ad uno sport tanto nobile, ho perso l'attrazione verso le corse, riportando i corridori (all'epoca alla stregua di eroi, almeno per me) a semplici sportivi, pur col fardello di dover competere con una delle discipline più faticose del mondo.
Oggi però ritrovo quello spirito verso un campione del ciclismo, Franco Cacciatori, un uomo che corre solo per passione, facendolo nel modo più difficile, senza sfruttare quanto la tecnologia ha masso a disposizione delle due ruote. In sella ad una vecchia Graziella, da lui stesso messa a nuovo, ripercorre le strade che hanno fatto grande il Giro d'Italia, facendo della fatica una forza e della motivazione l'unica spinta per arrivare al traguardo.
Vi invito a leggere e a seguire le sue imprese, per scoprire il mondo di un uomo che ancora corre per passione.
martedì 16 luglio 2013
Ciao Mini.
"Quando una storia arriva al capolinea, sentirsi tristi è il minimo che possa accadere."
Cominciava così l'articolo di Michela Casale Alloa, che commentava l'editoriale di Domenico Milano sulla chiusura di PAESI TUOI.
Oggi quelle parole sono tornate attuali a causa della triste notizia della sua scomparsa.
Noi del Concerto per Un Amico abbiamo avuto stretti rapporti con lui, sia in veste di giornalista, quando ci concedeva spazi per i nostri articoli, sia in veste di Sindaco, quando si batté al nostro fianco per scongiurare la disfatta della dodicesima edizione.
Ho sempre apprezzato la grande serietà dimostrata nelle cose che affrontava, la grande attenzione per il suo territorio e l'appoggio che sapeva donare a chi s'impegnava per realizzare qualcosa.
Mini rappresenta un pezzo della storia del nostro piccolo paese, una storia costruita con profonda devozione, costanza e tanta passione.
Ancor più delle cariche che ha ricoperto il Professor Milano ha sempre dimostrato il suo valore umano, attraverso il suo essere sempre presente e mai ingombrante, attraverso le sue idee che ha coltivato con coerenza e coraggio, come quando ha accettato il posto di Sindaco nonostante i problemi di salute, a guida di questa giunta che oggi ne piange la scomparsa.
Il cordoglio colpisce tutta la popolazione, che commossa partecipa alla funzione civile, da lui voluta, in linea con il suo pensiero, lucido e consapevole fino alla fine, mai scalfito dalla malattia che pur spietata non ha intaccato la sua grande dignità e forza d'animo.
Ciao Mini e grazie per quanto hai fatto per la nostra terra.
venerdì 12 luglio 2013
Scoots of Anarchy
Si tratta di una parodia estremamente curata nei dettagli, ispirata alla meravigliosa serie di Sons Of Anarchy.
Girata esclusivamente con riprese tramite telefonini è diventata un successo planetario.
Realizzato da alcuni fans ha da subito avuto un grande successo di pubblica e, si dice, sia molto apprezzato degli stessi protagonisti della serie originale americana!
Per gli appassionati: da non perdere!
martedì 9 luglio 2013
Guerra al playback
Ad un passo dalla terza guerra mondiale, con la crisi dell'occidente, gli spy-scandals che travolgono gli USA e fanno infuriare il mondo, le rivolte civili arabe, le minacce coreane e le contraddizioni dei paesi orientali, Putin dichiara guerra al playback.
La Russia ha infatti approvato una legge che punisce con multe fino a 100000 euro chi truffa il pubblico, spacciando un concerto LIVE per una molto più economica esibizione in playback.
Il fenomeno, piuttosto diffuso nel mondo, ha raggiunto, soprattutto in alcuni paesi, dei livelli imbarazzanti, tanto da suscitare critiche e denunce.
Va detto che oggi la tecnologia permette di utilizzare basi ed effetti sonori in grado di migliorare le performance degli artisti, che, ad onor di cronaca, utilizzano nei dischi sempre più spesso grandi quantità di musica elettronica, generata da sintetizzatori e strumenti digitali, sempre più programmati che suonati.
Ciò non toglie però che se ci si presenta con i musicisti, si debba mantenere fede alla proposta fatta, offrendo così uno show più caloroso ed esaltante.
Di certo il fattore economico conta parecchio, alcune produzioni risparmiano milioni grazie al playback, soprattutto in paesi il cui pubblico non è così attento, realizzando spesso dei veri raggiri.
Così la Russia (e non solo!) decide di tutelare il pubblico dagli artisti "sola", che troppo spesso non reggono il confronto tra quanto inciso su disco e quanto realmente riprodotto dal vivo.
Esiste però una giustizia divina che non ha bisogno di leggi scritte.
Nella musica si chiama talento e basta un poco di esperienza per riconoscerlo a prima vista, mentre, come nella vita, tutti i nodi vengono al pettine, e le brutte figure, specie per chi fa il furbo possono essere devastanti.
Vedere per credere: concerto dei Lordi, proprio in Russia (min 1:53).
La Russia ha infatti approvato una legge che punisce con multe fino a 100000 euro chi truffa il pubblico, spacciando un concerto LIVE per una molto più economica esibizione in playback.
Il fenomeno, piuttosto diffuso nel mondo, ha raggiunto, soprattutto in alcuni paesi, dei livelli imbarazzanti, tanto da suscitare critiche e denunce.
Va detto che oggi la tecnologia permette di utilizzare basi ed effetti sonori in grado di migliorare le performance degli artisti, che, ad onor di cronaca, utilizzano nei dischi sempre più spesso grandi quantità di musica elettronica, generata da sintetizzatori e strumenti digitali, sempre più programmati che suonati.
Ciò non toglie però che se ci si presenta con i musicisti, si debba mantenere fede alla proposta fatta, offrendo così uno show più caloroso ed esaltante.
Di certo il fattore economico conta parecchio, alcune produzioni risparmiano milioni grazie al playback, soprattutto in paesi il cui pubblico non è così attento, realizzando spesso dei veri raggiri.
Così la Russia (e non solo!) decide di tutelare il pubblico dagli artisti "sola", che troppo spesso non reggono il confronto tra quanto inciso su disco e quanto realmente riprodotto dal vivo.
Esiste però una giustizia divina che non ha bisogno di leggi scritte.
Nella musica si chiama talento e basta un poco di esperienza per riconoscerlo a prima vista, mentre, come nella vita, tutti i nodi vengono al pettine, e le brutte figure, specie per chi fa il furbo possono essere devastanti.
Vedere per credere: concerto dei Lordi, proprio in Russia (min 1:53).
venerdì 5 luglio 2013
Get... Arrange
Gli arrangiamenti cambiano pelle al pezzo, così una hit 2013 come Get Lucky dei Duft Punk, può diventare una ballate folk o un medley senza tempo!
martedì 2 luglio 2013
lunedì 1 luglio 2013
L'attesa e la speranza
L'attesa e la speranza si intrecciano, formando un filo invisibile che ha il compito di tenere assieme i pezzi di una serenità troppo vulnerabile. Il destino può essere spietato ed esserne spettatore è sconfortante, almeno quanto il senso di impotenza di fronte ai mali che possono colpirci.
martedì 25 giugno 2013
La rivincita del Cinghiale Bianco
La denuncia che Franco Battiato fece al Parlamento Europeo (in toni piuttosto coloriti) suscitò sdegno e conseguenze politiche.
La frase «Ci sono tr**e in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino» costò al cantautore l'incarico politico da assessore Siciliano, oltre ad una sfilza di condanne e rimproveri da tutto il mondo politico (o quasi), in primis dalla neo presidente della camera Boldrini.
Di certo i toni erano fuori luogo probabilmente Battiato, eccellente nel campo musicale, ha dimostrato di non avere la stessa eleganza nella politica.
Seguirono giustificazioni, prese di posizione, citazioni e paragoni, che hanno portato lo stesso artista a districarsi tra sostenitori e detrattori, pronti a strumentalizzare la situazione per dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Oggi quello che succede a Palermo e a Firenze ha il gusto di una rivincita per Battiato, anche se in fondo si tratta solo dell'ennesimo fallimento morale dei nostri amministratori.
In attesa dell'Era del Cinghiale Bianco, ci affidiamo alla speranza di una politica con una morale forte e di una società che si scandalizzi più per i fatti che per le parole.
La frase «Ci sono tr**e in giro in Parlamento che farebbero di tutto, dovrebbero aprire un casino» costò al cantautore l'incarico politico da assessore Siciliano, oltre ad una sfilza di condanne e rimproveri da tutto il mondo politico (o quasi), in primis dalla neo presidente della camera Boldrini.
Di certo i toni erano fuori luogo probabilmente Battiato, eccellente nel campo musicale, ha dimostrato di non avere la stessa eleganza nella politica.
