martedì 22 maggio 2012

Un brutto periodo

A leggere i giornali di oggi cadono letteralmente le braccia (e non solo quelle!).
Sono stato via 3 giorni, leggendo le notizie Italiane unicamente in articoli brevi, rubati alle reti free Wi-Fi (pochissime) dei locali Parigini in attesa di rientrare in Patria ed affogare nei dettagli degli stessi articoli, in versione romanzo.
Le pagine di cronaca si contendono le gesta atroci delle vittime di se stessi, uomini che perdono la testa dopo aver perso troppo spesso tutto il resto, persone disperata che decidono di farla finita, a volte trascinando nel loro delirio innocenti spettatori di una disgrazia che nessuno è stato in grado di intuire o evitare.
Oggi però tutto questo è passato in secondo piano, oggi c'è un mostro da cercare, un bombarolo che con un gesto vile ha distrutto la vita di una ragazza di 16 anni. Un maniaco, un mafioso, un pazzo o un terrorista non lo sappiamo ancora, nonostante un video piuttosto chiaro, nonostante due procure che continauano a punzecchiarsi su come procedere, nonostante una città che come prima reazione scende in piazza a favore della legalità e contro le mafie prima ancora di avere un colpevole concreto da condannare.
Se poi non bastasse il mostro di carne e ossa, c'è quello più letale e tristemente popolare chiamato Terremoto, un flagello sempre più ricorrente, che negli utlimi anni sembra voler scandagliare tutta la nostra penisola, palesando tutte le debolezze dell'uomo, dalla sfortuna alla speculazione.
Tragedie che colpiscono un paese in crisi, che travolgono aziende alle prese con minori vendite, debiti e tasse da pagare, che si abbattono su famiglie già provate da un periodo tutt'altro che roseo.
Non c'è rifugio nemmeno nelle pagine degli "esteri", per non parlare delle incomprensibili pagine "economiche", mentre nello spettacolo si saluta Robin Gibb, stroica voce dei Brothers Gibb, conosciuti con l'immortale abbreviazione di B.G. o meglio Bee Gees.
Il senso di smarrimento è accentuato dalla mancanza di un potere forte e protettivo, da uno stato che possa contare su figure auterovoli e carismate, capaci di dare un conforto alle vittime e speranze a chi come me, legge la mortificazione di un brutto periodo.
Oggi la politica, ad esclusione del governo tecnico che con la consueta razionalità prova a sistemare problemi irrazionali, si interroga su chi ha vinto le amministrative, chi le ha perse e come conquistare i voti ai prossimi appuntamenti, incuranti, come sempre, del fatto che il 50% delle persone non è nemmeno andata a votare e che cambiare nome e faccie di un sistema corrotto non servirà più a mascerare la loro incapacità.
Chiedere di non generalizzare e di non mettere tutti i politici sullo stesso piano è stupido se tutti si comportano allo stesso modo e se nessuno decide di fare gesti plateali per cambiare le cose!
L'unico sorriso che i giornali riescono a strapparmi oggi, arriva nonostante tutto, proprio dalle pagine politiche, dai commenti all'elezione a sindaco di Parma di Federico Pizzarotti del Movimento 5 Stelle.
Tralasciando le inutili polemiche su politica e antipolitica, trovo sia positivo vedere un sindaco che in una città come Parma si afferma attraverso una campagna Elettorale costata solo 6mila euro, a 39 anni, con un consiglio comunale aperto a tutti, da scegliere attraverso curricula pubblici consultabili su web e che al suo insediamento promette trasparenza e richiede partecipanti e non spettatori.
Il sorriso, amaro, me lo ha regalato Bersani, dicendo che il PD non ha perso, ha solo Non Vinto, l'ennesima conferma di una politica capace solo di mescolare parole e vivere di se stessa.

venerdì 18 maggio 2012

Isaac Hayes

La storia di Isaac Hayes è pazzesca, non solo per gli obiettivi che quest'artista ha centrato, non tanto per gli alti e bassi che ha dovuto affrontare e nemmeno per particolari episodi della sua esistenza.
La cosa eccezzionale è dove il suo percorso lo ha portato.
Partito dalle zone più povere del Tennessee diventa re del Ghana con una cerimonia a cui partecipano i Public Enemy e si aggiudica un Oscar per la migliore canzone nel 1971, collaborando per ben 9 serie all'irriverente South Park pur essendo un devoto esponente di Scientology.
Ok, ho mischiato un po' le carte, ma quando ho sentito la storia di Hayes non ho potuto restarne indifferente!
Per i "musicologi" Isaac Hayes è stato uno dei più influenti artisti della Black Music 60/70 Americana, trasversale a generi come il Funk, l' R&B e il Soul, tanto da essere l'unico vero antagonista ai musicisti della mitica scuderia Motown.
Si aggiudica l'Oscar con la colonna sonora del film Shaft, istituzionalizzando per sempre lo stile musicale del genere poliziesco cinematografico e televisivo di quegli anni.
Per gli amanti della tv è stato principalmente la voce di Chef nella serie di South Park, a cui ha prestato quel tono basso e una grande passione per il canto (e le donne). Questo sodalizio finì male quando gli autori presero di mira la setta di Scientology (cosa piuttosto normale), ma insostenibile dallo stesso Hayes.
Politicamente attivo sul fronte dei diritti umani e capace di grandi donazioni è stato protagonsta di tante battaglie, fino a diventare un idolo per molti uomini di potere, soprattutto se sensibili alle cause Africane. Di qui l'incoronazione da parte della principessa del Ghana Naa Asie Ocansey a RE per lo sviluppo e l'educazione dei giovani cerimonia a cui participarono tantissime celebrità musicali, tra cui gli stessi Public Enemy  .
Se vi ho messo curiosità potete trovare tantissimo materiale sul web, oppure, potete semplicemente ascoltarlo e immaginarvelo in tutte le sue vesti!



martedì 15 maggio 2012

Domande

Spettabile presidente Napolitano, non sarebbe l'ora di risentirsi con questi cosiddetti "onorevoli" nello stesso modo con cui si risente contro chi è nauseato da questa politica di svergognati?

lunedì 14 maggio 2012

Ecco il video che gli ex Stigma, oggi THE TOOMSAYER hanno pubblicato per celebrare la fine della registrazione del loro primo disco. In bocca al lupo e complimenti!!

venerdì 11 maggio 2012

Il pescatore di Immagini

Robert Doisneau è stato un fotografo, ma prima di questo è stato un'osservatore.
Celebrato da Google qualche tempo fa, in occasione del centenario della sua nascita, è diventato uno dei maggiori esponenti della fotografia umanista, catturando nella città di Parigi gran parte dei suoi scatti migliori, raccontandone, in bianco e nero, la vita nelle strade ed immortalando tutte quelle persone che la componevano.
Non mi permetto di giudicarne tecnica e doti artistiche, sono pericolosamente ignorante in materia, ma leggendo alcune sue interviste sono rimasto affascinato dalle sue parole, dalla sua filosofia e dalla spiegazione che amava dare del proprio lavoro.
Così tra fotografie e parole è possibile avvicinarsi al mondo di Robert Doisneau e persino, con tutti i limiti della cosa, costruirne una memoria (come suona Andy McKee).



Un fotografo che ha immortalato un momento splendido, una posa accidentale di qualcuno o di uno splendido scenario, ha scoperto un tesoro.


Quello che io cercavo di mostrare era un mondo dove mi sarei sentito bene, dove le persone sarebbero state gentili, dove avrei trovato la tenerezza che speravo di ricevere. Le mie foto erano come una prova che questo mondo può esistere.







Il fotografo deve essere come carta assorbente, deve lasciarsi penetrare dal momento poetico. La sua tecnica dovrebbe essere come una funzione animale, deve agire automaticamente.








Mi piacciono le persone per le loro debolezze e difetti. Mi trovo bene con la gente comune. Parliamo. Iniziamo a parlare del tempo e a poco a poco arriviamo alle cose importanti. Quando le fotografo non è come se fossi lì ad esaminarle con una lente di ingrandimento, come un osservatore freddo e scientifico. E' una cosa molto fraterna, ed è bellissimo far luce su quelle persone che non sono mai sotto i riflettori.








  



Un centesimo di secondo qui, un centesimo di secondo là... anche mettendoli in fila, rimangono solo un secondo, due, forse tre secondi... strappati all'eternità.

martedì 8 maggio 2012

sabato 5 maggio 2012

Addio MCA

Si è spento Adam Yauch, detto anche "Nathaniel Hörnblowér" quando si firmava come regista, ma per tutti è 'Mca' dei Beastie Boys. Se ne va (troppo presto) un'altro di quei personaggi che hanno tracciato nuove strade nel mondo della musica.



venerdì 4 maggio 2012

Video Elettorali

In attesa di vedere con quale faccia i partiti affronteranno le prossime elezioni nazionali, LA REPUBBLICA pubblica una breve raccolta di video-spot per le prossime amministrative. Giudicate voi!

mercoledì 2 maggio 2012

Tra Gli Offspring e Mia Martini

Parole e note sono limitate (affermazione discutibile..) ma il modo di legarle e di raccontare la vita è infinito. Capita così di trovare lo stesso argomento descritto in maniera totalmente differente.
Mia Martini è di certo una delle più grandi interpreti che la musica abbia avuto, capace di emozionare anche solo guardandone lo sguardo, senza sentire quella voce graffiata dal dolore, che ha caratterizato ogni suo brano e che alla fine ha avuto la meglio anche su di lei.
Gli Offspring sono invece la band che assieme ai Green Day, ha riportato il Punk al centro del mercato discografico negli anni '90. Fin dal loro debutto, questi ragazzi californiani, si sono distinti per una forte contaminazione grunge, meno tradizionalisti ad esempio dei Rancid, molto più cupi rispetto ai cugini Green Day e sicuramente più profondi dei Blink-182. I loro testi infatti sono tutt'altro che scontati e, pur non essendo caratterizzati da dottrine politiche o battaglie sociali (come ad esempio i NOFX), si addentravano in tematiche spinose ed interiori.
Minuetto e Self Esteem, due mondi tanto distanti, che raccontano la stessa cosa, quella malata dipendenza d'amore.
Più che un sentimento diventa una patologia, quando viene a mancare il rispetto per l'altra persona o per se stessi, decade il principio stesso dell'amore, ma accade di continuo, si tratti di gelosia, possessione o annullamento della propria identità.
Entrambe le canzoni sono entrate nel mito, ed entrambe raccontano in prima persona questo stato degradato, causato il più delle volte da una propria debolezza, che giorno dopo giorno ti strappa la stima di te stesso, un piccolo passo alla volta, come fosse un minuetto.