Seguirono giustificazioni, prese di posizione, citazioni e paragoni, che hanno portato lo stesso artista a districarsi tra sostenitori e detrattori, pronti a strumentalizzare la situazione per dimostrare tutto e il contrario di tutto.
Oggi quello che succede a Palermo e a Firenze ha il gusto di una rivincita per Battiato, anche se in fondo si tratta solo dell'ennesimo fallimento morale dei nostri amministratori.
In attesa dell'Era del Cinghiale Bianco, ci affidiamo alla speranza di una politica con una morale forte e di una società che si scandalizzi più per i fatti che per le parole.
giovedì 20 giugno 2013
Il tormentone
Arriava l'estate e arriva il tormentone musicale, accompagnato dai servizi "allarme caldo" dei TG, dal decadimento dei palinsesti TV e dalle tonnellate di gossip che riempono i giornali.
Certo le cose serie restano, ma a quanto pare la situazione Siriana, il perenne ritardo dei nostri governanti (che aspettano le ultime ore per scannarsi su IMU e IVA!) e altre decine di temi scottanti possono passare in secondo piano.
Fondamentali sono la crisi dei Grillini, la disputa Maroni-Bossi, la perenne rincorsa al vertice del PD o la smentita costante dell'utlima dichiarazione pseudoufficiale di Berlusconi.
La cronaca dilaga sulle pagine dei giornali spinta da una serie infinita di casi assurdi, di situazioni disperate o di gesti folli, enfatizzati, condannati ma soprattutto romanzati.
E' l'estate all'italiana, fa parte del nostro modo di essere e, volenti o nolenti, ci siamo tutti po' affezionati.
Il sole sembra dover portare via tutti i brutti pensieri, come fossero nuvole, illudendoci, almeno per un poco, che la pioggia possa non cadere per un po'.
Questo spirito l'ho trovato in quello che (credo!) diventerà il tormentone dell'estate 2013, cantato da LEVANTE, giovane cantautrice dal passato rock e dal presente roseo!
Gli ingredienti ci sono tutti, ukulele, ritmo, melodia agrodolce, un carattere solare e un magnifico ritornello che ripete: che vita di merda!
Buon'estate ITALIA!
Certo le cose serie restano, ma a quanto pare la situazione Siriana, il perenne ritardo dei nostri governanti (che aspettano le ultime ore per scannarsi su IMU e IVA!) e altre decine di temi scottanti possono passare in secondo piano.
Fondamentali sono la crisi dei Grillini, la disputa Maroni-Bossi, la perenne rincorsa al vertice del PD o la smentita costante dell'utlima dichiarazione pseudoufficiale di Berlusconi.
La cronaca dilaga sulle pagine dei giornali spinta da una serie infinita di casi assurdi, di situazioni disperate o di gesti folli, enfatizzati, condannati ma soprattutto romanzati.
E' l'estate all'italiana, fa parte del nostro modo di essere e, volenti o nolenti, ci siamo tutti po' affezionati.
Il sole sembra dover portare via tutti i brutti pensieri, come fossero nuvole, illudendoci, almeno per un poco, che la pioggia possa non cadere per un po'.
Questo spirito l'ho trovato in quello che (credo!) diventerà il tormentone dell'estate 2013, cantato da LEVANTE, giovane cantautrice dal passato rock e dal presente roseo!
Gli ingredienti ci sono tutti, ukulele, ritmo, melodia agrodolce, un carattere solare e un magnifico ritornello che ripete: che vita di merda!
Buon'estate ITALIA!
lunedì 17 giugno 2013
D'yer Mak'er
D'yer Mak'er è una canzone speciale per molti motivi.
Innanzitutto si tratta di un pezzo dei LED ZEPPELIN, pubblicato nel 1973 all'interno del loro quinto album: Houses of the Holy. E' una canzone reggae, piuttosto solare (anche se si tratta di una supplica d'amore) e porta la firma di tutti e quattro i membri della storica band, cosa non proprio scontata!
Houses of the Holy rimane un disco discusso, per alcuni il tentativo di svolta di una formazione che aveva cambiato il mondo del rock, per altri un cedimento alle lusinghe del mondo musicale di quegli anni, per altri ancora un esempio dello straordinario carattere musicale e sperimentale dei Led Zeppelin.
Per loro quelli erano gli anni di maggior splendore, gli ultimi primi delle tragedie che si susseguirono dal 1976, di certo la loro carica musicale era alle stelle e non mancava l'entusiasmo.
Ho riscoperto questa canzone dopo quasi una decina d'anni (ahimè!) dall'ultima volta che questo disco è finito nel mio lettore e l'ho riscoperto grazie ai PUDDLE OF MUD.
L'ultimo disco da loro pubblicato si chiama Re:(disc)overed (2011) e si tratta di una raccolta di cover piuttosto fedeli ai brani originali, molto care alla band di Kansas City.
Il disco è stato piuttosto snobbato dalla critica, ma questo non mi ha scoraggiato all'ascolto, anzi mi ha incuriosito, soprattutto per i titoli che comparivano nella tracklist.
Tra gli altri è emersa questa versione di D'yer Mak'er, rinverdita nei suoni e sempre meravigliosa!
Innanzitutto si tratta di un pezzo dei LED ZEPPELIN, pubblicato nel 1973 all'interno del loro quinto album: Houses of the Holy. E' una canzone reggae, piuttosto solare (anche se si tratta di una supplica d'amore) e porta la firma di tutti e quattro i membri della storica band, cosa non proprio scontata!
Houses of the Holy rimane un disco discusso, per alcuni il tentativo di svolta di una formazione che aveva cambiato il mondo del rock, per altri un cedimento alle lusinghe del mondo musicale di quegli anni, per altri ancora un esempio dello straordinario carattere musicale e sperimentale dei Led Zeppelin.
Per loro quelli erano gli anni di maggior splendore, gli ultimi primi delle tragedie che si susseguirono dal 1976, di certo la loro carica musicale era alle stelle e non mancava l'entusiasmo.
Ho riscoperto questa canzone dopo quasi una decina d'anni (ahimè!) dall'ultima volta che questo disco è finito nel mio lettore e l'ho riscoperto grazie ai PUDDLE OF MUD.
L'ultimo disco da loro pubblicato si chiama Re:(disc)overed (2011) e si tratta di una raccolta di cover piuttosto fedeli ai brani originali, molto care alla band di Kansas City.
Il disco è stato piuttosto snobbato dalla critica, ma questo non mi ha scoraggiato all'ascolto, anzi mi ha incuriosito, soprattutto per i titoli che comparivano nella tracklist.
Tra gli altri è emersa questa versione di D'yer Mak'er, rinverdita nei suoni e sempre meravigliosa!
venerdì 14 giugno 2013
lunedì 10 giugno 2013
Finesettimana da divorare!
Sarà un fine settimana all'insegna del cibo e della beneficenza: due serate da non perdere e a prezzi ottimi!
Si comincia Venerdì 14, presso gli Impianti sportivi di Farigliano, con una PAELLA di carne e pesce (o solo carne) a soli 10 euro (e poi si balla!).
La cena realizzata da S.U.V. Farigliano è supportata dai commercianti del paese, alcuni dei quali si adopereranno al servizio dei partecipanti!
Il ricavato verrà destinato in parte ai progetti messi in campo dai negozianti Fariglianesi, che lo scorso Natale hanno offerto il servizio fotografico per bambini con Babbo Natale e hanno acquistato alcuni addobbi per abbellire il paese.
Il Sabato sera invece (15 giugno), saranno gli ALPINI del gruppo Fariglianese a richiamarci sotto il CIUCHE', per una deliziosa cena servita dai ragazzi e dagli animatori del CAMPEGGIO.
Anche in questo caso ci sarà da ballare e soprattutto da fare del bene visto che tutto il ricavato utile sarà destinato in beneficenza.
Naturalmente per entrambe le occasioni c'è bisogno di un'iscrizione quindi non perdete tempo, le indicazioni le trovate sulle locandine o potete contattarci per i dettagli.
In un periodo cupo che ha visto molte belle realtà solidali spegnersi o ridimensionarsi, supportare queste manifestazioni è più importante che mai, mi auguro di trovarvi tutti ad entrambe le serate!
venerdì 7 giugno 2013
Libertà di non farsi del male
Le Iene sono nuovamente in prima fila per una battaglia sociale che fa discutere.
Hanno realizzato, con il contributo di alcuni dei più popolari sindaci di alcune grandi città Italiane, questo spot contro le Slot Machine, mettendolo a disposizione di chiunque voglia schierarsi a favore di questa campagna.
Immancabilmente sono arrivate le polemiche, nei confronti dello stato e del suo atteggiamento ambiguo che contemporaneamente condanna e promuove il gioco d'azzardo.
Polemica verso i sindaci che sono tutti rappresentanti di partiti molto distratti sull'argomento.
Polemiche anche verso la stessa campagna, che va a minare un'importante entrata per le casse statali, tributo versato da chi, dopotutto, sceglie liberamente di parteciparvi.
Proprio su questo ultimo punto nasce una profonda riflessione che meriterebbe di essere discussa.
Personalmente trovo sbagliato che lo stato debba interferire con le scelte delle persone e del mercato, ma riconosco il DOVERE di intervenire dove ci sia uno sfruttamento o un rischio per la società, costituito non solo da chi si rovina, ma anche da chi alla fine ne paga le conseguenze (furti, rapine, debiti e violenza...).
Il gioco d'azzardo, come altri sfere commerciali delicate, necessita di regolamentazioni precise per due motivi fondamentali: il controllo di chi li tratta e la tutela di chi ne usufruisce.
Basterebbe guardare a temi come la prostituzione e le droghe o tutti quei settori che in un modo o nell'altro finiscono per ingrassare le casse della criminalità a causa spesso di una cattiva gestione, o peggio ancora di un'indifferenza perbenista ed ipocrita, che tampona l'effetto non curandosi della causa.
Il gioco d'azzardo può essere una patologia, è appurato, ma resta comunque un diritto di tutti e va garantito se vogliamo vivere in un Paese libero e democratico.
Trovo anche giusto che lo stato guadagni sul gioco, dopotutto con l'iva lo fa su ogni nostra spesa e su ogni genere, anche di prima necessità.
La campagna delle Iene non chiede l'abolizione del gioco d'azzardo, bensì una buona gestione di essa, affidata a chi tra le autorità ha la miglior percezione del territorio: i sindaci.
Le città hanno una struttura precisa, definita negli anni, che rispettano regole comuni e necessarie per una serena convivenza.
L'abolizione delle licenze, oltre aver sterminato il commercio al dettaglio favorendo centri commerciali e le grandi catene commerciali, poteva essere un ottimo incentivo per far crescere il mercato, ma fatto nel modo in cui è stato fatto, senza alcun criterio e senza alcuna tutela per chi ne è stato travolto, ha causato più danni di quanti ne abbia risolti. In ultimo questo, che ha portato le famigerate Slot in ogni tipologia di attività senza alcuna regola e soprattutto senza alcun dosaggio.
Di certo non si può pretendere che un commerciante, magari provato dal calo dei propri affari, che si ritrova in un mercato in cui la concorrenza e tutto fuorché equilibrata, rinunci ad un introito che spesso permette di pagare un dipendente o far fronte alle troppe spese di ogni giorno.
E nemmeno si può evitare, a chi lo desideri, di giocarsi il resto di un caffè investendolo in una (improbabile) sfida alla fortuna, sia essa una Slot, un gratta e vinci, una schedina del lotto ecc...
Si potrebbe però evitare di far si che il fenomeno dilaghi in OGNI tipo di ambiente, spesso finendo proprio nei luoghi frequentati dai più deboli e dai più disperati.
Si potrebbe dare un limite ai giochi o, come per i Casinò, far si che si rispettino disciplinari ferrei che tutelino sia chi offre il gioco, sia chi vi partecipa.
La tecnologia e gli strumenti ci sono tutti e le proposte di legge sonnecchiano nei cassetti ben difesi da lobby ed interessi... e quindi?
Quindi non ci resta che cambiare mentalità e diventare un po' meno ipocriti, iniziando a chiedere con forza che questi argomenti vengano trattati con serietà ed il dovuto tatto. Abbiamo tutti dei doveri da rispettare ma abbiamo anche dei diritti e tra questi, il diritto a non farsi del male.
Hanno realizzato, con il contributo di alcuni dei più popolari sindaci di alcune grandi città Italiane, questo spot contro le Slot Machine, mettendolo a disposizione di chiunque voglia schierarsi a favore di questa campagna.
Immancabilmente sono arrivate le polemiche, nei confronti dello stato e del suo atteggiamento ambiguo che contemporaneamente condanna e promuove il gioco d'azzardo.
Polemica verso i sindaci che sono tutti rappresentanti di partiti molto distratti sull'argomento.
Polemiche anche verso la stessa campagna, che va a minare un'importante entrata per le casse statali, tributo versato da chi, dopotutto, sceglie liberamente di parteciparvi.
Proprio su questo ultimo punto nasce una profonda riflessione che meriterebbe di essere discussa.
Personalmente trovo sbagliato che lo stato debba interferire con le scelte delle persone e del mercato, ma riconosco il DOVERE di intervenire dove ci sia uno sfruttamento o un rischio per la società, costituito non solo da chi si rovina, ma anche da chi alla fine ne paga le conseguenze (furti, rapine, debiti e violenza...).
Il gioco d'azzardo, come altri sfere commerciali delicate, necessita di regolamentazioni precise per due motivi fondamentali: il controllo di chi li tratta e la tutela di chi ne usufruisce.
Basterebbe guardare a temi come la prostituzione e le droghe o tutti quei settori che in un modo o nell'altro finiscono per ingrassare le casse della criminalità a causa spesso di una cattiva gestione, o peggio ancora di un'indifferenza perbenista ed ipocrita, che tampona l'effetto non curandosi della causa.
Il gioco d'azzardo può essere una patologia, è appurato, ma resta comunque un diritto di tutti e va garantito se vogliamo vivere in un Paese libero e democratico.
Trovo anche giusto che lo stato guadagni sul gioco, dopotutto con l'iva lo fa su ogni nostra spesa e su ogni genere, anche di prima necessità.
La campagna delle Iene non chiede l'abolizione del gioco d'azzardo, bensì una buona gestione di essa, affidata a chi tra le autorità ha la miglior percezione del territorio: i sindaci.
Le città hanno una struttura precisa, definita negli anni, che rispettano regole comuni e necessarie per una serena convivenza.
L'abolizione delle licenze, oltre aver sterminato il commercio al dettaglio favorendo centri commerciali e le grandi catene commerciali, poteva essere un ottimo incentivo per far crescere il mercato, ma fatto nel modo in cui è stato fatto, senza alcun criterio e senza alcuna tutela per chi ne è stato travolto, ha causato più danni di quanti ne abbia risolti. In ultimo questo, che ha portato le famigerate Slot in ogni tipologia di attività senza alcuna regola e soprattutto senza alcun dosaggio.
Di certo non si può pretendere che un commerciante, magari provato dal calo dei propri affari, che si ritrova in un mercato in cui la concorrenza e tutto fuorché equilibrata, rinunci ad un introito che spesso permette di pagare un dipendente o far fronte alle troppe spese di ogni giorno.
E nemmeno si può evitare, a chi lo desideri, di giocarsi il resto di un caffè investendolo in una (improbabile) sfida alla fortuna, sia essa una Slot, un gratta e vinci, una schedina del lotto ecc...
Si potrebbe però evitare di far si che il fenomeno dilaghi in OGNI tipo di ambiente, spesso finendo proprio nei luoghi frequentati dai più deboli e dai più disperati.
Si potrebbe dare un limite ai giochi o, come per i Casinò, far si che si rispettino disciplinari ferrei che tutelino sia chi offre il gioco, sia chi vi partecipa.
La tecnologia e gli strumenti ci sono tutti e le proposte di legge sonnecchiano nei cassetti ben difesi da lobby ed interessi... e quindi?
Quindi non ci resta che cambiare mentalità e diventare un po' meno ipocriti, iniziando a chiedere con forza che questi argomenti vengano trattati con serietà ed il dovuto tatto. Abbiamo tutti dei doveri da rispettare ma abbiamo anche dei diritti e tra questi, il diritto a non farsi del male.
martedì 4 giugno 2013
Motorhead
E' possibile parlare di Motorhead senza citare i Motorhead? Quasi!
In questi giorni infatti sono usciti due singoli piuttosto particolari o quantomeno per nulla scontati.
Partirei da We Are Motorhead che un legame con la band britannica ce l'ha davvero, essendo una loro canzone, tratta dal disco omonimo e scritta per celebrare i 25 anni di carriera.
Gli IF I DIE TODAY ne hanno realizzato e pubblicato una cover, ben riuscita e fedele al testo (cit 'We are Motörhead... and we're gonna kick your ass!' ).
Lo stile HardCore tutto potenza e compressione degli IIDT si sposa bene con l'Hard Rock essenziale di Lemmy e soci, regalando una sonorità più moderna e per certi versi ancora più aggressiva ad un brano che ha esattamente questo obiettivo.
Quasi contemporaneamente esce Motorhead, il nuovo singolo degli UNWELCOME e queste non è solo una semplice sorpresa.
Dopo circa 10 anni ritorna una band storica, formatasi nel 1995 e capace di tracciare un profondo percorso che negli anni successivi ha ispirato e trascinato un'importante scena musicale.
Ci avevano lasciati con il loro progetto più ambizioso: INDEPENDENT WORM SONGS e oggi ritornano con un singolo che non tradisce la loro storia.