Stima Di Sè Stessi


Ho pensato di scaricarla dieci volte oggi
Ho pensato a cio che avrei dovuto dirle
Ma poi è arrivata
E ho perso la testa
L’ho accompagnata e le ho preparato il dessert
Ora so che sono stato usato
Non mi lamento di questo, a me piace l'abuso
Lo so che sta giocando con me
Non mi lamento perché non ho stima di me stesso
Facciamo programmi per uscire la notte
Aspetto fino alle 2 poi spengo la luce
Tutto questo rigetto mi sale cosi lento
Se lei insiste non potrò far altro che dirle no
Quando dice che vuole solo me
Mi chiedo poi perché va a letto con i miei amici
Quando dice che sono come una malattia
Mi domando poi quanto posso durare ancora
E suppongo che dovrei alzare la voce
Ma realmente penso che forse é meglio andare avanti cosi
In piu’ tu soffri
In piu’ sembra che tu veramente ci tieni
Vero? Yeah yeah yeah
Ora riferirò parte di questa cosa
Che é accaduto piu di quanto vorrei ammettere
A notte fonda lei bussa alla mia porta
Ancora ubriaco e confuso
So che ora dovrei dire di no
Ma é difficile farlo quando lei é pronta per andare
Dovrei stare zitto
Ma non sono stupido
Sono solo un animale senza stima di se stesso

sabato 28 aprile 2012

Domande

Il problema è lo schifo di politica che abbiamo in Italia, o il dilagare dell'antipolitica?

 

giovedì 26 aprile 2012

La rubrica di PERU dalla Gazzetta al Blog


Dopo una lunga trattativa ho finalmente convito PERU, uno dei maggiori esperti sportivi al mondo, a tenere una rubrica di sport sul blog del concerto.
In attesa del suo esordio ecco la sua precisazione, con tanto di risposta, pubblicata nientemeno che sulla Gazzetta dello sport!
A presto!!

martedì 24 aprile 2012

LETTERE DA UN FRONTE


Vi segnalo questa bella iniziativa per celebrare il 25 aprile e per riproporre i valori della resistenza.
L'evento si terrà presso il Museo Diffuso della Resistenza, della Deportazione, della Guerra, dei Diritti e della Libertà in C.so Valdocco 4/a a Torino (info 011 4420780).
Durante il fitto programma per la celebrazione (che continuerà fino al 27 aprile), alle ore 11:00 di domani il museo ospiterà il progetto urbano LETTERE DA UN FRONTE, ideato e curato dall'artista (e amica) Paola Monasterolo.
Ecco un estratto del comunicato stampa:
'Lettere da un fronte affronta il tema della Resistenza intrecciando la memoria storica con la condizione attuale in cui versa la società e la cultura. Perché resistere oggi? La cultura resiste? Sono questi gli interrogativi dai quali è iniziata la riflessione dell’artista proposta a una rete, ampia e diffusa, di persone con l’intento di sollevare questioni anche in merito a temi urgenti quali la responsabilità storica e civica nella narrazione di questo primo decennio del secolo.'
Per ulteriori informazioni ecco i link:
SITUA.TO
MUSEO DIFFUSO

venerdì 20 aprile 2012

IL 3D

Perchè se guardi una mer*a in 3D, rimane sempre una mer*a, ma più definita!
Immenso e pieno di verità.. riflettete!!


mercoledì 18 aprile 2012

Mbira, la voce degli antenati

E' lo strumento nazionale dello Zimbabwe e la sua creazione si perde nei secoli.
Mi ha molto affascinato il nome di questo strumento di cui esistono tantissime varianti più o meno artigianali.
Lo si trova spesso in versione "incassata", collocato all'interno di un Deze che ne amplifica il suono, ma come dicevo ne esistono di ogni tipo, diffusi in gran parte dell'Africa, spesso con accordature e posizioni dei tasti molto diverse.
Per la cultura Shona (popolazione che vive tra lo Zimbabwe e il Mozambico), questo strumento ha un significato religioso e accompagna innumerevoli riti che spesso ricercano il contatto con gli spiriti dei loro antenati, di qui il nome.
Bill Wesley è invece uno strumentista Californiano che ispirandosi al Mbira ha inventato qualche anno fa l'Array mbira, aumentandone l'estensione e la dimensione, fino a permettere a due persone di suonarlo contemporaneamente.
Ecco due video che dimostrano l'utilizzo di questo affascinante strumento e della sua evoluzione.
Nel primo si vede un mbira più tradizionale che accompagna l'artista Tinashè in una versione rivisitate del suo brano Zambezi.
Nel secondo si può vedere l'Array mbira.



domenica 15 aprile 2012

PANTERA 20 dopo

A 20 esatti dall'uscita di quel capolavoro che fu VULGAR DISPLAY OF POWER, ecco riemergere un pezzo che all'epoca venne escluso dalle undici tracce dell'album.
La canzone, che si chiama PISS, è in pieno stile Vulgar (anche se ad essere onesto suona un po' minore delle sorelle pubblicate) ed è stato ritrovato quasi per caso da Vinnie Paul (batterista) che ne ha curato il missaggio e l'uscita.
Piss esce accompagnata da un video clip realizzato dagli stessi fans della band, ai quali è stato chiesto di inviare una miniclip tributo ai Pantera ed al disco in questione.
E' molto bello, specie per chi ha amato e conosce bene i Cowboys from hell, ritrovare un sacco di riferimenti ai live, alle immagini e allo stile della band, senza contare le fedeli riproduzioni di alcune scene contenute nei video che spesso accompagnavano le uscite dei dischi.
Ecco il video.. con un po di nostalgia (fucking hostile!)

venerdì 13 aprile 2012

Jeremy compie 20 anni

Sono passati 20 anni dalla pubblicazione di Jeremy, il singolo dei Pearl Jam contenuto nel disco Ten del 1991, il primo di questa meravigliosa band.
Jeremy è direttamente ispirata alla triste vicenda di Jeremy Wade Delle di Richardson, sedicenne morto suicida davanti alla propria classe.
Prima che la TV decidesse che la cronaca fosse un onda da cavalcare attraverso inchieste pubbliche, discussioni e programmi di dubbio gusto, le notizie di questo genere venivano relegate in piccoli ritagli di giornale, come una sorta di doverosa comunicazione spoglia di particolari, in una pudica forma di rispetto nei confronti dei coinvolti e della società, che specie negli USA non doveva scandalizzarsi troppo.

La cronaca era come la mela marcia nel cesto di frutta, una cosa da scovare, gettare e dimenticare. Riguardava sempre persone difficili, sfortunate e comunque ben lontante dalla "nostra vita per bene".
Certo non tutti la pensavano così, e casi come questo venivano raccolti dagli animi più sensibili, specie dagli artisti, con il conseguente incupirsi delle loro opere. Schiere di scrittori, poeti, musicisti, registi e pittori hanno rielaborato fatti di cronaca facendone personaggi, canzoni e ritratti. Storie nere che non lasciavano indifferenti chi parlava del mondo e delle sue debolezze attraverso il proprio estro.
Così è stato da sempre, è vero, ma nei primi anni '90, proprio nel nord america, nella fredda città di Seattle, debolezza e interiorità venivano sviscerate e sbandierate come mai prima nella storia della musica, attraverso al Grunge, che tramite le sue band portava sui palchi canzoni crude, che parlavano di depressione, mal di vivere, ribellione e rabbia.
Eddie Vedder è solo l'ennesimo artista colpito da queste storie di straordinario disagio, capace però di scriverne un brano meraviglioso come Jeremy, di cui in un'intervista parlava così:
« [L'idea] viene da un paragrafo su un giornale il cui senso era: ti uccidi e fai un grande vecchio sacrificio cercando di ottenere la tua vendetta. Questo è ciò che finisci per ottenere, un paragrafo su un giornale. Diciassette gradi e nuvole in un quartiere suburbano. Questo è l'inizio del video e questa è la stessa cosa che si vede alla fine, non fa differenza... niente cambia. Il mondo continua e tu non ci sei più. La miglior vendetta è vivere e mettere alla prova te stesso. Sii più forte di quelle persone. Così puoi fargliela vedere... non rispondo loro. » (cit.Wikipedia)Ecco perchè tengo in maniera speciale a questa canzone.

martedì 10 aprile 2012

Domande

Non è ironico quello che sta emergendo dall'inchiesta sulla Lega?
Non è ironico che nessuno riesca a prendere a pedate tutti quelli che "io non ne sapevo niente" e che la stragrande maggioranza di essi continui a restare impunito al proprio posto?
Non è ironico che si abbia la faccia tosta di "discutere" su come cambiare la legge sui rimborsi elettorali dopo che un referendum li aveva aboliti come finanziamenti?
Non è ironico che i tre partiti più grandi e ipoteticamente diversi tra loro siano integerrimi nei salotti tv e complici quando si deve trovare una quadra sull'ennesima truffa della riforma elettorale, della diminuzione degli stipendi e dei privilegi parlamentari?
Non è ironico che non esista un organismo politico abbastanza trasparente da imporsi sugli altri, chiedendo controlli severi ed immediati su ogni deputato?
Non è ironico che in ogni settore, dall'economico allo sportivo, dilaghi la corruzione e nessuno si degna di mettere la riforma della giustizia al primo posto nel calendario delle riforme?
Non è ironico che non ci sia nessuno che riesca ad emergere da questo panorama desolante?
Non è ironico che in Italia paghi solo chi si fa il culo?
No, non lo è

domenica 8 aprile 2012

BUONA PASQUA!