Motorhead è la conferma di un carattere mai perso, anche se oggi sembra quasi un alieno in un mondo in cui le registrazioni digitali hanno standardizzato i suoni e la libera-globalizzazione-musicale made Internet ha omologato generi e produzioni.
Gli Unwelcome ricompaiono su Facebook ma per il resto si tengono stretto quel carattere sanguigno e un po' grezzo che continua ad affascinarmi e convincermi.
Non ci sono compromessi in questo nuovo singolo, diretto, potente, naturale nei suoni e acido nello spirito, insomma: beunwelcomeordie!
Sono molto felice di questo ritorno e mi fa piacere ritrovarmi immerso in un'atmosfera che riconosco e che dopo dieci anni ritrovo piacevolmente intatta nella sua originalità.
L'appuntamento è con loro anche sul palco, data già fissata il 21 agosto al Nuvolari di Cuneo.
In questi giorni infatti sono usciti due singoli piuttosto particolari o quantomeno per nulla scontati.
Partirei da We Are Motorhead che un legame con la band britannica ce l'ha davvero, essendo una loro canzone, tratta dal disco omonimo e scritta per celebrare i 25 anni di carriera.
Gli IF I DIE TODAY ne hanno realizzato e pubblicato una cover, ben riuscita e fedele al testo (cit 'We are Motörhead... and we're gonna kick your ass!' ).
Lo stile HardCore tutto potenza e compressione degli IIDT si sposa bene con l'Hard Rock essenziale di Lemmy e soci, regalando una sonorità più moderna e per certi versi ancora più aggressiva ad un brano che ha esattamente questo obiettivo.
Quasi contemporaneamente esce Motorhead, il nuovo singolo degli UNWELCOME e queste non è solo una semplice sorpresa.
Dopo circa 10 anni ritorna una band storica, formatasi nel 1995 e capace di tracciare un profondo percorso che negli anni successivi ha ispirato e trascinato un'importante scena musicale.
Ci avevano lasciati con il loro progetto più ambizioso: INDEPENDENT WORM SONGS e oggi ritornano con un singolo che non tradisce la loro storia.
Motorhead è la conferma di un carattere mai perso, anche se oggi sembra quasi un alieno in un mondo in cui le registrazioni digitali hanno standardizzato i suoni e la libera-globalizzazione-musicale made Internet ha omologato generi e produzioni.Gli Unwelcome ricompaiono su Facebook ma per il resto si tengono stretto quel carattere sanguigno e un po' grezzo che continua ad affascinarmi e convincermi.
Non ci sono compromessi in questo nuovo singolo, diretto, potente, naturale nei suoni e acido nello spirito, insomma: beunwelcomeordie!
Sono molto felice di questo ritorno e mi fa piacere ritrovarmi immerso in un'atmosfera che riconosco e che dopo dieci anni ritrovo piacevolmente intatta nella sua originalità.
L'appuntamento è con loro anche sul palco, data già fissata il 21 agosto al Nuvolari di Cuneo.
sabato 1 giugno 2013
SAMPEYREROCKFEST
Sabato 8 Giugno l'appuntamento è a Sampeyre per la prima edizione del RockFest! Tra gli organizzatori spunta Gian Luca, già presidente del Concerto per un Amico, quale occasione migliore per ritrovarci tutti sotto il palco!
giovedì 30 maggio 2013
50 Morello
Fa un certo effetto ma oggi compie 50 anni Thomas Baptist Morello, meglio conosciuto come Tom Morello, uno dei più eclettici chitarristi di tutti i tempi.
Capace di rivoluzionare lo stile del "chitarrista rock" sia nei suoni che nella tecnica, assieme ai Rage Against the Machine ha saputo mescolare tanti generi, riducendo il tutto a pura energia, senza virtuosismi ne fronzoli.
Contemporaneamente, ha saputo differenziarsi da tutti gli altri chitarristi per fantasia e creatività, mettendo a disposizione della musica tutta la sua voglia di sperimentare e la sua passione per gli effetti, rigorosamente analogici!
Di origini Torinesi ha militato in diverse band (RATM, Audioslave, Street Sweeper Social Club) fino a realizzare un suo progetto personale: The Nightwatchman, in cui emerge la sua passione per la musica folk impegnata.
Capace di rivoluzionare lo stile del "chitarrista rock" sia nei suoni che nella tecnica, assieme ai Rage Against the Machine ha saputo mescolare tanti generi, riducendo il tutto a pura energia, senza virtuosismi ne fronzoli.
Contemporaneamente, ha saputo differenziarsi da tutti gli altri chitarristi per fantasia e creatività, mettendo a disposizione della musica tutta la sua voglia di sperimentare e la sua passione per gli effetti, rigorosamente analogici!
Di origini Torinesi ha militato in diverse band (RATM, Audioslave, Street Sweeper Social Club) fino a realizzare un suo progetto personale: The Nightwatchman, in cui emerge la sua passione per la musica folk impegnata.
lunedì 27 maggio 2013
A volte ritornano
Come in molti si aspettavano è stato ufficializzato il reintegro a tempo indeterminato di Brian "Head" Welch, chitarrista storico dei Korn.
Il tutto è avvenuto con la pubblicazione di un clip video, girato durante le registrazioni del nuovo disco, che rivedrà la band Americana, quasi, nella sua formazione originale!
mercoledì 22 maggio 2013
Addio Zach
Si è spento Zach Sobiech, il ragazzo che ha commosso il mondo con la sua canzone Clouds.
La triste notizia arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un video tributo al giovane musicista, da parte di alcuni volti noti della tv americana.
E' stata la Fondazione Children’s Cancer Research, alla quale sono stati donati tutti gli incassi della nobile e toccante iniziativa a pubblicare queste parole: Zach era a casa e in pace con coloro che più amava. La sua vita è terminata così come è stata vissuta, circondata dall’amore della sua famiglia, degli amici, della grazie e della musica.
La triste notizia arriva pochi giorni dopo la pubblicazione di un video tributo al giovane musicista, da parte di alcuni volti noti della tv americana.
E' stata la Fondazione Children’s Cancer Research, alla quale sono stati donati tutti gli incassi della nobile e toccante iniziativa a pubblicare queste parole: Zach era a casa e in pace con coloro che più amava. La sua vita è terminata così come è stata vissuta, circondata dall’amore della sua famiglia, degli amici, della grazie e della musica.
lunedì 20 maggio 2013
Due facce d'Irlanda
Seán Patrick Michael Sherrard e Shane Patrick Lysaght MacGowan sono due cantanti Irlandesi, baluardi musicali di una terra che ha offerto nutrimento alle loro doti, raccogliendo poi negli anni, importanti riconoscimenti internazionali.
Il primo, con lo pseudonimo di Johnny Logan, classe 1954, ha esportato il suo folk-pop fino ad aggiudicarsi per ben 3 volte l'Eurovision Song Contest, quello che per noi è semplicemente l'Eurofestival.
Logan vinse nel 1980 e nel 1987 come autore ed interprete, mentre nel 1992 solo in veste d'autore, affidando il brano Why Me? a Linda Martin.
Shane MacGowan, classe 1957, ha invece intrapreso tutt'altro percorso, diventando, dopo la folgorazione ricevuta dai Sex Pistols sulla via di Londra, uno dei personaggi più controversi della scena Punk Europea.
Leader dei Pogues, cavalcò la corrente Punk degli anni '80, diventando celebre per i suoi eccessi ed in particolare per i suoi comportamenti autodistruttivi causati dall'abuso di... praticamente tutto!
Qualche anno fa, Shane MacGowan, con la sua nuova band, The Popes, ha reinterpretato una canzone di Johonny Logan, la ballata What's Another Year, proprio quella che gli fece vincere il primo Eurofestival nel 1980.
Malinconica e raffinata rispecchiava la figura del giovane ed elegante Logan, il profilo perfetto del bravo ragazzo talentuoso.
A distanza di quasi vent'anni le stesse parole cantante da Shane MacGowan rivoluzionano la ballata, trasformandola in un meraviglioso pezzo sull'apatia, che veste alla perfezione il personaggio o la persona che Shane si ostina ad essere.
Il primo, con lo pseudonimo di Johnny Logan, classe 1954, ha esportato il suo folk-pop fino ad aggiudicarsi per ben 3 volte l'Eurovision Song Contest, quello che per noi è semplicemente l'Eurofestival.
Logan vinse nel 1980 e nel 1987 come autore ed interprete, mentre nel 1992 solo in veste d'autore, affidando il brano Why Me? a Linda Martin.
Shane MacGowan, classe 1957, ha invece intrapreso tutt'altro percorso, diventando, dopo la folgorazione ricevuta dai Sex Pistols sulla via di Londra, uno dei personaggi più controversi della scena Punk Europea.