Ecco il mio modo per augurare a tutti una buona Pasqua!

Porcupine Tree - The Rest Will Flow


venerdì 6 aprile 2012

The Lord of noise



Il 5 aprile del '94 si spegneva Kurt Cobain, uno che di amplificatori ne ha spaccati parecchi.
18 anni dopo, ieri, lo raggiunge Jim Marshall, il cognome più presente sui palchi del rock.
Jim Marshall aveva 88 anni, e dal 1960 ha prodotto amplificatori, partendo dalla sua Inghilterra e conquistando il mondo a forza watt e distorsioni.
Tutti i più grandi hanno usato le sue casse e le sue testate, ma la forza di questo marchio era la diffusione capillare a tutti i livelli. Dalle band più comuni a quelle più estreme, dagli amatori ai professionisti, in ogni genere dove cui la chitarra deve dire la sua, presente su migliaia di palchi e spesso parte integrante delle scenografie stesse, Marshall è stato un emblema per il rock.
Il giusto e un po' sarcastico saluto, nel coro dei grandi della musica che lo celebrano in queste ore, lo ha dato Nikki Sixx dei Motley Crue:
“Marshall è il responsabile di molti dei più grandi momenti della storia del rock sound, ma anche di buona parte della nostra perdita di udito!“.

giovedì 5 aprile 2012

Ancora inseme all'ANLAIDS

Nei giorni 7 e 8 aprile 2012 i ragazzi del Concerto per un amico saranno in Piazza Vittorio Emanuele II per conto dell’ANLAIDS, Associazione Nazionale per la Lotta contro l’AIDS, che si batte dal 1985 contro questa malattia gravissima.
In occasione della Pasqua 2012, in 2500 piazze italiane partirà l'ennesima edizione del “BONSAI AID AIDS”, in cui alcuni volontari (in questo caso i ragazzi del Comitato Giovani), allestiranno una bancarella adibita alla raccolta fondi.
A fronte di un'offerta, infatti, i donatori riceveranno in omaggio alcuni gadget (spillette, palloncini...) e per importi superiori ai € 15,00dei bellissimi Bonsai.
Scopri i dettaglisul sito dell'ANLAIDS

martedì 3 aprile 2012

Nick Drake - Pink Moon (1972)

Compie 40 anni questo disco, un gioiello prezioso, di rara bellezza, dolce e struggente nella sua semplice ed infinita profondità.
Pink Moon è uno dei pochissimi dischi che mi hanno trafitto fin dal primo ascolto, il disco perfetto per ogni momento di riflessione, per prepararsi ad una scelta importante o per imparare ad accettarla.
Nick Drake è stato l'ennisimo grande artista vittima della propria debolezza, essenza però della sua sensibilità e del suo infinito estro musicale.
A leggere di lui, magari ascoltando questo disco, ci si trova davanti ad una persona immersa in una profonda solitudine, ma circondato dal calore della sua musica.

Nick Drake è morto all'età di 26 anni, nel 1974, mancando così anche l'ingresso nel celebre e macabro club del 27, ma Drake, a quanto pare, non era tipo da club.
Questo è stato l'ultimo lavoro che ha pubblicato prima di lasciare Londra, prima di tornare a casa dei suoi genitori, prima di abbandonarsi tra le braccia asfissianti della depressione.
La cosa straordinaria e che in questo disco, io, ci sento un sacco di speranza, soprattutto a livello musicale, quasi a compensarne i testi, come se avesse voluto donarla a tutti, disfacendosene per sempre, come se ne avesse raccolta quanta ne rimaneva in se stesso e l'avesse confezionata in un piccolo fagotto, fatto di una musica minimale ma non semplice, con melodie malinconiche ma non per forza tristi, sigillato con una copertina surreale, come parte delle sue parole.
E' bello pensare che dopo 40 anni, la magia di una canzone sopravviva alla fine di chi l'ha scritta, come se in fondo, nonostante tutto, nessuno possa andarsene davvero.

sabato 31 marzo 2012

Ora che hai bevuto: CANTA!

Si chiama Robert e nel novembre scorso è stato arrestato dalla polizia americana per ubriachezza.
Invece della solita resistenza, Robert ha deciso di intrattenere gli agenti con, niente di meno, Bohemian Rhapsody dei Queen, in una versione pazzesca e divertentissima!
Il video, girato dalla telecamera della vettura è stato usato prima nel processo a carico di Robert e poi dallo stesso come video per celebrare la notte brava sul web, diventando subito un successo planetario!


giovedì 29 marzo 2012

sabato 24 marzo 2012

Houdini



Oggi, nel 1874, nasceva il più famoso degli escapologi, Ehrich Weisz, divenuto celebre con lo pseudonimo di Harry Houdini.
Vi invito a leggere qualcosa sulla straordinaria vita di quest'uomo, ricca di misteri ma anche di scetticismo, tanto da renderlo un accanito smascheratore di medium e spiritisti, fino al patto stretto con la moglia nei suoi ultimi giorni, attraverso il quale, nel caso di successo, sarebbe fuggito addirittura alla propria morte!
Il fascino di Houdini ha ispirato romanzi, film e canzoni. Tra tutte vi propongo questa, un po' minore ma molto bella, di Sage Francis, Rapper statunitense che fonde al suo stile una forte vena rock dalle tonalità cupe. Si tratta del pezzo Little Houdini, apripista del disco Li(f)e del 2010.

giovedì 22 marzo 2012

Ciao Tonino Guerra.

Tonino Guerra appartiene ad una generazione che credeva più al contenuto che al contenitore. Purtroppo per noi, artisti di questo calibro, ne nascono sempre di meno, ma fortunatamente, lasciano il segno.
Ciao Tonino.

martedì 20 marzo 2012

Domande

Facendo sfoggio della mia solita ignoranza, affogo nelle domande ad ogni notizia letta.
In questi giorni concitati che dovrebbero portare alla riforma del lavoro, sembra che tutto giri intorno a questo benedetto ARTICOLO 18.
Io mi sono anche preso la briga di andarlo a leggere e mi è venuto da chiedermi: ma possibile che tutto il sistema produttivo Italiano dipenda da queste poche righe?
Insomma, è possibile che il parlamento si areni regolarmente su questo punto restando cementato dalla miscela Confindustria - Sindacati?
Il dubbio mi viene, perché stando alle parole degli addetti ai lavori, questo famigerato articolo sembrerebbe costituire la base dei diritti dei lavoratori, o quantomento la sacra scrittura del settore licenziamenti!
In realtà scopro che proprio i Licenziamenti sono si una questione regolamentata dallo Statuto dei Lavoratori (in cui si trova questo celebre articolo), ma contemporaneamente e in maggioranza, vengono disciplinati dall'articolo 2118 del Codice Civile, che, tra le altre cose affronta tutti gli aspetti spinosi della questione, primo tra tutti i licenziamenti per ingiusta causa.
Non mi addentro nei dettagli, con due Clik avete tutto a disposizione, ma trovo comunque curioso che tutta la riforma del lavoro dipenda da un unico punto, riguardante oltretutto, una sola tipologia di lavoratori e non la maggioranza di essi...
Premesso che ho una piccola azienda con due dipendenti e che so bene quanto siano vitali per la mia attività, quanto siano preziosi per la loro serietà e onerosi per le mie tasche, va ricordato che senza i lavoratori un'azienda fallirebbe, ma che senza datori di lavoro questa nemmeno esisterebbe, motivo per cui le due categorie dovrebbero sorreggersi e collaborare anziché aggredirsi o cercare di fregarsi!
Guardandomi intorno, mi pare inoltre, che il problema dei licenziamenti per ingiusta causa sia quantomai il più piccolo dei guai attuali.
Se si parla di lavoro non è forse più importante evitare che un'azienda chiuda perchè non ha accesso al credito, con conseguente licenziamento di tutti i dipendenti?
Non è il lavoro a risentire in primis della mancanza di investimenti, spesso solo perché le imposte prosciugano gli stanziamenti?
Non è ingiusto che alcuni manager, magari prestati alla finanza, guadagnino migliaia di volte di più dell'operaio specializzato che tira avanti la produzione?
Il mercato del lavoro non è forse tra le prime vittime della corruzione, deformazione capace di far triplicare i costi, truccare appalti e sacrificare le ditte oneste?
Non è più importante facilitare le assunzioni, magari attraverso a sgravi fiscali per chi crea lavoro anziché impuntarsi unicamente sul licenziamento?
Un'azienda che funzione, che bisogno ha di licenziare chi contribuisce al suo benessere?
Certo il tema del licenziamento è importante, fondamentale per i diritti di chi deve costruirsi una vita in un mondo dove se non hai soldi nessuno te li presta. Ma è davvero l'Art 18 il fulcro di tutto?
Un'Azieda che lascia a casa tutti per cercare condizioni migliori all'estero non è un tema più urgente da affrontare?
Saper aiutare chi non riesce a competere con i prodotti esteri, spesso irrispettosi delle norme base di sicurezza, punendo magari chi specula sulla vita delle persone, svendendosi un'anzienda con azzardi finanziari degni di un truffatore, non sarebbe più logico in questo momento?
Impedire alle multinazionali di fare il bello e il cattivo tempo delle aziende che divorano, rilevandole a bassi costi nei periodi di crisi per poi sputarne i resti spolpati delle tecnologie e delle competenze, infischiandone di chi ci ha lavorato una vita non è più attuale?
Valorizzare la competenza di chi effettivamente svolge il proprio lavoro a sfavore di chi punta sulla bassa qualità non sarebbe migliorativo per tutto il sistema?
Fermare quelli che giocano con i rinnovi di contratto di mese in mese e iniziare a togliere un velo dalle ipocrisie di quelle cooperative del lavoro che campano su questi metodi anzichè combatterli, non avrebbe più senso?
Fermo restando che discriminazioni (sessuali, religiose, politiche ecc..), truffe e raggiri sono reati già sanzionabili, non sarebbe più utile affrontare alcuni punti citati sopra evitando il muro contro muro su sto benedetto articolo 18?
Veramente crediamo ancora che corruzione, mafia, poco credico, viabilità difficoltosa, tassazione asfissiante ecc..  siano meno importanti di una norma sul rapporto contrattuale, che seppur spinoso nulla cambierebbe nulla per la maggior parte dei dipendenti e dei lavoratori?
Se fossi malizioso mi verrebbe da chiedermi se Confindustri e Sindacata stiano facendo veramente gli interessi dei loro rappresentati o se cerchino solo un modo di giustificare il prezzo delle loro tessere?
Dopotutto lasciando le cose come stanno si può continuare a litigare e scioperare su temi che alla fne non cambieranno mai la sostanza delle cose e poco importa se ci ritroviamo un sistema che fino ad oggi ha garantito gli imprenditori disonesti e tutela i lavoratori che abusando dei propri diritti comportandosi da parassiti.
Fortunatamente io sbaglio di certo e dovrei continaure a senterli litigare, mediare, manifestare e accusarsi di tutto, infondo loro conoscono bene l'argomento e di certo hanno trovato un lavoro sicuro e ben retribuito!