Leader dei Pogues, cavalcò la corrente Punk degli anni '80, diventando celebre per i suoi eccessi ed in particolare per i suoi comportamenti autodistruttivi causati dall'abuso di... praticamente tutto!
Qualche anno fa, Shane MacGowan, con la sua nuova band, The Popes, ha reinterpretato una canzone di Johonny Logan, la ballata What's Another Year, proprio quella che gli fece vincere il primo Eurofestival nel 1980.
Malinconica e raffinata rispecchiava la figura del giovane ed elegante Logan, il profilo perfetto del bravo ragazzo talentuoso.
A distanza di quasi vent'anni le stesse parole cantante da Shane MacGowan rivoluzionano la ballata, trasformandola in un meraviglioso pezzo sull'apatia, che veste alla perfezione il personaggio o la persona che Shane si ostina ad essere.
giovedì 16 maggio 2013
Piove... ancora.
E mentre il tempo continua ad essere ostile alla primavera, ci si consola con questa perla estratta dal disco The Extremist (1992) di Joe Satriani: Tears in The Rain.
lunedì 13 maggio 2013
La musica si tinge di giallo
I testi più intensi e sorprendenti continuano a nascondersi tra le canzoni che godono di meno visibilità (o ascoltabilità?).Questo perchè, probabilmente, come tutte le belle cose devono essere cercate con pazienza e con la stessa pazienza approcciate e comprese.
Negli ultimi anni il rock alternativo Italiano ha partorito grandi dischi, spesso dalle tinte oscure, tanto da tracciare un filone comune a più band, pur estremamente lontane tra di loro.
Questa corrente è scura come il significato che affiora dalle parole di alcune canzoni, delitti musicati e raccontati solo per far emergere il vero senso delle cose, ben più oscuro dell'impronta "giallo" che le veste.
I cacciatori è la canzone che I Tre Allegri Ragazzi Morti hanno inserito nel loro ultimo bellissimo disco Nel giardino dei fantasmi, nella quale danno voce ad un ragazzino morto ammazzato e scomparso agli occhi di tutti, assieme ai suoi sogni e ai grandi miti degli anni '90.
I fantasmi ritornano anche nel disco dei Baustelle (già dal titolo "Fantasma" appunto) un'opera ardita e non proprio semplice.Si tratta di un disco concettuale, realizzato con la FilmHarmony Orchestra di Wroclaw/Breslavia che occupa un'ampio spazio nei 70 minuti di musica intensa, espressiva ed eloquente, tanto da ricordare una colonna sonora. Trai i capitoli di questa opera sorprende la cantilenante Contà l'inverni, versi recitati in romano in un crescendo di sensazioni sempre più tese, che accompagnano il racconto di un amore viscerale fino al fatidico verso "..quella notte la sgozzai" che finalmente svela il significato del titolo.
Energia e rabbia musicano invece La vita è breve de Il Teatro Degli Orrori.
Undicesima traccia del bellissimo disco A Sangue Freddo, si tratta di uno sfogo folle e delirante sulla brevità della vita, disarmante se fatto da qualcuno che stà per togliertela.
Le canzoni possono permettersi di raccontare storie difficili, sfruttando la sinergia tra musica e testi, muovendosi agilmente su terreni ambigui e oscuri, delegando alla mente di chi le ascolta il senso logico che nasconde, anche quando questo potrebbe tranquillamente non esserci, esattamente come un lieto fine.
giovedì 9 maggio 2013
Alla faccia della fiducia!
La prima volta che l'ho sentita quasi non gli ho dato peso, poi però la martellante ricorrenza che questo spot mantiene su Radio 24 mi ha fatto riflettere...
Probabilmente è solo una mia paranoia, ma il fatto che la Deutsche Bank (uno tra i più potenti gruppi bancari europei di matrice Tedesca) decida di vendere un proprio prodotto in Italia, utilizzando nello spot con una certa leggerezza la frase "Domani il tuo tenore di vita potrebbe ridursi della metà", mi turba un po'...
martedì 7 maggio 2013
La caduta del gigante
Alla fine solo la morte è riuscita a fermarlo ed in fondo nemmeno quella.
I misteri che quest'uomo conserva tra i suoi ricordi o cela tra i suoi segreti, resteranno (probabilmente) un lascito senza eredi, esattamente come la sua figura resterà inimitabile.
Dall'aspetto fisico così contrastante ad una mente tanto brillante fino alla sua religiosità, altrettanto in contrasto con il personaggio oscuro che in molti dipingono, si spegne l'ultimo gigante della politica italiana.
Dopotutto Andreotti è un politico da sempre, anzi un "Politico" da sempre, di quelli le cui idee valgono più di qualsiasi cosa, di quelli che la cui parola è seconda solo al proprio potere.
Oggi le reazioni sono disparate e non sarò certo io ad esaltare o condannare la memoria di un padre costituente o del più sfuggevole vertice della cupola mafiosa di tutti i tempi.
Ha ispirato film, canzoni, romanzi e se si ha il tempo di dare una lettura a quello che è stato nella sua interminabile carriera, si corre il rischio di non credere che un solo uomo possa sostenere su di se, tutto il peso di quel potere senza esserne schiacciato.
Se ne va un pezzo d'Italia, un personaggio che se fosse vissuto in un altra epoca probabilmente ci sarebbe stato raccontato come eroico, simbolo di una repubblica nascente che si fa spazio in un mondo in conflitto, capace di districarsi nella guerra fredda diventandone protagonista o di dialogare con le più oscure forme di potere, traendone vantaggi e mostrandosi impassibile alle sconfitte.
Il paragone con qualsiasi politico attuale è impietoso, complice anche la rinnovata situazione che ha seguito le vicende degli anni '90, ma è innegabile l'integrità di un uomo invulnerabile ai grandi scandali e alle accuse terribili da cui ha sempre voluto difendersi di persona.
Inoltre il suo essere integerrimo a regole di comportamento e il suo ferreo rigore autoritario, lo hanno reso inattaccabile sotto il profilo umano, mantenendo una coerenza e una credibilità comune a pochissimi uomini.
Dopo una vita come la sua è chiaro a tutti che un profilo pubblico come il suo ne nasconda uno altrettanto imponente ed oscuro, un profilo che per quasi un secolo è stato protagonista e spettatore dei più tragici eventi della nostra storia recente e che probabilmente ha negato a troppe vittime la giusta riconoscenza, impedendo a troppi colpevoli di pagare per il loro crimine, nel nome di chissà quale ideale o compromesso.
I giganti cadono, spesso piegati dal loro stesso peso ma Andreotti no, se ne va a 94 anni dopo una lunga vecchiaia dignitosa, in barba ai tantissimi avversari politici già deposti, in barba ai giudici che ora non avranno più nessuno da accusare, in barba ad una nazione che ha amato e da cui ha ricevuto potere e odio in misura simile, celebrazioni e accuse di ogni genere.
Andreotti se ne va senza troppo rumore, con un paese che ha conosciuto solo gli ultimi anni della sua vita e che oggi ne parla, in gran parte dei casi, solo per sentito dire e a cui non resta che accettare le parole di un suo famoso aforisma: A parte le guerre puniche, mi viene attribuito di tutto.
I misteri che quest'uomo conserva tra i suoi ricordi o cela tra i suoi segreti, resteranno (probabilmente) un lascito senza eredi, esattamente come la sua figura resterà inimitabile.
Dall'aspetto fisico così contrastante ad una mente tanto brillante fino alla sua religiosità, altrettanto in contrasto con il personaggio oscuro che in molti dipingono, si spegne l'ultimo gigante della politica italiana.
Dopotutto Andreotti è un politico da sempre, anzi un "Politico" da sempre, di quelli le cui idee valgono più di qualsiasi cosa, di quelli che la cui parola è seconda solo al proprio potere.
Oggi le reazioni sono disparate e non sarò certo io ad esaltare o condannare la memoria di un padre costituente o del più sfuggevole vertice della cupola mafiosa di tutti i tempi.
Ha ispirato film, canzoni, romanzi e se si ha il tempo di dare una lettura a quello che è stato nella sua interminabile carriera, si corre il rischio di non credere che un solo uomo possa sostenere su di se, tutto il peso di quel potere senza esserne schiacciato.
Se ne va un pezzo d'Italia, un personaggio che se fosse vissuto in un altra epoca probabilmente ci sarebbe stato raccontato come eroico, simbolo di una repubblica nascente che si fa spazio in un mondo in conflitto, capace di districarsi nella guerra fredda diventandone protagonista o di dialogare con le più oscure forme di potere, traendone vantaggi e mostrandosi impassibile alle sconfitte.
Il paragone con qualsiasi politico attuale è impietoso, complice anche la rinnovata situazione che ha seguito le vicende degli anni '90, ma è innegabile l'integrità di un uomo invulnerabile ai grandi scandali e alle accuse terribili da cui ha sempre voluto difendersi di persona.