sabato 17 marzo 2012

Chitarrista in 20 ore?


Il 28 di Marzo inizierà uno speciale corso di CHITARRA indicato in particolar modo a persone adulte, che magari da troppi anni vedono girare per casa una vecchia chitarra , magari senza un paio di corde, e convivono con il rimorso di non aver imparato a strimpellare qualcosa da ragazzi! Non è tardi !!!

Il corso si svolgerà in 10 appuntamenti con la finalità di apprendere i fondamenti della chitarra ritmica e di preparare un piccolo repertorio di canzoni ! (insegnante: Marco Biaritz Bergesio)

Le lezioni si svolgeranno di mercoledì dalle 20.30 alle 22.30 presso la Scala del Re in via Albarosa, 28 a Piozzo !!!

Per informazioni o iscrizioni 393.1011386

giovedì 15 marzo 2012

Quando Horatio Caine difese Rambo

Ho detto che ne avrei fatto un post ed eccolo.
Dopo una profonda discussione sulla presenza di David Caruso, ovvero l'Horatio Caine di C.S.I. Miami, nel primo mitico RAMBO, ecco le prove: era già presente nel Trailer!!

PS: in effetti Caine era già un poliziotto buono!

martedì 13 marzo 2012

Trish Sie

Trish Sie è una dei principali fautori del successo degli OK GO, pur non suonando nemmeno con loro.
In realtà qualche affinità ce l'ha, è la sorella di Damian Kulash, cantante e chitarrista della band americana, alla quale ha prestato il suo estro.
Trish Sie è infatti una regista e coreografa di lunga esperienza in tanti settori artistici: dal ballo ai videoclip musicali, dal cinema alla televisione, passando per l'intrattenimento per ragazzi.
Tutto è iniziato con la canzone A Million Ways, per la quale si è voluto realizzare un clip a bassissimo costo.
Così nel cortile di casa, con qualche prova e una telecamera fissa ecco fatto!
Il risultato? Nomination al MTV Europe Music Awards 2006 come Best Video.
Il premio però non si fa attendere e l'anno successivo si aggiudica addirittura un GRAMMY, come Best Short Form Music Video (2007) per il celebre singolo Here It Goes Again.
La collaborazione con la band del fratello continua tutt'ora, e continuano i riconoscimenti, l'ultimo la nomination come Best Short Form Music Video per il singolo "All Is Not Lost" per i GRAMMY 2012.
Ecco questi tre video, ma sono ancora tanti i clip fantastici degli OK GO e.. di Trish Sie!




domenica 11 marzo 2012

The Doomsayer

Dopo un anno di lavori serrati e inaccessibili ecco tornare gli Stigma, giusto in tempo per annunciare la loro dipartita!
Ebbene si, una delle band storiche del panorama underground metal italiano, nonché amici personali, hanno deciso di cambiare pelle, evolvendo in un progetto che potesse essere più rappresentativo verso loro stessi.
Ecco il video che gira in rete da qualche giorno e il comunicato che campeggia sulla loro pagina FB.
Tutto il resto lo trovate qui: www.wearethedoomsayer.com.
IN BOCCA AL LUPO!


Gli STIGMA, da molti considerati come uno dei nomi più attivi dell'underground metal italiano, hanno deciso di interrompere le attività della band.

"Eravamo arrivati ad un punto che con questo progetto non riuscivamo più a superare, abbiamo lavorato tanto in dieci anni di esistenza, raggiungendo grandi obiettivi, come svariati tour in Europa, apparizioni a grandi festival, due album e un Ep usciti e distribuiti in tutto il mondo" ha commentanto il frontman della band Stefano "Vlad Ghersi. "Vogliamo andare oltre, spingerci oltre e mostrare un lato di noi che abbiamo tenuto nascosto per parecchio tempo."

Questa è la ragione dietro alla scelta di chiudere il capitolo Stigma, e aprirne uno completamente nuovo, denominato THE DOOMSAYER.

"Questa band è qualcosa di nuovo per tutti noi, sentiamo che il sound ci rappresenta molto di più sia come musicisti che come singoli individui. Abbiamo lavorato ininterrottamente per un anno a scrivere e arrangiare questo materiale, siamo più determinati e volitivi che mai e non vediamo l'ora di poter far ascoltare la nostra nuova musica e tornare on the road."

THE DOOMSAYER entreranno in studio ad inizio Aprile presso il Ridgeway Studio (Bury Tomorrow, The Haarp Machine..) nell'Oxfordshire, per registrare il loro debut, e hanno piani per andare in tour a partire dalla tarda primavera.

"Siamo molto fieri delle esperienze che abbiamo fatto come Stigma, abbiamo conosciuto tanta gente on the road, abbiamo imparato molto, e vogliamo tenere tutto ciò come punto di partenza per THE DOOMSAYER"



sabato 10 marzo 2012

Primavera Fun!

Mentre la primavera appare e scompare tra le nubi di marzo, ho decretato quella che probabilmente diventerà, almeno per me, una buona colonna sonora per i mesi a venire! Nonostante il singolo sia uscito a settembre anticipando il loro secondo disco Some Nights, We Are Young dei FUN, in queste settimane stà prepotentemente girando per le radio Italiane e Web. Una piccola curiosità? A questo successo, e al video, ha partecipato anche la bravissima Janelle Monáe di cui avevo parlato qualche giorno fa! ..combinazione!

giovedì 8 marzo 2012

Tchi Cum Bah DONNE!

Quest'anno voglio celebrare l'altra metà del cielo con Jennifer Ayache e i suoi Superbus, pluripremiata band pop-rock francese.
Vista l'occasione vada per questo brano, con un po' di autocritica dal genere maschile, ma sia ben chiaro, solo per oggi!

martedì 6 marzo 2012

La musica in un bicchiere.

Una volta ho letto da qualche parte che ogni cosa fa musica.
Certo gli strumenti ci riescono meglio, soprattutto perché in grado di produrre delle vibrazioni stabili e dunque note ben definite, emesse a comando dal musicista.
La creazione di strumenti musicali si perde nella notte dei tempi, proseguendo tuttora, specie nel campo dell'elettronica, attraverso lo sviluppo di teorie musicali e l'innovazione dei materiali utilizzati.
Capita però che alcuni strumenti nascano per puro caso, attraverso il contatto con un oggetto che produce un suono gradevole e che viene quindi sviluppato.
E' la storia di gran parte degli strumenti a percussione e se qualcuno ha avuto un'evoluzione creando oggetti che riproducano o migliorino quell'effetto, altri sono rimasti tali e quali a ciò che erano, semplici oggetti con usi e finalità diverse.
Tra questi spicca per fama e diffusione la Cristallarmonia ovvero l'arte di suonare il cristallo. Principalmente si tratta di suonare per strofinamento calici di cristallo riempiti fino a produrre la nota desiderata, ma credo che tutti abbiano già provato a cimentarsi in tale disciplina! (funziona anche col vetro, ma con molta meno qualità!)
In Italia Gianfranco Grisi è uno dei più grandi esperti del settore, ma per il mondo si vede e si sente di tutto.
L'evoluzione di questa tecnica si è concretizzata nella GLASS HARMONICA, datato e interessante strumento che ha tolto la musica dal bicchiere. L'invenzione di tale congegno è da attribuire niente meno che a Benjamin Franklin nel 1761 e tra i suoi musicanti spiccano piccoli musicisti del calibro di Mozart e Beethoven!





domenica 4 marzo 2012

Ciao Lucio Dalla!