Inoltre il suo essere integerrimo a regole di comportamento e il suo ferreo rigore autoritario, lo hanno reso inattaccabile sotto il profilo umano, mantenendo una coerenza e una credibilità comune a pochissimi uomini.
Dopo una vita come la sua è chiaro a tutti che un profilo pubblico come il suo ne nasconda uno altrettanto imponente ed oscuro, un profilo che per quasi un secolo è stato protagonista e spettatore dei più tragici eventi della nostra storia recente e che probabilmente ha negato a troppe vittime la giusta riconoscenza, impedendo a troppi colpevoli di pagare per il loro crimine, nel nome di chissà quale ideale o compromesso.
I giganti cadono, spesso piegati dal loro stesso peso ma Andreotti no, se ne va a 94 anni dopo una lunga vecchiaia dignitosa, in barba ai tantissimi avversari politici già deposti, in barba ai giudici che ora non avranno più nessuno da accusare, in barba ad una nazione che ha amato e da cui ha ricevuto potere e odio in misura simile, celebrazioni e accuse di ogni genere.
Andreotti se ne va senza troppo rumore, con un paese che ha conosciuto solo gli ultimi anni della sua vita e che oggi ne parla, in gran parte dei casi, solo per sentito dire e a cui non resta che accettare le parole di un suo famoso aforisma: A parte le guerre puniche, mi viene attribuito di tutto.
venerdì 3 maggio 2013
Addio Jeff Hanneman
Gli Slayer perdono uno dei membri fodatori della band: Jeff Hanneman si è spento ieri per insufficienza epatica, dopo quasi due anni di lotta alla malattia che lo costringeva lontano dal palco.
Hanneman è stato vittima di un'infiammazione batterica, degenerata in una devastante fascite necrotizzante, scatenata dal morso di un ragno durante il tour Australiano nel 2011.
Il "biondo" chitarrista degli Slayer, co-autore di gran parte dei testi e compositore di altrettanti storici riff, ha da sempre diviso il palco con l'altro chitarrista (più appariscente) Kerry King, che assieme agli altri membri della band ha rilasciato il seguente comunicato:
"Slayer is devastated to inform that their bandmate and brother, Jeff Hanneman, passed away at about 11AM this morning near his Southern California home. Hanneman was in an area hospital when he suffered liver failure. He is survived by his wife Kathy, his sister Kathy and his brothers Michael and Larry, and will be sorely missed. Our Brother Jeff Hanneman, May He Rest In Peace (1964 - 2013)"
Hanneman, nato in California nel 1964, cresce in una famiglia ricca di reduci di guerra, cosa che lo porta ad appassionarsi ai grandi conflitti del '900, diventando un vero esperto della seconda guerra mondiale.
Noto per essere un collezionista di reperti bellici storici e profondo conoscitore delle ideologie Naziste, della simbologia e delle pratiche, ha spesso farcito con citazioni dettagliate i testi delle canzoni di cui era autore. Questo lo ha spesso esposto a pesanti polemiche, accuse di antisemitismo e poco velate insinuazioni sulla sospetta simpatia degli stessi Slayer al Nazismo, cosa sempre smentita dalla band e soprattutto da Hanneman che ricordava spesso suo padre, protagonista delle battaglie in Normandia, proprio contro
l'esercito Tedesco.
Hanneman è stato vittima di un'infiammazione batterica, degenerata in una devastante fascite necrotizzante, scatenata dal morso di un ragno durante il tour Australiano nel 2011.
Il "biondo" chitarrista degli Slayer, co-autore di gran parte dei testi e compositore di altrettanti storici riff, ha da sempre diviso il palco con l'altro chitarrista (più appariscente) Kerry King, che assieme agli altri membri della band ha rilasciato il seguente comunicato:
"Slayer is devastated to inform that their bandmate and brother, Jeff Hanneman, passed away at about 11AM this morning near his Southern California home. Hanneman was in an area hospital when he suffered liver failure. He is survived by his wife Kathy, his sister Kathy and his brothers Michael and Larry, and will be sorely missed. Our Brother Jeff Hanneman, May He Rest In Peace (1964 - 2013)"
Hanneman, nato in California nel 1964, cresce in una famiglia ricca di reduci di guerra, cosa che lo porta ad appassionarsi ai grandi conflitti del '900, diventando un vero esperto della seconda guerra mondiale.
Noto per essere un collezionista di reperti bellici storici e profondo conoscitore delle ideologie Naziste, della simbologia e delle pratiche, ha spesso farcito con citazioni dettagliate i testi delle canzoni di cui era autore. Questo lo ha spesso esposto a pesanti polemiche, accuse di antisemitismo e poco velate insinuazioni sulla sospetta simpatia degli stessi Slayer al Nazismo, cosa sempre smentita dalla band e soprattutto da Hanneman che ricordava spesso suo padre, protagonista delle battaglie in Normandia, proprio contro
l'esercito Tedesco.
martedì 30 aprile 2013
lunedì 29 aprile 2013
Eigenharp
Ci sono voluti otto anni a John Lambert per ad ultimare e ad immettere sul mercato questo nuovo strumento "alieno".
Si tratta dell'Eigenharp, rilasciato nel 2009, uno strumento che offre infinite possibilità musicali grazie ad un'ulteriore passo avanti del mondo digitale verso il mondo analogico.
Si assiste infatti, dopo anni passati a progettare ogni tipo di strumento digitale, ad una sterzata piuttosto diffusa nel tornare ad avvicinarsi al mondo classico dei sistemi tradizionali, in cui i suoni erano generati da un'azione umana e non riprodotti da una macchina.
Questo offre, oltre al naturale carattere personale del musicista, anche la possibilità di creare infinite sfumature per lo stesso suono, caratterizzate dal materiale, dalla tipologia e dalla qualità dello strumento. Le tecniche digitali hanno però il grande vantaggio di permettere l'iterazione tra molte più variabili, tra strumenti differenti garantendo un controllo maggiore e semplificato del suono.
Così ci si imbatte sempre più spesso in nuovi strumenti che mettono al centro un'azione umana e che contemporaneamente godano delle infinite opportunità che il digitale offre.
L'Eigenharp è esattamente questo, costruito in tre modelli si presenta a secondo delle dimensioni come un piccolo flauto o un tecnologico sitar, capace di far interagire i suoni fisici generati dal musicista (fiato e dita) con una complessa e variopinta sezione digitale. Si tratta in pratica di un controller che permette di agire in tempo reale sulle modulazioni, sugli effetti ma anche sulle stesse note, cambiando quindi tonalità o facendo intervenire sezioni ritmiche o sintetizzatori.
Il futuro volge spesso uno sguardo al passato, soprattutto quando la corsa alla standardizzazione fa sentire la nostalgia della buona e vecchia personalità. non sempre sinonimo di perfezione ma sicuramente essenziale per emozionare.
Per saperne di più:
Si tratta dell'Eigenharp, rilasciato nel 2009, uno strumento che offre infinite possibilità musicali grazie ad un'ulteriore passo avanti del mondo digitale verso il mondo analogico.
Si assiste infatti, dopo anni passati a progettare ogni tipo di strumento digitale, ad una sterzata piuttosto diffusa nel tornare ad avvicinarsi al mondo classico dei sistemi tradizionali, in cui i suoni erano generati da un'azione umana e non riprodotti da una macchina.
Questo offre, oltre al naturale carattere personale del musicista, anche la possibilità di creare infinite sfumature per lo stesso suono, caratterizzate dal materiale, dalla tipologia e dalla qualità dello strumento. Le tecniche digitali hanno però il grande vantaggio di permettere l'iterazione tra molte più variabili, tra strumenti differenti garantendo un controllo maggiore e semplificato del suono.
Così ci si imbatte sempre più spesso in nuovi strumenti che mettono al centro un'azione umana e che contemporaneamente godano delle infinite opportunità che il digitale offre.
L'Eigenharp è esattamente questo, costruito in tre modelli si presenta a secondo delle dimensioni come un piccolo flauto o un tecnologico sitar, capace di far interagire i suoni fisici generati dal musicista (fiato e dita) con una complessa e variopinta sezione digitale. Si tratta in pratica di un controller che permette di agire in tempo reale sulle modulazioni, sugli effetti ma anche sulle stesse note, cambiando quindi tonalità o facendo intervenire sezioni ritmiche o sintetizzatori.
Il futuro volge spesso uno sguardo al passato, soprattutto quando la corsa alla standardizzazione fa sentire la nostalgia della buona e vecchia personalità. non sempre sinonimo di perfezione ma sicuramente essenziale per emozionare.
Per saperne di più:
sabato 27 aprile 2013
Tocca Qui!
Era il 1993 quando Gli Articolo 31 pubblicarono Strade di Città, raccogliendo i pezzi più significativi del loro repertorio "da strada".
A vent'anni di distanza mi capita di risentire per caso quel piccolo capolavoro di parole in rima che tanto mi colpì allora.
Alcuni pezzi di questo disco portano il peso degli anni passati, mentre altri reggono bene e sembrando scritti ieri.
In particolare riascolto col sorriso la sempreverde Tocca Qui, il singolo che di quel disco riscosse più successo: alla faccia della censura!
Il rap in Italia aveva tutto un'altro seguito allora, non godeva certo dell'attenzione di oggi e le 90.000 copie vendute furono un vero record per J-Ax e Dj Jad!
A vent'anni di distanza mi capita di risentire per caso quel piccolo capolavoro di parole in rima che tanto mi colpì allora.
Alcuni pezzi di questo disco portano il peso degli anni passati, mentre altri reggono bene e sembrando scritti ieri.
In particolare riascolto col sorriso la sempreverde Tocca Qui, il singolo che di quel disco riscosse più successo: alla faccia della censura!
Il rap in Italia aveva tutto un'altro seguito allora, non godeva certo dell'attenzione di oggi e le 90.000 copie vendute furono un vero record per J-Ax e Dj Jad!
mercoledì 24 aprile 2013
martedì 23 aprile 2013
La Loggia - Che Si Dice
E' appena stato pubblicato il primo Video Clip ufficiale de La Loggia "Che si dice".
Il loro debutto "visivo" arriva dopo ben 18 anni dal loro debutto musicale, cosa che la dice lunga sia sulle loro priorità comunicative, sia sulla loro devozione alla musica. Un ottimo lavoro che si spera si il primo di una lunga serie!
Il loro debutto "visivo" arriva dopo ben 18 anni dal loro debutto musicale, cosa che la dice lunga sia sulle loro priorità comunicative, sia sulla loro devozione alla musica. Un ottimo lavoro che si spera si il primo di una lunga serie!
sabato 20 aprile 2013
La pazzia di Harlem Shake
Non ha limiti quello che può succedere grazie ad Internet.
Il fatto è che non sempre, anzi quasi mai, si assiste a scoperte sensazionali che risolvano questioni cruciali!
Può però capitare che un DJ di 23 anni si inventi una canzone (nemmeno troppo sofisticata..), realizzi un video e mescoli perfettamente gli ingredienti che servono per realizzare un successo virale.
Dj Baaue ha fatto questo, dando vita ad un virus capace di infettare intere comunità e di infilarsi, a qualunque livello, nel tessuto sociale ed artistico mondiale creando il delirio!
Guardare per credere:
Il fatto è che non sempre, anzi quasi mai, si assiste a scoperte sensazionali che risolvano questioni cruciali!
Può però capitare che un DJ di 23 anni si inventi una canzone (nemmeno troppo sofisticata..), realizzi un video e mescoli perfettamente gli ingredienti che servono per realizzare un successo virale.
Dj Baaue ha fatto questo, dando vita ad un virus capace di infettare intere comunità e di infilarsi, a qualunque livello, nel tessuto sociale ed artistico mondiale creando il delirio!
Guardare per credere:
mercoledì 17 aprile 2013
Hurt
Johnny Cash in questa canzone canta: oggi mi sono ferito da solo, per vedere se sono ancora in grado di sentire.
Passano i secoli e l'umanità continua ad infliggersi ogni genere di ferita: da Boston a Damasco, dalla Corea all'Uganda l'infinita lista di violenze sembra non avere fine.
A volte mi chiedo se davvero esista una giustificazione per tanto dolore o se come suggerisce il vecchio Johnny, continuiamo a ferirci per sentirci vivi in un mondo svuotato di ogni buon senso.
Passano i secoli e l'umanità continua ad infliggersi ogni genere di ferita: da Boston a Damasco, dalla Corea all'Uganda l'infinita lista di violenze sembra non avere fine.
A volte mi chiedo se davvero esista una giustificazione per tanto dolore o se come suggerisce il vecchio Johnny, continuiamo a ferirci per sentirci vivi in un mondo svuotato di ogni buon senso.
martedì 16 aprile 2013
Addio e buon viaggio Chi Cheng
Ieri si è spento Chi Cheng, storico bassista dei Deftones, da anni impegnato in una battaglia per la sopravvivenza, dopo un brutto incidente che dal 2008 lo aveva ridotto in coma.Se ne va un'altro di quei musicisti che hanno seriamente influenzato la mia vita, non soltanto musicale.
Sul sito ufficiale il saluto arriva dal chitarrista, Stephen Carpenter.
Buon viaggio Chi, e grazie per le tante emozioni che la tua musica mi ha regalato.
There are so many things I can say, and yet at this moment, none of it matters or compares to the loss everyone feels. There will be a hole in our lives where Chi once was. But that will be filled everyday with all of our love and memories we all have in our heart. He will always be here because of love. It's time we all give our love and best, and do our best to love. Especially ourselves, Chi would want that for everyone. All our healing will begin with love. I love you, Chi.
Stephen, for Deftones (cit. http://www.deftones.com/)
lunedì 15 aprile 2013
giovedì 11 aprile 2013
Primo post di prova per me...spero che tutto funzioni a dovere. Non vedo l'ora di offrire molti spunti di discussione dannosi e inutili. Tanto per dire: perché, quando bisogna creare un profilo web nuovo (vedi quello di Blogger\google+ che ho appena fatto per entrare nel blog), tutte le parole da mettere prima della chiocciolin@ sono già state scelte da almeno 618 cristiani prima di me? Ma quanti bobcastello esistono nel mondo? Per non parlare di ghiciu: possibile che ci siano centinaia di ghicius nel mondo? Chi è curioso può vedere nella foto in allegato la mia reazione alla scoperta dei milioni di ghiciu sparsi sulla terra. Evviva quei furbacchioni che brevettano i propri stranòm!
lunedì 8 aprile 2013
Stallo Matto
Lo stallo nel gioco degli scacchi è una situazione che determina la fine della partita.
Si crea quando, pur non essendo sotto scacco, non ci sono mosse legali disponibili per continuare il gioco (cit).
Durante una partita a scacchi, il gioco di strategia per eccellenza, anche lo stallo deve essere valutato, sia da chi si trova in svantaggio e cerca così di arrivare ad un risultato di "patta", sia da chi si trova in vantaggio e lo deve evitare ad ogni costo.
Quello che succede in questo momento alla nostra politica (rigorosamente in minuscolo), è tutt'altro che uno stallo, anche se a tutti fa comodo chiamarlo così.
Innanzitutto non è stato cercato da chi era in minoranza e soprattutto non è stato evitato da chi le elezioni le ha "non vinte".
Posto che sembra assurdo cercare un'alleanza con chi si trova oggi in Parlamento per distruggere i vecchi partiti, con chi ha fatto di questo il suo baluardo e (a torto o a ragione stabilitelo voi), resta il soggetto politico più coerente coi propri elettori, le responsabilità di questa situazione vanno condivise.
Con Monti fuori dai giochi per l'ininfluente peso politico e con l'ira di Napolitano che ora lo avrebbe riconfermato facilmente al governo, se solo non fosse salito (o sceso?) in politica, il gioco torna tutto nelle mani di Berlusconi e Bersani.
Il primo è nella facile situazione di poter tendere una mano all'unico alleato che può garantirgli un futuro (Grillo gli mozzerebbe anche le braccia!), magari pretendendo pure qualche favore per giustificare il suo senso di responsabilità.
Bersani è disperso nel polverone di un partito che parla di novità con gli stessi dirigenti che hanno sempre stretto alleanze, anche con Berlusconi, ma che ora vogliono dimostrarsi integerrimi, a costo di farsi umiliare dai 5 stelle, accusare dal PDL e deridere da mezza Italia (anzi dal 71%).
Con la Laga ai minimi storici e SEL aggrappata ai PD per sopravvivere ecco la situazione al completo con l'aggiuta di qualche elemento tra l'assurdo e il paradosso.
Il paradosso è che nonostante tutto ci si trova con un Parlamento finalmente rinnovato almeno nei volti, pieno di donne e giovani, che perlomeno non sono i vecchi uomini che vediamo da 30 anni, o almeno non tutti!
L'assurdo è che la patata bollente è finita nelle mani di Napolitano, a 15 giorni dalla fine del suo mandato, quello forse più difficile per un presidente della Repubblica nella storia Italiana.
Infine ecco le reazioni: tutti indignati per colpa di Grillo, per le scelte di Napolitano, per l'ostinazione di Bersani e per l'impresentabilità di Berlusconi, insomma: STALLO MATTO!
Purtroppo come ho detto, almeno per me, non è affatto uno stallo, ma è una porcata, voluta innanzitutto da chi, per un anno, non ha cambiato la legge elettorale e che ora RESPONSABILMENTE dovrebbe PAGARE questa situazione, risolvendola anche a rischio di bruciarsi l'elettorato se non addirittura in termini economici.