Quando qualcuno se va ci si saluta, ma a volte, quando c'è stato uno scambio, un regalo o una semplice bella occasione da condividere è buona usanza ringraziare.
In questi giorni la tua musica ha invaso radio, tv e giornali, segno di quanto eri popolare, come le tue canzoni, come le tue poesia scritta sulla gente per la gente.
Così ho avuto la possibilità di rispolverare tra i miei ricordi un sacco di tue canzoni, rivivendo anche momenti particolari che avevo archiviato o quasi dimenticato. 
Grazie quindi per averci "blasfemamente" intenerito con la tua 4 marzo 1943, per avermi fatto capire che a modo mio avrei bisogno di carezze anch'io, che esiste una luna per ognuno di noi e che c'è speranza nell'anno che verrà.
Grazie per averci commosso mettendo in musica gli ultimi giorni di Enrico Caruso, per averci portati con le rondini sopra i tetti delle città fino al fresco delle stelle, per averci insegnato che la vita la si può danzare come un ballerino, che un amore può non bastare mai e che una canzone può andare per le strade tra la gente a portare qualsiasi messaggio.
Grazie per aver parlato dell'amore in maniera diversa, di averci dimostrato che la censura può essere ingannata con intelligenza, che si può vivere di musica sperimentandola in tutte le sue forme e ci si può confrontare con generazioni diverse credendo e non criticando i giovani.
Granzie per averci fatto vedere quanto è profondo il mare, quanto è strana la repubblica delle banane, chi è stato Nuvolari e quanti sogni ha regalato con la sua Alfa, come fanno i marinai a sopravvivere ai loro viaggi e grazie perchè ogni tanto guardando il cielo vedo la luna come una palla e il cielo come il biliardo.
Grazie per la bella musica che ci hai regalato ma ancor di più per le parole che hai scritto e cantato.
Infine grazie per una canzone come Disperato Erotico, che solo tu potevi scrivere e cantare, dimostrando quanto alla fine fossi bravo a canzonare la vita.

sabato 3 marzo 2012

Domande

Io ci ho provato, anzi, lo faccio da un po', ma giuro che non riesco a venirne a capo.
TAV o NO/TAV questo è il dilemma, ma alla fine è davvero è questo il problema?
E' possibile che in 21 anni non si sia ancora venuti a capo della questione?
Ho apprezzato Monti che ieri sera ha dato una chiara posizione del governo e soprattutto una motivazione che non fosse "E' così e basta!" o peggio "Tanto ormai abbiamo firmato con la Francia", cosa che in tanti anni non era mai successo. Le comunicazioni infatti venivano delegate ad ogni tipo di portavoce, rinviate a data da destinarsi o peggio intorbidite da inutili discussioni interne ai vari partiti, per poi scaricare tutto su chi le decisioni deve farle rispettare.
Una cosa è certa, questa spiacevole situazione è l'ennesima conseguenza di una politica disastrosamente incapace di produrre uno straccio di piano produttivo nazionale, affiancato quindi da un progetto serio che comprenda un disegno di infrastrutture idonee a supportarlo.
Da parte mia, e di tutti quelli che non sono direttamente coinvolti, la situazione è decisamente confusa o perlomeno piuttosto strana.
Ecco i siti dei due fronti e se avete voglia provate a farvene un idea: SI TAV e NO TAV.
Ecco il progetto.
Poi, se volete, fate il punto con LA STAMPA, quotidiano che le questioni piemontesi dovrebbe conoscerle piuttosto bene. Per gli amanti di complotti e strategie cercatevi i pareri di Grillo e Travaglio, ma non dimenticate di ascoltare quelli di Chiamparino e dei sindaci che la pensano in modo esattamente contrario, dopotutto le campane vanno ascoltate tutte per poter scegliere con chi schierarsi, sempre se lo si vuole fare.
Se non ne avete abbastanza cercate i siti ambientalisti, giusto per leggere le contraddizioni che emergono tra gli anti "traforisti" e gli anti TIR!
A questo punto, credo con una discreta confusione in testa, provate a farvi queste domande:
Perchè è così difficile rispondere alla domanda: serve o no questa ferrovia?
Se come me non avete una risposta limpida è perchè non siete esperti e soprattutto nessuno vi ha chiesto di esserlo. Manca da 21 anni un organo COMPETENTE che si prenda il fardello di metterci la faccia, elencare i pro e i contro dei lavori, tirare le somme e farla finita con questo conflitto (e altri centinaia in tutta Italia).
Monti in 2 ore ci ha messo la faccia, ha tirato le somme e ha promesso di darci in seguito le motivazioni nei dettagli, magari facendo quello che per 20 anni 945 parlamentari non sono ancora riusciti chiarire.
Ora non ci resta che fidarci per l'ennesima volta, magari sperando che l'impegno dei No Tav si trasferisca in un rigoroso monitoraggio dei lavori e in una continua richiesta di trasparenza e regolarità.
Spero vivamente che le acque si calmino e che tutti si ricordino che l'esproprio è uno strumento legale e necessario per quanto spiacevole ed arrogante. Contemporaneamente va sottolineato che la trasparenza non è un diritto dei cittandini ma un dovere delle istituzioni e che si ha tutto il diritto di chiedere spiegazioni e giustizia.
Poi se avanza tempo mi piacerebbe sapere di cosa campano quelli che da quasi un anno presidiano i cantieri pur non vivendo nella valle, fomentando gli animi di chi è coinvolto personalmente (e quindi più predisposto alla protesta), magari facendo passare una malcontento comprensibile in una meno chiara lotta di classe o rivoluzione socioecologica.
Infine vorrei fare un'appello dall'alto della mia profonda ignoranza.
Smettiamola di usare parole a sproposito, si rischia di perderne il significato e alla fine di non crederci più.
Non ho visto ne eroi ne dittatori in Val di Susa, solo persone, da un lato e dall'altra delle barricate, disperate, arrabbiate, amareggiate, spaventate, motivate, provocate e a volte, purtroppo, usate.

venerdì 2 marzo 2012

Stéphane Sednaoui, da Give it Away a Scar Tissue

Uno dei video più belli della storia del rock è di Give it Away (1991) dei Red Hot Chili Peppers, clip degno della canzone.
Piena di contraddizioni e di svariate interpretazioni, Ghive it Away è stato il singolo che ha aperto le porte del successo ai RHCP, ma un buon cotributo lo ha dato anche Stéphane Sednaoui, il regista Francesce che si è occupato della messa a video di questo gioello!
Si dice che in fase di stesura si sia cercato di mescolare le carte, creando un video che rappresentasse la band nella sua energia e la canzone nelle sue sfaccettature. Dai riferimente sessuali alle psichedelie che emergono dal testo, tutti gli elementi sono stati presi in considerazioni ed amplificati anche usando la tecnica del body painting, dapprima in oro sullo sfondo del deserto, poi sostituita da uno splendido bianco e nero che ha trasformato tutto in argento vivo!
Otto anni dopo, sempre Stéphane Sednaoui, si occupa di un'altro clip fondamentale per la band, Scar Tissue, che segna il rientro nella band di John Frusciante dopo la parentesi Dave Navarro, e una nuova esplosione della Red Hot Mania.
Nel clip, volutamente collegato a quello di Give it Away, i RHCP tornano nel deserto, stavolta a colori e molto meno spavaldi, ricoperti di ferite con Frusciante alla guida di un'auto scassata, insomma, un po' il significato della canzone, un po' un ritratto della loro storia, magistralmente diretto da un grande regista.

mercoledì 29 febbraio 2012

Vota IF I DIE TODAY !




Torna il Groezrock festival, evento Belga che da 20 anni porta sul suo palco il meglio della musica punk-rock internazionale.
Ecco la locandina di questo evento, ma per gli If I Die Today potrebbe essere un'importante vetrina oltre che un'enorme e soddisfacente occasione per esibirsi!
Per aiutarli in questa impresa basta votarli sul sito del Groezrock giornalmente, in modo da renderli l'unica band Italiana a farsi sentire su quel maestoso palco!
Per votarli basta iscriversi velocemente qui e ricordarsi di ripetere l'operazione il più possibile nei giorni a seguire!
In bocca al lupo!

martedì 28 febbraio 2012

Brian Jones

Oggi compirebbe 70 anni Brian Jones, cofondatore dei Rolling Stones.
Polistrumentista e dal carattere piuttosto complicato, Jones ha contribuito a portare gli Stones nell'olimpo della musica, almeno fino al 1969, fino a quando venne ritrovato sul fondo della sua piscina, morto per un incidente.
Ora le leggende si sprecano in merito, c'è chi sostiene che sia stato ucciso dopo una lite con i muratori che stavano sistemando la sua villa, chi sostiene che le droghe abbiano non poche responsabilità nell'incidente, chi vede complotti esoterici legati al famoso "Club dei 27..." (una sfortunata coincidenza che lega molti artisti morti all'età di 27 anni..), fatto stà che il genio di Brian si spegne con lui, lasciando tracce solo nei primi dischi della band inglese.
I rapporti con Jagger e gli altri erano piuttosto compromessi nel '69, a causa dei problemi legati agli abusi di droghe, tanto che proprio il 5 luglio, due giorni dopo la morte del chitarrista, gli Stones avrebbero dovuto tenere un concerto per presentare il nuovo membro Mick Taylor, per alcuni, sostituto appunto di Brian.
Il concerto si tenne lo stesso, venne dedicato proprio a Jones nonostante molti criticarono questa scelta tacciando di insensibilità la band, pronta ad esibirsi nemmeno due giorni dopo il decesso del suo storico chitarrista.
Brian Jones è stato per anni un pilastro degli Stones, sia a livello compositivo, sia a livello di immagine, sempre molto attento al look e al modo di porsi alla stampa.
Posto tre video per celebrare questo mancato compleanno, lasciando ad altri le celebrazioni tecniche, le cabale sulla sua morte e le leggende sulla sua vita.
Il primo riguarda il concerto a lui dedicato dai Rolling Stones subito dopo la sua morte, con tanto di poesia letta da Mick Jagger.
Il secondo con le immagini del funerale che fecero il giro del mondo e una breve intervista al giovane e provato Keith Richards.
Il terzo riguarda la meravigliosa 'Paint it, Black', scritta proprio da Jagger, Richards e Jones, che apportò il riff di sitar ispiratogli da un incontro con George Harrison, impronta indelebile di un'artista scomparso.





sabato 25 febbraio 2012

Capita anche così

Capita anche di svegliarsi male.
Di non dare importanza al sole e alla tanto attesa aria primaverile.
Capita a volte di essere piuttosto distanti dal mondo, come se per un attimo si dicesse: "andate avanti voi, io a sto giro passo, chiudo un po' gli occhi e stacco un po' la spina, non ho voglia di rincorrere la vita, oggi la obbligo ad aspettarmi".
Sono quei momenti in cui qualcosa dentro di te cambia, una sorta di trasformazione che può essere più o meno lenta o più o meno pesante... come una "digestione".
E' una fase importante, che va rispettata, concedendosi tutto il tempo necessario affinché le cose tornino a prendere un posto, quello giusto.
Questo non significa obbligatoriamente che la situazione debba essere subita, in ogni emozione c'è un che di affascinante, che se nella gioia è più evidente, in altre sensazione va solo scovata ed ascoltata.
Nessuno ci vieta quindi di mettere su un po' di musica e lasciare che sia questa a trasportarti, dopotutto spesso si ha solo bisogno della giusta colonna sonora, in fondo, capita anche così.

giovedì 23 febbraio 2012

JANELLE MONAE - The Archandroid (2010)

Quando lessi di questa artista, una forte curiosità si insidiò tra i miei pensieri musicali.
In effetti si presentava lontanissima dai miei canoni tradizionali, ma quando una ha tali credenziali perchè guardare il capello?
Classe 1985, Ballerina, cantante, fondatrice della Wondaland Arts Society di Atlanta (USA), ha collezionato dai suoi primi passi artistici (con Big Boy degli OutKast) un riconoscimento dietro l'altro.
In Italia la si conosce soprattutto per Tightrope, la canzone adottata come sigla delle Iene la scorsa stagione, che le regalato la nomina di artista Indie.
Cerco il disco, e vedo che si tratta del suo primo vero album. Da subito mi colpisce per una copertina spiazzante e a mio parere piuttosto discutibile almeno fino all'ascolto.
Libero la musica che contiene e vengo travolto da quanto di più vario e pazzesco abbia mai sentito all'interno di un unico album.
Se non fosse per un talento smisurato e un carattere personalissimo sembrerebbe una compilation di... tutto?!?!
Si passa attraverso ad ogni genere musicale, partendo con una Suite per orchestra degna di un colossal cinematografico per poi partire con Funk, hip-hop, Indie, Pop, Swing, Funkadelic, Jazz, R&B, Soul, Blues, House e chi più ne ha più ne metta.
Sembra di assistere ad uno show degno di Broadway, ma capace di raccogliere 50 anni di musica!
Un disco trasversale a tutto, con la capacità di Janelle ad interpretare qualsiasi cosa, affrontandola con spirito ed emozione.
Un disco pazzo, almeno quanto la copertina, ambizioso come pochi altri e decisamente entusiasmante, specie se si considera che si tratta di un debutto!
Una vera star, supportata da musicisti eccezionali che donano al disco tutto il loro talento, uno di quei lavori che non possono passare inosservati e che solo chi ha la musica nel sangue può anche solo pensare di realizzare!
Provare per credere e godetevi il live al The Late Show (ed ecco svelato il parallelo con James Brown!)







lunedì 20 febbraio 2012

La voce è uno strumento

E' stato ospite del festival di San Remo proprio quest'anno, assieme ad altri grandi esponenti della musica mondiale ed ha saputo tener testa al mito che rappresenta.
Al Jarreau è un cantante statunitense, celebre per la sua versatilità, tanto da essere l'unico al mondo ad aver vinto 3 Grammy in tre categorie diverse: Jazz, Pop e R&B.
Ne trovate  la bio-discografia su Wikipedia, ma vorrei pubblicare questo video che mette a fuoco il suo grandissimo carisma e quell'abilità oggi piuttosto in disuso dello SCAT.
Lo Scat è una tecnica che consiste nel riprodurre attraverso la voce, suoni e fraseggi più vicini a quelli degli strumenti piuttosto che ad una melodia vocale classica.
Generalmente viene improvvisata ed è caratterizzata da ritmiche complesse e repentini cambi di altezze, cosa decisamente compromettente per un testo.
Nello Scat infatti non esistono parole, si emettono suoni fatti di sillabe o versi che possano imitare strumenti a fiato, percussivi, a corde o semplici rumori.
Alcuni sostengono che l'inventore di questa tecnica fosse Luis Armstrong, ma in realtà di esempi simili se ne trovano già agli inizi del secolo.Questa pratica si è sviluppata nel Jazz, genere libero all'improvvisazione per eccellenza, per poi essere adottata da tantissimi artisti e trasversalmente in tutti i generi.
Tra i più noti spicca appunto Al Jarreau, aiutato anche da una grande estensione, da una timbrica meravigliosa e da una voce molto potente. Anche personaggi quali Bing Crosby, Ella Fitzgerald, Aretha Franklin e Dizzy Gillespie erano soliti giocare e "suonare" grazie allo Scat.
Più recentemente il grande Freddy Mercury, soprattutto dal vivo, si divertiva ad incantare il pubblico con questa abilità, spesso interagendo con la chitarra di Bryan May mentre, l'ultimo cantante ad aver portato al successo lo Scat-Style, è stato John Paul Larkin, meglio conosciuto come Scatman John.. appunto!
In Italia sono celebri i passaggi e gli stacchetti utilizzati da Lucio Dalla, uno dei cantanti nostrani che più attinge da questo repertorio, mentre nel rock è celebre la canzone Twist dei Korn, anche se per alcuni, tra i versi in stile Scat, si nasconde un testo tutt'altro che insensato!



venerdì 17 febbraio 2012

Italiani, i padri del Vido Clip

A pensarci bene non sorprende nemmeno così tanto, dopotutto l'Italia può tranquillamente essere definita la patria dell'arte, nella quasi la totalità delle sue forme. E' davvero esistita un'Italia creativa, all'avanguardia rispetto al mondo, amata dall'America, copiata dalla Francia, invidiata dalla Germania e così via.
In attesa che si ritorni ai dovuti fasti, lasciandoci alle spalle anni di una disastrosa gestione dello spettacolo che ha smesso di coltivare talenti e puntare sulla creatività, vorrei aprire una nuova rubrica, con il tag di VIDEO CLIP.
Da sempre sono innamorato di quest'arte, che unisce due mie grandi passioni, la musica e il video, creando spesso piccole perle capaci di emozionare più della canzone che supportano.
E' piacevole sapere che questa forma d'espressione è nata in Italia, anche se spesso si sostiene il contrario.
In questo video del TG2 Dossier, che hanno ripescato e trasmesso qualche sera fa, c'è tutto spiegato, insomma un bel modo per iniziare una nuovo capitolo.

Cinebox & Scopitone from mb on Vimeo.

mercoledì 15 febbraio 2012

Verità Olimpica

Non entro nel giudizio della decisione di Monti a rinunciare alla candidatura per le Olimpiadi 2020, ma ne capisco molto bene il motivo.
La cosa che mi infastidisce è che per l'ennesima volta si sprechi un'occasione per dire la verità.
Le Olimpiadi sono non solo un vanto per un nazione, ma possono essere un'opportunità enorme. Se ben gestite fruttano ricchezza e denaro, si pensi al turismo, alle forme pubblicitarie, ai contributi Europei e privati a cui si può attingere per migliorare una città e all'enorme cartolina che si manda in tutto il mondo, con le conseguenti maggiori entrate per l'erario!
Perchè quindi non dire l'ovvio, perchè non ammettere dall'alto della sobrietà e del coraggio che questo governo stà cercando di ostentare la sacrosanta verità?
L'Italia rinuncia alle Olimpiadi perchè NON E' IN GRADO DI GESTIRLE, perchè abbiamo degli amministratori che sono secondi solo ai politici nella trasparenza e nella capacità di gestire investimenti importanti.
Roma paga ancora gli scempi per i Mondiali di Nuoto 2009, stendiamo un velo sui Mondiali di Italia 90 e abbiamo già davanti agli occhi le polemiche per l'Expo 2015 di Milano.
Non siamo in grado di gestire una nevicata, di recuperare una città come l'Aquila che ha visto mobilitarsi mezzo mondo prima di essere abbandonata a se stessa. Da noi un km di autostrada costa il doppio rispetto a qualsiasi altro paese, si paga il prezzo della corruzione e ci siamo arresi all'incapacità cronica del Parlamento a cambiare le cose (o almeno a smettere di promuoverle!).
Quindi, per cortesia, diciamoci la verità, non si partecipa ad una competizione se si ha uno svantaggio tale da rendere dannosa un'opportunità, e siamo chiari, perchè magari, qualcuno inizi ad aprire gli occhi e alle prossime elezioni provi a guardare quanto fatto in passato e non a sentire le promesse per il future alle quali, oggi,  non crede più nemmeno chi le fa!

martedì 14 febbraio 2012

San Valentino

Nemmeno si riesce a risalire all'esatta derivazione di questa festa, ma di certo è sempre un'opportunità per qualcuno o per qualcosa.
Siccome resto dell'idea che ogni occasione sia buona per far festa, anche il solo fatto di essere vivi, ben venga anche S.Valentino, ma con una piccola richiesta a chi ci martella da giorni:
Ci dite cosa regalare, cosa dire o cosa comprare di già scritto, cercate di convincerci che il vero amore sia fatto di peluches, canzoni romantiche, poesie strappacuore e magari gioielli che promettano al posto nostro.
Noi sopportiamo e qualcuno può anche crederci, ma sia ben chiero, nessuno ha il diritto di insegnarci ad amare ed il vero augurio da farci è che ogniuno lo faccia a modo proprio!
Cara Francesca, come dicevano i romanticissimi RAMONES: Baby I Love You!

venerdì 10 febbraio 2012

Le 42 corde di Picasso.