Siamo alla frutta di una la cena pessima, con la scacchiera posizionata su tavolo spoglio di ogni cibaria e i commensali impegnati a sbadigliare senza muovere una sola pedina, non chiamatelo stallo ma l'ennesima dimostrazione di una radicata incapacità.
Si crea quando, pur non essendo sotto scacco, non ci sono mosse legali disponibili per continuare il gioco (cit).
Durante una partita a scacchi, il gioco di strategia per eccellenza, anche lo stallo deve essere valutato, sia da chi si trova in svantaggio e cerca così di arrivare ad un risultato di "patta", sia da chi si trova in vantaggio e lo deve evitare ad ogni costo.
Quello che succede in questo momento alla nostra politica (rigorosamente in minuscolo), è tutt'altro che uno stallo, anche se a tutti fa comodo chiamarlo così.
Innanzitutto non è stato cercato da chi era in minoranza e soprattutto non è stato evitato da chi le elezioni le ha "non vinte".
Posto che sembra assurdo cercare un'alleanza con chi si trova oggi in Parlamento per distruggere i vecchi partiti, con chi ha fatto di questo il suo baluardo e (a torto o a ragione stabilitelo voi), resta il soggetto politico più coerente coi propri elettori, le responsabilità di questa situazione vanno condivise.
Con Monti fuori dai giochi per l'ininfluente peso politico e con l'ira di Napolitano che ora lo avrebbe riconfermato facilmente al governo, se solo non fosse salito (o sceso?) in politica, il gioco torna tutto nelle mani di Berlusconi e Bersani.
Il primo è nella facile situazione di poter tendere una mano all'unico alleato che può garantirgli un futuro (Grillo gli mozzerebbe anche le braccia!), magari pretendendo pure qualche favore per giustificare il suo senso di responsabilità.
Bersani è disperso nel polverone di un partito che parla di novità con gli stessi dirigenti che hanno sempre stretto alleanze, anche con Berlusconi, ma che ora vogliono dimostrarsi integerrimi, a costo di farsi umiliare dai 5 stelle, accusare dal PDL e deridere da mezza Italia (anzi dal 71%).
Con la Laga ai minimi storici e SEL aggrappata ai PD per sopravvivere ecco la situazione al completo con l'aggiuta di qualche elemento tra l'assurdo e il paradosso.
Il paradosso è che nonostante tutto ci si trova con un Parlamento finalmente rinnovato almeno nei volti, pieno di donne e giovani, che perlomeno non sono i vecchi uomini che vediamo da 30 anni, o almeno non tutti!
L'assurdo è che la patata bollente è finita nelle mani di Napolitano, a 15 giorni dalla fine del suo mandato, quello forse più difficile per un presidente della Repubblica nella storia Italiana.
Infine ecco le reazioni: tutti indignati per colpa di Grillo, per le scelte di Napolitano, per l'ostinazione di Bersani e per l'impresentabilità di Berlusconi, insomma: STALLO MATTO!
Purtroppo come ho detto, almeno per me, non è affatto uno stallo, ma è una porcata, voluta innanzitutto da chi, per un anno, non ha cambiato la legge elettorale e che ora RESPONSABILMENTE dovrebbe PAGARE questa situazione, risolvendola anche a rischio di bruciarsi l'elettorato se non addirittura in termini economici.
Siamo alla frutta di una la cena pessima, con la scacchiera posizionata su tavolo spoglio di ogni cibaria e i commensali impegnati a sbadigliare senza muovere una sola pedina, non chiamatelo stallo ma l'ennesima dimostrazione di una radicata incapacità.
venerdì 5 aprile 2013
Autori Cercasi!
Nonostante il Concerto per Un Amico si sia fermato, almeno fisicamente, continuo ostinatamente a tenere in piedi questo progetto, un po' per passione, un po' per testardaggine e un po' perché lo sento vivo.
Il blog del concerto è nato poco prima dell'esplosione dei social network, in particolare quella di Facebook che ha offerto uno straordinario sistema di comunicazione, associato ad un'altrettanto allettante vetrina per i propri pensieri e le proprie condivisioni.
Questo ha in parte sostituito una sezione di quello che il nostro blog voleva essere, ma credo che nel totale questo progetto possa ancora dire la sua.
Avere uno spazio dove potersi esprimere senza adattarsi alla sintesi o evitando la banale condivisione di pensieri altrui, provando magari ad aprire una rubrica dove parlare delle proprie passioni, far conoscere un qualcosa che ti ha emozionato o semplicemente concedersi uno spazio per confrontarsi con se stessi può essere molto soddisfacente.
La forza di questo progetto era la condivisione di un pensiero, di un parere o di un'informazione, tanto meglio se legata alla musica, ma non solo.
Negli anni in tanti si sono cimentati con me, alcuni ancora lo fanno, ma per continuare c'è bisogno di nuovi autori, di nuovo entusiasmo, di nuova linfa.
La curiosità non mi manca e la voglia di condividere un pensiero, una canzone, un film, un disco non si è assopita, ma questo non è il MIO blog e vorrei che altri potessero partecipare per renderlo più aperto e variopinto.
Se qualcuno volesse raccogliere il mio invito basterà contattarmi (fabiot@concertoperunamico.com) e sarò lieto di rendervi autori di un blog che si ostina ad esistere.
martedì 2 aprile 2013
The Offspring - Gotta Get Away
C'è un momento nell'adolescenza in cui tutto sembra dover essere messo in discussione. Si tratta una fase che ti porta al livello successivo (per dirla alla "nintendo"!) e che nonostante sia profondamente intima e personale, ha spesso caratteri comuni a più persone.
Ci si sente paranoici e molto sovente la cosa più difficile è proprio fare i conti con se stessi, motivo per cui si tende a volersi ribellare alla "società omologata", omologandosi di conseguenza ai ribelli omologati, incatenando una serie di contraddizioni che con l'età e la maturità (assieme ad una buona dose di calci nel c**o dalla vita) si scioglie nella personalità.
Il mio momento ha avuto una colonna sonora ben precisa e ancora oggi, alcuni pezzi li ritrovo come mattoni alle basi del mio carattere, a ricordarmi quanto è difficile sapersi costruire!
Ogni volta divento nervoso
C'è qualcuno intorno a me ad un passo di distanza
È terribile, nella stanza in cui sto
I muri vibrano e cominciano a stringersi intorno a me
Troppo velocemente o un po' troppo piano
Sono paranoico, ho paura delle persone e si vede
C'è un tizio che non posso scuotere
Sulle mie spalle c'è un bel peso
Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso
Ti dico una cosa che sicuramente è sbagliata
Ho la testa fra le nuvole, ma le scarpe ben allacciate
Sto evitando tutti i miei amici perché sono come insetti
La vita è come un indovinello, ed io sono veramente perplesso
Se ragioni, non te ne accorgi?
La tua preoccupazione è dove arriverai...
Credo di essere seguito, mi guardo intorno
Ma è soltanto la mia ombra che striscia al suolo...
Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
Hooo hooooooo, hooo hooooooo !!!
TESTO PRESO DAL SITO www.testitradotti.it
Ci si sente paranoici e molto sovente la cosa più difficile è proprio fare i conti con se stessi, motivo per cui si tende a volersi ribellare alla "società omologata", omologandosi di conseguenza ai ribelli omologati, incatenando una serie di contraddizioni che con l'età e la maturità (assieme ad una buona dose di calci nel c**o dalla vita) si scioglie nella personalità.
Il mio momento ha avuto una colonna sonora ben precisa e ancora oggi, alcuni pezzi li ritrovo come mattoni alle basi del mio carattere, a ricordarmi quanto è difficile sapersi costruire!
Ogni volta divento nervoso
C'è qualcuno intorno a me ad un passo di distanza
È terribile, nella stanza in cui sto
I muri vibrano e cominciano a stringersi intorno a me
Troppo velocemente o un po' troppo piano
Sono paranoico, ho paura delle persone e si vede
C'è un tizio che non posso scuotere
Sulle mie spalle c'è un bel peso
Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso
Ti dico una cosa che sicuramente è sbagliata
Ho la testa fra le nuvole, ma le scarpe ben allacciate
Sto evitando tutti i miei amici perché sono come insetti
La vita è come un indovinello, ed io sono veramente perplesso
Se ragioni, non te ne accorgi?
La tua preoccupazione è dove arriverai...
Credo di essere seguito, mi guardo intorno
Ma è soltanto la mia ombra che striscia al suolo...
Seduto sul mio letto,
Oppure disteso ma ancora sveglio
Sento i demoni nella mia testa,
E sono troppi, non ce la faccio a sopportarli
Penso di essere in un circolo vizioso
Ma sono debole
Tutto quello che posso dire
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
È che devo scappare da me stesso
Hooo hooooooo, hooo hooooooo !!!
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