Pat Metheny è un celebre chitarrista statunitense che ha iniziato la propria carriera nientemeno che con Jaco Pastorius.
Linda Manzer è una "mastro liutaia" canadese, famosa per le sue creazioni di strumenti decisamente artistici, non solo sotto l'aspetto musicale.
Picasso è .. bè lo sapete!
Nel 1984, Pat chiede alla liutaia Linda di creare per lui una chitarra con il maggior numero di corde possibile, naturalmente suonabile e ben calibrata!
Linda si mette al lavoro e crea questa 42 corde dalla forma particolarmente spigolosa, quasi cubistica.
Di qua la decisione di chimarla PIKASSO, chiudendo un cerchio di arte, musica, genialità!

mercoledì 8 febbraio 2012

Invincibili

Si è spento Akira Iwanaga, che con l'amico e collega Tsutomu Yamaguchi potrebbero tranquillamente definirsi, in assoluto, gli uomini più fortunati e contemporaneamente più sfortunati del pianeta.
La loro fortuna, immensa, deriva dal fatto che entrambi furono tra i pochi sopravvissuti al bombardamento atomico della seconda guerra mondiale in Giappone.
La loro sfortuna, sconfinata, e che lavorando ad Hiroshima, vennero immediatamente richiamati, in seguito al disastro che polverizzò la città lasciandoli incolumi, proprio in sede a Nagasaki!
Lì Akira e Tsutomu, subirono lo stesso orrore per la seconda volta in pochi giorni, e miracolosamente, per la seconda volta si salvarono.
Inutile dire quanti pochi furono i superstiti ai bombardamenti, e incredibilmente non subirono nemmeno conseguenze compromettenti per la loro vita, visto che entrambi superarono i 90 anni!
Se volete saperne di più ecco un paio di link link, ma esiste anche un film sulla loro vicenda (di Niju Hibaku Due volte sotto le bombe) e migliaia di testimonianze rese dagli stessi protagonisti.
Entrambi, infatti, dedicarono la loro vita a raccontare l'orrore vissuto, battendosi per un mondo libero da quest'arma assurda, ma che, fortunatamente per loro, fu incapace di uccidere due persone invincibili!

lunedì 6 febbraio 2012

E' il mondo che amiamo?

E se il mondo che amiamo non fosse quello ci si attendeva?
Se in tutti questi anni avessimo sbagliato strada, anche grazie al consiglio di chi ci ha guidato male?
Se alla fine il grande sogno che hanno vissuto i nostri genitori, quelli che sono passati da una TV ogni 6 famiglie a 3 TV in ogni casa, quelli che hanno avuto genitori che hanno patito la fame e hanno figli che necessitano di diete, che hanno potuto fare i soldi quando i soldi valevano qualcosa, che hanno visto il progresso e ora un po' lo soffrono, quelli che hanno visto davvero la differenza tra la crescita e la crisi... insomma,  se questo sogno non fosse così fedele alla nostra realtà?
Se davvero avessero avuto ragione i nostri nonni che vedevano nella terra, concreta, fertile e faticosa, l'unica ricchezza e che con tanta diffidenza credevano ai lavori "intellettuali", alle contraddizioni del consumismo che strideva con i loro stili sobri e parsimoniosi?
La verità stà nel mezzo, il progresso ci ha salvati, arricchiti, istruiti ed agevolati, ma l'aver perso di vista la cruda realtà ci ha portata ad una deriva pericolosa da cui è faticoso rientrare.
Ci hanno insegnato che sostituire è meglio di riparare, che la confezione è più importante del prodotto, che la teoria è più importante della pratica e che l'apparire è più importante dell'essere. E per un certo periodo questo è stato vero, anche se non per tutti.
Un'oggetto che non si ripara è più fragile ma meno costoso, un vantaggio per chi lo costruisce, potrà vendere di più, abbassare i costi di produzione e meccanizzare gli impianti, standardizzando le catene e liberandosi del costoso, lento e problematico lavoro manuale. Felice l'azienda e felice l'acquirente, conquistato dal risparmio immediato che però, probabilmente, verrà cancellato al primo intoppo funzionale.
E che dire della confezione? Per secoli i contenitori sono stati preziosi per l'uomo, dalle anfore ai bauli, dalle pentole ai secchi, trasformati di colpo in spazzatura, involucri  usa e getta per contenuti spesso dal valore inferiore. Pensiamo alle lattine, le bottiglie di plastica, le buste e i sacchetti, le confezioni per i medicinali (che poi buttiamo praticamente intatti perché scaduti: quando impareremo a stare male per tutta la durata del blister!), insomma, imballaggi sproporzionati per il loro compito!
Se poi ci aggiungiamo che questi prodotti attraversano il mondo per soddisfare il nostro BISOGNO di mangiare verdure fuori stagione, bere acqua che arriva da sorgenti lontane, reperire alimenti che un tempo si trovavano in ogni famiglia, ogni orto e in ogni stalla, mentre oggi devono percorrere migliaia di km per arrivare sulle nostre tavole... Dopotutto perchè stupirsi? Oggi sappiamo che la teoria è più importante della pratica: a chi importa se un azienda ha buoni serivizi, ottime idee e capacità quando quello che conta è che riesca a sopravvivare sui mercati, magari speculando in borsa! E' comunque degna di rispetto, anzi, si osanna chi la guida, almeno fino a quando non fallisce miseramente al primo cedimento finanziario, o ci si accorge di aver investito in settori inutili, a costi esorbitanti, abbandonando i concetti base del buon senso, fondamentalmente per incompetenza e distrazione.
Ma se ho le carte in regola oggi a chi importa delle mie capacità? Se sono elegante a chi importa se posso mantenermi? Se parlo bene a chi importa se non credo in ciò che dico?
Invece adesso tutto questo sembra vacilliare.
Oggi scopriamo che se si fermano i camionisti manca tutto, mentre i nostri prati sono pieni di prodotti che devono essere lavorati a centinaia di km per poter essere utilizzati.
Ci accorgiamo che siamo dipendenti dal superfluo, che senza benzina siamo paralizzati ed è tragicamente vero.
Ci accorgiamo che siamo pieni di brillanti giovani laureati, ma che sempre più spesso non servono a nessuno, perché da un lato manca chi ha il potere per investirci sopra e dall'altra sono saturi i posti a loro competenti. Diventa al contrario sempre più difficile trovare un artigiano capace e competente, un bracciante che non lo faccia per necessità e a cui venga riconosciuta la giusta dignità, una politica sociale che sappia nuovamente rilanciare il lavoro professionale e di competenza, per anni abbandonato e sottovaltuato, ma che oggi offre gli unici sbocchi sul mercato del lavoro.
Emergono le ipocrisie dei mercati viziati, in cui, per esempio, le cooperative competono con i privati avendo presupposti e agevolazioni diverse, diventando quindi vere e proprie aziende.
Crolla l'illusione dei contributi, sistema fallito che ha portato il devasto delle piccole realtà a favore dei grandi gruppi. Questi spesso e volentieri sono indotti a produrre più ottenere il contributo che non per tutelare la tradizione o il territorio, colossi che nascono, uccidono il piccolo produttore stravolgendo il mercato dei prezzi, per poi andarsene quando il gioco non vale più la candela.
Solo a Farigliano hanno chiuso negli ultimi 30 anni più di 20 negozio, decine di piccoli allevamenti, non so quante cascine e attività famigliari capaci di mantenere più nuclei con una sola attività, la cui concorrenza era stabilita da qualità e capacità, i cui prodotti erano garantiti da chi te li vendeva e spesso li produceva, riparava e sostituiva.
Certo questo andava a discapito della scelta e a volte magari del prezzo, ma siamo sicuri che oggi fare da 10 a 50 km per poter scegliere tra 6 tipi diversi di acqua e risparmiare qualche euro sul detersivo (per poi ritrovaselo sulla merendina che spesso nemmeno ci serviva) sia stata un'evoluzione?
Insomma, se le cose non funzionano forse dovremmo chiederci se noi stessi facciamo parte del guasto.
Forse bisognerebbe


giovedì 2 febbraio 2012

Death Cab for Cutie - Codes and Keys (2011)

Esiste un tempo anche per i dischi.
La prima volta che ho ascoltato questo, nel tardo ottobre dell'anno passato, non mi aveva detto nulla, o meglio, non mi aveva lasciato traccia.
Già conoscevo alcuni singoli passati sulle webradio, conoscevo da tempo i Death Cab for Cutie, ma l'avevo lasciato così, in bilico tra il passabile e l'inutile.
L'altra sera, andando al lavoro nel tropicale "Rio Lupo", rigorosamente a piedi, al buio e sotto la neve (ci sono luoghi da cui le macchine non riescono a tornare ...) il mio lettore ha fatto ripartire questo disco, e la pigrizia di togliere i guanti per passare oltre, me lo ha fatto accettare.
Destino o predisposizione, ecco che "Code and Keys" ha fatto breccia, era la colonna sonora perfetta per quella passeggiata allargata poi all'intera serata.
Ecco quindi capito un disco che avrei abbandonato, certo niente di monumentale, ma decisamente ideale per attimi come quello.
Sarà la neve, i ritmi un po' blandi, quel paesaggio cinereo che da giorni si impone sul nostro circondario, ma passeggiare con Unobstructed Views ha il suo perchè!
Code and Keys è il settimo disco dei Death Cab for Cutie, band che negli ultimami anni ha goduto di un'ascesa impressionante, sia a livello di critica, sia a livello di pubblico.
Il disco è prodotto da Alan Moulder, lo stesso di "Sam's Town" dei Killers, e si sente molto la sua influenza, specie se paragonato ai dischi del passato.
Insomma, se volete approfittare di questa neve e ascoltarci un disco passeggiandoci sotto, questo è il mio consiglio!



martedì 31 gennaio 2012

Hang, l'UFO Armonico.


La prima volta che ho visto suonare questo strumento ero in pieno addio al celibato in quel di Barcellona. Ne va da se che il ricordo è parecchio confuso, ma ricordo di aver pensato e pontificato: che meraviglia!! di certo si tratta di uno strumento che arriva dalla notte dei tempi, ha qualcosa di mistico ed orientale!
Infatti lo HANG arriva dalla Svizzera ed è stato inventato nel 2000 dalla PANArt!
Felix Rohner e Sabina Schärer sono due artigiani di Berna, che da anni studiano il mondo delle percussioni e le loro sonorità.
Nel 2001 presentano questo strumento alla fiera di Francoforte suscitando un grande interesse poi dilagato in svariate produzioni originali ed imitative.
In Italia si trova come DISCO ARMONICO, che nonostante alcune piccole differenze, rispetta a pieno il progetto originale e la tipica forma ad UFO!
Ecco la magia di questo recente e occidentale strumento musicale!



sabato 28 gennaio 2012

METALLICA: ecco il “Black Album” tour!



Per festeggiare i 20 anni dall'uscita del Black Album i Metallica partono per l'ennesimo Tour mondiale con uno show completamente dedicato a questo capolavoro.
Non è la prima volta che i Metallica fanno una cosa simile, ricordo il tour del 2006 quando per la gioia mia e di tutti i presenti, suonarono per intero tutto il disco MASTER OF PUPPETS, sempre per celebrarne il ventennale.
Pare quindi sacrosanta questa forma di autotributo, sopratutto per il Black Album, disco che ha cambiato la storia del metal mondiale (soprattutto in termini di vendite!) e segnato profondamente la mia vita(cosa mica da ridere)! Credo sia in assoluto il disco che ho ascoltato, suonato e vissuto di più!
Certo questo live non avrà molte sorprese, per chi come me li segue praticamente da sempre, molti pezzi del B.A. sono praticamente presenti in tutti i live e gli altri passano spesso nelle loro scalette (cosa ben diversa fu per Master of Puppets!).
Si tratta però di un evento unico da non perdere!
Peccato solo si svolga ad UDINE, non proprio a due passi, ma vedremo il da farsi! (chi si unisce?)

giovedì 26 gennaio 2012

Maylene and the Sons of Disaster - III (2009)

Nel 1871 nasce Arizona Donnie Clark, il cui vero nome era Kate, ma che passò alla storia come "MA' BARCKER".
La storia di questa donna, potete trovarla in giro sul web, o con un po' più di pazienza nella letteratura, sia biografica, sia romanzata in tantissime opere ispirate al mito delle bande criminali americane dell'inizio del secolo scorso.
Riassumendo, dopo una sventurata serie di eventi, questa donna si è trovata a dover allevare 7 figli, anche se solo di 4 si conoscono le gesta (probabilmente perche gli altri tre erano femmine..), arrangiandosi spesso a discapito della legge.
Con gli anni i figli divennero grandi, spietati e temuti criminali, membri di una delle bande più popolari dell'epoca, tanto da diventare un mito, anzi il mito della banda Karpis-Barker.
Questa banda, composta dalla famiglia Barker e dagli uomini di Alvin Karpis, si disse fosse spietata quanto intelligente, e lo stesso mito vuole che proprio l'intelligenza fosse il contributo Ma Barker, una donna che nella vita, nel bene e soprattutto nel male, ha saputo cavarsela grazie alla sua grandissima forza d'animo.
A questa Americana famiglia Criminale, si ispira l'intero progetto dei MAYLANE AND THE SONS OF DISASTER, band stoner e metalcore dell'Alabama, nuovo progetto di Dallas Taylor, ex cantante degli Underoath.
I dischi che hanno pubblicato dal 2004, anno del loro debutto, sono tre, il primo omonimo e gli altri "II" e "III", insomma, schietti e sinceri!
Il disco che mi ha conquistato è l'ultimo "III" uscito nel 2009, con sonorità molto vicine al trash metal e un carattere decisamente in linea con la loro ispirazione.
Vi invito all'ascolto, magari ripercorrendo le gesta di Ma Barker!

martedì 24 gennaio 2012

Tony Royster Jr

Tony Royster Jr. è di certo tra i miei batteristi preferiti, forse per lo stile piuttosto aggressivo, forse per la fortissima carica ritmica particolarmente funk, R&B e Rock, o forse semplicemente perché è un vero fenomeno.
Nato in una famiglia di musicisti Tony non tarda ad imporsi come bambino prodigio, calcando le scene già dall'età di 11 anni.
Lo studio e il talento naturale lo portano a diventare un guru della batteria moderna, ospite fisso in tantissimi festival e richiesto da molti artisti come turnista o ospite delle proprie esibizioni.
Se cercate la biografia o volete saperne di più ecco qualche info sul web e il suo myspace, mentre per farvi un'idea ecco una sua esibizione di qualche anno fa!

sabato 21 gennaio 2012

Addio con un click!


Chi l'avrebbe immaginato che un colosso come la Kodak venisse schiacciato dalla tecnologia che proprio la stessa azienza ha contribuito a diffondere e sviluppare.
La Kodak è leader nel settore fotografico da oltre 130 anni, ma si arrende al mercato, forse per scelte sbagliate, forse per perchè non ha saputo resistere ai cambiamenti della nuova era digitale, ma di certo porta con se una sorta di poesia che non tutti oggi possono condividere.
Era la magia della fotografia analogica, non quella professionale di oggi, ma quella famigliare, quella che ha invaso il mondo con le usa e getta, che tutti abbiamo provato durante le gite, i campeggi e le feste della nostra infazia o adolescenza.
Si chiude un'altra "fabbrica di sogni", almeno per chi l'ha vissuta attraverso l'associazione tra fotografia e i momenti più belli ed importanti, lasciando dietro di se quintali di scatti destinati a sbiadire e qualche pubblicità che oggi fa malinconicamente sorridere.









giovedì 19 gennaio 2012

L'anima nera del Soul bianco

Otis Redding, Sam Cook, Aretha Franklin, James Brown, Marvin Gaye e Ray Charles hanno diverse cose in comune, ma sopra ogni altra li accomuna la passione per la musica, in particolare per il Soul.
Il Soul, letteralmente "anima", nasce dalla fusione di due grandi generi musicali, il Rhythm and blues ed il Gospel. E' dunque facile intuire il perché del nome Soul, che caratterizzava al meglio il risultato coinvolgente e spirituale di questa musica che era aveva un'altra caratteristica fondamentale: il colore della pella di chi la faceva.
Tutti gli artisti sopracitati, ma la quasi totalità dei nomi che dagli anni 60 hanno contribuito all'esplosione del Soul, erano di colore, forti di un grande riscontro da parte delle minoranze etniche, ma anche del favore di un pubblico sempre più trasversale, specie con l'avanzare delle contaminazioni che andavano ad evolvere questo genere.
I cantanti bianchi che si avvicinavano al soul in quegli anni, venivano spesso passati alle radio lasciando intendere che fossero neri, proprio per non perdere i favori della comunità, in una sorta di razzismo al contrario (rispetto alla situazione generale dell'epoca) o meglio di un fortissimo e quasi maniacale sentimento di appartenenza.
A metà degli anni '60, George Woods, guru radiofonico della WDAS-FM, specializzata in R&B, definisce il duo biaco Righteous Brothers (proprio quelli della colonna sonora del film Ghost uscito molti anni dopo) cantanti di "blue-eyed soul", sdoganando definitivamente il bianco nel colore del soul.
Il soul dagli occhi blu divenne presto il Soul Bianco, con esponenti del calibro di Joe Cocker, Rod Stewart, Van Morrison  e così via.
Contaminazioni e mode musicali hanno poi favorito l'evouluzione del soul, soprattutto mescolandosi al funk, e successivamete con l'avvento dell'Hip Hop e del Rap, causando un'impoverimento degli artisti e delle realtà tradizionali.
Nell'ultimo decennio però il Soul Biaco ha vissuto una nuova primavera, grazie soprattutto al talento e alla sfortunata carriera di Amy Winehouse, capace di rilanciare questo genere dai colori contrastanti.
Anime nere dal volto bianco, che soprattuto in Inghilterra continuano ad imporsi, come Duffy o la stessa Adele, ultima stella nel firmamento del blu-eyed soul.
Spesso dietro ai grandi successi ci sono storie che varrebbe la pena approfondire, perchè la musica non è solo vendite, spettacolo e personalità, la musica, come l'arte è spesso storia e cultura.



martedì 17 gennaio 2012

Una band a 10 mani... e una chitarra

Sono il nuovo fenomeno musicale web, e direi che se lo meritano, almeno per l'organizzazione e, in tempo di crisi, per il risparmio strumentale!